Tag - aiuti umanitari

Arriva a Cuba un’altra nave dal Messico con aiuti umanitari
Il Messico ha comunicato oggi l’arrivo a Cuba di un’altra nave con circa 100 tonnellate di aiuti materiali, in un contesto caratterizzato dall’inasprimento dell’embargo economico imposto dagli Stati Uniti alla nazione caraibica. «La nave da supporto logistico Huasteco, salpata dal porto di Veracruz, è giunta nella Repubblica di Cuba nella mattina di venerdì con oltre 96 tonnellate di aiuti umanitari costituiti da generi alimentari vari, principalmente fagioli e riso», si legge in un comunicato del Ministero degli Affari Esteri. Secondo il Ministero, con questa quarta spedizione salgono a 3.125 le tonnellate di aiuti destinati a quel popolo inviati dal Governo del Messico, con la partecipazione delle amministrazioni di questa capitale e di Puebla, nonché di organizzazioni sociali. Il Ministero degli Affari Esteri ha sottolineato che questo Paese nordamericano “ha sempre offerto aiuto ai popoli fratelli che ne avevano bisogno”. In tal senso, ha fatto riferimento al sostegno messicano in occasione degli incendi in California, negli Stati Uniti e in Cile, oltre che alle inondazioni in Texas e alle tragedie provocate da calamità naturali in diverse nazioni del continente. Attraverso il suo account sul social network X, l’ambasciatore dell’Avana a Washington, Eugenio Martínez, ha espresso la sua gratitudine “per la generosità e la solidarietà messicane”. Nei giorni scorsi, la presidente Claudia Sheinbaum ha rivendicato il diritto di Cuba all’autodeterminazione e ha sostenuto il ricorso a vie multilaterali anziché all’azione violenta, di fronte alle minacce di Washington contro l’isola maggiore delle Antille. Inoltre, ha ribadito il rifiuto dell’embargo imposto dagli Stati Uniti da oltre sei decenni, inasprito lo scorso gennaio attraverso un ordine esecutivo firmato dal presidente americano Donald Trump. La mancanza di accesso ai combustibili derivante da questo inasprimento colpisce settori delicati come la produzione di energia elettrica, il funzionamento degli ospedali, la produzione e la distribuzione di alimenti e il pompaggio dell’acqua nel territorio antillano. Fonte: Prensa Latina Traduzione: italiacuba.it   Redazione Italia
March 29, 2026
Pressenza
La Spring Mission 2026 della Global Sumud Flotilla riparte dai porti italiani
Da Livorno a Civitavecchia e Napoli, da Trieste ad Ancona e Bari, fino alla Sicilia e poi a Gaza, le barche della flotilla porteranno aiuti umanitari, medici e personale per la ricostruzione nella Striscia. La Global Sumud Flotilla salperà da innumerevoli porti italiani nel corso del prossimo mese, con una portata mai vista prima: almeno cento barche con migliaia di partecipanti da 50 Paesi. L’obiettivo non è più limitato a portare aiuti umanitari e rompere il blocco navale che da quasi 20 anni tiene sotto assedio le acque di Gaza – un assedio illegittimo secondo il diritto internazionale, che viene ignorato e normalizzato da tantissimi governi occidentali, tra cui quello italiano. Su richiesta della popolazione palestinese, infatti, alla flotilla parteciperanno medici, costruttori, educatori e altri figure fondamentali alla ricostruzione della Striscia.  È uno sforzo guidato da chi la Palestina la vive, a differenza del piano “Riviera di Gaza” propinato dal cosiddetto Board of Peace di Trump e Kushner: un nodo turistico e finanziario che ignora totalmente la volontà di una popolazione che da anni sopravvive a occupazione e genocidio.  In un mondo in cui le guerre imperversano sulla pelle dei civili, la resistenza e resilienza dei palestinesi – in arabo, appunto, sumud ( صمود ) – sono il faro del viaggio di solidarietà e speranza che guida la Global Sumud Flotilla. Questo viaggio parte proprio dall’Italia, che ancora è complice della  produzione di armamenti venduti a Israele, in particolare tramite Leonardo S.p.A, partecipata statale che collabora producendo droni armati, radar, cyber-sicurezza, sistemi missilistici e infrastrutture digitali di sorveglianza, come rivelato dal dossier di Rossana De Simone per BDS. E mentre il Consiglio dei Ministri riferisce “grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti” della guerra iniziata da Israele e Stati Uniti in Iran e in tutto il Medio Oriente, l’Italia continua a fornire armi e a ospitare basi militari statunitensi senza battere ciglio. La flotilla è l’alternativa solidale e pragmatica all’inazione e alla complicità del governo Meloni. Lo dimostrerà con una serie coordinata di partenze da diversi porti italiani, per raggiungere la Sicilia e salpare insieme per Gaza. La partenza delle barche sarà accompagnata da talk, concerti ed eventi partecipati da civili e personalità pubbliche solidali alla causa. Livorno 22 marzo Ancona 22 marzo Civitavecchia 29 marzo Napoli 29 marzo Bari 4-7 aprile Appuntamenti in altri porti italiani sono in via di definizione e saranno comunicati nei prossimi aggiornamenti. Comunicare in anticipo la presenza presso uno degli eventi al form seguente che riporta gli orari:  https://rsvp/prelanci/GSF In un momento in cui l’attenzione sulla Palestina si affievolisce, fagocitata dalle mire imperialiste di Stati Uniti e Israele, la Global Sumud Flotilla torna a salpare in direzione della popolazione palestinese e di tutti i popoli oppressi. Global Movement to Gaza
March 20, 2026
Pressenza
PALESTINA: FLASH MOB DEI SANITARI PER GAZA IN TUTTA ITALIA CONTRO IL BLOCCO ISRAELIANO ALLE ONG E AGLI AIUTI UMANITARI
“A Gaza la situazione è catastrofica, c’è urgente bisogno di un afflusso massiccio di aiuti salvavita e un accesso umanitario senza ostacoli”.  Lo chiede l’ong Medici senza frontiere ribadendo la propria determinazione a “restare nella Striscia per continuare a fornire cure mediche”. “Stiamo cercando di mantenere i servizi per i pazienti in un contesto sempre più difficile – ha dichiarato Christopher Lockyear, segretario generale di Msf – ma i bisogni sono enormi e le drastiche restrizioni hanno conseguenze mortali. Centinaia di migliaia di pazienti hanno bisogno di cure mediche e di assistenza psicologica, mentre decine di migliaia di persone necessitano di cure continue e a lungo termine, sia chirurgiche che psicologiche”. A riguardo, Medici senza frontiere ha presentato una petizione all’Alta Corte di giustizia israeliana chiedendo di indagare su 6 raid dell’esercito di Tel Aviv contro strutture sanitarie nella Striscia nei quali sono rimasti uccisi sette operatori e loro familiari, tra il novembre 2023 e il febbraio 2024. In un’altra causa sempre Msf, stavolta insieme ad altre 17 ong, chiedono all’Alta Corte di Giustizia lo stop alla loro espulsione da Gaza entro fine mese, mentre il governo israeliano impone un nuovo processo di registrazione, con l’elenco nominale del personale internazionale e locale… Una vera e propria lista di proscrizione. In Italia, proprio per protestare contro il bando imposto da Israele alle ong internazionali che si rifiutano di fornire i nomi e i dati del personale palestinese, i Sanitari per Gaza hanno promosso – nella giornata di giovedì 26 febbraio – flashmob davanti a diverse strutture ospedaliere in tutto lo Stivale. Sanitari per Gaza ricorda, inoltre, l’importanza di difendere il diritto alla cura e alla solidarietà, alla libertà di espressione e al dissenso. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto Muhannad Abu Hilal, medico palestinese dei Sanitari per Gaza e di Palmed Italia. Con lui abbiamo fatto anche il punto della situazione medico-sanitaria e umanitaria a Gaza.Ascolta o scarica 
February 27, 2026
Radio Onda d`Urto
Palestina: #NoListeNoBersagli
«Stiamo con le Ong – stiamo con Gaza»: un appello. Le prime firme e il link per chi vuole aderire. Noi operatrici e operatori della sanità e associazioni che operano per la pace, in difesa dei diritti umani e del diritto internazionale esprimiamo la nostra solidarietà a Medici Senza Frontiere, a Oxfam e a chi, delle 37 ONG a cui
February 20, 2026
La Bottega del Barbieri
Una flotilla partirà per Cuba per rompere l’embargo USA
Si chiama “Nuestra América Flotilla” la coalizione di navi che tra un mese salperà verso Cuba per rompere l’assedio statunitense. «L’amministrazione Trump — si legge nel primo comunicato ufficiale dell’iniziativa umanitaria — sta strangolando l’isola, interrompendo il rifornimento di carburante, i voli e le forniture di beni di prima necessità». Seguendo l’esempio della Global Sumud Flotilla, che proprio in questi giorni sta preparando una nuova spedizione a Gaza, una rete internazionale di associazioni e movimenti ha deciso di «navigare verso Cuba per portare aiuti umanitari vitali al suo popolo». Si tratta della risposta dal basso della società civile all’embargo statunitense e alle strette disposte dall’amministrazione Trump, che minaccia pesanti ritorsioni verso gli Stati intenzionati a violare commercialmente l’assedio. Da settimane il carburante non entra a Cuba, su decisione di Donald Trump. Il presidente USA, dopo aver fatto catturare l’omologo venezuelano Nicolás Maduro, principale alleato commerciale dell’Avana, ha rafforzato le sanzioni verso l’isola con l’obiettivo di causare un’implosione senza intervento militare. Il governo cubano ha risposto con un piano emergenziale — di razionamento energetico, sviluppo delle rinnovabili e decentralizzazione — facendo appello anche alla solidarietà internazionale. Quella messa in moto dagli Stati appare ancora timida, influenzata dalle minacce americane. Il Messico ha inviato delle scorte umanitarie e si è proposto come mediatore ai tavoli diplomatici tra le parti, ma a quanto pare ha fermato le spedizioni di carburante; Russia e Cina non si sbilanciano e oltre a condannare Washington dicono di star facendo “tutto il possibile” per aiutare Cuba. Nel frattempo la risposta popolare alza il tiro, schierandosi in prima linea. Così è nata la Nuestra América Flotilla, pronta a salpare da più punti del Mar dei Caraibi per portare aiuti umanitari a Cuba e forzare l’embargo USA, implementando quella revoca che le Nazioni Unite invocano da anni (l’ultima richiesta dell’Assemblea Generale risale all’ottobre 2025). Diversi esperti dell’ONU hanno denunciato le nuove sanzioni statunitensi, definendole una «violazione del diritto internazionale nonché una grave minaccia per un ordine internazionale basato sull’uguaglianza e sulla democrazia». A lanciare la Nuestra América Flotilla sono associazioni, movimenti sociali, organizzazioni sindacali e Ong provenienti da tutto il mondo, che ora chiedono sostegno e partecipazione: «Insieme possiamo rompere l’assedio, salvare vite e difendere il diritto all’autodeterminazione del popolo cubano». L’inasprimento delle sanzioni americane ha peggiorato notevolmente la crisi economica che attraversa Cuba. Oltre la metà dell’approvvigionamento energetico proviene dalle importazioni e con le riserve di carburante quasi esaurite anche i diritti basilari risultano in pericolo. «Ci prepariamo a navigare verso Cuba per lo stesso motivo con cui abbiamo viaggiato nella Sumud Global Flotilla a Gaza: rompere l’assedio, portare cibo e medicine e dimostrare che la solidarietà può attraversare qualsiasi confine o mare», ha detto lo statunitense David Adler, dell’Internazionale Progressista, tra i promotori dell’iniziativa umanitaria per Gaza e ora della Nuestra América Flotilla.   L'Indipendente
February 14, 2026
Pressenza
Aiuti umanitari dal Messico a Cuba
> Il Ministero degli Affari Esteri messicano ha comunicato che, su ordine della > presidente Claudia Sheinbaum, domenica scorsa sono salpate dal porto di > Veracruz due navi di supporto logistico della Marina messicana, con aiuti > umanitari destinati a Cuba. L’imbarco è avvenuto al molo dell’Amministrazione del Sistema Portuale Nazionale di Veracruz, con provviste provenienti dalla Regione Naval Central. La Papaloapan trasporta circa 536 tonnellate di generi alimentari di prima necessità e articoli per l’igiene, mentre la Isla Holbox trasporta poco più di 277 tonnellate di latte in polvere; entrambe le navi arriveranno a destinazione in circa quattro giorni, e restano ancora da spedire oltre 1.500 tonnellate aggiuntive di latte in polvere e fagioli. Il Ministero degli Esteri ha sottolineato che questa azione ribadisce i principi umanisti, la vocazione solidale e l’impegno del Messico nella cooperazione internazionale, in particolare con i popoli che affrontano situazioni di emergenza, ricordando lo storico rapporto di solidarietà tra Messico e Cuba. Ha inoltre evidenziato i recenti invii di aiuti ad altri paesi colpiti da calamità, come gli incendi in California e Cile e le inondazioni in Texas. La presidente Sheinbaum ha ribadito che l’assistenza umanitaria all’isola sarà concretizzata immediatamente, mentre proseguono le trattative diplomatiche per la fornitura di petrolio, in un contesto in cui attori politici e sociali messicani hanno espresso il loro sostegno a Cuba di fronte all’assedio energetico degli Stati Uniti. -------------------------------------------------------------------------------- TRADUZIONE DALLO SPAGNOLO DI STELLA MARIS DANTE Pressenza IPA
February 13, 2026
Pressenza
Messico, navi salpano con 814 tonnellate di cibo per Cuba
L’8 febbraio 2026, Luciana Castellina ha scritto un bellissimo articolo (“La sola rivoluzione davvero nostra, non possiamo restare a guardare” ) su Il manifesto – a pagina 3 – in solidarietà con Cuba, sottolineando l’importanza di mantenere salda questa solidarietà e lavorare per allargare il movimento di solidarietà internazionalista alla Rivoluzione Cubana. Nell’articolo si afferma che, se dal Messico partivano petroliere in sostegno a Cuba, ora – dopo che Trump ha dichiarato che chi insisterà nel fornire a Cuba il prezioso combustibile verrà punito con un consistente aumento dei dazi – è la stessa presidente messicana Claudia Sheinbaum a dichiarare che il Messico “non può permettersi di affrontare questo rischio.” Prendendo atto di questa scelta, dovuta a pressioni esterne provenienti dagli USA, sulla fornitura di petrolio a Cuba, il governo messicano della Sheinbaum non ha abbandonato Cuba. A fine gennaio 2026, dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato l’emergenza nazionale e minacciato tariffe doganali sui paesi che forniscono petrolio a Cuba, le esportazioni di petrolio messicano verso l’isola sono diminuite drasticamente. Sebbene il Messico sia diventato nel 2025 il principale fornitore di greggio di Cuba (sostituendo il Venezuela), i rapporti indicano che le spedizioni di Pemex sono calate drasticamente, passando da circa 20.000 barili al giorno nel 2025 a un flusso molto ridotto nel 2026. La presidente messicana Claudia Sheinbaum, pur avendo confermato l’invio di aiuti umanitari (cibo e beni di prima necessità) a Cuba per evitare un collasso umanitario, ha cercato di dialogare con gli USA per evitare sanzioni, definendo il calo delle forniture come una fluttuazione tecnica piuttosto che una rottura politica. Nonostante la necessità di evitare le sanzioni statunitensi, il governo Sheinbaum ha ribadito la sua solidarietà con Cuba, cercando alternative diplomatiche per non abbandonare il regime castrista, mantenendo un legame storico.  Infatti il Ministero degli Affari Esteri ha confermato l’invio di aiuti, il cui arrivo a Cuba è previsto tra circa quattro giorni. Questa azione umanitaria e solidale è in linea con la politica consolidata del Messico. Le navi di supporto logistico Papaloapan e Isla Holbox della Marina messicana sono salpate domenica dal porto di Veracruz con 814 tonnellate di cibo per il popolo cubano, nel contesto di un’escalation della guerra economica da parte degli Stati Uniti, che ha rafforzato le restrizioni all’arrivo di petrolio nell’isola caraibica , dove si registra una difficile situazione economica e una crisi energetica. Il Ministero degli Affari Esteri ha confermato l’invio di aiuti, che dovrebbero arrivare in un porto cubano tra circa quattro giorni , nell’ambito di un’azione umanitaria e solidale che segue le istruzioni della presidente Claudia Sheinbaum. In una dichiarazione, il governo messicano ha affermato che “il popolo messicano mantiene viva la tradizione di solidarietà con i popoli dell’America Latina e in particolare con il popolo di Cuba”. Ricordiamo che il Messico “ha sempre fornito aiuto alle nazioni sorelle in difficoltà e negli ultimi mesi abbiamo inviato aiuti a vari paesi che hanno avuto bisogno del nostro sostegno di fronte agli incendi in California e in Cile, alle inondazioni in Texas e alle tragedie causate da disastri naturali in diverse nazioni del continente”.     Secondo la dichiarazione, la nave Papaloapan trasporta generi alimentari essenziali, tra cui latte liquido, prodotti a base di carne, biscotti, fagioli, riso, tonno in acqua, sardine e olio vegetale, nonché articoli per l’igiene personale, per un carico di circa 536 tonnellate. Nel frattempo, l’Isla Holbox sta caricando poco più di 277 tonnellate di latte in polvere. Il comunicato ufficiale aggiunge che entrambe le navi sono partite da Veracruz alle 8:00 (Papaloapan) e a mezzogiorno (Isla Holbox), e specifica che restano ancora da spedire a Cuba oltre 1.500 tonnellate di latte in polvere e fagioli. Si legge nella dichiarazione del governo messicano: “Con queste azioni, il Governo del Messico riafferma i principi umanisti e di solidarietà che lo guidano, nonché il suo impegno nella cooperazione internazionale tra le nazioni, in particolare con coloro che, in situazioni di emergenza e vulnerabilità, necessitano di aiuti umanitari. Cuba e Messico sono nazioni sorelle, eredi di una lunga storia di solidarietà che oggi onoriamo.”   Fonti: https://www.telesurtv.net/mexico-zarpan-buques-ayuda-humanitaria-cuba/ https://www.gob.mx/sre/prensa/gobierno-de-mexico-envia-ayuda-humanitaria-a-la-hermana-republica-de-cuba-a-traves-de-dos-buques-de-la-armada-de-mexico   Ulteriori info: Cuba annuncia azioni urgenti in risposta alla crisi energetica causata dalle misure coercitive unilaterali degli Stati Uniti. Sheinbaum conferma che nei prossimi giorni saranno inviati aiuti umanitari a Cuba Lorenzo Poli
February 9, 2026
Pressenza