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La vera sicurezza è un mondo senza Stato né polizia
Riceviamo e volentieri diffondiamo La repressione è una costante dell’azione dei governi contro chi pratica l’opposizione sociale. In una situazione di repressione che possiamo definire sistemica, l’azione del governo Meloni, per la sua matrice inequivocabilmente fascista, mostra un inasprimento evidente nella continua decretazione repressiva che abbiamo visto in questi ultimi tempi. L’impoverimento generalizzato, la crescita della precarietà, il dilagare dell’economia di guerra, l’esaurimento di ogni margine di mediazione sociale determinano una perdita di consenso a cui il governo risponde con precisi interventi repressivi necessari per dominare il malcontento sociale. Alla luce di tutto questo la narrazione della repressione come risposta ad un’emergenza di sicurezza è totalmente da rigettare. La stretta autoritaria del governo ci attacca ad ogni livello: la criminalizzazione de* giovani; le restrizioni sempre più pesanti alla libertà di manifestare; il fermo preventivo; la negazione del gratuito patrocinio per i ricorsi contro l’espulsione dei migranti, mentre alle forze “dell’ordine” viene garantita la copertura delle spese legali fino a 10000 euro per ogni grado di giudizio; l’aumento della repressione amministrativa che prevede minori garanzie e possibilità di difesa; i provvedimenti volti a spezzare la solidarietà tra detenut*, passivizzarl* e a incoraggiare la delazione con il reato specifico di rivolta in carcere e nei CPR; la criminalizzazione dell’attività sindacale conflittuale; le norme che colpiscono ulteriormente chi contrasta le grandi opere e le devastazioni ambientali con pratiche di azione diretta. Questi dispositivi, che prendono di mira il dissenso, vengono sempre più concretizzati tramite la pressione economica su movimenti e militanti. Gli attacchi agli spazi sociali autogestiti, in realtà portati avanti anche da governi precedenti, per questo governo rappresentano un’offensiva dal valore soprattutto propagandistico, che tuttavia nel concreto elimina spazi di socialità ed organizzazione collettiva alternativa. Queste azioni mirate e l’inasprimento dei provvedimenti securitari si accompagna ad un generale disciplinamento che si riversa nei luoghi di lavoro e di studio. Ne è un esempio la militarizzazione della scuola, che si intensificherà in previsione della campagna di arruolamento legata alla proposta di reintroduzione della leva obbligatoria. I veri beneficiari di questa situazione sono i padroni, reali mandanti di queste politiche. Il ricatto occupazionale, il carovita, il taglio dei servizi, i salari da fame, nella volontà delle classi dominanti, dovrebbero rendere i luoghi di lavoro sempre più luoghi di disciplinamento e riproduzione sociale. Nel generale quadro repressivo, emerge la volontà di colpire in modo particolare il movimento anarchico. Invitiamo alla solidarietà nei confronti di coloro che sono colpit* dalla repressione e sosteniamo chi lotta per un mondo di liber* e uguali. Il convegno della FAI – Massenzatico (RE) 8 febbraio 2026 https://federazioneanarchica.org/…/20260213massenzatico… Redazione Italia
February 28, 2026
Pressenza
Ugo Dessy: ostinatamente contrario
100 anni fa nasceva l’intellettuale libertario sardo, testimone attivo del suo tempo. E del nostro. “Con l’avvento del nucleare, la potenza distruttiva delle armi è tale da costituire di per sé il problema più drammatico tra quanti l’umanità ne ebbe mai affrontato, perché è messa in gioco, concretamente, la sua sopravvivenza. Inoltre, ancor prima del loro impiego nella guerra, gli
January 15, 2026
La Bottega del Barbieri
“Quella sera a Milano era caldo”: si inaugura una mostra di manifesti della FAI
La Federazione Anarchica Italiana (FAI) è stata costituita il 19 settembre 1945, nel congresso anarchico di Carrara, il primo dopo la Liberazione. Da allora la FAI ha continuato a diffondere l’ideale anarchico e a proporre soluzioni libertarie ai problemi che affliggono la società. In questo arco di tempo l’organizzazione si è adeguata al cambiamento dei tempi e della sua composizione, a volte in maniera graduale, a volte in maniera più brusca. Uno di questi momenti drammatici fu provocato dalla strategia della tensione, il più importante attacco al movimento operaio e il più importante tentativo di criminalizzare il movimento anarchico. Il 12 dicembre del 1969 scoppiarono le bombe a Milano e a Roma. Ci furono 16 morti alla Banca dell’Agricoltura a Milano, quella che fu poi definita la Strage di Stato. Giuseppe Pinelli fu gettato dal quarto piano della Questura di Milano. La mobilitazione di massa smascherò la montatura delle istituzioni, denunciò gli assassini di Pinelli e alla fine ottenne la scarcerazione dei compagni accusati ingiustamente degli attentati. La Federazione Anarchica Italiana, anche a costo di un ampio dibattito al proprio interno, fu protagonista di questa mobilitazione. Questa esperienza ha dimostrato ancora una volta che è possibile smascherare le menzogne diffuse dalle istituzioni con la controinfomazione capillare, mentre non si possono difendere gli ideali anarchici senza una loro pratica costante, a partire dalla pratica della solidarietà. Ne discutiamo domenica 14 dicembre, dalle ore 17,30, presso la sede della Federazione Anarchica Livornese, Via degli Asili 33, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Manifesti della FAI”. La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Livornese Redazione Italia
December 14, 2025
Pressenza