TORINO: LA PROCURA CHIEDE IL CARCERE CONTRO GIORGIO ROSSETTO PER UN’INTERVISTA…A RADIO ONDA D’URTO.
Riprendiamo da Infoaut.org ed esprimiamo la nostra solidarietà al compagno
torinese Giorgio Rossetto. Respingiamo inoltre ogni tentativo di intimidazione,
sia a compagne e compagni che alla Radio stessa.
La Redazione di Radio Onda d’Urto.
“Sembra assurdo, ma è la verità. La Procura di Torino ha chiesto al tribunale di
Sorveglianza di revocare i domiciliari a Giorgio Rossetto per mandarlo in
carcere.
La motivazione? Un’intervista rilasciata ai microfoni di Radio Onda d’Urto (la
puoi ascoltare qui) in cui esprime la sua opinione rispetto alla fase politica
generale del paese, e alle condizioni che hanno portato allo sgombero del centro
sociale torinese Askatasuna.
La Procura basandosi su annotazioni dei dirigenti della Digos e
dell’Antiterrorismo torinesi, trasforma quelle che sono semplici opinioni in un
supposto mandato esecutivo dei cortei che hanno seguito lo sgombero di Aska.
Come sempre si stravolgono le leggi e si forza il diritto pur di perseguire
un’opinione scomoda. L’intervista per chi l’ha ascoltata non si presta in alcun
modo alle interpretazioni che invece vuole veicolare la Procura.
Evidentemente si trova inaccettabile che qualcuno dica che “il Re è nudo!”
perché aldilà delle proprie personali opinioni e auspici, l’intervista centra il
punto nel mettere in evidenza le “nudità” del potere. Ricordiamo che Giorgio è
sottoposto per via di una condanna definitiva agli arresti domiciliari da
diversi mesi e che prima di questi era gravato dal regime di Sorveglianza
Speciale nel comune di Bussoleno.
Come per l’operazione Sovrano, anche in questo caso, si cerca di trasformare un
compagno e un militante in una specie di Padrino che tutto può e tutto dispone.
Nulla di più falso e lontano dallo spirito militante e autonomo che
contraddistingue la lunga militanza di Giorgio e di tanti e tante altre. Giorgio
nell’intervista, dichiara di non partecipare alle riunioni del centro sociale
dal 2018 perché continuamente gravato da misure restrittive. Su cosa si basano
allora le accuse della Procura? Evidentemente non è bastata la sconfitta del
teorema associativo nel processo “Sovrano”, si continuano a montare castelli di
carta in assenza della minima prova, arrivando ai limiti del grottesco. Può
un’intervista essere motivo per finire in carcere? Noi crediamo di no.
Ad ogni modo, il Giudice ha disposto un udienza per discutere la proposta della
Procura il 21 gennaio. Aspetteremo a vedere come andrà questa vicenda ma terremo
alta l’attenzione su questo atto di repressione meschino e sproporzionato,
auspicando che non si avalli l’ennesima forzatura della Procura Torinese, che in
questi mesi sta dando prova di “pervicacia” (come direbbero loro!) nel
continuare a costruire un laboratorio di repressione nella città e nella valle.
Giorgio libero! Tutti e tutte libere!”
Ascolta di seguito l’intervista di Radio Onda d’Urto al compagno Giorgio
Rossetto del 18 dicembre 2025. Ascolta o scarica