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AGILE: il piano approvato in Europa per portare startup e PMI nella filiera militare
Incentivare PMI, start-up e scale-up a sviluppare “prodotti di difesa emergenti e dirompenti”, compreso l’adattamento di tecnologie civili a fini militari, per rispondere all’esigenza dell’Ue di accelerare nella ricerca tecnologica e militare, ambito in cui il blocco europeo è notevolmente indietro rispetto ad altre potenze: è questo il nucleo del Programma per l’innovazione agile e rapida nel settore della difesa (AGILE) approvato ieri dai deputati europei. Il nuovo strumento prevede uno stanziamento di 115 milioni di euro a favore delle PMI con l’intento di “incrementare la fornitura rapida ed economicamente efficiente di prodotti e tecnologie emergenti e dirompenti per la difesa, in grado di rispondere alle sfide più recenti e in rapida evoluzione affrontate dalle forze armate degli Stati membri, in particolare quelle derivanti dalla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina”, come si legge sul sito del Parlamento europeo. “L’Europa non può permettersi di essere lenta quando la minaccia è rapida. AGILE è la nostra risposta: erogare rapidamente i finanziamenti, eliminare la burocrazia e chiudere definitivamente le porte a chi non condivide i nostri valori. L’innovazione è la forza dell’Europa. Sfruttiamola finalmente”, ha affermato Ivars Ijabs (Renew, Lettonia), eurodeputato capogruppo della commissione Industria, Ricerca ed Energia. La legge è stata approvata con 536 voti favorevoli, 101 contrari e 16 astensioni. In particolare, hanno votato in maggioranza a favore del programma gli eurodeputati del Partito popolare europeo (Epp), di Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D), di Patrioti per l’Europa, di Conservatori e riformisti europei (Ecr), di Rinnovare l’Europa e dei Verdi/Alleanza Libera Europea. Mentre hanno votato contro i membri di La sinistra nel Parlamento europeo, Membri non affiliati e Europa delle Nazioni sovrane. La posizione italiana, invece, spacca sia il governo sia il campo largo: hanno votato a favore gli eurodeputati di Fratelli d’Italia, Partito Democratico e Forza Italia; mentre Lega, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra Italiana si sono opposti, insieme a Roberto Vannacci. Ora la legge dovrà essere formalmente ratificata dal Consiglio prima della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e il programma entrerà in vigore all’inizio del 2027. I 115 milioni di euro di fondi pubblici messi a disposizione serviranno a finanziare tra i 20 e i 30 progetti di PMA, start-up e scale-up impegnate in settori quali IA, robotica e sicurezza informatica. Il programma prevederà una procedura accelerata, con tempi di erogazione dei finanziamenti di quattro mesi, rafforzando il ruolo di AGILE come complemento agli strumenti industriali di difesa già esistenti dell’UE. Il tutto è volto a promuovere la competitività della base tecnologica e industriale europea della difesa (EDTIB) e a rafforzare la prontezza operativa dell’Unione in materia di difesa, riducendo al contempo la dipendenza strategica da paesi terzi. Nello specifico, il programma ha i seguenti quattro obiettivi: accelerare significativamente i cicli di innovazione dei prodotti e delle tecnologie emergenti e dirompenti per la difesa sviluppati in tutta l’Unione dalle PMI; sostenere la crescita delle start-up e delle scale-up che sviluppano prodotti e tecnologie emergenti e dirompenti per la difesa in tutta l’Unione e la loro integrazione con le catene di approvvigionamento dell’EDTIB; agevolare l’incontro tra le PMI non operanti nel settore della difesa e quelle del settore della nuova difesa e le imprese consolidate delle filiere della difesa, come i principali appaltatori industriali europei della difesa e incrementare significativamente l’adozione, da parte delle forze armate degli Stati membri e dei paesi associati, di prodotti e tecnologie emergenti e dirompenti, tra cui l’intelligenza artificiale, il calcolo quantistico, la robotica, le capacità informatiche e i sistemi spaziali. Il piano approvato ieri per portare PMI e start up nella filiera militare del blocco Ue si inserisce nel più ampio contesto del riarmo europeo per fronteggiare quella che Bruxelles definisce la «minaccia russa». In questo contesto, il programma AGILE si propone di incrementare lo sviluppo di tecnologia militare all’avanguardia che non rientra strettamente nei progetti a lungo termine e ad ampio spettro del piano ReArm Europe. Quest’ultimo è stato approvato con una solida maggioranza dall’Europarlamento nel marzo 2025 e prevede investimenti per 800 miliardi di euro nei prossimi quattro anni per la difesa, con un duplice obiettivo: incrementare le capacità belliche del Vecchio continente in un contesto geopolitico sempre più turbolento e instabile e continuare a finanziare l’Ucraina. Tra la via diplomatica che prevede di tornare a dialogare con la Russia – riprendendo i proficui scambi commerciali col gigante eurasiatico – e quella dello scontro diretto anche sul piano militare, infatti, la Ue ha scelto la seconda opzione. In questo scenario, mentre vengono tagliate le voci di spesa relative ad altri settori della spesa pubblica – quali istruzione, sanità e infrastrutture – e l’inflazione continua a erodere il potere d’acquisto dei cittadini, emerge come l’Ue sia sempre più dipendente dagli Stati Uniti anche nel campo del riarmo, nonostante i dichiarati propositi di raggiungere un’autonomia strategica. Il piano AGILE si propone proprio di ridurre la dipendenza da Paesi terzi: tuttavia, l’esiguità della cifra stanziata e l’estrema frammentazione della spesa militare europea potrebbe rendere difficile raggiungere questo traguardo. The post AGILE: il piano approvato in Europa per portare startup e PMI nella filiera militare appeared first on L'Indipendente.
October 7, 2026
L'INDIPENDENTE