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“Abbasso tutte le guerre”: attualità del grido di un curato di campagna
Il 12 febbraio del 1965 i cappellani militari in congedo della Toscana pubblicano su “La Nazione” di Firenze un comunicato nel quale «considerano un insulto alla Patria e ai suoi caduti la cosiddetta ‘obiezione di coscienza’ che, estranea al comandamento cristiano dell’amore, è espressione di viltà» (il testo integrale in L. Milani, Abbasso tutte le guerre. Lettera ai giudici. Lettera ai cappellani militari, edizione critica a cura di S. Tanzarella, Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2025, p. 57).  Dall’esilio del borgo di Barbiana, sul Mugello, un loro confratello, il parroco don Lorenzo Milani, reagisce con una lettera molto ferma: «Avete insultato dei cittadini che noi e molti altri ammiriamo» usando, «con estrema leggerezza e senza chiarirne la portata, vocaboli che sono più grandi di voi» (ivi, p. 62: il testo integrale della lettera alle pp. 59 – 75).  La reazione del prete, già emarginato dalla sua stessa Chiesa, scatena l’inferno: piovono da ogni parte lettere anonime di ingiurie e di minacce (del tenore: «Non illuderti caro mio che quello straccio che porti come vesta ti possa salvare, corri piccolo verme schifoso, verrà anche per te l’ora che pagherai l’insulto a tutti i combattenti. Per tutto il male che fai agli ex combattenti ti sputo in bocca, maiale d’un prete», p. 154).  Tra l’altro un gruppo di persone (militari e civili) sporge, al Procuratore della Repubblica di Firenze, “formale denuncia” contro l’autore della lettera e contro Luca Pavolini, direttore della rivista “Rinascita” che l’aveva ospitata (ivi, pp. 77 – 82). La magistratura procede e don Milani è convocato in tribunale a Roma, ma le gravissime ragioni di salute che porteranno in breve tempo alla morte gli impediscono di spostarsi sino alla capitale.  Allora l’imputato invia ai giudici una lettera nella duplice qualità «di maestro e di sacerdote» in cui spiega di aver avvertito il dovere morale di scrivere la precedente Lettera ai cappellani militari per insegnare ai suoi alunni «come il cittadino reagisce all’ingiustizia. Come ha libertà di parola e di stampa. Come il cristiano reagisce anche al sacerdote e perfino al vescovo che erra. Come ognuno deve sentirsi responsabile di tutto»; «che essi sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene fare scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio»; «che se un ufficiale darà loro ordini da paranoico hanno solo il dovere di legarlo ben stretto e portarlo in una casa di cura» (il testo completo della Lettera ai giudici alle pp. 83 – 118). Si intuisce da questi brevissimi cenni che rileggere queste pagine di don Milani oggi è estremamente illuminante, soprattutto in questa nuovissima edizione critica che Sergio Tanzarella ha arricchito con una documentata, splendida Introduzione (pp. 11 – 52), con una Cronologia dei fatti relativi alle due lettere (pp. 53 – 56) e con un corposo saggio storiografico finale, Reato estinto per morte del reo. Don Milani e il suo insegnamento a processo (pp. 121 – 216).  Il volume, istruttivo per lettori di ogni età e grado di istruzione, è stato curato da Sergio Tanzarella (già docente di italiano per oltre venti anni a migranti e direttore dell’Istituto di Storia del cristianesimo della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli) con un occhio privilegiato a ogni luogo deputato all’educazione delle nuove generazioni, perché «la scuola non ha bisogno di ulteriori menzogne sulla storia e sulle guerre e nemmeno di acritica esaltazione di armi e di ubbidienza militare, ha invece necessità della testimonianza dei nonviolenti come Lorenzo Milani che risalendo controcorrente la storia nazionale, in nome della retta coscienza, ne ha smascherato crimini, eccidi e cieche ubbidienze» (p. 216). ABBASSO TUTTE LE GUERRE. LETTERA AI GIUDICI. LETTERA AI CAPPELLANI MILITARI   Redazione Palermo
“Non combatteremo le vostre guerre”: iniziativa di Pax Christi alla Casa per la Pace
Casa per la Pace di Pax Christi, 13 dicembre 2025 – Via Quintole per le Rose 131 Impruneta (Fi) – Evento di sensibilizzazione e di raccolta fondi per la campagna obiezione di coscienza alla guerra Una giornata su don Milani e l’obiezione di coscienza. Con testimonianze, approfondimenti, letture e la presentazione del libro “Abbasso tutte le guerre” (S. Tanzarella, L. Milani, Il pozzo di Giacobbe, 2025) da parte del curatore Sergio Tanzarella. A più di cento anni dalla nascita di don Milani questo evento è l’occasione per continuare a far conoscere ancora di più la figura del parroco di Barbiana, soprattutto diffondendo le sue parole. Nel tempo presente lacerato da nuove guerre, genocidi, deportazioni ma anche da tanti giovani che sfuggono alle guerre, le lettere di Lorenzo Milani ai cappellani militari e ai giudici, scritte nel 1965, mantengono una drammatica attualità e dovrebbero essere studiate in tutte le scuole. Due lettere ancora oggi pericolosissime che rompono la mistificazione della storia italiana. Esse smascherano le menzogne del potere e denunciando i silenzi dei cappellani militari dinnanzi a tanti orrori e alla esaltazione dell’obbedienza cieca, mettendo sotto accusa la illusoria deresponsabilizzazione dell’esecuzione di ordini, anche omicidi, impartiti dall’autorità. Inoltre, il curatore del libro “Abbasso tutte le guerre”, ricostruisce il clima di quegli anni e il processo che Milani dovette subire a causa delle sue idee. Applicando in maniera pedissequa l’obiezione di coscienza. La parola “obiezione” deriva dal latino “obicere”, che significa contrapposizione, rifiuto; l’obiezione di coscienza è infatti il rifiuto di obbedienza ad una legge o ad un comando dell’autorità perché considerato in contrasto con i principi e le convinzioni personali radicati nella propria coscienza. L’obiettore di coscienza alla guerra è dunque un cittadino che, dovendo prestare servizio militare armato, contrappone il proprio rifiuto all’uso delle armi ed attività ad esse collegate. E don Milani ne era un estremo difensore. Avvicinarsi ancora a don Milani significa leggerlo, portare il suo pensiero e i suoi insegnamenti nel mondo di oggi e capire che si adattano perfettamente alla contemporaneità. “Non combatteremo le vostre guerre” è un’iniziativa di Pax Christi che vuole essere occasione per un confronto anche con associazioni del territorio che applicano l’obiezione di coscienza e momento di riflessione per veicolare, soprattutto alle giovani generazioni, il pensiero e la vita di questo sacerdote. Parallelamente, si vuole accompagnare la comunità alla rilettura di don Milani, per un approccio critico che non sia meramente celebrativo ma che permetta a chiunque di arricchirsi grazie al pensiero mai banale di don Lorenzo, anche con il supporto delle testimonianze di suoi allievi Edoardo Martinelli e Paolo Landi. PROGRAMMA NON COMBATTEREMO LE VOSTRE GUERRE Ore 10 Saluti e presentazione della giornata. Coordina: Andrea Maccari  * Cristina Mattiello– Gesù, nonviolenza ed obiezione di coscienza * Antonio De Lellis– Dai segni del potere al potere dei segni * Movimento NO BASEné a Coltano né altrove – Disertare la guerra. Difendere i territori * Comitato NO Comando NATO né a Firenze né altrove– L’azione popolare contro la NATO per uscire dalle guerre * Adonella Monaco– Disertiamo – lettura di testi inerenti alla Lettera ai cappellani Ore 14.30 Coordina: Antonio De Lellis * Sergio Tanzarella– Presentazione del libro “Abbasso tutte le guerre. Lettera ai giudici. Lettera ai cappellani” * Edoardo Martinelli– allievo di don Milani – Genesi e processo di elaborazione dell’autodifesa in tribunale di Lorenzo Milani * Paolo Landi– allievo di don Milani – Cultura della Pace. La mia esperienza alla scuola di Don Milani * Viviana Ballini– Presentazione de “Il cammino di don Milani” * Adonella Monaco– Per rimanere umani – lettura di testi tratti da Lettera ai giudici Conclusioni e dibattito Per segnalare la propria partecipazione e per contatti scrivere a: casaperlapace@paxchristi.it o telefonando al numero +39 055 0127516 https://www.paxchristi.it/?p=30509 — PAX