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Costruire la Pace . Decostruire la guerra. Rassegna stampa del sito angelocavagna.it
Costruire la Pace . Decostruire la guerra. Rassegna stampa del sito angelocavagna.it Questa Rassegna stampa rappresenta una selezione di notizie e documenti tratti da siti, newsletter, riviste, stampa quotidiana, profili social. La Rassegna è prodotta da un gruppo informale di ex obiettori del GAVCI di Bologna e Modena ed altre persone, in ricordo di padre Angelo Cavagna, sacerdote dehoniano, strenuo difensore della obiezione di coscienza, e si occupa delle tematiche oggetto del suo impegno pastorale, civico, culturale, di uomo, sacerdote, giornalista…contadino ed operaio. L’invio della Rassegna stampa è gratuito per tutti. Scrivi a: 30passi@libero.it . Diffusione gratuita. Segnaliamo alcune notizie (fra le tante) tratte dal Numero quindici, 11 gennaio 2026 OBIEZIONE DI COSCIENZA – Abbasso tutte le guerre”: attualità del grido di un curato di campagna Il 12 febbraio del 1965 i cappellani militari in congedo della Toscana pubblicano su “La Nazione” di Firenze un comunicato nel quale «considerano un insulto alla Patria e ai suoi caduti la cosiddetta ‘obiezione di coscienza’ che, estranea al comandamento cristiano dell’amore, è espressione di viltà» (il testo integrale in L. Milani, Abbasso tutte le guerre. Lettera ai giudici. Lettera ai cappellani militari, edizione critica a cura di S. Tanzarella, Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2025, p. 57) https://www.pressenza.com/it/2026/01/abbasso-tutte-le-guerre-attualita-del-grido-di-un-curato-di-campagna/ SERVIZIO CIVILE – Politiche giovanili e servizio civile, ecco il disegno di legge delega Il 2026 potrebbe segnare una svolta per le politiche giovanili italiane: il nuovo decreto di legge delega istituisce un coordinamento nazionale, riconosce il “youth work”, semplifica il Servizio Civile Universale e conferma la Carta Giovani Nazionale. L’obiettivo è costruire una strategia strutturale e pluriennale per favorire partecipazione, benessere, formazione e lavoro dei giovani, migliorando il monitoraggio e la valutazione dell’impatto delle politiche https://www.vita.it/politiche-giovanili-e-servizio-civile-ecco-il-disegno-di-legge-delega/ PACE E DISARMO – Benedire un carro armato è una bestemmia In questa lunga, appassionata intervista al magazine del Fatto Quotidiano, Luigi Ciotti parla del suo rapporto con la fede, con la Chiesa e con l’impegno sociale, riflettendo sui grandi temi del presente, primo fra tutti la ricerca della pace https://www.gruppoabele.org/it-schede-1941-benedire_un_carro_armato_e_una_bestemmia – Pace: utopia già possibile Vorrei sottolineare due passaggi del discorso ampio e denso (qui) del Presidente Mattarella il 19 dicembre alla cerimonia di scambio di auguri con le diverse autorità politiche e civili. Primo passaggio: «Abbiamo il dovere di coltivare e consolidare ogni piccolo spiraglio che si apra rispetto ai conflitti in corso, in Ucraina come in Medioriente. Con l’obiettivo di costruire quella “pace permanente”, come la definì il presidente Franklin D. Roosevelt che affermava: “Più che una fine della guerra vogliamo una fine dei principi di tutte le guerre”». Secondo passaggio: «Il pluralismo delle idee, la dialettica tra opinioni diverse, il confronto tra posizioni culturali anche molto distanti sono indispensabili alla democrazia. Ma quando le sbrigative categorie amico/nemico prevalgono sulla fatica di trovare risposte condivise nell’interesse collettivo, quando si producono fratture che dividono le nostre società si alimentano i germi della estraneità alla politica». https://www.settimananews.it/societa/pace-utopia-gia-possibile/?utm_source=newsletter-2026-01-07 Redazione Italia
Obiezione di coscienza e convegno ‘Inneschi’
Sul Convegno ‘INNESCHI, scintille che generano la pace’ e sul tema dell’obiezione di coscienza Pressenza ha già pubblicato un approfondito articolo della Redazione Romagna. Un altro partecipante al convegno, Antonio Mazzoni, ci ha inviato successivamente una sua sintetica riflessione sui temi dibattuti, che pubblichiamo ritenendola anch’essa interessante. Nella foto manifestazione a Roma nel 1971 per il riconoscimento della obiezione alla leva obligatoria Due giornate intense e feconde quelle organizzate il 12 e 13 dicembre 2025 dalla Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini per celebrare i 50 anni di obiezione di coscienza e di impegno per la pace praticati e propugnati dall’Associazione. Molti i giovani presenti che, assieme agli altri convenuti, hanno seguito con attenzione l’alternarsi di testimonianze e approfondimenti sulle tematiche in discussione. Inquietanti e documentati gli allarmi degli esperti e degli obiettori presenti i quali hanno denunciato il clima di isteria bellicista che pervade le classi dirigenti europee, incapaci di percorrere le strade del confronto politico e della diplomazia e prone agli interessi dei produttori e dei mercanti di armi. Secondo il Sipri le spese per la guerra nel mondo hanno raggiunto la cifra iperbolica di 2.700 miliardi di dollari, e il 50% degli investimenti industriali europei è destinato agli armamenti. Il Green Deal viene disinvoltamente accantonato e rimpiazzato dal più patriottico War Deal. Le testimonianze di coloro che rappresentavano le associazioni degli obiettori hanno confermato i dati degli esperti, aggiungendo le loro personali preoccupazioni in merito alle voci sempre più insistenti circa il ripristino della leva militare, visto come un attentato al diritto di obiezione ormai consolidato a livello europeo. Il rappresentante svedese ha espresso il suo sconcerto per l’adesione del suo Paese alla Nato dopo due secoli di neutralità; l’obiettore russo, costretto a fuggire in Lituania, denuncia la Bielorussia il cui governo prevede la pena di morte per chi obietta. In opposizione ai leader europei, impazienti di indossare l’elmetto o di farlo indossare ai loro concittadini, dal convegno si è alzato un coro compatto di dinieghi e proposte alternative a quelle dei “signori della guerra”. Gli intenti e i progetti sono emersi dai tre gruppi di lavoro attivati fin dal primo giorno. I gruppi, oltre a ribadire il ripudio della guerra sancito dalla Costituzione italiana, hanno avanzato puntuali parole d’ordine “creative e visionarie”, utili e necessarie per contrastare la logica e la postura muscolare di tanti esaltati, e per rilanciare il movimento pacifista italiano. Anzitutto vanno moltiplicate le occasioni e le iniziative per educare alla pace e alla nonviolenza in ogni ambito della vita sociale, dalla famiglia, ai luoghi di lavoro, alle sedi scolastiche. Ad esempio gli spazi già esistenti riservati all’educazione civica devono servire anche per informare sulle esperienze di servizio civile, alternative alla formazione militarista. Nei programmi scolastici di storia troppe pagine sono dedicate ai conflitti e alla retorica dell’onore, e pochissime agli esempi di pacifismo predicato e praticato. Occorre inoltre un impegno risoluto da parte delle Istituzioni politiche decentrate – Comuni, Province, Regioni – per contrastare traffici di armi verso i Paesi i cui governi non rispettano i diritti umani. Nei bilanci delle amministrazioni locali vanno previsti fondi per accogliere i profughi di guerra e, assieme a loro, obiettori di coscienza la cui vita è messa a repentaglio. Va rilanciata poi l’istituzione di Assessorati alla pace e sollecitata presso il governo la creazione di un Ministero apposito. Infine, si ribadisce con forza la necessità di formare e moltiplicare i Corpi Civili di Pace il cui utile impiego trova puntuale riscontro nel lavoro quotidiano su vari fronti di guerra da parte dei volontari di “Operazione Colomba”. Si sottolinea come essi siano attivi fin dalle guerre nell’ex Jugoslavia – anni 1991-1995 – vicende drammatiche colpevolmente rimosse nella corrente narrazione storica, diffusa in ambito europeo. Redazione Italia