Tag - quarta marcia mondiale per la pace e la nonviolenza

A Parma la visione della Marcia Mondiale: radicare la pace e la nonviolenza
Lo scorso 15 aprile, a Parma, durante l’incontro presso la Sala Conferenze dei Missionari Saveriani, Rafael de La Rubia (creatore della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza) ha approfondito le motivazioni della quarta edizione, illustrando una visione ampia e articolata: costruire una vera e propria catena di azioni capaci di dare credibilità al diffuso sentimento contro la guerra. La proposta che viene lanciata – ha spiegato – non nasce dal nulla, ma da qualcosa che molte persone già sentono e, in molti casi, già praticano nella loro vita quotidiana. Oggi, infatti, esiste un sentimento diffuso di rifiuto della guerra e di aspirazione alla pace e alla giustizia sociale, ma questo non si è ancora manifestato con sufficiente forza né è stato adeguatamente valorizzato, soprattutto a livello internazionale. Per questo dal 21 settembre al 4 ottobre si propone una successione di eventi che sostengano e rendano visibile questo sentire comune. Come accadde con Mahatma Gandhi, che da semplice attivista divenne protagonista di un cambiamento storico quando seppe generare un movimento sociale ampio, anche oggi la credibilità nasce quando un’azione diventa collettiva e condivisa. Dopo tre Marce Mondiali che hanno attraversato il pianeta, oggi emerge una proposta diversa, forse più vicina: portare la Marcia Mondiale nella propria città. Non partire, ma restare. Non spostarsi, ma connettersi. Non delegare, ma partecipare. Essere parte di qualcosa di globale restando radicati nel proprio territorio, in un momento storico in cui tutto è sempre più interdipendente. Rafael ha sottolineato con forza anche l’urgenza del momento storico: il livello di violenza globale è diventato inaccettabile. Mai prima d’ora un conflitto era stato seguito quasi in diretta globale attraverso media e social, generando disorientamento e senso di impotenza. Eppure, ha affermato, nessun governo o istituzione internazionale sembra oggi in grado di porre fine a questa spirale. Il cambiamento può arrivare solo dalla cittadinanza, quando le persone iniziano a dire insieme “Basta”. Tutto parte da una presa di posizione personale che si moltiplica e si diffonde. Se azioni significative si sviluppano contemporaneamente in diversi Paesi e continenti, possono generare un effetto di scala capace di trasformarsi in un fenomeno sociale globale. Ha quindi illustrato un piano di lavoro su quattro anni, basato su una crescita progressiva e coordinata delle azioni sempre nella propria città (paese, borgo, quartiere), con l’obiettivo di creare le condizioni affinché il fenomeno “esploda” e diventi evidente anche per governi e istituzioni, spingendoli ad adeguarsi. Già oggi – ha ricordato – si è riusciti a coinvolgere oltre due milioni di persone nel mondo, ma in modo disperso nel tempo. L’obiettivo ora è concentrare e sincronizzare le azioni, aumentando progressivamente l’impatto. Particolare attenzione è stata dedicata ai temi fondamentali: – la riflessione personale, perché il cambiamento riguarda ogni essere umano e non solo attivisti o militanti; – l’impegno attivo, ovvero la scelta esplicita di stare dalla parte della pace e della nonviolenza; – l’azione concreta, fatta di contributi individuali che, sommati, diventano trasformazione collettiva. Rafael ha richiamato anche una celebre frase di Albert Einstein sulla distruttività delle guerre future, sottolineando la necessità di evitare scenari irreversibili e lavorare invece per un futuro positivo, fondato sulla collaborazione tra esseri umani. Il percorso della Marcia punta a obiettivi chiari e concreti: – il divieto delle armi nucleari; – la riduzione progressiva degli armamenti convenzionali; – la rinuncia alla guerra come strumento di risoluzione dei conflitti; – un pianeta sostenibile e abitabile; – un sistema socioeconomico giusto; – la non discriminazione; – il riconoscimento dell’obiezione di coscienza; – la rifondazione delle Nazioni Unite; – la diffusione della cultura della nonviolenza, soprattutto nelle scuole e università. Sono stati inoltre presentati gli obiettivi quantitativi del percorso: – 4ª Marcia Mondiale (2026): obiettivo 100 città – già raggiunte 115 al 2 aprile 2026 – 5ª Marcia Mondiale (2027): obiettivo 1.000 città – 6ª Marcia Mondiale (2028): obiettivo 10.000 città – 7ª Marcia Mondiale (2029): obiettivo più di 10.000 città fino ad arrivare al Simposio Mondiale di Punta de Vacas (Argentina), previsto tra il 4 e il 6 gennaio 2030, per festeggiare i 20 anni della Marcia Mondiale. Il percorso delineato indica una direzione ambiziosa, ma non nasce da zero. Le tre edizioni precedenti della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza hanno già dimostrato che è possibile coinvolgere persone, città e realtà diverse in un’iniziativa comune, costruendo una base concreta su cui proseguire. La sfida attuale è fare un passo ulteriore: non solo partecipare, ma radicare queste esperienze nei territori, dando continuità alle relazioni, alle pratiche e alle azioni avviate. È a livello locale – nelle città, nei quartieri, nelle comunità – che questa proposta può acquisire forza e stabilità. Il cambiamento evocato non sarà immediato né lineare. Richiederà tempo, coerenza e la capacità di collegare tra loro molteplici iniziative, evitando la dispersione. Ma proprio l’esperienza accumulata negli anni indica che un percorso è già stato tracciato e può consolidarsi ulteriormente. In un contesto globale segnato da incertezze e tensioni, questo processo rappresenta già oggi una direzione concreta: una costruzione paziente e diffusa che, passo dopo passo, può trasformare un sentimento condiviso in una presenza reale e riconoscibile nella società, capace nel tempo di incidere anche sulle scelte collettive. Tiziana Volta
April 25, 2026
Pressenza
In Italia la Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza parte da Cecina
Costruire insieme un percorso comune per le nostre città. Il 7 e 8 febbraio 2026 Cecina, in provincia di Livorno,  ospiterà il Coordinamento Nazionale delle realtà impegnate nella costruzione della Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, un appuntamento pensato non come semplice incontro organizzativo, ma come spazio di convergenza, ascolto e progettazione condivisa. L’obiettivo dell’incontro è chiaro: creare insieme un percorso comune per le nostre città, ispirato ai principi della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, capace di trasformare una visione globale in pratiche locali concrete, diffuse e riconoscibili. In un mondo segnato da guerre, riarmo, disuguaglianze crescenti, crisi ambientali e perdita di senso, il Coordinamento Nazionale nasce dall’esigenza di mettere in relazione territori, esperienze e persone, superando l’isolamento delle singole iniziative e costruendo un linguaggio e un orizzonte condivisi. La Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, che si svolgerà dal 21 settembre al 4 ottobre 2026, propone un cambiamento profondo di prospettiva: non più una marcia che attraversa fisicamente il pianeta, ma la Marcia “nella mia città”, una settimana di azioni simultanee in città di tutti i continenti, collegate tra loro da una stessa intenzione e da un respiro globale. Il Coordinamento di Cecina si colloca pienamente in questa visione: rafforzare il legame tra i territori, sostenere l’autonomia delle iniziative locali e allo stesso tempo renderle parte di un processo comune, visibile e riconoscibile. Programma del Coordinamento Sabato 7 febbraio presso la Biblioteca Comunale di Cecina il Coordinamento si aprirà con un momento pubblico di accoglienza e di saluto, che vedrà la partecipazione delle istituzioni e delle città collegate. Nel corso del pomeriggio verranno presentati il senso dell’incontro e gli obiettivi del Coordinamento, insieme al quadro generale della Quarta Marcia Mondiale, approfondendo strumenti e percorsi condivisi: dal manifesto alla comunicazione, dal sito e dai social media all’ufficio stampa, fino ai progetti Scuole in Marcia e Università in Marcia. Ampio spazio sarà dedicato alla condivisione delle esperienze e delle proposte provenienti dalle città, perché il Coordinamento nasce dal basso e si nutre della pluralità dei territori. Il pomeriggio si arricchirà inoltre di un collegamento internazionale e di un momento di dialogo con l’esperienza di Peace Walk to Jerusalem, a sottolineare la dimensione globale e interconnessa del percorso.   Domenica 8 febbraio presso la sede di “Fuori dal Comune” il lavoro proseguirà in forma più operativa. Dopo una sintesi del confronto emerso, il Coordinamento sarà dedicato alla definizione dei prossimi passi per la realizzazione della Marcia e alla costruzione del programma del Coordinamento Nazionale, con l’obiettivo di dare continuità al percorso e renderlo efficace nei territori. La mattinata si concluderà con un gesto simbolico e pubblico: la realizzazione di un murales dedicato alla Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza – “Nella mia città”, come restituzione del lavoro svolto e come segno visibile nello spazio urbano di Cecina. Arte, pace e spazio pubblico Il Coordinamento Nazionale si svolge in un momento particolarmente significativo per la città. Fino al 1° marzo 2026, il Centro Espositivo Comunale di Cecina ospita la mostra “Pablo Picasso – I suoi poster”, un’esposizione di rilievo internazionale che presenta, per la prima volta in Italia, 58 manifesti originali provenienti dalla Collezione Röthlisberger. Tra i nuclei più intensi della mostra spicca la sezione dei Peace Posters, dedicata al profondo legame tra Picasso e il tema della pace. Nei manifesti realizzati nel secondo dopoguerra, l’artista sceglie un linguaggio essenziale e accessibile, portando l’arte fuori dai musei e nello spazio pubblico. La celebre colomba della pace, nata nel 1949, diventa così un simbolo universale: fragile, semplice, ma capace di attraversare confini geografici e ideologici. In questa coincidenza tra Coordinamento Nazionale e mostra, si apre un dialogo naturale: l’arte come responsabilità civile, il manifesto come strumento democratico di comunicazione, la città come luogo in cui la pace non è solo dichiarata, ma resa visibile e condivisa. Da Cecina, dalle nostre città, può partire un percorso capace di incidere sul presente e aprire il futuro: la pace può tornare a essere una pratica quotidiana e condivisa. Tiziana Volta
February 5, 2026
Pressenza
La quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza si anticipa e si concentra
Gli eventi accaduti in questi ultimi mesi durante l’incontro internazionale virtuale del 2 novembre   hanno portato le varie realtà (associazioni, comitati, il mondo dell’educazione e dell’università) della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza) a una profonda riflessioni  chiedersi se è possibile organizzare una Marcia Mondiale nell’ambito della propria città.   E’ evidente che l’armamentismo, la militarizzazione, il pericolo concreto di una escalation militare che porti a una guerra globale, la sofferenza crescente di sempre più persone a causa della guerra e del cambiamento climatico, della diseguaglianza e della disattenzione ai problemi reali dell’Umanità stia aumentando e abbia dimensioni ancora più preoccupanti di quelle che denunciamo fin dalla prima Marcia del 2009. Ci siamo chiesti quale potesse essere una risposta da parte di questo nostro ambito, questa straordinaria convergenza di intenti che ha unito tanti pacifisti nonviolenti in tante parti del mondo e che risuona, per esempio, con la grande mobilitazione mondiale a favore dell’azione nonviolenta  per la Palestina. Abbiamo pensato dunque che fosse necessario anticipare la Quarta Marcia (avrebbe doveva realizzarsi nel 2029, cinque anni dopo la terza) ed di concentrarla in un’azione precisa, di grande forza, che si svolgerà dal 21 Settembre al 4 Ottobre  2026 contemporaneamente in tute le città e paesi del mondo dove la Marcia sia già passata o dove sia possibile organizzare un evento. Scegliamo questo periodo significativo tra la Giornata Internazionale della Pace e la Giornata Internazionale della Nonviolenza che sono i nostri naturali punti di riferimento. Sperimenteremo quel concetto già rodato nelle altre Marce della contemporaneità delle azioni e concentreremo i nostri sforzi in quel momento per creare una eco in tutto il Pianeta che non possa essere ignorata. In ogni caso ci stiamo già mobilitando fin dalla fine della Terza Marcia per tenere viva la fiaccola delle idee e delle azioni che portiamo avanti e delle proposte che abbiamo fatto e la cui vigenza ci pare ogni giorno più decisiva: i disarmo nucleare con la diffusione del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (siamo a 83 secondi dalla catastrofe nucleare),  la riforma dell’ONU, l’obiezione alla guerra, lo sviluppo della cultura della nonviolenza e dell’educazione alla nonviolenza, l’azione urgente per la cura del Pianeta, l‘impegno etico nell’uso della scienza e della tecnologia. Comitato Promotore della Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza
December 25, 2025
Pressenza
La Voce Globale della Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza nella propria città
Il 2 novembre si è svolto un incontro online con tutte le persone che avevano partecipato all’ultima edizione della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Purtroppo, essendo a Ostuni per la messa a dimora di un Hibakujumoku di Hiroshima all’interno del giardino di Villa Pertini, non ho potuto seguire la presentazione. In un primo momento avevo creduto che si trattasse dell’invito, dal 21 settembre al 4 ottobre 2026, a riunire le forze a livello globale per dare un segnale concreto all’attuale momento storico, così buio per tutti noi. Ognuno nel proprio quartiere, nella propria città, nella propria regione, nel proprio Paese, unendosi a tanti altri nel segno della Pace e della Nonviolenza, dando particolare rilievo al 2 ottobre, Giornata Mondiale ONU della Nonviolenza (giorno di nascita di Gandhi). Dialogando e confrontandomi con gli altri partecipanti mi sono resa conto che si trattava sì di un invito, ma soprattutto a rimettersi in cammino con la Quarta Marcia Mondiale… rimanendo ognuno nella propria città. Ogni volta che si avvia una nuova edizione della Marcia Mondiale mi chiedo se continuare a esserci, perché credo sia giusto riflettere nel dare un senso a questo impegno, partendo da noi stessi. “Ci siamo innamorati di due parole: Pace e Nonviolenza”. Così avevo sentito dire nel promo della prima Marcia Mondiale, nell’ottobre 2008, quando decisi di dare una svolta alla mia esistenza e iniziare quel percorso a tratti difficile, a tratti entusiasmante. Mi sono ricordata della presentazione della terza edizione, il 2 ottobre 2023, sia al Congresso dei Deputati in Spagna, sia all’Assemblea Legislativa del Costa Rica. Potremmo dire un passaggio di consegne. La Seconda Marcia Mondiale partì da Madrid il 2 ottobre 2019 e lì tornò l’8 marzo 2020. La Terza sarebbe iniziata il 2 ottobre 2024 da San José in Costa Rica e lì sarebbe terminata il 5 gennaio 2025. Rafael de la Rubia (creatore e coordinatore della Marcia Mondiale per tutte e tre le edizioni) sottolineò quanto sia importante proseguire il cammino iniziato nel 2009, di fronte alla profonda crisi umana, alla grande crisi climatica, al crescente ricorso alle armi e al grande pericolo nucleare (nel 2023 eravamo a 90 secondi dalla catastrofe atomica; oggi a 89!). L’alternativa sarebbe l’estinzione del genere umano. Rafael aveva quindi proposto spunti di lavoro a livello locale nei mesi che precedevano l’inizio della Terza Marcia: indicazioni che toccavano tutti i livelli, dalla motivazione personale degli attivisti al significato sociale dei singoli eventi e della Marcia nel suo insieme. Ogni persona coinvolta deve sentire di compiere un’azione valida, in cui sentimenti, intelletto e azione convergano coerentemente; questo, se accade per ognuno, darà alle attività locali — e di conseguenza all’intera Marcia — una forza dirompente e trasformatrice. Ogni attività della Marcia deve avere la caratteristica dell’azione esemplare: un’azione locale, anche piccola, che migliori la qualità della vita di una comunità. Le attività possibili sono molte; una delle più efficaci, divertenti e simboliche è la creazione di simboli umani della pace, che ha il vantaggio di essere facilmente scalabile a seconda del numero di persone coinvolte. Mi sono tornate in mente anche le parole di Montserrat Prieto (Mondo senza Guerre e senza Violenza, una delle principali anime della Marcia Mondiale): “L’esperienza vissuta ha arricchito la mia vita. È incredibile la quantità di persone che lavorano per la pace e la nonviolenza in tutto il mondo. Tutti stanno lavorando per fare la differenza. Per me è molto importante sapere che tutti coloro che partecipano alla Marcia lo fanno perché hanno trovato in essa qualcosa di interessante. Il fatto che puoi unire la tua voce ad altre voci per renderla più forte, ma pur sempre la tua voce…” Ripensando a tutto questo, mi sono detta che ci sarò anche in questa Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, in questa “nuova” forma, per continuare con ancora più determinazione a credere in un mondo senza conflitti. Già immaginare la nostra Terra senza guerre non è affatto facile. Se ripercorriamo la nostra storia umana, osserviamo quanta violenza c’è stata (a tutti i livelli: fisico, religioso, economico…). Eppure io credo che possa essere possibile, seguendo il principio: “Tratta l’altro come vorresti essere trattato” (la regola d’oro della Nonviolenza). Se noi desideriamo veramente e sinceramente che chi è di fronte a noi sia rispettato e sia in pace con se stesso e con gli altri, dobbiamo iniziare da noi: comprendere chi siamo, quali sono i nostri limiti ma anche le nostre ricchezze interiori (guidare i primi e valorizzare le seconde). Essere in quiete con noi stessi è la famosa “chiave di volta” per creare un mondo diverso. Ora ha senso quell’invito a esserci per la Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Per chi ha partecipato alle precedenti edizioni e per chi si unirà da questa, vale ciò che aveva ben descritto Montserrat Prieto: “Puoi unire la tua voce ad altre voci per renderla più forte, ma pur sempre la tua voce…” Questo può realmente fare la differenza, e farlo proprio dove viviamo ogni giorno. Con la speranza che tanti continueranno a esseri e tanti si uniranno mi sono ancora una volta in cammino nel nome della Pace ma soprattutto della Nonviolenza. Tiziana Volta
December 9, 2025
Pressenza