Inceneritore di Forlì: il sindaco respinge la richiesta di HERA di aumentare il volume di rifiuti da smaltire annualmente
La Sezione di Forlì- Cesena di ISDE-Medici per l’Ambiente apprezza e sostiene la
decisione del Sindaco e della Giunta Comunale che ha respinto la richiesta di
Hera Ambiente di aumentare la quantità di rifiuti da trattare in un anno, nel
suo impianto di Forlì, da 120.000 a 150.000 tonnellate.
La nostra Associazione, insieme alle altre Associazioni Ambientaliste presenti
nel TAAF, ha sempre criticato l’uso dell’incenerimento dei rifiuti, perché anche
i più moderni impianti hanno filtri che proteggono solo dall’emissione del
particolato PM10, ma non trattengono il particolato ultra fine a partire dal
PM2,5, che è il più pericoloso per la salute, perché supera la barriera
polmonare ed entra nel sistema sanguigno.
L’esposizione al particolato fine e al biossido di azoto ha un grande impatto
sulla salute umana.
Inoltre, anche con gli inceneritori “BAT(Best Available Technology)” di ultima
generazione, si devono portare in discarica le ceneri residue, ossia circa un
terzo del volume dei rifiuti bruciati.
Gli abitanti delle zone più vicine agli inceneritori sono più esposti della
rimanente popolazione a danni per la salute, come è ampiamente descritto nella
letteratura scientifica. In particolare, nella nostra Regione gli studi Moniter
(1 e 2) eseguiti 10-15 anni fa sulla popolazione abitante in vicinanza degli 8
inceneritori regionali, hanno mostrato un aumento significativo e pesante di
nascite pretermine e di aborti spontanei rispetto al resto della popolazione.
La nostra sezione ISDE Forlì-Cesena, grazie alla collaborazione dei Comitati di
Quartiere, ha promosso, nel 2017, uno studio sulla concentrazione dei metalli
pesanti nelle unghie dei bambini residenti nelle varie zone di Forlì. Nei
bambini residenti nella zona Nord-Est della città, ed in particolare in quelli
abitanti entro 3 Km dagli inceneritori, è stata dimostrata la presenza del 60%
in più di concentrazione di metalli pesanti (compresi alcuni potenzialmente
cancerogeni) rispetto a quelli domiciliati nella zona Sud-Ovest e nelle altre
lontane dagli impianti di incenerimento.
La nostra Associazione, quindi, auspica che tutte le Forze Politiche della
Città, che hanno mostrato in questa occasione unità di vedute, continuino a
impegnarsi per la progressiva riduzione della quantità di rifiuti trattati dagli
inceneritori presenti nella nostra città, considerando anche che solo una minima
parte di questi è prodotta nel nostro territorio.
Le immagini satellitari, lo studio sulla qualità dell’aria e i dati sanitari
preoccupanti. confermano l’emergenza: le città romagnole sono tra le più
inquinate d’Europa.
Redazione Romagna