Dove finiscono i nostri dispositivi digitali?
C’è un rumore che non si sente, ma che accompagna ogni nostro gesto digitale:
quello delle terre rare, dei minerali nascosti nei circuiti che illuminano i
nostri schermi. È un’eco lontana, che dal cuore dell’Africa arriva fino alle
nostre valli. Oggi, in Valle Trompia nella provincia di Brescia, quella domanda
silenziosa trova una risposta concreta: un nuovo punto di raccolta per la
campagna TERRE RARE, nella bottega del mondo della cooperativa Karibu a Gardone
Val Trompia, dove un gesto semplice – consegnare un cellulare guasto – diventa
un atto ambientale, culturale e umano.
Un progetto globale che mette radici locali
La campagna, ideata dal Jane Goodall Institute e promossa nel Bresciano da 5R
Zero Sprechi, porta con sé un’eredità pesante: quella di Jane Goodall, l’etologa
che ha trasformato lo studio della natura in una forma di rispetto attivo. Il
nuovo desk si aggiunge ai punti già attivi a Lumezzane, Sarezzo e Villa Carcina,
contribuendo a un mosaico solidale che ora conta 17 stazioni di raccolta in
tutta la provincia, molte ospitate in biblioteche e spazi comunitari.
Il progetto ha anche il patrocinio di UNICEF Brescia, rafforzando il legame tra
sostenibilità ambientale e diritti dell’infanzia.
Il viaggio nascosto dei rifiuti elettronici
La raccolta non è fine a sé stessa: tablet e cellulari irrecuperabili vengono
smontati, i metalli estratti e riutilizzati per dare vita a nuovi dispositivi
rigenerati.
Ad oggi, la provincia di Brescia ha già conferito circa 300 kg di materiale
elettronico. Dietro quei numeri c’è una storia complessa, che coinvolge
sfruttamento minerario, lavoro minorile e tonnellate di rifiuti difficili da
trattare.
Per questo le scuole del territorio hanno iniziato percorsi di
sensibilizzazione: parlare di ciò che c’è dietro un semplice smartphone è il
primo passo per ridurne l’impatto.
Fotografie d’archivio 5rzerosprechi
Un ponte con la Tanzania
Il ricavato della campagna sostiene un orfanotrofio in Tanzania legato al Jane
Goodall Institute. Mentre i nostri dispositivi esauriti trovano una seconda
vita, quella filiera circolare si trasforma in aiuto concreto: meno rifiuti per
noi, più opportunità per chi vive in condizioni fragili.
È un equilibrio di responsabilità che va oltre l’ambiente e tocca direttamente
la giustizia sociale.
L’inizio simbolico di un percorso
L’inaugurazione del nuovo desk si è svolta il 22 novembre. Un momento in cui
cittadini, volontari e istituzioni hanno potuto consegnare simbolicamente i
primi apparecchi non riparabili, inaugurando ufficialmente la raccolta a
Gardone.
Un piccolo rito collettivo, un modo per prendere coscienza che anche gli oggetti
più comuni – quelli che dimentichiamo in un cassetto – hanno un costo ambientale
e umano. Inoltre il 6 dicembre è prevista l’apertura di un punto raccolta, anche
a Ome.
La campagna TERRE RARE ricorda che la sostenibilità non nasce da gesti eroici,
ma da una somma di scelte quotidiane. Ogni dispositivo recuperato è un frammento
di mondo sottratto allo spreco, un pezzo della storia che potrà ricominciare
altrove.
Come recita il motto dell’iniziativa:
“Se tuttə facciamo poco, insieme possiamo fare molto.”
Simona Duci