Tag - madri

La scuola è un’impresa – di Cristina Morini
Che i ragazzi odiano la scuola e amano il gioco lo dite voi. Noi contadini non ci avete interrogati […] Tutta la vostra cultura è costruita così. Come se il mondo foste voi.   Scuola di Barbiana, Don Lorenzo Milani, Lettera a una professoressa, Libera Editrice Fiorentina, 1967, p. 13. Forse il problema potrebbe [...]
May 18, 2026
Effimera
Le madri della Repubblica
Il 21 e 22 giugno alle ore 19.00 a Roma, presso L’ANMIG – Auditorium della Casa Madre – a Piazza Adriana 3, verrà presentato “Le Madri della Repubblica – voci, canti, storie”, un progetto corale ideato e progettato dall’Associazione teatrale “Controchiave” e dal coro “Inni e canti di Lotta Giovanna Marini” diretto da Sandra Alos Cotronei. Lo spettacolo è promosso dall’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra (ANMIG) in collaborazione con L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (ANPC), è parte integrante del progetto “Vie Maestre” e primo passo verso l’intitolazione di una strada alle 21 Madri anche nella città di Roma come in tanti altri luoghi del Paese. Lo spettacolo, sugella un evento importante anzi più di uno: l’ottantesimo anniversario del Referendum che ha dato vita alla Repubblica e la conseguente nascita della Costituzione. Lo spettacolo vuole raccontare e allo stesso tempo rendere omaggio alle 21 Madri Costituenti che hanno contribuito con il loro pensiero, la loro azione ed il loro impegno politico alla scrittura di uno dei documenti giuridici più avanzati al mondo. Le 21 Madri attraverso questa “Perform-azione” ci parleranno di loro, della loro storia, dei loro legami con il mondo femminile delle associazioni e di come sono arrivate a prendere parola in quella grande sala. Il coro “Inni e Canti di Lotta Giovanna Marini” che nel corso della sua storia ha portato in lungo ed in largo nel nostro Paese i canti della resistenza e della lotta che tanti lavoratori e lavoratrici hanno cantato per resistere alle ingiustizie, tornerà sul palco ancora una volta a dare voce a questi canti. Questi ultimi, nello svolgersi delle vicende storiche, sono stati utilissimi per dare forza alle classi più fragili per combattere contro chi costruiva il proprio potere economico e politico attraverso lo sfruttamento di braccianti, contadini ed operai. Ma le classi operaie e contadine hanno saputo alzarsi e combattere anche grazie a questi canti, che con i loro testi battaglieri ed irriverenti, hanno contribuito ad alimentare le lotte per la libertà e l’uguaglianza. L’associazione “Controchiave” risponderà alle voci del Coro con un discorso che ci svelerà le identità di queste 21 donne e ci aiuterà a comprendere il ruolo fondamentale che queste hanno avuto nel redigere il documento. Le voci dei e delle performer punteranno soprattutto l’accento nelle sfumature di un linguaggio che sostanziava i discorsi di tutte le Madri Costituenti e che metteva a fuoco i temi del lavoro, della famiglia, dell’aborto, del divorzio e della parità di diritti tra uomo e donna. I canti, le biografie e le vicende storiche si rispecchieranno negli occhi dei volti delle 21 Madri della nostra Repubblica nell’istallazione curata da Maria Chiara Calvani con le allieve dei corsi di disegno. > “Insieme alle allieve abbiamo fatto riemergere le loro espressioni da foto > ingiallite e sbiadite, espressioni attente e vigili che non perdevano > l’occasione per portare nell’aula dell’Assemblea Costituente la voce di una > moltitudine di donne e madri, in un tempo storico devastato dalla guerra ed in > un’Italia immersa mani e piedi nella miseria e nella sofferenza”. Lo spettacolo parla a tutti noi ed alla realtà sociale e politica che stiamo vivendo e stiamo agendo ogni giorno e ci tiene legati con un filo alla nostra storia perché possiamo ancora ritrovare quella coscienza e vederla come una risorsa per combattere nel presente. Maria Chiara Calvani Redazione Italia
May 11, 2026
Pressenza
Strumentalizzazione dei femminicidi in funzione del ricooscimento del feto come “persona a partire dal concepimento”
Sul femminicidio di Vanessa Ballan, così come successe con Giulia Tramontano. si stanno scatenando provita e FdI sulla questione aborto. Nei femminicidi incontriamo diversi aspetti problematici nella narrazione: dalla loro rappresentazione, all’omissione nel nominarli come “femminicidi”, alla strumentalizzazione dei femminicidi per fini diversi. Per il femminicidio di Vanessa Ballan ben 7 articoli sui 16 che abbimo esaminato viene menzionata come “giovane mamma” nel titolo. Questo avviene anche per altri femminicidi: o si riporta il ruolo materno, la nazionalità, alcune caratteristiche ma quasi mai il nome e cognome della persona uccisa come se fosse un optional, quasi si dovesse svalorizzare in questo modo l’identità della persona. In due casi di femminicidio, quello di Vanessa Bollan e quello di Giulia Tramontano essere “future mamme e uccise durante la gestazione” dà la miccia alle associazioni di destra per rincarare la dose sull’aborto. Sette mesi fa il femminicidio di Giulia Tramontano è entrato nel sentire comune non solo per il modus operandi e per la sua giovane età, ma anche perché era incinta. Questo ha destato maggiore attenzione rispetto ad altri femminicidi. È  diventato “il caso”: non solo si allarga l’attenzione mediatica sulla “donna prossima ad essere madre” ma viene immediatamente strumentalizzata dai pro vita e famiglia tanto che Gandolfini propone a gran voce al governo di mettere l’aggravante “del duplice omicidio” nel processo per Giulia utilizzando la norma giuridica per imporre il feto “persona giuridica”. Questa affermazione ci riporta immediatamente alla proposta di legge fatta ad ottobre del 2022, appena insediato il governo di destra, che è la stessa proposta di legge che ciclicamente ripropone FdI per osteggiare l’interruzione volontaria di gravidanza. Due tematiche che non c’entrano nulla fra loro perché nella legislazione italiana penale già è presente l’aggravante per omicidio di una persona in gestazione e procurato omicidio in gestazione quindi, ci chiediamo e vi chiediamo, perché riprendere questo reato già presente nel codice penale e parlare di duplice omicidio? Gandolfini, tramite provita e famiglia, vuole strumare a suo favore il femminicidio di Vanessa Ballan, uccisa da un uomo che lei aveva già denunciato per stalking. Bisognerebbe porre l’accento sulla mancata assistenza e sostegno a Vanessa Ballan lasciata completamente sola, la sua denuncia derubricata come un litigio tra persone senza vedere il pericolo imminente. E invece la senatrice Lucia Ronzulli pensa bene di spostare l’attenzione dai problemi reali del continuo non ascolto di chi denuncia per riprendere immediatamente le dichiarazioni di Gandolfini fatte 7 mesi fa per il femminicidio di Giulia Tramontano e dai social punta tutto sul riconoscimento del duplice omicidio. Il punto qui ancora una volta è che non vogliamo discettare sulle pene e l’aumento degli anni in carcere ma come agire a monte quando le persone sono vive per evitare che questo continui a succedere! La stessa polizia che utilizza la poesia di Cristina Torre Caceres nei suoi post poi si rivela per quello che è veramente. Vanessa, Giulia, Rita, Yrelis e tuttə lə altrə sono e rimangono assassinii di Stato ed è per questo che dobbiamo distruggere il patriarcato e costruire un’alternativa possibile, necessaria e urgente. Share Post Share L'articolo Strumentalizzazione dei femminicidi in funzione del ricooscimento del feto come “persona a partire dal concepimento” proviene da Osservatorio nazionale NUDM.