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SARDEGNA: NUOVO ASSALTO FOSSILE
Espropri, occupazioni e servitù: la speculazione energetica che si muove silenziosa sull’isola-un appuntamento a Oristano Sono numerosissime le procedure per l’imposizione di occupazioni temporanee, servitù ed espropri avviate nei giorni scorsi per permettere la realizzazione di un lungo gasdotto che dovrà attraversare il Centro-Sud dell’isola. La comunicazione di queste procedure è avvenuta esclusivamente tramite la stampa locale e i portali
Vel-ENI e Venture Global: danni ambientali e pratiche controverse
Identikit del partner strategico di Eni. di Alessia Cesana (*) – Foto ripresa da ReCommon   ReCommon ha acceso una luce sulle controversie che riguardano Venture global, uno dei principali esportatori di gas “naturale” liquefatto (Gnl) degli Stati Uniti e partner di Eni da luglio 2025, quando hanno firmato un contratto ventennale per una fornitura totale di 40 milioni di
Da maggio a giugno: l’altra Romagna in movimento…
… contro l’economia del genocidio e della catastrofe ecologica. di Manuela Foschi Nelle prossime settimane in Romagna tanti appuntamenti contro il genocidio palestinese, le guerre in corso e il riarmo ma anche sui problemi ambientali in Regione sollevati dalla Carovana di RECA e AMAS -ER. Il 13 maggio per il Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto ravennate,
PIANO ENERGETICO ITALIANO: IL RITORNO AL CARBONE
E’ ormai chiaro che gli obiettivi fissati dal PNIEC, il Piano Nazionale per l’Energia e il Clima, con scadenza 2025, per rispettare gli obiettivi europei di decabonizzazione, verranno disattesi.  Già da marzo un emendamento del “decreto bollette” suggellava l’estensione della vita delle centrali a carbone italiane fino al 2038. Come testimonia Recommon, in Italia le centrali sul territorio sono ancora molte: Civitavecchia, Brindisi e Portovesme, tutte di proprietà di Enel, e Fiume Santo, della filiale italiana EP Produzione, della società ceca EPH. In nome della sicurezza energetica si varano politiche che servono a mantenere la dipendenza italiana dai combustibili fossili: un paradosso, come sottolinea Simone Ogno, visto che è proprio questa dipendenza la causa della crisi energetica attuale, con le conseguenze in termini di crisi economica, pagate dalle fasce più fragili della popolazione. Di fatto, la dipendenza italiana da materie prime fossili come carbone, petrolio e, ancora di più, gas, importati dall’estero, la pone al centro delle tensioni geopolitiche globali. Le recenti dichiarazioni di Descalzi mostrano la vera faccia delle politiche energetiche attuali: “Sul gas penso che sia necessario sospendere il bando che scatterà il 1 gennaio 2027 sui 20 miliardi di metri cubi che vengono dalla Russia”. Il rischio è che, come avvenne nel 2022 con l’invasione russa dell’ucraina, semplicemente si passi da una dipendenza ad un’altra, sia in termini di paesi importatori che di materiale importato, spingendo inoltre verso nuove missioni estrattiviste di approvvigionamento e costruzione di impianti. In conclusione, il mantenimento delle centrali a carbone attive lascia intravedere l’intenzione di riconvertirle nella direzione del gas, come nel caso della centrale di Fiume Santo in Sardegna. Ne parliamo con Simone Ogno, campaigner di Recommon: Per continuare ad approfondire la questione energetica, rimandiamo all’intervista svolta con Daniela Finamore di Recommon “Venture Global: il marcio dietro il business del gas americano”
April 29, 2026
Radio Blackout - Info
Venture Global,il marcio dietro il business del gas americano
Venture Global ha annunciato il 24/4/2026 che la sua filiale, Venture Global Calcasieu Pass, (“VGCP”) ha concluso un’emissione di obbligazioni per un importo nominale complessivo di 750.000.000 di dollari .Questa società fa parte del comparto del gas liquefatto (GLN)nordamericano che grazie anche alle conseguenze della guerra sta facendo enormi profitti. Ma la Venture Capital ha diverse criticità comuni alle società del settore del gas naturale liquefatto (GNL) statunitense e inoltre con ENI nel luglio del 2025 ha firmato un contratto ventennale per una fornitura di 2 milioni di tonnellate l’anno di GNL. Oltre ad essere un donatore milionario della campagna presidenziale di Trump e al centro di una serie di controversie legali, le attività di Venture global hanno avuto dei seri impatti socio-ambientali sulle coste della Louisiana: nell’agosto 2025 un grave incidente nel canale di accesso al terminal Calcasieu Pass ha contaminato pesci, ostriche e gamberi su un’ampia area, colpendo le comunità che vivono di pesca e acquacoltura. Eni ha stipulato un contratto ventennale con questa società estremamente controversa frutto di pressioni da parte dell’amministrazione Trump e della scelta europea di rinunciare al gas russo per rivolgersi a quello liquefatto nordamericano ,estratto con la pratica del fracking estremamente dannosa a causa degli effetti ambientali e l’utilizzo di tecniche invasive . Ne parliamo con Daniela Finamore di Recommon
April 27, 2026
Radio Blackout - Info
Palestina: navigare in acque infuocate
Anbamed, aggiornamenti 27 e 28 marzo Roberta Parravano sulla scuola-tenda a Gaza Dalila Vilella sulla istruzione in Palestina presentazione dossier GPI su esportazione Italia-Israele Ilaria De Bonis entra nel merito del dossier Stefano Nanni su commercio complice nel bergamasco Elisabeth Di Luca: cento porti cento città Il Nicaragua obbliga la Germania a rinunciare alla difesa di Israele alla Corte Internazionale
TOTAL-ENERGIES ALLA SBARRA PER LA COMPLICITA’ NEI CRIMINI DI GUERRA IN MOZAMBICO
Martedì 18 è stata ufficialmente esposta da parte di ECCHR ( European Centre for Costitutional and Human Rights) denuncia ai danni di TotalEnergies presso l’antiterrorismo francese, per accuse di complicità in crimini di guerra, torture e sparizioni forzate legate alle azioni di soldati governativi in Mozambico nel 2021 nell’ambito del cosidetto “Massacro dei container”. (metti link) Il colosso petrolifero è accusato di aver finanziato direttamente e supportato materialmente l’unità speciale di forze armate, nell’ambito di un accordo di sicurezza con lo stato, perchè quest’ultime protegessero le installazioni di estrazione di GNL installate da Total a Capo Delgado. La situazione a Capo Delgado è epicentro di un conflitto fra esercito e milizie di ispirazione jihadista affiliate allo Stato Islamico. Le mani di Total sono sporche del trasferimento forzato di migliaia di famiglie, oltre che della degradazione ambientale legata ai progetti estrattivi, che ha acuito le tensioni sociali, mentre la povertà è aumentata di più dell’80%. La denuncia riprende la dettagliata inchiesta della testata Politico ” All must be beheaded, revelations of atrocities at French energy giant’s African stronghold” pubblicata nel 2024. L’accusa arriva a poche settimane di distanza dalla dichiarazione di Total di voler far ripartire il progetto, considerato il più grande investimento privato mai realizzato in Africa, con un costo totale di 50 miliardi di dollari. La ripresa del progetto non avverrà prima del concordato con il governo di Maputo e sarà sostenuta dal prestito di 4,7 miliardi di dollari dall’Export-Impost Bank statunitense ed è prevista entro il 2029. La banca statunitense non è l’unico finanziatore pubblico al progetto, infatti altri due importanti partner commerciali sono le italiane SACE e Cassa Depositi e Prestiti. Nelle parole di Simone Ogno “la SACE italiana è stata la prima agenzia di credito all’esportazione a confermare il proprio sostegno finanziario a Mozambique LNG, e lo ha fatto senza una nuova valutazione degli impatti sociali e ambientali associati al progetto. Oggi l’US EXIM sta facendo lo stesso. In queste scelte possiamo vedere il rapporto stretto tra il governo della premier Giorgia Meloni e quello del presidente Donald Trump, in totale disprezzo per le violazioni dei diritti umani direttamente e indirettamente associate a Mozambique LNG”. Ne parliamo con Simone Ogno, campaigner di Recommon: Qui trovate il link al report di Recommon “Dieci anni perduti“.
November 19, 2025
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