Carrefour: dalla complicità all'autodistruzione. Tre anni di campagna
DAL 2022 CARREFOUR BENEFICIA DELLA COLONIZZAZIONE DI INSEDIAMENTO DELLA
PALESTINA E DEL SISTEMA DI APARTHEID IMPOSTO DA ISRAELE.
Facendo accordi con società coinvolte (Electra Consumers Products e la sua
filiale Yenot Bitan), trae profitto dall'occupazione e viola il diritto
internazionale. Le filiali israeliane di Carrefour forniscono pacchi dono ai
soldati israeliani che stanno attuando il genocidio a Gaza, mentre fame e sete
sono usate come armi contro i palestinesi. Ha inoltre all'attivo partnership con
aziende israeliane che operano nell'ambito di analisi dati, intelligenza
artificiale e cybersecurity, ritenute fondamentali per il controllo della
popolazione palestinese.
Sostenere l'economia degli insediamenti rafforza strutture che impediscono la
fine dell'occupazione e contribuisce a perpetuare la privazione dei diritti
fondamentali dei palestinesi. L'occupazione ha conseguenze devastanti sulla
mobilità, sull'accesso alle risorse e sulla libertà economica della popolazione
palestinese. Carrefour ha cessato le operazioni in diversi paesi mediorientali a
causa del clima commerciale e delle pressioni di boicottaggio. E ora si prepara
a lasciare anche l'Italia, dopo la vendita di Carrefour Italia alla società
NewPrinces Group.
VISTE LE GRAVI COMPLICITÀ DEL MARCHIO, CHIEDIAMO AL NUOVO ACQUIRENTE DI
RESCINDERE AL PIÙ PRESTO OGNI LEGAME CON CARREFOUR SENZA ATTENDERE I TRE ANNI
IPOTIZZATI PER LA SOSTITUZIONE DELLE INSEGNE, IN QUANTO QUESTE COMPLICITÀ CI
RISULTANO ESSERE IN NETTO CONTRASTO CON IL CODICE ETICO DI NEWPRINCES GROUP.
Insieme, in questi anni, abbiamo costruito una campagna di boicottaggio che è
stata molto più di un appello al consumo critico.
È stato uno spazio di incontro, di organizzazione e di presa di parola
collettiva alla quale hanno contribuito Ultima Generazione, Potere al Popolo!,
Non Una Di Meno, Global Movement to Gaza, compagni e compagne dei sindacati di
base e di altre realtà come Torino per Gaza, Bologna per la Palestina, il
Vittoria a Milano, Ostiantifascita a Roma, Giovani Palestinesi a Bologna e tanti
altri cittadini che si sono uniti alle nostre azioni. Abbiamo attraversato
territori, intrecciato relazioni, portato il tema della complicità economica con
il sistema di apartheid israeliano fuori dalle nicchie militanti e dentro il
dibattito pubblico.
Abbiamo informato, discusso, coinvolto nuove persone, rafforzato le reti già
esistenti e contribuito a rendere visibile una responsabilità che spesso viene
nascosta o normalizzata.
Abbiamo praticato una forma di lotta dal basso, determinata e costante, che
mette al centro la solidarietà con il popolo palestinese e il rifiuto di ogni
complicità con colonialismo, occupazione e genocidio.
UNA LOTTA CHE SI INSERISCE NEL PERCORSO PIÙ AMPIO DEL MOVIMENTO BDS, FATTO DI
PRESSIONE, CONSAPEVOLEZZA E AZIONE COLLETTIVA. CARREFOUR LASCIA L'ITALIA, MA LA
CAMPAGNA BDS È GLOBALE E LA DENUNCIA CONTINUA.
Continuiamo a boicottare, a organizzarci, a costruire alleanze e a lottare
finché giustizia, libertà e autodeterminazione non saranno una realtà per la
Palestina.