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“LATINOAMERICA:” CHE COSA E’ L’HONDURASGATE?
LatinoAmerica è la trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. Ogni due settimane, 30 minuti in volo libero e ribelle…tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia. 30 minuti su Radio Onda d’Urto, dentro il ciclo della “Cassetta degli Attrezzi”: appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, il martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 18 maggio 2026 ci porta in Honduras. Riprendiamo infatti le considerazione fatte a Radio Blackout di Torino da Giorgio Trucchi, giornalista, collaboratore dall’America Centrale per Pagine Esteri, più volta ai microfoni anche di Radio Onda d’Urto. Al centro delle riflessioni di Trucchi il cosiddetto “Hondurasgate”, che coinvolge i governi di Usa, Israele e Argentina, oltre al ruolo cinese nella zona dell’America Centrale. La puntata di LatinoAmerica di lunedì 18 maggio 2026 su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
May 20, 2026
Radio Onda d`Urto
Colonizzazione America Latina: piano di Trump e Netanyahu
Le registrazioni dei file audio confermano il progetto di trasformare l’intera regione in un’enclave estrattivista basata su carceri disumane e manipolazione religiosa finanziata con fondi pubblici sottratti alle infrastrutture statali. di Giorgio Trucchi (*) Si tratta di un vero e proprio piano strategico per riappropriarsi di territori, per imporre, anche militarmente, una sempre più feroce politica espansionistica e un modello
L’Honduras sottomesso a Usa e Israele
La grazia di Washington all’ex presidente Hernández, condannato a 45 anni di carcere per traffico di droga, avrebbe l’obiettivo di favorire aziende statunitensi e israeliane. di Giorgio Trucchi (*) Il 26 novembre scorso, a pochi giorni dalle elezioni e in pieno silenzio elettorale, un primo messaggio su Truth del presidente statunitense Donald Trump sconvolse il delicato equilibrio di un ambiente
I MAGA provano a prendersi l’America Latina con…
… con lo “scudo” di Trump. La presunta lotta al narcotraffico e l’asse con i governi ultraconservatori servono solo a mascherare la militarizzazione statunitense. di Giorgio Trucchi (*) Il 7 marzo scorso, il presidente statunitense Donald Trump e dodici capi di Stato latinoamericani e caraibici si sono riuniti a Doral, comune della Contea di Miami-Dade in Florida, dando vita a
Honduras: elezioni sotto accusa
Intervista a Marlon Ochoa, uno dei tre consiglieri del Consiglio nazionale elettorale (Cne). di Giorgio Trucchi (*) Le elezioni del 30 novembre scorso in Honduras passeranno alla storia per la enorme quantità di irregolarità denunciate, nonché per gli sfrontati atti di ingerenza straniera che hanno leso la libertà di voto e inficiato l’esito finale delle urne. Centinaia di migliaia di
(NON) SOLO VENEZUELA: IN HONDURAS IL COLONIALISMO USA PASSA ATTRAVERSO LE URNE
L’aggressione militare Usa al Venezuela suona come un’esplicita minaccia in tutto il LatinoAmerica e in particolare per quei governi che – pur molto diversi tra loro – non risultano perfettamente allineati ai diktat dell’imperialismo a stelle e strisce. Non a caso, Trump ha già minacciato direttamente alcuni di questi Paesi – Cuba in testa, oltre a Colombia e Messico – e un po’ meno direttamente altri, a partire dal Brasile di Lula, con cui è in corso da mesi una guerra commerciale, tra dazi e dichiarazioni aggressive da parte di Washington, in particolare attraverso lo stesso Trump e il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, figlio di esponenti dell’ultradestra anticastrista cubana, basata a Miami. Al fianco di Trump invece si schierano i vari governi latinoamericani di ultradestra che, foraggiata e sostenuta dagli Usa, negli ultimi anni ha preso ampiamente piede nel Continente. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono Cile e Honduras. Proprio il caso del paese centroamericano è esemplificativo del modus operandi Usa. Qui, al termine di una contestatissima elezione presidenziale (avvenuta tra brogli, minacce e un lunghissimo quanto sospetto conteggio dei voti) pochi giorni fa è stato nominato presidente Nasry Asfura, il candidato ultraconservatore esplicitamente “consigliato” da Trump a elettrici ed elettori hondurgeni, che dovrebbe entrare formalmente in carica il 27 gennaio 2026. In piena campagna elettorale, a dicembre 2025, Trump aveva deciso di graziare l’ex presidente conservatore honduregno, oltre che riconosciuto fiancheggiatore del narcotraffico, Juan Orlando Hernandez, dello stesso partito di Asfura ed estradato negli Usa al termine del suo mandato nel 2022, condannato poi nel 2024 a 45 anni di carcere per cospirazione ai fini di traffico di cocaina negli Usa da un tribunale…statunitense. Su Venezuela, estrema destra continentale, uso politico dell’accusa di “narcotraffico” e in particolare sulla situazione attuale in Honduras, le valutazioni su Radio Onda d’Urto di Giorgio Trucchi, giornalista italiano, corrispondente dell’agenzia di stampa centroamericana Rel – Uita e collaboratore di Pagine Esteri. Ascolta o scarica.
January 5, 2026
Radio Onda d`Urto
HONDURAS: ALLE PRESIDENZIALI “PAREGGIO TECNICO” TRA I DUE CANDIDATI DI DESTRA. CORRISPONDENZA DA TEGUCIGALPA
Honduras: il Consiglio elettorale nazionale ha annunciato lo stop alla trasmissione preliminare dei risultati elettorali delle presidenziali del 30 novembre 2025, quando lo scrutinio era al 57% e mostrava un pareggio tecnico tra Nasry Asfura, del partito Nazionale ed esplicitamente sostenuto da Trump e Milei (39,91%) e Salvador Nasralla (39,89%), del partito Liberale. I due separati da soli 515 voti. Il Consiglio Elettorale Nazionale ha ora fino a 30 giorni di tempo per pubblicare un comunicato ufficiale con i risultati. Distante dai candidati dell’opposizione di destra, che siano Asfura o Nasralla, è Rixi Moncada (19,16%), candidata della sinistra di Libre, della presidente uscente Xiomara Castro. “Che vincano nazionalisti o liberali, si tratta comunque di un ritorno al passato per l’Honduras, quello fatto di estrattivismo e liberismo” spiega a Radio Onda d’Urto dalla capitale honduregna, Tegucigalpa, Giorgio Trucchi, giornalista italiano, storico corrispondente dell’agenzia di stampa sindacale centro-americana Rel-Uita e collaboratore di Pagine Esteri. Trucchi sottolinea anche il calo dell’affluenza: “parliamo di non più del 50% degli aventi diritto”, rispetto a circa il 69% del voto precedente, quello 2021. La corrispondenza su Radio Onda d’Urto dall’Honduras di Giorgio Trucchi, giornalista italiano a Tegucigalpa. Ascolta o scarica.
December 2, 2025
Radio Onda d`Urto