Uno strumento per condividere le esperienze e coordinare attività e iniziative
Dal lavoro congiunto di mobilitazione, organizzazione e inchiesta degli ultimi
mesi che ha coinvolto diverse realtà e lavoratorə di Pisa, Firenze, Livorno, La
Spezia e Carrara nasce HUB, un bollettino che raccoglie inchieste e
approfondimenti su militarizzazione e resistenze dei territori.
HUB è un bollettino di informazione, inchiesta, approfondimento e scambio sulla
militarizzazione dei territori, nato a partire dal campeggio No Base del 5-6-7
settembre 2025 nell’assemblea dedicata alla costruzione di alleanze tra i
territori investiti dalla trasformazione in snodi strategici della guerra.
Con la discussione di lavoratorə, movimenti, abitanti di Livorno, Pisa, Firenze,
Carrara, La Spezia, tra chi si batte contro le basi militari e chi lavora e
lotta nelle ferrovie e nei porti, è maturato il proposito di intraprendere una
strada comune.
Il bollettino HUB rappresenta la proposta attorno a cui vogliamo condividere
questo percorso: una rivista digitale e cartacea, aperiodica, in cui trovare
approfondimenti e contributi su come funziona l’hub militare in cui siamo
immersə, per conoscere il sistema di guerra che innerva i territori e sviluppare
la cooperazione e la condivisione adeguate a organizzarsi sempre più, sempre
meglio, per bloccare e immaginare le alternative degne di cui la società ha
bisogno.
HUB nasce anche dalla spinta di un movimento che gli scorsi mesi ha sconvolto il
nostro Paese dando coraggio e fiducia, a milioni di persone solidali con la
Palestina, mostrando che è possibile bloccare materialmente la guerra, che le
persone hanno un potere nell’unirsi e organizzarsi persino contro le forze
micidiali della guerra mondiale e del genocidio. Le lotte e gli scioperi ci
hanno reso consapevoli che siamo coinvoltə non solo come “complici” o soggetti
passivi, ma potenzialmente come protagonistə coscienti del nostro ruolo nella
storia e nel mondo. Impedire che i piani di guerra e colonialismo, fatti di
binari da cui transitano armi, di basi in cui si addestrano soldati e si
progettano le operazioni militari, di aeroporti e porti in cui la logistica ha
il suo fulcro, di fabbriche in cui bombe e munizioni sono prodotte, possano
svolgersi impunemente.
HUB significa integrazione di flussi, di punti, di rotte, di funzioni, di
scienza, di ingegneria dell’organizzazione della guerra per rendere i trasporti
di armi, mezzi, munizioni veloci ma silenziosi, per incrementare la capacità
operativa e di proiezione delle missioni militari, dalla Palestina, al Sudan,
all’Ucraina, e rafforzare insieme il controllo interno sulla società e il
territorio.
HUB significa mettere insieme le capacità mortifere di aria, terra e acqua
dell’esercito, per estrarre e far circolare informazioni sottratte dalle nostre
vite con l’intelligence e le tecnologie AI, per condividere saperi tra le forze
della NATO, per sperimentare nuove armi e sistemi. “HUB” è la pianificazione del
colonialismo e dell’estrazione di risorse energetiche, per produrre tutto ciò
che l’economia di guerra richiede, alimentare la distruzione della vita e il
margine di profitto e potere degli Stati e del complesso militare-industriale.
HUB è una sinergia oggettiva tra queste forze che richiede una sinergia
altrettanto efficace delle forze sociali dei territori, di chi rifiuta o ambisce
a ribellarsi a tutto questo.
Lo abbiamo visto nelle settimane di “Blocchiamo tutto”: ciò che viene bloccato
in un punto, può passare da un altro, se i territori non sono sufficientemente
organizzati per allearsi. La loro macchina di acciaio può essere fermata da
un’altra sinergia, dall’organismo vivo delle comunità che lottano, dai saperi
costruiti dal basso, dal desiderio di alternativa e libertà che anima sempre più
persone indisponibili a vedere città, campi, boschi, montagne, servizi pubblici
diventare ingranaggi della catena della guerra, zone di sacrificio inquinate e
nocive, polveriere a cielo aperto che rappresentano infiniti bersagli di fronte
all’escalation.
Con questo bollettino vogliamo in primo luogo nutrire il bisogno di condividere
delle conoscenze su come questo HUB funziona, a cosa serve e com’è organizzato.
Questo primo numero contiene approfondimenti su diversi territori,
infrastrutture e snodi della logistica di guerra redatti da movimenti, comitati,
lavoratorə portuali e ferrovieri e ha un’ampiezza che va da Livorno a La Spezia,
uno dei corridoi centrali della militarizzazione in Italia. Un obiettivo che ci
proponiamo è scoprire e divulgare come funziona la macchina bellica, costruire
un sapere situato nel punto di vista di chi la militarizzazione la subisce e
vuole combatterla.
Per questo, nei prossimi numeri, lavoreremo a nuove inchieste, per coinvolgere
altri territori e ricostruire questa rete che collega tutta Italia e le Isole e
che può essere anche una rete di resistenze.
Perchè un altro obiettivo è rafforzare e costruire l’organizzazione e la
possibilità della lotta: ovunque possiamo immaginare come difenderci dalla
militarizzazione, quali strumenti ci servono per organizzarci, quali saperi
dobbiamo ricercare per dare un nome a quanto opprime i territori e avere
protagonismo nel denunciarlo; per poter incidere nel bloccare questo sistema di
guerra, per liberare energia e voglia di battersi per quello che veramente ci
serve: non abbiamo bisogno di basi militari, fabbriche di armi e infrastrutture
di guerra; abbiamo bisogno di bonificare e rigenerare territori inquinati e
cementificati, riappropriarci di risorse per servizi sanitari, sociali,
abitativi dignitosi, sviluppare forme di decisionalità partecipativa soprattutto
in quelle zone dove il potere si sente più dispotico e arrogante di imporre le
proprie opere e le proprie regole, immaginare nuove forme di educarci alla
diversità, all’amicizia tra popoli, alla cura del territorio e della comunità e
non alla supremazia, al militarismo, all’isolamento e all’odio, a quei “valori”
di cui la guerra si nutre per riprodurre e normalizzare se stessa.
Dai popoli di tutto il mondo su cui il potere abbatte la guerra con violenza c’è
una linea che porta a noi e ai nostri territori.
HUB vuole essere uno strumento per ricostruire queste linee che uniscono i piani
della guerra mondiale e rigenerare quelle che uniscono noi, come parte di una
sola società, di territori ricattati e offesi, di popoli distanti, ma desiderosi
di resistere e agire per costruire un pace giusta, vera e concreta con la lotta
e la solidarietà.
Contattaci se vuoi proporre un contributo per un prossimo numero o una
presentazione del bollettino nel tuo territorio!
https://nobasecoltano.it/contatti/ – movimentonobasepisa@gmail.com
Redazione Italia