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Delcy Rodriguez ha consenso popolare, non Machado. Le distorsioni mediatiche dell’ANSA
In data 19 gennaio, l’ANSA ha pubblicato la notizia secondo cui Delcy Rodriguez starebbe perdendo consensi e che invece sarebbe proprio Maria Corina Machado a volare nei sondaggi. La notizia afferma: “Oltre il 90% dei venezuelani respinge l’ipotesi che Delcy Rodríguez, esponente del chavismo e presidente ad interim, possa guidare una fase di transizione dopo la caduta di Nicolás Maduro. È quanto emerge da un sondaggio dell’istituto demoscopico venezuelano Meganálisis, ripreso dai principali media indipendenti del Paese sudamericano, secondo cui il 93,5% degli intervistati esprime un giudizio negativo su Rodríguez. All’opposto, il 78,3% dichiara che voterebbe oggi per la leader dell’opposizione María Corina Machado, indicata come principale favorita nella corsa alla presidenza. L’indagine segnala inoltre un ampio consenso verso il sostegno degli Stati Uniti: oltre l’80% degli intervistati considera Washington il principale alleato per la ripresa politica ed economica del Paese. Il 92,2% afferma di sentirsi “grato” al presidente Donald Trump per il ruolo svolto nella crisi venezuelana, mentre cresce il rifiuto del socialismo chavista, sempre più associato a povertà e declino economico. Il sondaggio è stato condotto tra il 6 e l’11 gennaio in Venezuela su un campione di 1.006 persone, con un margine di errore del 3,09%.” Si tratta di una delle tante distorsioni mediatiche dell’ANSA che vengono veicolate in Italia sul Venezuela. La fonte a cui si è affidata l’ANSA è Meganalisis, una società di sondaggi e ricerche di opinione venezuelana che, “negli ultimi undici anni, ha accumulato il più alto tasso di successo nel prevedere i risultati elettorali in Venezuela”. Secondo a quanto si legge sul sito “la misurazione delle variabili” gli ha permesso “di ottenere fiducia e riconoscimento a livello nazionale e internazionale”. Il suo obiettivo è posizionarsi “come fornitore leader di servizi di consulenza statistica, sondaggi d’opinione e indagini, sia a livello nazionale che internazionale. Per raggiungere questo obiettivo, utilizziamo tecniche statistiche all’avanguardia, che ci hanno permesso di raggiungere un elevato tasso di successo nelle previsioni elettorali. Inoltre, misuriamo regolarmente e tempestivamente, utilizzando domande precise, la percezione che gli intervistati hanno del loro contesto politico, economico e sociale.” Si tratta – si legge sul suo sito – di un grande autoelogio che parrebbe dare un’immagine perfetta ed impeccabile dell’operato di questa società di sondaggi a tal punto di aver un grande “successo nelle previsioni elettorali”. Si dà il caso però che, durante le elezioni presidenziali in Venezuela del 28 giugno 2024, le sue previsione fossero del tutto opposte al risultato che poi è stato raggiunto: mentre il Grande Polo Patriottico chavista con Nicolas Maduro vinceva con il 52% dei voti, il loro Report di sondaggi del giugno 2024 affermava che le preferenze di voto dei venezuelani (slide 7) fossero rivolte per il 68,4% al candidato della coalizione di destra – ed ex-agente della CIA – Edmundo Gonzales Urrutia, mentre solo l’11,3% per Nicolas Maduro. Evidentemente qualcosa è andato storto, soprattutto quando è stato appurato che la presunta “frode elettorale” – con cui la destra voleva accusare il fronte chavista – era stata in realtà commessa proprio dalla stessa destra attraverso la divulgazione di falsi verbali elettorali tramite la piattaforma Convenezuela. Per chi non vuole credere al fatto che sia stata la destra a tentare di manomettere le elezioni presidenziali del 28 giugno 2024, può sempre credere a Trump che per ben due – di fronte alla volontà di Maria Corina Machado di imporsi come Presidente ad interim del Venezuela dopo l’aggressione USA del Venezuela il 3 gennaio 2026 – che non era in grado di governare perchè non aveva abbastanza consensi: un’ammissione del consenso territoriale e popolare del socialismo bolivariano in Venezuela e della poca credibilità sociale della Machado. Inoltre è interessante che proprio recentemente l’Istituto di sondaggi Hinterlaces ha rivelato, nel suo studio più recente chiamato Monitor País, che il 91% dei venezuelani ritiene che la presidente vicaria, Delcy Rodríguez, debba essere sostenuta. Stupisce questa poca attenzione nella scelta delle fonti da parte dell’ANSA, agenzia stampa nazionale e punto di riferimento per gran parte del giornalismo mainstream italiano, anche se non si può constatare come non sia la prima volta che la stessa faccia degli strafalcioni in tema di Sudamerica. È sorprendente notare come l’agenzia non abbia provveduto a rettificare una precedente fake news sulle elezioni in Venezuela e abbia invece deciso di lanciare una nuova campagna contro il paese sudamericano, cercando di dipingere Maduro come il provocatore in questa situazione. L’agenzia Ansa, da tempo, porta avanti una incredibile crociata a base di grossolane fake news contro il Venezuela. Si ricorda: * la mancata rettifica di una precedente fake news sulle elezioni presidenziali del 2024 in Venezuela, decidendo di continuare a lanciare una nuova campagna contro il Paese sudamericano, cercando di dipingere Maduro come il provocatore in questa situazione; * l’articolo pubblicato nel marzo 2024, che riguarda la sospensione del canale televisivo tedesco in lingua spagnola Deutsche Welle, quando in realtà il giovane moderatore del prodotto audiovisivo non è un comunicatore qualsiasi, ma nientemeno che il nipote dell’oppositore golpista Antonio Ledezma, latitante della giustizia venezuelana, che guida la campagna diffamatoria contro il Venezuela e per innumerevoli volte ha chiesto l’imposizione di sanzioni contro il suo stesso Paese; * Il 4 febbraio 2024 ANSA ha pubblicato un articolo in cui, riportando quanto scritto in maniera fuorviante da AP, citerebbe il discorso di Maduro per le celebrazioni del 32º anniversario della ribellione civico-militare del 4 febbraio 1992: “Noi siamo il popolo al potere. Vinceremo con le buone o con le cattive”. In realtà, nel discorso, Maduro ha affermato: “In Venezuela comanda il popolo, qui solo il popolo stabilisce o rimuove (i presidenti). I cognomi non governano qui, né mai lo faranno in questo Paese. I soliti nomi sono guidati solo dal denaro, dall’odio, dall’ambizione eccessiva e dallo spirito di vendetta”. Sebbene l’agenzia di stampa statunitense Associated Press (AP) abbia riconosciuto di aver mentito sulle dichiarazioni rilasciate da Maduro durante la Grande Carovana della Furia Nazionale del Popolo del 4 febbraio, l’ANSA ha taciuto in modo assordante; Smentita dell’AP nel febbraio 2024   * nel febbraio 2024 l’ANSA ha definito come “minaccia” nei confronti di ExxonMobil, la rivendicazione del Venezuela di annettere l’Essequibo territorio venezuelano che per retaggi coloniali è sempre stato sotto dominio della Guyana. Una notizia data senza contesto storico e senza conoscere la storia. È importante notare che il Venezuela ha una lunga storia di soprusi subiti da ExxonMobil, una multinazionale statunitense che ha giocato un ruolo significativo nella politica e nell’economia del paese sudamericano. Le tensioni tra il Venezuela e ExxonMobil sono radicate nella storia dell’industria petrolifera del paese, risalendo a molto prima del 1999, anno di fondazione ufficiale della ExxonMobil come entità separata. La compagnia è stata creata sulle fondamenta della Standard Oil Company, un’azienda che ha avuto un impatto duraturo sulla geopolitica mondiale. Gli articolo dell’ANSA suggeriscono sempre una narrativa unilaterale sul Venezuela, dipingendo il socialismo bolivariano come il principale responsabile delle tensioni, mentre trascura il ruolo e la storia di lunga data delle grandi corporazioni petrolifere internazionali nella regione, il ruolo degli USA e ignora che il Venezuela Bolivariano è riconosciuto nelle istituzioni internazionali per la sua propensione al dialogo.   Link su tentativo di frode elettorale della destra venezuelana contro elezioni presidenziali del 28 giugno 2024, mostra verbali elettorali falsi: > Venezuela: Le immagini che i media italiani non mostrano https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-venezuela_esperta_elezioni_maduro_ha_scelto_il_modo_pi_appropriato_per_presentare_le_prove/45289_56138/ https://www.cubainformacion.tv/especiales/20240730/110649/110649-venezuela-el-fraude-de-los-medios-golpistas-italiano-deutsch-francais-portugues-ellinika https://misionverdad.com/entrevistas/roman-cuesta-minar-el-sistema-electoral-es-atacar-la-raiz-de-la-democracia http://www.cubadebate.cu/especiales/2024/08/17/como-manipulo-las-actas-la-oposicion-en-venezuela-desvelamos-el-mecanismo-utilizado/ > ¡Exhiban las actas! > Lo que los medios de comunicación ocultan sobre las elecciones en Venezuela > Venezuela: Presentati pubblicamente i dati ufficiali delle elezioni https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-decine_di_paesi_riconoscono_la_legittimit_di_maduro_come_presidente/82_56151/#google_vignette   Ulteriori info: https://www.blog-lavoroesalute.org/wp-content/uploads/2024/09/SPECIALE-VENEZUELA.pdf Lorenzo Poli
Venezuela, governo bolivariano smentisce “fake news” sulla presunta decorazione del capo della CIA
È stata diffusa la prima fotografia ufficiale dell’incontro tra il direttore della Cia, John Ratcliffe, e la presidente vicaria del Venezuela, Delcy Rodríguez, svoltosi ieri a Caracas. L’immagine è stata fornita direttamente dalla principale agenzia di intelligence degli Stati Uniti a numerosi media internazionali, confermando visivamente il meeting di alto livello già riportato dal New York Times. Nella foto, Ratcliffe e Rodríguez si scambiano una stretta di mano all’inizio dell’incontro, un gesto che sottolinea la rilevanza simbolica del contatto tra Washington e la leadership bolivariana dopo il recente intervento degli Stati Uniti nel Paese sudamericano per catturare il presidente de facto Nicolás Maduro. La diffusione dell’immagine da parte della Cia viene letta come un segnale di trasparenza e come una conferma del dialogo in corso tra i due Paesi, in una fase di possibili cambiamenti nelle relazioni bilaterali. Non si tratta di cedimenti del governo bolivariano, ma bensì della prosecuzione di quella che è da sempre chiamata Diplomazia Bolivariana di Pace, a cui ha sempre fatto riferimento Hugo Chavez, Nicolas Maduro e a cui si è appellata recentemente anche Delcy Rodriguez. Parallelamente a questa fotografia è circolata una foto in cui Delcy Rodriguez addirittura decorerebbere con onori militari il capo della CIA John Ratcliffe. Il governo bolivariano smentisce categoricamente le informazioni che circolano sui social media, secondo cui la presidente in carica, Delcy Rodríguez, avrebbe conferito onorificenze ad agenzie di intelligence straniere. “Neghiamo categoricamente le informazioni malevole che circolano sui social media riguardo a una presunta decorazione con onore per agenzie di intelligence straniere” – ha riportato una pubblicazione di X de Miraflores Al Momento. L’immagine circolata sui social media, come si può vedere, mostra una presunta decorazione militare per il direttore della Central Intelligence Agency (CIA), John Ratcliffe, da parte di Delcy Rodriguez, ma si tratta di un falso creato da intelligenza artificiale. Lorenzo Poli
Venezuela, Cina incontra presidente Rodriguez e conferma condanna intervento USA: “Immediata liberazione di Maduro e Cilia Flores”
Il Ministero degli Esteri cinese ha ribadito venerdì 9 gennaio 2026 che, qualunque cosa accada in Venezuela, Pechino continuerà a sostenere il Paese sudamericano nella difesa della sua sovranità e sicurezza nazionale. “La Cina continuerà a sostenere fermamente il Venezuela nella salvaguardia della sua sovranità, dignità e sicurezza nazionale, indipendentemente da come evolverà la situazione politica”, ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri cinese Mao Ning in una conferenza stampa. Il funzionario ha affermato che Pechino ha mantenuto una comunicazione e una cooperazione “solide” con Caracas, e che il suo paese “è profondamente impegnato ad approfondire la cooperazione pratica e a promuovere lo sviluppo comune.” La Cina, che negli ultimi anni ha mantenuto stretti rapporti con il Venezuela, ha condannato l’intervento statunitense nel paese e ha chiesto il rilascio immediato del presidente Nicolás Maduro e della first lady Cilia Flores. La Presidente vicaria del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha incontrato l’ambasciatore cinese, Lan Hu, alla vigilia e ha sottolineato la “posizione ferma e coerente della Cina nel condannare fermamente la grave violazione del diritto internazionale e della sovranità venezuelana.” La portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, aveva precedentemente riaffermato che il Venezuela è uno “stato sovrano che esercita continuamente piena sovranità sulle proprie risorse naturali e sull’attività economica nel loro complesso.” Ha inoltre descritto le azioni del governo degli Stati Uniti come una “grave violazione del diritto internazionale” che minaccia la sovranità della nazione sudamericana e ne viola i diritti fondamentali. https://www.eluniversal.com/internacional/223836/china-mantendra-su-apoyo-a- venezuela-sin-importar-como-evolucione-la-situacion-politica   Ulteriori Informazioni: https://contropiano.org/news/internazionale-news/2026/01/15/venezuela-la-reazione-cinese-0190742 Lorenzo Poli
Venezuela, Delcy Rodriguez: “Se dovrò andare a Washington ci andrò in piedi e non strisciando”
La Presidente Delcy Rodriguez, intervenendo all’Assemblea Nazionale (Parlamento) ha riconfermato che il Venezuela manterrà le relazioni con Russia, Cina, Cuba. La Presidente ci ha tenuto a sottolineare, parlando alla opposizione, che il rilascio dei detenuti responsabili delle violenze del 2024 non deve essere interpretato come un segno di debolezza della Rivoluzione Bolivariana. “C’è chi crede che questo sia un segno di debolezza, date le circostanze che la Repubblica sta attraversando. Non ci si illuda. Abbiamo teso la mano. Il chavismo, quando ha dovuto correggere la rotta, lo ha fatto. Chiedo lo stesso all’opposizione, sia a coloro che sono più vicini all’estremismo che a coloro che sono più vicini alla democrazia.” La presidente ad interim ha anche presentato il disegno di legge per la riforma parziale della legge sugli idrocarburi organici, per integrare il modello di gestione del petrolio implementato con successo nell’ambito della legge anti-blocco, che ha consentito di raggiungere una produzione di 200.000 barili al giorno entro il 2025. https://www.youtube.com/watch?v=5MkJJXQFjio https://www.youtube.com/watch?v=rZ5YDZrlqeY Lorenzo Poli
Venezuela, il 91% dei venezuelani sostiene la Presidente vicaria Delcy Rodríguez
“Il Popolo Venezuelano festeggia la cattura di Maduro!” – questo quanto sostenuto dall’Amministrazione USA di Donald Trump e dall’UE. Ma cosa intendono gli USA per “Popolo Venezuelano”: CNNA, Bbc, FoxNEws, The Huffington Post, MSNBC, Snopes, Nbc, Google, Politico, Abc News, Facebook, YouTube, Televisa, Cbs, The Sun, Msn, Bet, Television Azteca, Vice, The Washington Post e moltissimi altri. Peccato che questo sia una falsità colossale. In queste settimane milioni di venezuelani stanno riempiendo le strade del Venezuela con manifestazioni oceaniche a sostegno del Presidente Nicolás Maduro e della Rivoluzione Bolivariana contro l’aggressione USA. Solo che i nostri mass media non hanno mostrato i video e le foto delle manifestazioni, facendo credere all’opinione pubblica occidentale  che non esistano. Il menzognificio occidentale mistifica in maniera caricaturale la realtà trasformando il giubilo di poche decine di privilegiati che vivono a Miami nell’impostura del “Popolo venezuelano che festeggia la cattura di Maduro”. La realtà è ben diversa ed a confermalo sono i recenti sondaggi che non solo affermano convintamente il sostegno del popolo venezuelano per la liberazione del Presidente Maduro, ma anche il sostegno alla Presidente vicaria Delcy Rodriguez. L’istituto di sondaggi Hinterlaces ha rivelato, nel suo studio più recente chiamato Monitor País, che il 91% dei venezuelani ritiene che la presidente ad interim, Delcy Rodríguez, debba essere sostenuta. “Diresti che in questo momento i venezuelani dovrebbero unirsi e sostenere la presidente in carica Delcy Rodríguez, oppure diresti che dovremmo opporci al presidente?”, chiede Hinterlaces. Secondo il presidente dell’azienda, Oscar Schémel, la stragrande maggioranza delle persone ha scelto di sostenere Rodríguez. In un’intervista rilasciata al canale televisivo venezuelano, Schémel ha anche riferito che il 79% dei venezuelani ha un’opinione positiva di Rodríguez. Secondo l’analista, il sostegno si sta intensificando all’interno delle fila rivoluzionarie, poiché il 92% ha espresso un parere favorevole nei confronti del capo dello Stato in carica. Secondo l’ultimo rapporto Monitor País, inoltre,  l’identità del venezuelano attuale è caratterizzata da una volontà incrollabile di progredire. Lo studio rivela che l’84% della popolazione si identifica con la capacità di superare gli ostacoli e di cercare soluzioni di fronte alle avversità. Al contrario, solo il 15% degli intervistati percepisce un atteggiamento conformista, mentre l’1% rimane indeciso. Questi dati, ottenuti attraverso 1.200 interviste a livello nazionale (con un margine di errore del 3%), confermano che il concetto di “risoluzione” continua a essere il motore culturale e sociale che definisce i cittadini di fronte alle sfide attuali. Questa statistica suggerisce che l’immaginario collettivo si è spostato dalla passività a un ruolo attivo. Il sondaggio, che vanta un’elevata affidabilità statistica, ribadisce che la forza interiore è lo strumento principale di cui dispongono i venezuelani per affrontare l’attuale contesto economico e sociale. Dal settore di Catia La Mar, epicentro della resistenza popolare, la Presidente vicaria del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha ribadito la forza istituzionale dello Stato venezuelano di fronte alle campagne di disinformazione internazionali che cercano di ignorare la volontà sovrana. “Ho visto delle vignette su Wikipedia su chi comanda in Venezuela. Ebbene, qui abbiamo un governo che governa il Venezuela. Qui abbiamo una presidente vicaria e un presidente tenuto in ostaggio negli Stati Uniti. Governiamo insieme al popolo organizzato, insieme al Potere Popolare, e stiamo avanzando nelle relazioni internazionali di rispetto, nel quadro del diritto internazionale, per sostenere e proteggere i diritti del nostro amato Venezuela” – ha commentato la Presidente, riaffermando l’indipendenza nazionale di fronte all’aggressione illegale del governo statunitense. In questo contesto di piena sovranità, la Presidente ha guidato l’avvio della seconda fase dell’anno accademico con l’inaugurazione di 11 nuove scuole in tutto il Paese e la ristrutturazione di 1.725 scuole esistenti, garantendo il diritto all’istruzione a oltre 6 milioni di studenti. Rodríguez ha sottolineato che, mentre i settori esterni tentano di imporre narrazioni fittizie, il Governo bolivariano risponde con azioni dirette e la tutela dei diritti del Venezuela.   Fonti: https://www.hinterlaces.net/monitor-pais-84-de-los-venezolanos-destaca-la-determinacion-por-salir-adelante/ https://www.laiguana.tv/articulos/1455853-el-91-de-los-venezolanos-respalda-a-la-presidenta-encargada-delcy-rodriguez-hinterlaces/ https://venezuela-news.com/encuesta-hinterlaces-91-venezolanos-respalda-presidenta-encargada-delcy-rodriguez/ https://venezuela-news.com/delcy-rodriguez-pueblo-impactado-agresion-militar-eeuu-venezuela/ Lorenzo Poli
La perturbazione Trump in Venezuela – di Massimo De Angelis
Evento-soglia L’intervento militare di Trump in Venezuela non è un episodio isolato né una semplice mossa geopolitica avventata. È un evento-soglia, una rottura che rende visibile ciò che da tempo opera sotto traccia: una ricalibrazione profonda delle pulsazioni del comando nella fase di crisi egemonica globale. Per comprenderla non basta appellarsi al lessico consueto [...]
“È che il Venezuela sia in pace”
Il Venezuela bolivariano è nel pieno di una lotta a tutto campo per difendere la sua indipendenza, la sua sovranità e le sue conquiste e nel vivo di una contraddizione storica con gli Stati Uniti e l’intera catena dell’imperialismo occidentale, che si mostra come una contraddizione strategica di vasta portata e si dispiega come una contraddizione fondamentale per l’intero sistema delle relazioni internazionali, l’America Latina in particolare e l’equilibrio del mondo nel suo complesso. La presidente incaricata, Delcy Rodríguez, cui è stato conferito l’incarico, essendo il Presidente costituzionale Nicolás Maduro rapito e sequestrato dagli Stati Uniti, ha dichiarato, lo scorso 7 gennaio, che le relazioni tra il Venezuela e gli Stati Uniti sono ora gravate da una “macchia” senza precedenti a seguito dell’aggressione armata e del sequestro del presidente eletto posta in essere da Washington. “C’è una macchia nelle nostre relazioni” ha dichiarato Delcy Rodríguez, “che non si è mai verificata nella nostra storia, ma va anche sottolineato che le relazioni, ad esempio economiche e commerciali, tra Stati Uniti e Venezuela non sono né straordinarie né regolari”. Com’è noto, l’obiettivo dell’aggressione militare degli Stati Uniti, che ha portato al sequestro e alla prigionia a New York del capo dello stato, Nicolás Maduro, e della first lady, giurista e più volte deputata, Cilia Flores, era quello di provocare un cambio di governo violento in Venezuela, per instaurare un governo fantoccio attraverso il quale porre fine all’esperienza di trasformazione, in senso socialista, della rivoluzione bolivariana, e impossessarsi della fondamentale e vastissima riserva strategica di petrolio del Paese.  Donald Trump lo ha detto chiaramente: pretende tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio, che siano venduti alle condizioni imposte dagli Stati Uniti, e che cessino i rapporti commerciali tra il Venezuela e le potenze del Sud globale, in primo luogo la Cina, ma anche Cuba. Parla di “autorità di transizione” in Venezuela, ma questo fa parte della propaganda di guerra, non è l’amministrazione statunitense a governare in Venezuela e non c’è alcuna “autorità di transizione” a Caracas, bensì una presidente incaricata dalla Camera Costituzionale del Tribunale Supremo di Giustizia, nell’ambito della legislatura 2026-2031, nel quadro sancito dalla Costituzione e dalle leggi della Repubblica Bolivariana. La compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA ha dichiarato di essere in trattative con gli Stati Uniti per la vendita di greggio “nel quadro delle relazioni commerciali esistenti”. La presidente incaricata ha chiarito che i rapporti commerciali tra i due Paesi non sono un evento straordinario, che il Venezuela non si arrenderà ad alcun tipo di aggressione, inclusa quella economica, peraltro in vigore da anni con le 1042 misure coercitive unilaterali criminali arbitrariamente imposte dagli Stati Uniti, e che il Venezuela intende avere rapporti economici, basati sul rispetto reciproco, con tutti i Paesi del mondo. “Non ci siamo arresi all’aggressione economica e non ci arrenderemo ad alcun tipo di aggressione”. “Le nostre mani sono tese a tutti i Paesi del mondo per le relazioni e la cooperazione economica, commerciale, energetica”. Ha poi specificato che il Venezuela è aperto a relazioni in cui “tutte le parti traggano beneficio, in cui la cooperazione economica sia chiaramente definita nei contratti commerciali”. L’inaudita violazione dell’ordine internazionale, barbaramente e irresponsabilmente posta in essere dagli Stati Uniti e culminata il 3 gennaio scorso con l’aggressione e il sequestro di un presidente legittimo in carica, segna, come bene è stato detto, “un prima e un dopo”. È il Paese in quanto tale ad essere sotto attacco, e merita attenzione e rispetto il fatto che la risposta allo stato di guerra imposto al Paese sia tutta dentro il perimetro della Costituzione bolivariana e del quadro di diritto. Il “Decreto di dichiarazione dello stato di emergenza esterna” prescrive (art. 5) che “Le forze di polizia nazionali, statali e municipali devono immediatamente procedere alla ricerca e alla cattura su tutto il territorio nazionale di qualsiasi persona coinvolta nella promozione o nell’appoggio all’attacco armato degli Stati Uniti d’America contro il territorio della Repubblica, al fine di tradurla dinanzi alla Procura della Repubblica e al sistema giudiziario penale, al fine di perseguirla penalmente, nel rispetto di tutte le garanzie procedurali inerenti al giusto processo e al diritto alla difesa” e contemporaneamente impone (art. 6) che “In esecuzione del presente decreto, sono adottate tutte le misure per garantire il diritto alla vita; il riconoscimento della personalità giuridica; la protezione della famiglia; l’uguaglianza davanti alla legge; la cittadinanza; la libertà personale e il divieto di sparizioni forzate; l’integrità personale, fisica, psicologica e morale; il divieto di sottomissione a schiavitù o servitù; la libertà di pensiero, di coscienza e di religione; la legalità e l’irretroattività delle leggi, in particolare delle leggi penali; il giusto processo; la tutela costituzionale; la partecipazione, il suffragio e l’accesso alle cariche pubbliche e il diritto all’informazione”. In particolare, in base al principio di proporzionalità, “Ogni misura emanata sulla base del presente decreto, nonché la sua esecuzione o attuazione, devono essere proporzionate alla situazione affrontata in termini di gravità, natura e ambito di applicazione”.  Contrariamente ai “desiderata” trumpiani, dunque, la Repubblica bolivariana è attiva e la sua dinamica istituzionale, politica e sociale prosegue. Come annunciato in occasione dell’insediamento della nuova Assemblea Nazionale, la legislatura 2026-2031 prevede sei pilastri legislativi (pace, crescita economica, potere popolare, imprenditorialità, difesa della vita e sicurezza dei cittadini/e) e in particolare l’approvazione di otto codici utili a sistematizzare e organizzare in maniera ancora più ordinata e razionale il complesso normativo (l’“albero legislativo”) del Venezuela: un Codice Penale Popolare e un Codice Civile rinnovati; un Codice Sociale, per raggruppare e consolidare il vasto sistema di tutele sociali e programmi di protezione; un Codice Economico e del Commercio Produttivo, adattato alla nuova realtà economica; un Codice Elettorale, per unificare e coordinare tutte le leggi in materia; un Codice della Democrazia Diretta, un Codice Ecologico Ambientale e un Codice di Protezione Integrale a tutela delle persone vulnerabili. Quanto al quadro giuridico internazionale, l’aggressione pone l’intero sistema delle Nazioni Unite sotto scacco. Durante un incontro con il rappresentante della Repubblica Bolivariana del Venezuela all’ONU, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha dichiarato che l’aggressione statunitense rappresenta “una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite e delle norme del diritto internazionale” e “un pericoloso precedente per le relazioni internazionali”, trattandosi di una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale e una violazione della sovranità e dell’autodeterminazione del popolo venezuelano, cioè una clamorosa violazione proprio degli articoli fondamentali della Carta, gli articoli 1 e 2. Il Segretario Generale ha peraltro ribadito la sovranità del Venezuela sulle sue risorse e che il petrolio del Venezuela appartiene al popolo venezuelano. In definitiva, come ha osservato Jorge Arreaza, già segretario generale dell’Alba e già ministro degli esteri del Venezuela bolivariano, “Se c’è una cosa che non va giù agli imperialisti è che il Venezuela sia in pace”.      Riferimenti:  Presidenta encargada de Venezuela afirmó que la relación entre su país y EE.UU. tiene una «mancha» nunca ocurrida, TeleSur, 8 gennaio 2026: https://www.telesurtv.net/presidenta-venezuela-relacion-eeuu-mancha Venezuela denuncia agresión militar de EE.UU. durante reunión con António Guterres, TeleSur, 7 gennaio 2026: https://www.telesurtv.net/venezuela-agresion-militar-eeuu-guterres Decreto Estado de Conmoción Exterior Gaceta Oficial N° 6.954 Extraordinario 3 de enero 2026: https://tugacetaoficial.com/decreto-estado-de-conmocion-exterior-gaceta-oficial-n-6-954-extraordinario-3-de-enero-2026  Gianmarco Pisa
Venezuela e la verità – di Craig Murray
Pubblichiamo un primo commento sulla situazione venezuelana, scritta da Craig Murray, diplomatico e professore universitario britannico, già ambasciatore inglese in Uzbekistan e già rettore dell'Università di Dundee in Scozia, dove si è laureato. Murray si sofferma su una serie di falsità che sono circolate nei media mainstream riguardo il rapimento di Maduro, la situazione [...]
Cuba, Miguel Diaz Chanel proclama lutto nazionale per i 32 militari cubani morti in Venezuela
In virtù di quanto disposto dagli articoli 125 della Costituzione della Repubblica di Cuba e 24, comma x), della Legge 136 “Sul Presidente e il Vicepresidente della Repubblica di Cuba”, del 28 ottobre 2020, il Presidente della Repubblica di Cuba Miguel Diáz-Canel Bermúdez ha proclamato due giorni di lutto nazionale – dalle ore 6:00 del mattino del 5 gennaio fino alle ore 24:00 del 6 gennaio 2026 – in memoria dei 32 militari cubani morti durante l’attacco/aggressione USA guidata da Donald Trump nella capitale venezuelana Caracas, il 3 gennaio 2026. Nel proclamare il Decreto Presidenziale 1147 per il lutto nazionale, Diaz Chanel ha dichiarato: “Con profondo dolore il nostro popolo ha appreso che durante il criminale attacco perpetrato dal governo degli Stati Uniti contro la sorella Repubblica Bolivariana del Venezuela, avvenuto nelle prime ore del mattino del 3 gennaio 2026, hanno perso la vita in azioni di combattimento 32 cubani, che stavano compiendo missioni in rappresentanza delle Forze Armate Rivoluzionarie e del Ministero dell’Interno, su richiesta degli organi omologhi di quel Paese. I nostri compatrioti hanno compiuto con dignità il loro dovere e sono caduti, dopo una strenua resistenza, in combattimento diretto contro gli aggressori o a seguito dei bombardamenti alle strutture, e hanno saputo esaltare, con il loro eroico comportamento, il sentimento di solidarietà di milioni di compatrioti.” Vittime di un nuovo atto criminale di aggressione e terrorismo di Stato, i combattenti hanno saputo suscitare con il loro eroico comportamento il sentimento di solidarietà di milioni di compatrioti. I 32 hanno sacrificato la propria vita in difesa della giustizia, della democrazia e della sovranità di un Paese fratello, della Rivoluzione Bolivariana e del suo legittimo Presidente costituzionale Nicolás Maduro. Come ha scritto lo scrittore e intellettuale cubano Raúl Capote: “Per coloro che parlano senza sapere, gli uomini e le donne, cubani e venezuelani che proteggevano Maduro, hanno combattuto per due ore e mezza contro forze superiori, dalle 2:25 alle 4:30 circa, anche se c’è ancora molta nebbia di guerra. Hanno resistito all’attacco di droni ed elicotteri, circa 150 velivoli yankee hanno partecipato all’operazione, sono stati attaccati con bombe e missili, hanno danneggiato un elicottero nemico e causato perdite agli aggressori, lo stesso Trump ha riconosciuto che ci sono stati feriti (sicuramente anche morti, anche se non posso esserne certo). I nostri compagni hanno combattuto con coraggio, poco a poco si saprà la verità, anche se loro, con le loro vite, hanno dato prova della grandezza della loro azione.”   A esprimere il proprio cordoglio, anche l’Associazione Nazionale d’Amicizia Italia-Cuba: “L’associazione di Amicizia Italia-Cuba  esprime tutta la sua profonda gratitudine e riconoscenza a queste vittime dell’imperialismo e si associa al dolore del governo rivoluzionario e del popolo cubano per la perdita dei suoi figli. Ci associamo al lutto nazionale decretato dal Presidente della Repubblica di Cuba Miguel Diáz-Canel Bermúdez per i giorni 5 e 6 gennaio. Ribadiamo l’appoggio incondizionato alla Rivoluzione cubana, al suo governo e a tutta la sua popolazione che sta affrontando un’ulteriore prova di resistenza contro le devastanti mire egemoniche dell’impero. Hasta la victoria siempre!” Cuba rende omaggio ai 32 militari cubani caduti in Venezuela durante l’aggressione e rapimento del Presidente Maduro. Diaz Canel, Presidente di Cuba, e Delcy Rodriguez, Presidente vicaria del Venezuela, hanno tenuto cerimonie in onore dei 32 militari cubani e di tutti i militari caduti a seguito dell’aggressione del regime fascista di Trump. https://italiacuba.it/2026/01/05/miguel-diaz-canel-bermudez-presidente-della-repubblica/ Lorenzo Poli
Il Venezuela bolivariano resiste
La rivoluzione bolivariana è sotto attacco e, dopo la brutale e criminale aggressione subita ieri, 3 gennaio 2026, organizza la resistenza e rilancia la mobilitazione. La ricostruzione sintetica della criminale aggressione statunitense, che non solo ha lanciato un bombardamento ad ampia scala contro strutture e infrastrutture civili e militari nel Paese, in primo luogo nella capitale, Caracas, ma anche nei territori di Miranda, Aragua, La Guaira, ma ha addirittura portato a un crimine inaudito, il sequestro manu militari di un capo di stato costituzionale, legittimamente eletto, il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, insieme con la consorte, Cilia Flores, è stata illustrata dalla vicepresidente esecutiva Delcy Rodríguez. La vicepresidente, infatti, oltre a denunciare l’aggressione militare “senza precedenti” degli Stati Uniti e il sequestro illegale del Presidente e della consorte, ha presieduto, nel pomeriggio di ieri a Caracas, la riunione del Consiglio Nazionale di Difesa e ha ribadito che nella Repubblica Bolivariana del Venezuela “c’è un solo presidente, e il suo nome è Nicolás Maduro Moros”. La rivoluzione dunque resiste.  Quella che è avvenuta alle prime ore del 3 gennaio è stata un’aggressione militare su ampia scala finalizzata alla realizzazione di un colpo di stato, e, attraverso il rapimento del presidente legittimo, alla realizzazione di un cambio di governo violento nel Paese. Le parole di Delcy Rodríguez (“il vero obiettivo dell’aggressione è un cambio di regime in Venezuela per consentire agli Stati Uniti di impadronirsi delle risorse energetiche, minerarie e naturali del Paese”) hanno trovato peraltro conferma nelle parole, criminali e inaudite, con le quali il presidente statunitense ha illustrato in conferenza stampa i dettagli dell’aggressione: “governeremo il Paese e faremo intervenire le nostre grandi compagnie petrolifere statunitensi, che spenderanno miliardi di dollari, ripareranno le infrastrutture e inizieranno a fare soldi”. Una chiarezza criminale: cade la maschera dei presunti diritti umani violati, del presunto narcotraffico, del presunto autoritarismo (solo pretesti utili, nel tempo della post-verità, per costruire una “cornice narrativa legittimante”), e si annuncia la vera posta in gioco: un governo fantoccio, un quisling, da cercare di imporre dall’esterno, con la violenza, in Venezuela, per porre fine al processo rivoluzionario, bolivariano e socialista, e per impossessarsi delle formidabili risorse del Paese.  Secondo l’Opec (Bollettino annuale 2025), il Venezuela possiede 303 miliardi di barili di riserve di petrolio accertate, pari al 17.5% del totale mondiale; 5.5 trilioni di metri cubi di gas naturale; e ancora enormi giacimenti auriferi e di coltan nell’Arco Minero, il bacino minerario dell’Orinoco. Quanto alla “menzogna storica” del narcotraffico, il Rapporto mondiale sulle droghe 2025 dell’Onu conferma che il Venezuela è “territorio libero dalla coltivazione di foglia di coca, marijuana e simili”, e solo una frazione marginale, pari a circa il 5% della droga colombiana, transita attraverso il territorio della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Sono dati e fatti citati a più riprese, sistematicamente occultati dalla stampa mainstream, ma che, torniamo a dire, nell’epoca della post-verità e della scomparsa dei fatti, è davvero opportuno e necessario ribadire.   Torniamo a Caracas. Alla riunione del Consiglio Nazionale di Difesa hanno partecipato tutte, nessuna esclusa, le massime autorità istituzionali, giudiziarie, civili e militari del Venezuela. Il comunicato letto e diffuso online del ministro della difesa e comandante strategico operazionale delle FANB, le Forze Armate Nazionali Bolivariane, conferma la solidità del sistema istituzionale del Venezuela a difesa del presidente legittimo e della rivoluzione bolivariana. Non sono state mostrate dalla stampa occidentale, ma le immagini mostrano che il popolo venezuelano è sceso in piazza, non solo a Caracas, a difesa della rivoluzione e delle sue conquiste. Nella riunione del Consiglio Nazionale di Difesa è stato confermato lo stato di mobilitazione, conseguente al fatto che il Venezuela è sotto attacco, la piena attivazione della unione civico-militare, base, sin dai tempi di Chavez, della “difesa integrale” del Paese, e la scelta della soluzione politica. Come ha ricordato infatti Delcy Rodríguez, “il presidente Nicolas Maduro, solo due giorni fa, pubblicamente, in un’intervista televisiva, ha ribadito la volontà del governo di mantenere il dialogo per affrontare un’agenda costruttiva”, stabilendo “canali di comunicazione diplomatici, politici e istituzionali” basati sul benessere di entrambe le nazioni, sulla cooperazione, sul rispetto reciproco e del diritto internazionale. Ma non è questo evidentemente, come dichiarato peraltro dallo stesso presidente statunitense, ciò che interessa agli Stati Uniti.  Intanto la Camera Costituzionale del Tribunale Supremo di Giustizia ha ordinato che la stessa Delcy Rodríguez, in qualità di vicepresidente esecutiva, assuma ed eserciti, come facente funzioni, “tutti i poteri, i doveri e le facoltà inerenti alla carica di Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, al fine di garantire la continuità amministrativa e la difesa integrale della nazione”, in base a quanto previsto dalla Costituzione bolivariana, con specifico riferimento agli articoli 234 e 239, al fine di “determinare il quadro giuridico applicabile per garantire la continuità dello Stato e la difesa del Paese”. La rivoluzione, dunque, resiste.  Di fronte a un’aggressione, quella degli Stati Uniti, che fa carta straccia di tutto, Carta delle Nazioni Unite e norme e principi di giustizia e di diritto internazionale, è necessario attivarsi a difesa delle istituzioni e del popolo della Repubblica Bolivariana del Venezuela. In maniera, questa volta, ancora più chiara che in altri casi, difendere il Venezuela non è solo difendere l’intera America Latina, zona di pace, ma è anche difendere noi stessi. Se il potente di turno può arrivare, solo perché lo decide e lo impone con la forza e la prepotenza, a scatenare una guerra, bombardare un Paese, e sequestrarne le autorità, siamo davvero, tutti e tutte, in pericolo.  Riferimenti: Vicepresidenta de Venezuela: «Aquí hay un solo presidente, y se llama Nicolás Maduro», TeleSur, 03.01.2026: https://www.telesurtv.net/delcy-venezuela-presidente-nicolas-maduro TSJ ordena que vicepresidenta Delcy Rodríguez asuma como encargada la Presidencia de la República de Venezuela, TeleSur, 03.01.2026: https://www.telesurtv.net/tsj-delcy-rodriguez-presidencia-venezuela Venezuela, i riflessi della crisi, RaiNews, 03.01.2025: https://www.rainews.it/tgr/campania/video/2026/01/presidio-corteo-venezuela-napoli-bc59915d-014b-4f1c-b0f4-0ac88832fdc0.html Trump: “Opereranno le nostre compagnie petrolifere, inizieranno a fare soldi per il Venezuela”, RaiNews, 03.01.2025: https://www.rainews.it/maratona/2026/01/l-attacco-usa-trump-catturati-maduro-e-la-moglie-portati-fuori-dal-venezuela-ce695ed8-dae6-4286-b624-b0362b77f336.html  Maria Elèna Uzzo, Propaganda e aggressione militare: Venezuela sotto attacco degli Usa, l’obiettivo sono le risorse del sottosuolo, Futura Società, 09.12.2025: https://futurasocieta.org/internazionale/propaganda-e-aggressione-militare-venezuela-sotto-attacco-degli-usa-lobiettivo-sono-le-risorse-del-sottosuolo Immagine: Foto Profilo Facebook Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba (@associazione.italiacuba).  Gianmarco Pisa