Presidio al Pirellone, restituiti simbolicamente alla Giunta i “pessimi regali” alla sanità pubblica
Questo pomeriggio la rete La Lombardia SiCura ha promosso un presidio davanti al
Pirellone, in concomitanza con la seduta del Consiglio Regionale, per denunciare
le scelte della Giunta Fontana-Bertolaso che stanno progressivamente indebolendo
la sanità pubblica lombarda e mettendo a rischio il diritto universale alla
cura.
Durante l’iniziativa, attiviste e attivisti si sono presentati simbolicamente
come “Babbo Natale” per restituire alla Regione i pessimi regali sanitari fatti
alle cittadine e ai cittadini lombardi: una lunga serie di provvedimenti che
favoriscono la sanità privata, peggiorano le liste d’attesa e aumentano le
diseguaglianze nell’accesso alle cure.
“Oggi eravamo davanti alla Regione come Babbo Natale per restituire
simbolicamente al mittente i pessimi regali sanitari che la Giunta regionale ha
fatto ai cittadini lombardi” ha dichiarato Vittorio Agnoletto, di Osservatorio
Salute. “Una lista infinita di provvedimenti, i cui nomi abbiamo appeso
all’albero di Natale montato davanti alla sala del Consiglio Regionale.»
Al centro della protesta, in particolare, la delibera del 15 settembre 2025, che
chiede alle ASST di sottoscrivere convenzioni con assicurazioni sanitarie, mutue
e fondi, garantendo ai loro iscritti canali privilegiati di accesso a visite e
ricoveri. “In questo modo” ha proseguito Agnoletto “chi chiederà di essere
curato attraverso il Servizio Sanitario Nazionale si troverà davanti liste
d’attesa ancora più lunghe di quelle attuali. La Giunta sostiene che si tratta
di una sperimentazione? Bene, allora dichiari che la sperimentazione è chiusa,
perché è in contrasto con il diritto costituzionale alla cura per tutte e tutti
e ritiri la delibera.”
La rete La Lombardia SiCura chiede inoltre che tutte le risorse destinate
all’abbattimento delle liste d’attesa vengano investite nella sanità pubblica.
“Con la delibera del 29 settembre” ha sottolineato Agnoletto “la Giunta ha
stanziato 10 milioni di euro a favore della sanità privata, il cui obiettivo è
fare profitti e spingere le persone a pagare le prestazioni, non certo
rafforzare il servizio pubblico, né ridurre strutturalmente le liste d’attesa.”
Durante il presidio è stata lanciata una campagna di mobilitazione di tre mesi,
che culminerà il 14 marzo 2026 a Milano, con una manifestazione regionale,
proprio nel giorno in cui scadranno i sei mesi di “sperimentazione” della
delibera del 15 settembre. In avvicinamento a quella data è prevista anche
una settimana di iniziative e dibattiti in tutta la Lombardia.
“La delibera del 15 settembre è la nostra linea del Piave” ha concluso
Agnoletto. “Se non verrà ritirata, si realizzerà il progetto della Giunta
Fontana-Bertolaso di distruggere la sanità pubblica in Lombardia e di porre le
basi per lo smantellamento del servizio sanitario pubblico a livello nazionale.”
Al presidio è intervenuta anche Monica Vangi, segretaria della CGIL Lombardia:
“Dobbiamo rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale a partire dal
riconoscimento del lavoro delle operatrici, degli operatori e dei professionisti
della sanità. È fondamentale evitare che il modello lombardo venga preso come
riferimento per l’intero Paese. È nostro dovere lottare al fianco di cittadine e
cittadini perché non si rassegnino a un sistema che garantisce le cure solo a
chi può permettersele.”
La Lombardia SiCura continuerà il proprio impegno per difendere e rilanciare
una sanità pubblica, universale e accessibile, fondata sull’uguaglianza dei
diritti e non sulla capacità di spesa.
Medicina Democratica