Vogliono sgomberare il Gridas, una delle esperienze che sta cambiando dal basso Scampia
Una delle realtà storiche di Scampia, il Gridas, rischia di perdere la sua casa
per una sentenza della Corte d’Appello, dopo 45 anni di lavoro su inclusione,
educazione e creazione di alternative alla criminalità.
Sono passati ormai 13 anni da quando il camper di Italia Che Cambia si fermò
all’ombra delle vele di Scampia. Eravamo lì per trovare la bellezza in uno dei
luoghi eletti dai media e dall’opinione pubblica a simbolo di degrado,
criminalità, abbandono. E la trovammo. Ma la bellezza non si costruisce da sola.
Dietro a quella di Scampia c’è un colorato movimento di singole persone,
associazioni, artisti e artiste, educatori ed educatrici che da anni si
adoperano per proporre soluzioni alle oggettive e reali difficoltà che questa
periferia italiana presenta. Una delle loro case è, sin dal 1981, il Gridas,
Gruppo di risveglio dal sonno.
Oggi però il Gridas è in grave pericolo. Non è la prima volta: tre anni fa
seguimmo – raccontandola – con il fiato sospeso la vicenda della minaccia di
sgombero a seguito di una sentenza che giudicava il Gridas colpevole di occupare
senza titolo lo stabile in cui ha la sua sede, condannandolo a pagare circa
15.000 euro di spese processuali. “Un’accusa piuttosto paradossale per un
progetto che nel 2018 è stato persino riconosciuto come bene comune della città
di Napoli”, osservava all’epoca il nostro direttore Andrea Degl’Innocenti. A
febbraio 2023 arrivò la sospensiva che congelò il procedimento.
Oggi però il pericolo si ripresenta: a seguito di una sentenza della Corte
d’Appello per occupazione senza titolo, in favore dell’Acer – l’ex Istituto
Autonomo Case Popolari, ente afferente alla Regione Campania –, presunto
proprietario del bene, il Gridas rischia di essere cacciato via dopo “quasi 45
anni di attivismo, volontariato, iniziative culturali e di solidarietà, arte
murale, carnevali sociali al servizio degli ultimi della periferia nord di
Napoli e non solo”, scrive l’associazione in un comunicato.
Come sottolinea Martina Pignataro, amica storica di Italia Che Cambia e anima
del Gridas, «stiamo riportando la questione sul piano politico e abbiamo
lanciato un appello. Questa volta chiediamo a chi ci supporta da sempre,
soprattutto artisti, di prendere la parola in difesa del Gridas». Già, perché il
mondo artistico è arte integrante del processo di “risveglio” portato avanti dal
Gridas, a partire dal carnevale sociale che ogni anno colora le vie di Napoli,
non una sfilata a cui assistere, ma un’esperienza a cui gli abitanti del
quartiere partecipano attivamente. «Queste iniziative vengono ostacolate perché
non si riconoscere il valore sociale di spazi che rivolgono servizi alla
collettività e che invece si vorrebbero privatizzare per monetizzare», spiega
Martina.
“Abbiamo sempre agito per il bene del territorio – sottolineano dal Gridas –
senza ricevere alcun finanziamento né pubblico né privato e ci siamo sempre
attivati gratuitamente”. Lo stabile oggetto della contesa fu costruito tra gli
anni ’60 e ’70 per essere destinato a centro sociale. “Il Gridas, sottraendolo
all’incuria e all’abbandono, lo ha mantenuto nella sua destinazione d’uso,
tenendo aperte le sue porte al quartiere, pagandone le utenze e cercando
soluzioni per regolarizzare la sua presenza nello spazio. Già nel 2013 il Gridas
vinse un processo penale con piena assoluzione per la sua opera gratuita al
servizio della collettività”.
«Nel tempo sono nate altre associazioni, non tutte in rete con noi ma comunque
in relazione con il territorio; la partecipazione è cresciuta molto, di pari
passo con la faida c’è stato un riscatto dei cittadini che spesso non viene
raccontato», aveva sottolineato Martina con l’intenzione di restituire il valore
che il Gridas rappresenta per Scampia e la sua gente. Un valore purtroppo quasi
mai riconosciuto dalle istituzioni, protagoniste di un’assenza atavica e
costante: «È stata fatta molta repressione nei confronti della criminalità, ma
poi non è stato fatto nulla per risollevare il quartiere, dare opportunità
lavorative».
Chiediamo a chi ci supporta da sempre, soprattutto artisti, di prendere la
parola in difesa del Gridas.
A due mesi esatti dalla 44esima edizione del Carnevale Sociale di Scampia – che
parte proprio dal centro sociale –, a cui partecipano persone, bande musicali e
associazioni da tutta Italia, il Gridas lancia un appello per far sentire la
propria voce e farla giungere al Presidente della Regione Campania Fico, al
Sindaco di Napoli Manfredi e al Dirigente dell’Acer Lebro, affinché consentano
al Gridas di continuare la propria opera culturale, sociale e artistica di
riscatto e risveglio della periferia di Napoli, come sempre gratuitamente e per
il bene del prossimo.
Già tante persone – da Roberto Saviano a Trisha Palma, da Marisa Laurito a
Maurizio Capone – hanno già dichiarato il loro supporto alla causa. Come Italia
Che Cambia non possiamo che sostenere con tutta la nostra forza l’appello del
Gridas e invitarvi a fare lo stesso, diffondendo la notizia e sottoscrivendo la
petizione lancia su Change.org – la potete leggere e firmare cliccando qui.
Italia che Cambia