PALESTINA: A GAZA ALMENO UN MILIONE TRA LE TENDE BUCATE, “DOVREBBERO ENTRARE LE NUOVE” MA ISRAELE BLOCCA GLI AIUTI
La tempesta Byron si abbatte sugli sfollati palestinesi, con piogge torrenziali,
vento, freddo e maree improvvise. Una casa di tre piani è crollata nel quartiere
di al-Nasr, ovest di Gaza City, mentre risultano allagati interi campi nella
zona di al-Mawasi e Deir al-Balah, oltre mercato centrale di Nuseirat e le aree
di Yarmouk e del porto di Gaza City.
Almeno un milione le persone all’addiaccio, con tende o in ripari di fortuna
sott’acqua, dove la pioggia si mescola alle acque di scarico, visto che il
genocidio israeliano, oltre ad ammazzare più di 70 mila persone, ha
scientificamente distrutto le condotte fognarie.
Un incubo nell’incubo, quindi, per i palestinesi di Gaza, a due mesi esatti
dall’entrata in vigore del cosiddetto cessate il fuoco, violato sistematicamente
da Tel Aviv, pure nelle ultime ore: cinque palestinesi morti, tra cui un
bambino, in diversi raid su Jabalia, nel nord.
Sale così a 384 il numero dei palestinesi uccisi dall’entrata in vigore del
cessate il fuoco. A queste vittime vanno aggiunte quelle per la mancanza di
aiuti, la fame, le malattie e la mancanza di ripari, il tutto peggiorato dalla
tempesta in corso; solo oggi una bambina di otto mesi è morta, per il freddo,
vicino a Khan Younis.
L’aggiornamento dalla Striscia con il nostro collaboratore Sami Abu Omar.
Ascolta o scarica
Intanto per quanto riguarda le trattative di carattere internazionale, gli Stati
Uniti vogliono passare alla cosiddetta fase due – quella della lucrosa
ricostruzione di Gaza, con annessa speculazione colonial-immobiliare, mentre
Amnesty International ha pubblicato un proprio report su quanto accaduto il 7
ottobre 2023 e dopo, accusando “Hamas di crimini di guerra e contro l’umanità”,
mentre Israele “di genocidio”. Sotto banco però si prova comunque a trattare,
attraverso i consueti mediatori qatarini ed egiziani.
Sul cosiddetto cessate il fuoco e il piano Trump, sulla risoluzione ONU 2803,
sulla ridefinizione territoriale e il futuro di Gaza, sulla guerra
dell’informazione di Israele, sulla criminalizzazione dei cittadini arabi,
musulmani e palestinesi che non vivono in Medio Oriente, compreso l’imam di
Torino Mohamed Shahin, che rischia l’espulsione in Egitto, abbiamo fatto il
punto con la giornalista Romana Rubeo, caporedattrice al The Palestine
Chronicle. Ascolta o scarica