Montello, sindaci frenano la controproposta della Montello Spa. Comitato Aria Pulita Tomenone: “L’azienda, in cinque anni, non ha risolto il problema”
Energia per i Comuni confinanti e una Casa della Comunità a beneficio della
cittadinanza, a fronte di un assenso al progetto del termovalorizzatore
nell’ambito della Conferenza dei Servizi: è la proposta avanzata dalla Montello
Spa che, con il progettato impianto di incenerimento dei rifiuti, potrebbe
mettere a disposizione qualcosa come 20.000 MWh prodotti dall’impianto stesso.
La proposta dell’azienda di mettere a disposizione 20.000 MWh e di realizzare
una Casa della Comunità non ha fatto vacillare i primi cittadini che hanno
ribadito la contrarietà all’impianto e rilanciato: “Rimane prioritario
intervenire con iniziative concrete sulle emissioni odorigene. Moratoria di 12
mesi alla Conferenza dei Servizi per cercare una soluzione condivisa per un
sostegno concreto al mondo del riciclo”
“Una proposta che era già stata illustrata, seppur in via informale, ai sette
Comuni confinanti nel corso dell’incontro svoltosi il 10 luglio presso il
municipio di Montello, al quale ha partecipato, in rappresentanza degli altri 40
Comuni contrari all’inceneritore, anche la sindaca di Cenate Sopra –
sottolineano in una nota i sindaci di Albano Sant’Alessandro, Bagnatica,
Brusaporto, Costa di Mezzate, Gorlago, San Paolo d’Argon e il commissario
straordinario di Montello – In quella sede, il presidente di Montello S.p.A.
aveva dichiarato che, a fronte di un assenso dei Comuni al progetto nell’ambito
della Conferenza dei Servizi, l’azienda avrebbe inoltre realizzato una Casa
della Comunità a beneficio della cittadinanza. I sindaci hanno, in quella sede,
sottolineato che rimane prioritaria per le rispettive comunità la necessità di
intervenire con iniziative concrete sulle emissioni odorigene della Montello Spa
e non ritengono percorribile la strada del termovalorizzatore. Allo stesso
tempo, hanno avanzato una proposta concreta: una moratoria di dodici mesi della
Conferenza dei Servizi e la collaborazione, in tale periodo, per portare
all’attenzione della Regione la ricerca di una soluzione politica condivisa per
un sostegno concreto al mondo del riciclo e, parallelamente, l’istituzione di un
tavolo tecnico realmente paritetico tra il Politecnico di Milano, consulente
dell’azienda, ARPA e i tecnici incaricati dai Comuni, con l’obiettivo di
individuare una soluzione definitiva al problema delle emissioni odorigene”.
La risposta del Comitato Aria Pulita Tomenone e della Lista civica Aria Nuova di
Montello non si sono fatte attendere, rispondendo in un comunicato stampa:
“Prendiamo atto di quanto riportato da BergamoNews in merito all’incontro tra
Montello S.p.A. e i Comuni interessati. Riteniamo tuttavia necessario chiarire
un punto fondamentale, che non deve prestarsi ad alcun equivoco. La richiesta
avanzata dai Comuni di una moratoria di 12 mesi della Conferenza dei Servizi,
che secondo quanto riportato Montello S.p.A. avrebbe accolto con interesse
riservandosi di valutarla, non può e non deve essere interpretata come
un’apertura alla realizzazione del termovalorizzatore.
Come ARIA PULITA TOMENONE e ARIA NUOVA esprimiamo forti perplessità rispetto a
una moratoria di dodici mesi, qualora questa comporti semplicemente un rinvio
dell’iter autorizzativo. A nostro avviso, una sospensione potrebbe offrire a
Montello S.p.A. il tempo necessario per riorganizzare la propria strategia in
una fase in cui il progetto incontra una forte opposizione: sette Comuni hanno
espresso la loro contrarietà e una parte significativa della popolazione
continua a manifestare un netto rifiuto dell’inceneritore. Riteniamo inoltre che
le dichiarazioni diffuse dall’azienda e alcune interpretazioni riportate sulla
stampa rischino di alimentare un messaggio fuorviante. La decisione finale non
spetta infatti a Montello S.p.A., bensì alla Conferenza dei Servizi, che ad oggi
non ha ancora convocato la quarta seduta. Per questo rivolgiamo un appello ai
sindaci: non arretrino rispetto alla posizione assunta finora e confermino con
fermezza il loro NO al progetto, affinché tra dodici mesi non ci si ritrovi a
discutere di opere compensative anziché del futuro del nostro territorio.
Vogliamo che sia chiaro a tutti – cittadini, istituzioni, Regione Lombardia e
Montello S.p.A. – che il nostro NO all’inceneritore è totale, definitivo e non
negoziabile. Nessuna promessa di produzione energetica, nessuna opera
compensativa, nessuna Casa della Comunità e nessun’altra forma di compensazione
potranno mai modificare la nostra posizione.
Anche nell’ipotesi, oggi altamente improbabile, che il problema dei miasmi
venisse completamente risolto, la nostra contrarietà alla realizzazione del
termovalorizzatore resterebbe immutata. Le ragioni del nostro dissenso sono
ambientali, sanitarie e legate a una precisa visione del futuro del territorio,
che riteniamo debba fondarsi sulla riduzione dei rifiuti, sul riuso, sul riciclo
e sull’economia circolare, non sull’incenerimento. Chiediamo che nessuno
utilizzi la proposta di moratoria per alimentare interpretazioni fuorvianti o
per far credere che esistano margini di trattativa sull’impianto. Non è così. Il
nostro messaggio è uno solo: nessun compromesso, nessuna trattativa, nessun
passo indietro. Esistono infatti alternative concrete, realistiche e pienamente
praticabili all’incenerimento. Queste si fondano sul rafforzamento della
raccolta differenziata, sullo sviluppo dell’economia circolare e
sull’applicazione dei principi delle 4R: Riduzione, Riutilizzo, Riciclo e
Recupero di materia. L’obiettivo deve essere quello di massimizzare il recupero
dei materiali e ridurre al minimo gli scarti residui, senza ricorrere alla
combustione come destinazione finale dei rifiuti. Precisiamo inoltre che non
siamo contrari a una moratoria se questa fosse promossa e gestita dagli
organismi istituzionali competenti e dagli enti di controllo nell’interesse
pubblico. Riteniamo però indispensabile che cittadini e comitati possano
partecipare direttamente ai tavoli di confronto e ai processi decisionali che
definiranno il futuro del territorio. Le scelte che verranno assunte riguardano
il modello di sviluppo territoriale e la qualità della vita delle nostre
comunità; per questo chiediamo un percorso realmente trasparente, condiviso e
partecipato.
ARIA PULITA TOMENONE e ARIA NUOVA continueranno a sostenere con determinazione,
insieme ai cittadini e alle amministrazioni che condividono questo percorso, la
difesa della salute pubblica, dell’ambiente e del territorio, promuovendo un
modello di gestione dei rifiuti orientato all’innovazione, alla sostenibilità e
alla tutela delle future generazioni.”
L’azienda ha avuto cinque anni di tempo per adeguarsi alle normative e risolvere
le problematiche legate ai miasmi. A oggi, tuttavia, il problema non è stato
ancora risolto e i disagi per i cittadini continuano a persistere: molestie
olfattive, inquinamento odorigeno decennale e l’incombente progetto di
incerimento della Montello Spa.
I Comuni hanno ribadito la disponibilità, condivisa anche con il presidente
della Provincia, “al confronto istituzionale e alla ricerca di soluzioni
condivise con l’obiettivo di risolvere il problema delle emissioni odorigene e
trovare soluzioni alternative all’inceneritore. Continueremo a operare con lo
stesso spirito e nella stessa direzione, nella convinzione che temi così
rilevanti per la salute pubblica, l’ambiente e il futuro del territorio
richiedano dialogo, responsabilità e trasparenza”.
Redazione Sebino Franciacorta