Leonardo SpA annuncia il disimpegno nella produzione civile, e l’accelerazione in quella bellica
La divisione aereonautica di Leonardo SpA ha raggiunto risultati che vanno oltre
le migliori aspettative, gli ordini passano da meno 3,4 miliardi di euro a oltre
5,8. Le intese commerciali con il Kuwait sono quelle che hanno permesso il
grande salto in avanti fino ai ricavi cresciuti dell’11% dal 2024 al 2025.
Stando agli indicatori economici e finanziari Leonardo abbatte il debito e
aumenta i ricavi e gli utili, spinti dalle guerre e dalle crescenti ordinazioni.
Le principali aziende produttrici di armi beneficiano della guerra e sono tra
loro in competizione per offrire al mercato prodotti tecnologicamente sempre più
moderni.
Leonardo ha presentato i dati relativi al 2025 con ricavi cresciuti dell’11%, i
dividendi attorno al 20 per cento, sono questi i risultati della straordinaria
crescita degli ordini; pur in presenza di un lieve calo del titolo nelle ultime
settimane dell’anno dopo gli aumenti vigorosi del passato.
I profitti di guerra lievitano e gli scenari internazionali tradotti in campi di
battaglia sono l’occasione propizia per testare la efficacia delle nuove armi,
il circolo vizioso vende la vendita dei prodotti come occasione propizia per
sperimentare ulteriori e innovativi sistemi di arma che si avvarranno di
tecnologie all’avanguardia e della intelligenza artificiale.
Fonte https://www.leonardo.com/it/press-release-detail/-/detail/leonardo-fy-preliminary-results-2025
Un aspetto importante va sottolineato ossia il prossimo acquisto, grazie agli
utili ottenuti, da parte di Leonardo della divisione militare Idv di Iveco anche
se la parte della azienda dedicata alla produzione di cingolati dovrebbe essere
ulteriormente spacchettata e venduta ad altri marchi tenendosi invece stretta la
produzione di sistemi di artiglieria. Il comparto militare, contrariamente a
quanto detto, non salva dalla crisi i settori della meccanica ma fagocita solo
parte della stessa, quelli funzionali alla produzione di nuovi sistemi di arma,
nel caso di Leonardo poi ci sono le alleanze strategiche con alcuni marchi, ad
esempio la tedesca Rheinmetall, a determinare le scelte industriali.
La crisi del settore meccanico e dell’automotive sta portando a
ridimensionamenti produttivi e a diminuzioni della forza lavoro, a processi di
delocalizzazioni con produzioni frammentate e divise ulteriormente che
provocheranno a loro volta la crisi dell’indotto specie se in mono committenza.
Il settore militare appare come quello più avvezzo a lanciare operazioni
spregiudicate per attrarre solo parte della produzione lasciando tutto il resto
in balia del cosiddetto mercato (senza acquirenti non resterà che la lunga
agonia degli ammortizzatori sociali fino alla chiusura dei siti produttivi).
L’amministratore delegato, Leonardo Cingolani, annuncia la realizzazione del
drone costruito con la Turca Baykar che ha acquistato la divisione militare
della Piaggio. Le mega commesse arrivate dal Golfo Persico per il settore
aeronautico ci parlano della vendita degli Eurofighter e dei droni. E il fatto
che a presentare i conti migliori sia la parte militare rispetto a quella civile
fa capire che questa ultima subirà un certo ridimensionamento nonostante
l’arrivo del fondo statale saudita Pif che dovrebbe portare grande liquidità in
cambio dei dividendi e della promessa di aprire uno stabilimento anche nel loro
Paese.
Il ridimensionamento di Leonardo nel settore civile a vantaggio del militare
arriva dopo quasi 40 anni di politiche mirate a questo scopo tanto che i
sindacati del settore meccanico si mostrano preoccupati dopo anni di silenzio e
di rinuncia alla riconversione a fini civili della produzione. I prestiti
accordati dalla UE, i fiumi di denaro verso la produzione di armi anche in
deroga ai tetti di spesa, il grande Riarmo europeo favoriscono i processi di
militarizzazione di ampi settori della manifattura e di conseguenza i principali
marchi nel settore bellico si adeguano agli atti di indirizzo comunitari.
Federico Giusti
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università