Tutto..ma non i test INVALSI
La famiglia dello studente ha il diritto di accedere, comprendere ed entrare nel
merito della documentazione scolastica. Lo sanciscono le norme e lo Statuto
degli Studenti e delle Studentesse. Lo ribadisce il TAR del Veneto. Purtroppo
questo diritto non vale dinanzi all’INVALSI.
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La famiglia dello studente ha il diritto di accedere, comprendere ed entrare nel
merito della documentazione scolastica.
Lo sanciscono le norme sulla trasparenza amministrativa, quelle del nostro
ordinamento scolastico, lo Statuto degli Studenti e delle Studentesse.
Lo ribadisce il TAR del Veneto nella sentenza 2074/2025, di cui dà notizia il
Sole24ore.
Dinanzi alla richiesta di accesso ai compiti scritti, ai criteri di valutazione
e ad ogni documento riguardante lo studente da parte dei genitori, il Tribunale
Amministrativo ritiene che il rifiuto da parte dell’Istituzione scolastica sia
illegittimo e .
I documenti richiesti sono utili per comprendere, ed eventualmente contestare,
le scelte della scuola e degli insegnanti.
Purtroppo questi diritti non sono esercitabili dinanzi all’INVALSI.
Nonostante:
-i test INVALSI siano individuali e certifichino le competenze dei singoli
studenti (Dl.g 62/17)
-i risultati entrino nel loro curriculum digitale (L.164/25)
alle famiglie che fanno richiesta di poter accedere ai dati delle prove svolte
per comprendere la logica della correzione e del punteggio acquisito, viene
negato l’accesso.
Il Garante della Privacy, a cui si è fatto ricorso, tace da oltre 8 mesi; forse
è occupato in altro.
A quanto pare solo le valutazioni umane dei docenti sono soggette a controllo,
per chi può permetterselo. Chi tutela il diritto collettivo degli studenti di
poter accedere e comprendere dati che sono obbligati a cedere e che li
riguardano?
L’INVALSI vive in uno stato di eccezione?