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Verona, gli Alpini di Sona organizzano il campo scuola mentre l’ANA vuole allargamento provinciale
All’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università arriva segnalazione che anche i gruppi locali degli Alpini di Sona (Verona) stanno organizzando un campo scuola per 50 ragazzi tra i 9 e i 17 anni, dal 9 al 12 luglio. Questo si inserisce nell’allargamento a livello provinciale su cui sta spingendo l’ANA. Infatti stando a quando riportano gli alpini, gli organizzatori, l’iniziativa è stata fortemente voluta dall’Associazione Nazionale Alpini (ANA) e si inserisce fra i suoi Campi Scuola Nazionali. Sebbene a Sona, infatti, eventi simili fossero già stati organizzati negli anni scorsi spontaneamente a livello locale, l’estate del 2026 sarà la prima in cui altri campi scuola saranno organizzati a livello provinciale veronese come conseguenza di quella che sembra essere una indicazione proveniente direttamente dal quartier generale. Ricordiamo che l’ANA è un’associazione d’arma che ha come scopo la custodia della memoria e delle tradizioni degli alpini (e qui con “alpini” si intende i soldati dell’esercito). Scopo che però, secondo il modesto parere dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, non dovrebbe includere la militarizzazione della società e dei minori che ne fanno parte. Durante questo campo infatti i e le giovani partecipanti visiteranno il Sacrario del Monte Grappa, allestiranno il campo stesso, parteciperanno ad esercitazioni sanitarie e con la protezione civile e accoglieranno le loro famiglie per un pasto collettivo l’ultimo giorno. Il tutto incorniciato da alzabandiera mattutini al suono dell’Inno Nazionale… Ma, qui come nel nel caso di Livigno, mancano espliciti riferimenti al ripudio della guerra. I diciassettenni di oggi, dopo un campo così, avranno imparato a dare supporto logistico e sanitario in caso di una crisi. Ma quale consapevolezza avranno maturato rispetto a un eventuale ritorno della leva militare? Purtroppo ancora una volta gli intervistati organizzatori di questi campi scuola restano pericolosamente taciti sui pericoli del militarismo. Vero è che si visita un sacrario con le spoglie di più di 22 mila soldati caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Ma vero anche che c’è modo e modo di “custodire la memoria” delle vittime della guerra. Se abbiamo diciassette anni, possiamo per esempio riconoscere il valore di quanto fecero donando la loro vita per difendere la Patria, sentirci a loro grati e prepararci anche noi a fare “la nostra parte”. Soprattutto se non ci dicono che la vita non fu “donata” così spontaneamente, che nella Prima Guerra Mondiale l’Italia non si stava propriamente “difendendo”, e che quello di Patria è un concetto, come ci insegna invece Don Milani, piuttosto delicato. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Alpini, campo scuola a Livigno per “imparare a stare inquadrati” dalla quarta elementare
La sezione valtellinese dell’Associazione Nazionale Alpini terrà dall’8 al 14 giugno a Livigno (Sondrio) un campo scuola affinché 180 bambini e bambine dalla quarta elementare alla seconda media possano… “Imparare a stare inquadrati”. È quanto riporta uno dei volontari organizzatori intervistati da My Livigno TV qualche settimana fa: > > «Non come una naja di una volta… Ma chiamiamola una mini-naja. Comunque ci > > sarà l’alzabandiera la mattina, comunque ci sarà da sistemar le proprie > > brande […] Il marciare, l’imparare a stare inquadrati.» E non è il solo. Un altro volontario alpino, professore in pensione, ricorda con soddisfazione di come da bambino Maurizio Bormolini (vincitore della Coppa del Mondo di snowboard), fosse «bello, inquadrato, che lavorava». Allo stesso professore in pensione una giornalista chiede quale sarà “il valore educativo per un ragazzo che nel 2026 ha 10 anni”. Ma la risposta è abbastanza superficiale, non solo dalla posizione di denuncia antimilitarista dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ma proprio dal punto di vista pedagogico nel senso più tecnico del termine. Ciò che rattrista e preoccupa è che c’è tanta emozione in chi parla: > > «Stiamo studiando qualcosa. Speriamo di riuscire, per la nostra popolazione, > > a far vedere che ci siamo». Nessuno svilisce l’impegno delle persone verso la propria comunità ed il proprio territorio, ma questo è davvero il modo giusto per realizzarlo? La giornalista, nella sua domanda, forse avrebbe potuto specificare meglio che “vivere nel 2026” significa vivere in un periodo storico in cui ci si riarma, si militarizzano le scuole e si vede la guerra come una fonte di profitto (anche se “guerra” non si dice, si dice “difesa”). Che diritto abbiamo, noi generazioni adulte, di militarizzare dei ragazzi di 10 anni? Di prendere la loro socializzazione e «guidarla» in questi campi macabri? Di far sì che emozioni belle come lo stare insieme, il dormire in una tenda e il vivere comunalmente si leghino con temi militaristi (anche se si dice “valori alpini”) come l’alzabandiera, il marciare, l’indossare una divisa, l’imparare a obbedire agli ordini? In questo contesto storico, invitiamo più che mai ogni adulto animato da buoni propositi verso “la propria popolazione” a premettere al suo operato la questione della coscienza e della pace. Forse, una domanda interessante con cui cominciare l’intervista avrebbe potuto essere: in che modo il campo scuola che state organizzando permetterà ai partecipanti di socializzare imparando a costruire un mondo migliore, di pace e che ripudia la guerra.       Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: MAKE A ONE-TIME DONATION Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Donate -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A MONTHLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate monthly -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A YEARLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate yearly
Campi Scuola degli Alpini: formazione o avvio all’addestramento militare?
Lo scorso 31 agosto si sono chiusi i Campi Scuola dell’Associazione Nazionale Alpini. Parliamo di 13 campi organizzati in tutta Italia e ai quali hanno partecipato oltre 600 tra ragazze e ragazzi di età compresa tra i 17 ai 24 anni (clicca qui per la pagina Facebook). Questi Campi sono stati ideati ad arte per suscitare entusiasmo e partecipazione tra i giovani anche in prospettiva di una scelta di vita e di lavoro in ambito militare, la premessa è quella di far conoscere gli alpini, la storia del Corpo il loro operato insieme ad alcune discipline come quelle legate alla protezione civile, al primo soccorso, alle attività che si svolgono in montagna. Tra i Campi Scuola ve n’era uno appositamente pensato per i maggiorenni ai quali è stato presentato un piano specifico destinato alla scelta di vestire la divisa come militari di professione in ogni Forza armata e in particolare nel corpo degli alpini insieme allo sfoggio dei mezzi militari. Ancora una volta assistiamo a dei progetti costruiti ad arte per avvicinare giovani e giovanissimi, far loro credere che una scelta all’interno delle forze armate sia una soluzione a tutti i problemi, una scelta di vita e di lavoro da riproporre alle future generazioni. Non una parola viene spesa sul ruolo e sulle funzioni delle Forze armate, sulla tragicità della guerra, su come vengono reclutati in Ucraina giovani e giovanissimi strappati da scuole e villaggi per diventare carne da macello al fronte. Alle scuole si propone l’adesione ad un progetto https://www.alpinirivoli.com/progetto-alpini-a-scuola.html e militari legati all’associazione girano per gli istituti con lo scopo di attirare studenti e studentesse per attività alla apparenza innocue e salutari come dei campi estivi in montagna. Peccato che il vero scopo di questi campi sia ben altro che vivere in mezzo alla natura, prepararsi alla idea della guerra, disposti a farne parte diventando militari di professione. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università