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Lettera aperta al Ministro Valditara a proposito di contraddittorio, pluralismo e ispezioni
Gentile ministro Giuseppe Valditara, L’Educazione Civica, secondo le linee guida, «favorisce il riconoscimento di valori e comportamenti coerenti con la Costituzione attraverso il dialogo e il rispetto reciproco, volti a incoraggiare un pensiero critico personale, aperto e costruttivo». Tutti obiettivi che, a nostro avviso, dovrebbero sempre caratterizzare i processi educativi. Non a caso la nostra Costituzione (art. 33) mette al centro la libertà di insegnamento per garantire la formazione di cittadine/i libere/i e consapevoli. La scuola pubblica statale italiana, a partire dal reclutamento dei docenti, garantisce professionalità e pluralità di presenze, diversamente dalle scuole private (abbondantemente finanziate dal governo di cui Lei è un autorevole esponente) che assumono il personale con altri criteri privatistici e di omogeneità ideologica. Comprenderà, quindi, il nostro stupore (e la nostra indignazione) di fronte alle ispezioni decise dal “Suo” ministero in seguito all’intervento, in alcune scuole, di un’alta carica dell’ONU. Ispezioni apparentemente giustificate dalla necessità di verificare delle ipotesi di reato legate ad alcune dichiarazioni rilasciate dalla Relatrice Speciale. Ispezioni che sono state immediatamente seguite da una circolare che alludeva alla necessità del rispetto del pluralismo che ha avuto come effetto immediato la cancellazione di diverse iniziative educative già programmate. Una censura, in evidente contrasto con il citato art. 33, avvenuta, peraltro, senza rispettare quanto previsto dalla normativa vigente (OOCC). Una censura che non accettiamo anche perché in evidente contrapposizione con un corretto metodo educativo che deve abituare gli studenti ad ascoltare, a valutare argomenti diversi, a documentarsi e a formare una propria opinione ragionata. Educare, infatti, non significa incoraggiare uno scontro fra opposte fazioni, ma imparare a contrastare i pregiudizi, non a promuoverli. Il corpo docente deve, infatti, guidare gli studenti nella valutazione delle fonti e delle argomentazioni, sempre nel rispetto della scientificità dei ragionamenti e della dignità della persona. Nel caso specifico, non vorremmo che il suo intervento fosse stato motivato soltanto dalla preoccupazione che la Relatrice delle Nazioni Unite avrebbe potuto condannare alcuni comportamenti dello Stato o dell’Esercito israeliani. D’altro canto non ci risultano interventi da parte del Ministero da lei diretto intesi a garantire la presenza di un contraddittorio pacifista o antimilitarista nei numerosissimi casi, denunciati dall’Osservatorio, di presenza di esponenti delle Forze Armate con funzioni didattiche o di orientamento nelle scuole. Peraltro, se queste Sue preoccupazioni fossero reali, Ella dovrebbe proporre di affiancare, ogni giorno, accanto a ciascun docente un “controllore ministeriale”, per verificare che nel lavoro quotidiano nessuno/a si dedichi alla propaganda e all’indottrinamento, ipotesi decisamente improbabile, poiché, al contempo, anticostituzionale e irrealizzabile, visto che il Suo governo predilige le spese militari e non quelle sociali. Ci avviciniamo al 27 gennaio, con tutto il carico storico e emotivo che questa data comporta. Immaginiamo che Lei non proporrà, per garantire il pluralismo, che nelle attività programmate siano presenti relatori sostenitori della validità del programma di distruzione degli ebrei d’Europa praticato dal regime nazista e dai suoi alleati. Nel Giorno della Memoria preferiamo ricordare Primo Levi. Pensiamo, infatti, che sia decisivo andare oltre la dicotomia annientatrice (carnefici da una parte e vittime dall’altra), perché solo una logica capace di cogliere la complessità può evitare di farci ricadere nella disumanizzazione: ieri con il programma segreto di eutanasia della Germania nazista (Aktion T4) e i successivi campi di concentramento, oggi con il genocidio nella Striscia di Gaza. Questo è per noi il compito fondamentale della scuola della Repubblica, censure e imposizioni fanno parte di un passato di cui non andare fieri. Cordiali Saluti Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Alla Scuola di Polizia lezioni sioniste sulle menzogne della Palestina: e il contraddittorio?
Ci siamo imbattuti in un articolo pubblicato su «Il Fatto Quotidiano» di inizio 2026 dal titolo E per i futuri agenti seminario su Gaza: “Sono tutte bugie” di Stefania Maurizi. In sostanza si denunciava un corso di aggiornamento alla scuola di polizia italiana tenuto da una associazione sionista, di nome ISGAP, che da anni opera una perseverante campagna contro i palestinesi, la cultura woke e la campagna di boicottaggio, il cosiddetto BDS. Sarebbe utile consultare il sito https://isgap.org/  e le pubblicazioni contenute a cura del Institute for the Study of Global Antisemitism & Policy (Isgap), per comprendere il tenore delle argomentazioni: «Il Genocidio contro Gaza? Non è mai esistito, si tratta di una macchinazione orchestrata dagli antisemiti, nelle università e nelle scuole sono in corso mobilitazioni a favore del popolo palestinese? sono frutto dell’odio e della penetrazione dei Fratelli Musulmani». Il Fatto Quotidiano riporta la notizia che l’Isgap avrebbe condotto un seminario alla Scuola di polizia italiana, la domanda che sorge spontanea è: per quale motivo ogni qual volta si parla della questione palestinese nella scuola il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara richiama al contraddittorio, ma se invece si tratta di formare i futuri tutori dell’ordine la sola campana ascoltata è quella degli ambienti sionisti che, come abbiamo visto, oscura e ridicolizza ogni posizione critica proveniente anche dalle stesse comunità ebraiche? Ma, attenzionato nei minimi particolari è proprio il mondo dell’istruzione, dalle scuole secondarie alle università pubbliche e private. Sia sufficiente menzionare una pubblicazione Negazione del terrorismo nel campus » ISGAP, da cui estrapoliamo un passaggio eloquente: «Alcuni studenti, principalmente stranieri o migranti provenienti da paesi anti-israeliani e antisemiti, sono arrivati negli Stati Uniti e in Europa con convinzioni predeterminate e radicali, percepiscono gli ebrei come malvagi e promuovono l’antisemitismo, opponendosi anche all’esistenza dell’unico stato ebraico – sostengono qualsiasi opposizione agli ebrei, all’ebraismo e a Israele. Alcuni studenti possono essere indottrinati in ideologie estremiste attraverso forum online, istituzioni religiose, centri accademici finanziati da paesi stranieri o gruppi di pari, portandoli a sostenere atti di terrorismo come mezzo per promuovere le proprie convinzioni. Le organizzazioni estremiste che finanziano centri “islamisti” o radicali di sinistra americani ed europei spesso si attaccano a individui vulnerabili, offrendo loro un senso di scopo e appartenenza attraverso ideologie radicali». Lo schema è sempre lo stesso, che ritroviamo anche su certa stampa occidentale, ossia che esiste un indottrinamento studiato a tavolino: i centri studi, le istituzioni religiose e non, i forum sono costruiti ad arte per l’indottrinamento, non mancano occulti finanziatori, si denuncia la saldatura tra islamisti e radicali di sinistra europei e statunitensi. Ergo, qualunque sia l’iniziativa deve essere attenzionata, sminuita, denunciata e repressa con un immediato capovolgimento della realtà (forse chiunque critichi l’operato di Israele è un nemico influenzato dal terrorismo israeliano?). Le pressioni sono indicibili perfino sul Parlamento europeo per spingere i Paesi UE a prendere posizione contro i movimenti filopalestinesi, quanto accade in Francia, Germania e Inghilterra tra arresti e messa fuori legge di organismi di solidarietà con il popolo palestinese dovrebbe essere fonte di insegnamento: I campus europei abbracciano l’aumento dell’antisemitismo: presentato al Parlamento Europeo (Bruxelles) » ISGAP. Sono quindi gli/le insegnanti, i/le ricercatori/trici, gli studenti e le studentesse mobilitatisi da mesi contro il genocidio i principali agenti dell’odio e della discriminazione; è il mondo della conoscenza a rappresentare un pericolo per la normalizzazione culturale e la propaganda del riarmo oltre al sostegno acritico verso l’operato di Israele che caratterizza la politica estera di tanti Paesi. E, alla luce di queste considerazioni, si capiscono meglio le ragioni delle ispezioni nelle scuole ordinate dal Ministro Giuseppe Valditara. Ci vogliono obbedienti e supini a una narrazione unica, quella narrazione che un sapere critico sa invece smontare e ridicolizzare. E articoli come Segui il denaro: Qatar e i Fratelli Musulmani finanziano l’istruzione superiore negli Stati Uniti » ISGAP dovrebbero indurre a riflettere sulla campagna di odio che ormai accompagna ogni dichiarazione di Francesca Albanese e di altri attivisti schierati contro il colonialismo da insediamento e il genocidio, è quel genere di giornalismo che presto prenderà il sopravvento anche in Italia. Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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