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Contestato Valditara alla riunione nazionale delle Consulte studentesche
Ieri il ministro Valditara si è ritrovato la contestazione in faccia, anche dove pensava di poter fare una passerella politica. Il titolare del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) era alla scuola “Galileo Galilei” di Roma, per intervenire alla sessione plenaria del Consiglio Nazionale Consulte Provinciali (CNCP), quando è stato […] L'articolo Contestato Valditara alla riunione nazionale delle Consulte studentesche su Contropiano.
April 24, 2026
Contropiano
12 università britanniche pagavano ex militari per sorvegliare studenti e docenti pro-Palestina
Almeno dodici università del Regno Unito hanno pagato una società di intelligence privata, gestita da ex ufficiali dei servizi segreti militari, per monitorare sistematicamente le attività di protesta di studenti e docenti. Al centro della sorveglianza, secondo quanto rivelato da un’indagine congiunta di Al Jazeera English e Liberty Investigates, ci […] L'articolo 12 università britanniche pagavano ex militari per sorvegliare studenti e docenti pro-Palestina su Contropiano.
April 21, 2026
Contropiano
Fermare la riforma degli istituti tecnici del ministro Valditara
Non solo i sindacati e il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, anche gli insegnanti bocciano la riforma degli istituti tecnici promossa dal Ministro dell’Istruzione e del Merito. Pubblichiamo la coraggiosa mozione  approvata da un Istituto tecnico piemontese che esprime all’unanimità la sua totale contrarietà all’intervento ministeriale.   -------------------------------------------------------------------------------- Mozione approvata all’unanimità dal Collegio docenti dell’I.T.I.S. G.B. Pininfarina nella riunione straordinaria del 31/03/2026. ________________________________________________________________________ Il Collegio docenti dell’I.T.I.S. G.B. Pininfarina di Moncalieri, nella riunione straordinaria del 31 marzo 2026, in riferimento alla revisione dell’assetto ordinamentale degli istituti tecnici di cui al D.M. n. 29 del 19 febbraio 2026, a margine dell’approvazione della delibera relativa al punto 2 dell’ordine del giorno, resa necessaria dall’obbligo che impegna la Dirigente scolastica a richiedere all’USR l’organico di diritto per l’anno scolastico 2026-27 entro il 4 aprile 2026, esprime la sua più viva e ferma contrarietà sia per quanto riguarda il merito sia per quanto riguarda il metodo e le tempistiche. Quanto al merito, la revisione riduce gli insegnamenti tanto dell’area generale quanto dell’area di indirizzo. Modifica i quadri orari delle discipline con accorpamenti e riduzioni di orario per discipline fondamentali. Istituisce un nuovo assetto del biennio, che anticipa discipline di indirizzo e specializzazione, superando così di fatto la logica inclusiva del biennio comune, con conseguente riduzione della possibilità di passaggio tra indirizzi e irrigidimento delle scelte formative in età precoce. Introducendo le ore “quota scuola” allo scopo di rendere il curricolo più aderente al tessuto produttivo del territorio, indebolisce il valore legale del titolo di studio. Prevede inoltre che i curricoli debbano adeguarsi costantemente alle esigenze dei settori produttivi, compromettendo il ruolo formativo generale dell’istruzione tecnica e subordinandolo all’interesse dell’impresa. Una simile revisione avrà come effetti: l’impoverimento della formazione delle allieve e degli allievi per l’acquisizione di una piena cittadinanza; la riduzione delle cattedre, con conseguente espulsione dalla scuola di lavoratrici e lavoratori precarie e precari che a lungo hanno contribuito al suo funzionamento; la produzione di perdenti posto, che alla lunga potrebbero risultare in esubero a livello provinciale. Quanto alle modalità e alle tempistiche di attuazione, il Decreto, esito di un processo unilaterale, che né ha previsto un reale confronto con il mondo della scuola né ha recepito le osservazioni del CSPI, interviene a iscrizioni già concluse e prevede l’entrata in vigore della revisione a partire dall’anno scolastico 2026-27, determinando così una modifica sostanziale del percorso di studi scelto da studentesse, studenti e famiglie, in evidente contrasto con il loro diritto a una scelta consapevole e informata. A questo si aggiunge il fatto che, considerata la sua tardiva pubblicazione, avvenuta soltanto il 9 marzo 2026, gli istituti non hanno potuto disporre del tempo necessario per discutere nel merito le scelte curricolari e valutare in modo coerente le loro ricadute sugli organici prima della scadenza individuata dagli USR per la loro richiesta. Il Collegio ritiene che una riforma di tale portata richieda adeguati tempi di confronto, progettazione e sperimentazione. Ritiene inoltre che l’autonomia scolastica e la collegialità non possano essere ridotte a funzioni di mero adempimento formale e tanto meno a funzioni su cui scaricare la responsabilità di tagli agli organici. Sottolinea infine come a suo avviso siano da considerarsi prioritarie, rispetto a esigenze di altra natura, la tutela del diritto allo studio e a una formazione di qualità delle studentesse, degli studenti e delle loro famiglie e quella del diritto alla salvaguardia del posto di lavoro del personale scolastico. Per queste ragioni, il Collegio invita il Ministero a ritirare il Decreto o quanto meno a differire la sua entrata in vigore di almeno un anno, in modo da garantire per l’anno scolastico 2026-27 il rispetto delle scelte già effettuate da studentesse, studenti e famiglie e da consentire agli istituti tempi congrui di progettazione e sperimentazione. Allo stesso tempo, auspica l’apertura da parte del Ministero di un confronto reale e strutturato con le organizzazioni sindacali, con le associazioni culturali e professionali e con tutta la comunità scolastica sugli aspetti ordinamentali, curricolari e organizzativi della revisione.
April 20, 2026
ROARS
La Flotilla di Thousand Madleens in Calabria
Cetraro (Cosenza), 17-18 aprile 2026 – “Flotilla Artivista”: arte e impegno civile approdano sulle coste calabresi per la Palestina. Prosegue con intensità il calendario di eventi legati al sociale e alla pace che sta animando il litorale tirrenico. Dopo l’accoglienza delle barche di Thousand Madleens to Gaza dello scorso 15 aprile e l’intensa serata dedicata a “Arte e musica dal Mediterraneo orientale”, tenutasi ieri presso l’Officina Di Versi di Guardia Piemontese, il cuore delle attività si sposta ora sul porto di Cetraro. Oggi, 17 aprile dalle ore 16:00 alle ore 18:00, lo scalo cittadino si trasforma in un’agorà di confronto e sede di un importante concerto per la pace con l’incontro “Voci per la pace”. In un momento storico profondamente segnato dai conflitti, l’evento dà spazio a testimonianze e messaggi di speranza. L’iniziativa è curata con passione dalle ragazze e dai ragazzi dell’associazione Gianfrancesco Serio, del Punto Luce Save the Children di Scalea e della Scuola Media IC Cetraro. La manifestazione prosegue con un ricco programma musicale a cura delle studentesse e degli studenti della Scuola Media P. Borsellino di S.M. del Cedro: un emozionante concerto per la pace con la partecipazione di Irene Cantisani, Ciriaco Siniscalchi, Lèon Vulpitta Pantarei e Salvatore Cauteruccio. Il percorso di solidarietà e partecipazione vivrà il suo momento culminante domani, 18 aprile, con l’evento “Flotilla Artivista”, una serata dedicata alla Palestina per unire la comunità attraverso il linguaggio universale della creatività. Il programma di domani, 18 aprile: Ore 17:00: Saluti istituzionali del Sindaco di Cetraro. Dalle ore 17:30 fino alle 21:30: “Jam Artivista aperta”. Uno spazio libero e partecipato dove musica, pittura, disegno, poesia, danza e ogni forma d’arte si fonderanno in un unico abbraccio collettivo per la pace. “Flotilla Artivista” e “Voci per la pace” rappresentano un invito corale a riflettere e agire, trasformando il porto in un crocevia di culture, impegno civile e bellezza. La cittadinanza e i media sono invitati a partecipare e a farsi cassa di risonanza di questo messaggio di fratellanza. Thousand Madleens to Gaza   Redazione Italia
April 17, 2026
Pressenza
Bologna. Gli studenti occupano la scuola Minghetti
Questa mattina le studentesse e gli studenti del liceo Minghetti, a Bologna, hanno occupato la scuola. Nel comunicato del collettivo scolastico leggiamo che l’iniziativa è stata decisa “dopo una plenaria che ha sancito il consenso degli studenti all’occupazione“. I motivi dichiarati riguardano la contrarietà dei giovani al corso politico del […] L'articolo Bologna. Gli studenti occupano la scuola Minghetti su Contropiano.
April 17, 2026
Contropiano
Grosseto, 14 aprile: studenti in caserma, la scuola incontra le armi
Martedì 14 aprile le classi quarte del polo tecnologico “Manetti–Porciatti” di Grosseto parteciperanno a una visita guidata presso il museo e le officine meccaniche del Reggimento “Savoia Cavalleria” (3º). Presentata come attività formativa e di orientamento, questa iniziativa si inserisce in una sequenza ormai sempre più fitta di eventi analoghi che, dall’inizio dell’anno, hanno visto la presenza costante di forze armate e forze dell’ordine dentro e intorno alle scuole del territorio. Non si tratta più di episodi isolati. In pochi mesi si contano già diversi casi: progetti come “Train to be cool” della Polfer nelle scuole, attività di orientamento tecnico collegate all’industria militare, incontri con personale delle forze armate, fino alle visite dirette in basi e strutture operative. Una continuità che segnala un cambio di passo: la presenza delle istituzioni armate nel mondo scolastico non è più straordinaria, ma sempre più normalizzata. L’iniziativa conferma la proposta dell’ambiente militare come opzione caldeggiata per accogliere i ragazzi all’uscita dalla scuola superiore, evidentemente in linea con quanto previsto dal progetto dell’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana dal titolo Conferenze scolastiche di informazione e orientamento e visite scolastiche presso le Unità dell’Esercito per l’anno scolastico 2025-2026. Il linguaggio utilizzato – “educazione”, “cultura della sicurezza”, “orientamento” – contribuisce a rendere neutra e quasi invisibile la natura di queste attività. Ma è proprio questa neutralizzazione a sollevare interrogativi. Quando la presenza è costante, smette di essere una proposta tra le altre e diventa parte del contesto educativo stesso. La scuola, da spazio critico e pluralista, rischia di trasformarsi in un luogo di legittimazione simbolica di quelle specifiche istituzioni dello Stato, atte alla repressione e controllo. Particolarmente delicato è il tema dell’orientamento. Le iniziative vengono spesso presentate come opportunità per conoscere percorsi professionali. Ma quanto è realmente libera una scelta quando una sola opzione – quella militare o delle forze dell’ordine – viene proposta con questa frequenza, con il sostegno istituzionale e con un forte impatto simbolico? E soprattutto: viene garantito lo stesso spazio e la stessa visibilità ad alternative civili, sociali, cooperative, culturali? A ciò si aggiunge un problema di fondo: l’asimmetria dell’informazione. Le attività tendono a mostrare aspetti tecnologici, organizzativi, persino “affascinanti” del mondo militare, mentre restano sullo sfondo – o del tutto assenti – le implicazioni reali dell’uso della forza, della guerra, della violenza istituzionalizzata. Il punto non è negare il ruolo delle forze armate o delle forze dell’ordine in uno Stato, ciò meriterebbe un approfondimento a parte. Il punto è distinguere tra conoscenza critica e promozione implicita. Tra educazione civica e costruzione del consenso. Una scuola pubblica dovrebbe offrire strumenti per comprendere la complessità, non indirizzare verso una visione univoca. Non è un caso che una presenza così pervasiva delle istituzioni armate nei percorsi educativi sia storicamente tipica di contesti autoritari o fortemente militarizzati, così come di quelle “democrazie” che hanno costruito la propria identità attraverso guerre, espansioni e violenze sistemiche. In questi contesti, la scuola diventa uno degli strumenti principali per normalizzare la dimensione militare nella società, fin dalle età più giovani. Il caso di Grosseto, da questo punto di vista, è emblematico. La città rappresenta uno dei principali poli militari della Toscana: ospita il 4º Stormo dell’Aeronautica Militare, tra le basi aeree più rilevanti del Paese, reparti dell’Esercito come il Savoia Cavalleria e il Cemivet, oltre a una presenza significativa di Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e Polizia Locale. Si stima che circa 4.000 persone lavorino in questi comparti, su una popolazione di circa 80.000 abitanti. Una proporzione molto alta. Questo dato ha anche un riflesso sociale diretto: è plausibile che in molte classi siano presenti studenti e studentesse con genitori impiegati in questi settori. Una condizione che rende più complesso, e talvolta più delicato, introdurre uno sguardo critico sul tema. Il rischio è che il dibattito venga implicitamente disinnescato, non per mancanza di questioni, ma per la difficoltà di metterle in discussione in un contesto così fortemente interconnesso. C’è poi un ulteriore elemento da considerare: la trasformazione del concetto stesso di “sicurezza”. Da tempo, nel discorso pubblico, la sicurezza viene sempre più associata a controllo, ordine, repressione. Molto meno si parla di sicurezza economica, sociale, abitativa, sanitaria. Eppure è proprio su questi piani che si gioca la qualità della vita delle persone. Portare nelle scuole quasi esclusivamente una visione securitaria legata alle divise significa contribuire a restringere l’immaginario collettivo su cosa significhi davvero “vivere in sicurezza”. Di fronte a questa tendenza, alcune domande diventano inevitabili. Chi decide queste iniziative? Con quali criteri vengono approvate? Qual è il ruolo degli organi collegiali delle scuole? Esiste un equilibrio tra le diverse proposte educative? Viene garantito il pluralismo? La visita del 14 aprile al Savoia Cavalleria non è quindi un episodio isolato, ma l’ennesimo tassello di un processo più ampio. Un processo che merita attenzione, discussione pubblica e, soprattutto, trasparenza. Una comunità democratica non teme il confronto tra punti di vista diversi. Ma proprio per questo ha bisogno di scuole che restino luoghi autonomi, critici e aperti, capaci di distinguere con chiarezza tra educazione e influenza, tra conoscenza e indirizzo. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Grosseto -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Milano. Lunedi processo a sindacalisti e studenti per la manifestazione sotto Assolombarda
Lunedì 13 alle 12.30 si svolgerà presso il Tribunale di Milano una conferenza stampa in concomitanza con la prima udienza del processo contro sette attivisti del Unione sindacale di Base, di Potere al popolo e Cambiare Rotta, per i fatti accaduti il 26 maggio 2023 durante lo sciopero generale indetto […] L'articolo Milano. Lunedi processo a sindacalisti e studenti per la manifestazione sotto Assolombarda su Contropiano.
April 10, 2026
Contropiano
Misurare il grado di maturazione: la novità di Valditara
Da quest’anno la nuova “maturità” disegnata dal Ministero Valditara introduce una novità. All’orale è prevista la valutazione del “grado di maturazione” dello studente da parte della commissione. I commissari avranno a disposizione 5 punti su 20 per stabilire, secondo una dettagliatissima griglia ministeriale, se lo studente è più o meno maturo. -------------------------------------------------------------------------------- Da docente con 36 anni di esperienza, commissario e presidente d’Esame mi vergogno profondamente della nuova “Griglia di valutazione dell’ orale della Maturità 2026” da poco diramata: c’è anche (ed è un inedito) la definizione del “Grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio“. Un indicatore che, da solo, vale fino a 5 punti (sui 20 che può assegnare il colloquio):un quarto del peso totale. La griglia ministeriale divide in modo inequivocabile e assurdamente precisissimo i candidati in cinque fasce di punteggio Livello I (0.50-1 punto): per chi “ha raggiunto un grado di maturazione molto parziale e un livello di autonomia e responsabilità incompleto.” Livello II (1.50-2.50 punti): Per chi “ha raggiunto un limitato grado di maturazione e di autonomia; necessita  supporto per gestire scelte e responsabilità.” Livello III (3-3.50 punti): per chi e “ha un apprezzabile livello di maturazione; è in grado di assumere decisioni autonome e gestire con sicurezza scelte personali.” Livello IV (4-4.50 punti): per chi “ha un alto grado di maturazione, autonomia e responsabilità; è capace di riflettere criticamente sulle proprie scelte e sul proprio agire.” Livello V (5 punti) per chi “ha un elevato grado di autonomia e maturazione personale; sa gestire responsabilità significative in modo esemplare per gli altri.” Ma quale docente può avere l’arroganza di definire con 0,5 punti in più o in meno la personalità di un ragazzo? Da quando insegno cerco in tutti i modi di convincere i ragazzi che attraverso le valutazioni delle prove misuriamo delle prestazioni settoriali che dipendono da tantissimi fattori e non valutiamo né l’intelligenza (ci sono molteplici intelligenze che noi non valorizziamo) né tantomeno il valore delle persone. Noi passiamo da 2 a 5 ore alla settimana coi ragazzi e spesso non per tutto il quinquennio: possiamo solo misurare (e con scarsa precisione) i risultati di singole prove in particolari momenti della loro vita. Come possiamo arrogarci il diritto di valutarne personalità e crescita umana? Con quale formazione psicologica, con quale perfezione umana e professionale e con quali conoscenze della realtà dei ragazzi? E con una commissione di soli 4 membri (di cui 2 esterni) e un presidente che non li conosce? Alcuni studenti hanno sbagliato indirizzo di studio, altri hanno retroterra scolastici o culturali carenti o hanno bisogno di più tempo per arrivare agli stessi risultati o hanno problemi familiari che compromettono la serenità nello studio o devono farsi carico anche delle difficoltà socioculturali dei genitori o sono atleti di alto livello che sacrificano ogni momento libero per stare in pari con lo studio. Come possiamo dare lo stesso punteggio in “maturità” a chi frequenta scuole elitarie al centro di Milano senza extracomunitari, senza handicap, con famiglie colte di professionisti da generazioni rispetto a chi a casa non ha nessuno che può aiutarlo o ad altri ancora con famiglie disfunzionail? Ma anche riguardo a  ragazzi con lo stesso background socioculturale noi sappiamo ben poco delle difficoltà o responsabilità che sanno assumersi. Un caso tra tanti: uno studente di elevato livello socioculturale a volte era assente senza dare motivazioni valide. Per caso ho incontrato in negozio la mamma col fratellino gravemente disabile e mi ha riferito che il piccolo spesso vuole giocare o stare insieme al maggiore, che è il suo idolo. Pensavo di aver di fronte un ragazzo viziato che stava a letto quando voleva. Invece sentiva la responsabilità del fratello, ma non voleva dirlo per non suscitare pietismo. Io chiedo con disperazione a tutti i docenti e dirigenti di non accettare di farsi misuratori delle persone. Non è nelle nostre competenze e soprattutto non è da adulti educanti. Rifiutiamoci di classificare con un numero il valore di giovani in crescita! Non possiamo accettare questa ingiustizia verso ragazzi che si affidano a noi!   L’articolo è apparso su La Stampa del 9.4.26.
April 10, 2026
ROARS
Cronache ferroviarie dalla Valsusa
Venerdì 27 marzo si è tenuto l’incontro “Torino-Bardonecchia, Oltre il disagio Ferroviario” presso l’Istituto Scolastico Des Ambrois nel Comune di Oulx. L’intento era denunciare i sempre più presenti disagi che […] The post Cronache ferroviarie dalla Valsusa first appeared on notav.info.
April 5, 2026
notav.info