Tag - libere soggettività

È già TROPPO TARDI!
Educazione sessuoaffettiva e alla diversità di genere nelle scuole. 22 aprile 2026, Roma, piazza Vidoni  presidio contro il ddl Valditara Il “consenso” – lo diciamo al Senato , al governo e alle forze politiche tutte – lo dovete far entrare nell’articolo 604, nel disegno di modifica della legge contro la violenza sessuale per sottolineare l’importanza di relazioni paritarie, non patriarcali e non tossiche e non per militarizzare la scuola, criminalizzare chi la vuole laica e aperta e chi cerca di frenare quella violenza e quell’odio verso le diversità che si sta facendo largo anche nelle nuove generazioni. Ê già troppo tardi! Abbiamo scritto nel titolo Per questo prendiamocelo questo spazio dal basso, nelle autogestioni, nelle piazze davanti alle scuole, nelle università e dovunque si possa e continuiamo questa mobilitazione Alcuni interventi dalla piazza Studente dell’UDS https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/04/studente-UDS-.mp3 Lou dell’EnbyPride https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/04/audio-Lou-Enby-pride.mp3 Mari dell’Osservatorio di NUDM https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/04/mari-osservatorio.mp3 Anna dell’associazione Ygro https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/04/Anna-associazione-ygro.mp3 Anna ci ha anche mostrato un libro “ripulito” dalla censura in Russia Fai clic qui per vedere lo slideshow.
April 22, 2026
RadioSonar.Net
Ciao Renata!
Ciao Renata mi manchi, ci mancherai Ci si sentiva, ci si raccontava, ci si chiedeva consiglio È possibile che su pezzi di percorso si sia avutx posture diverse ma la tua disponibilità all’ascolto, la tua curiosità verso altre possibili strade mi ha sempre colpito profondamente. Avevi un’idea precisa sul tuo essere al mondo, la lotta al patriarcato, per la giustizia, per la liberazione, la lotta antifascista hanno sempre segnato la tua storia personale. E io ti dico grazie, grazie per esserci statx, grazie per aver risposto ai miei appelli quando chiedevo che mi arrivassero voci da far ascoltare  come in questa puntata di TRANSfemmINonda Grazie di aver fatto con me e lu altru il percorso nell’osservatorio contro femminicidi, transcidi, lesbicidi, puttanocidi e suicidi indotti dall’odio sociale e dalle istituzioni Ci sei sempre stata! Continueremo a starci anche con te nel cuore! Mari, della redazione di TRANSfemmINonda e dell’assemblea Corpi e Terra E insieme al mio e a quello della radio in questo potete ascoltare anche il saluto dellu compa dell’ossevatorio https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/04/Ciao-Renata.mp3
April 22, 2026
RadioSonar.Net
STUDENT3 di CATANIA in piazza: Per Claudia, per tutt3 FACCIAMO RUMORE!
Catania, 20 aprile 2026 TW, Allerta in questo articolo si usa un linguaggio diretto Claudia Laganá ha deciso di non poter più vivere! Il suo gesto è un grido forte e potente che ci interroga tutt, che interroga la scuola che frequentava, la città in cui viveva (Catania) come lo sono stati quelli di Beatrice a Ragusa, di Giorgio a Caserta e di Cloe Bianco Il loro grido vuole ascolto! Non certo la vergognosa e imbarazzante minaccia della dirigente della scuola di denunciare chiunque “leda il nome” dell’istituto sui social. Non certo il panico creato già nei  giorni prima con una narrazione allarmante sulla pericolosità dell’andare in manifestazione. Non certo lo sproporzionato spiegamento di polizia che ha accompagnato il corteo. Non certo le serrande abbassate della scuo0la chiusa alle parole di chi in piazza faceva un’analisi su quanto è proprio il silenzio il problema. Un silenzio pesante che aiuta a nascondere, a invisibilizzare, a rinchiudersi in un pensare di essere sbagliatx mentre di sbagliato c’è solo il mondo che attraversiamo, le sue norme, le sue regole, le sue leggi, le sue inadeguate risposte. Fai clic qui per vedere lo slideshow. Ecco a Catania la manifestazione studentesca ha dato una lezione a tutta la città, una lezione arrabbiata ma con una rabbia che sapeva dove andare, cosa pretendere, cosa immaginare e cosa costruire insieme Ascoltiamole quelle voci: intervista a Carola, studente https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/04/Carola.mp3 Intervento introduttivo a più voci ad inizio corteo con il finale appello straziante e forte della zia di Claudia https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/04/intervento-introduttivo-di-student3-ad-inizio-corteo-e-lappello-finale-straziante-della-zia-di-Claudia.mp3 Lettera aperta scritta da student3 del Cutelli https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/04/lettera-aperta.mp3 Una ex insegnante del Cutelli in pensione https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/04/una-ex-insegnante-del-Cutelli-in-pensione.mp3 Il corteo si è fermato davanti all’Istituto Cutelli. Le serrande delle finestre erano abbassate, la scuola simbolicamente chiusa al suo interno senza nessuna possibilità di ascolto! E allora è partito l’appello a fare rumore, a tirare fuori le chiavi di casa … ascoltiamo Facciamo rumore! Claudia deve essere l’ultima https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/04/Facciamo-rumore.mp3 Tiravano i vestiti e chiedevano “Sei maschio o femmina?” https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/04/sei-maschio-o-femmina.mp3 io intanto vi ringrazio … si dice in un intervento https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/04/io-vi-ringrazio.mp3   Intervento dell’osservatorio di NUDM contro femminicidi, transcidi, lesbicidi e suicidi indotti dall’odio sociale e di stato https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/04/0sservatorio-NUDM.mp3 Intervento della Consultoria Mi cuerpo es mio https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/04/Consultoria-mi-cuerpo-es-mio-.mp3 Foto e testo di Mari Casalucci   https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/04/Carola.mp3 La sua passione per la musica gli fa girare l’europa, prende parte a vari progetti musicali in Italia e non solo (DotVibes /Swing Life Society), organizza festival e eventi (Bornasco Reggae Festival / Heart Beat). Dopo aver accumulato una serie di contatti e una certa dimestichezza con le produzioni musicali prepara il suo primo album intitolato Alcazar con delle collaborazioni internazionali e di tutto rispetto, nomi come Ken Boothe,Akil the MC (Jurassic 5) Hannah Williams, Pugs Atomz, Blacc El e altri ancora. Ospite su radiosonar.net con una selezione musicale tutta a 33 giri. Attenzione!!! Per ascoltare al meglio il Guest Mixtape da te scelto dovrai disattivare lo streaming in diretta automatico.  Come fare? Da pc, mobile e App: cliccare sull’icona dell’altoparlante rosso e quindi mettere in pausa lo streaming, ora siete pronti per cliccare sul player da voi scelto DISPONIBILE  SU:       RADIOSONAR.NET SI BASA SULL’AUTOFINANZIAMENTO. A CAUSA DELL’EMERGENZA LEGATA AL CORONA VIRUS LE INIZIATIVE SONO SOSPESE. SE VUOI AIUTARCI A CONTINUARE A TRASMETTERE, PUOI EFFETTUARE UNA DONAZIONE ATTRAVERSO IL NOSTRO CONTOCORRENTE O PAYPAL [CP_CONTACT_FORM_PAYPAL]
April 20, 2026
RadioSonar.Net
20…25 L’arte di fermare il patriarcato: consigli di lettura
PUBBLICHIAMO QUI I DUE AUDIO DI MARI E ANITA CHE, PER LA CHIAMATA ALLE ARTI 2025 LANCIATA DA TRANSFEMMINONDA, CI CONSIGLIANO LA LETTURA DI DUE LIBRI DI CUI LEGGONO ALCUNI BRANI Il primo è il libro di ADRIENNE MAREE BROWN  dal titolo PER UNA GIUSTIZIA TRASFORMATIVA Una critica alla cancel culture, con uno scritto del Laboratorio Schieramenti, edito da Meltemi adrienne maree brown è una scrittrice femminista e attivista per la liberazione nera. A Detroit, dove ha vissuto, ha collaborato con diverse organizzazioni che si occupano di giustizia sociale. Dai suoi scritti su sesso, guarigione, cura di sé, traumi e fantascienza emerge uno stile acclamato dalla critica come afrofuturismo. Tra le sue opere ricordiamo Pleasure Activism. L’edizione italiana è accompagnata da uno scritto del collettivo transfemminista queer Laboratorio Smaschieramenti, che sviluppa una riflessione materialista e ancorata al nostro contesto nazionale sulla violenza nelle relazioni interpersonali. Mari per una giustizia trasformativa Questo secondo audio è di Anita che ha tradotto e poi letto per noi un brano di Bitch: A Revolutionary Guide to Sex, Evolution and the Female Animal di Lucy Cooke, Penguin Books, 2023 non ancora disponibile in italiano https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2025/11/Anita.mp3
November 20, 2025
RadioSonar.Net
20…25 2025 – L’arte di far tremare il patriarcato
IN QUESTO PODCAST PUBBLICHIAMO LE GRAFICHE CHE CI SONO ARRIVATE DELLU ARTISTX CHE HANNO RISPOSTO ALLA CHIAMATA ALLE ARTI DI FERMARE IL PATRIARCATO La grafica di Dima Zovich che è diventate la copertina del podcast della puntata di TRANSfemmINonda del 22 novembre 2025. Come sempre interpreta alla perfezione i titoli e gli slogan dello spazio radio di TRANSfemmINonda e QUEERzionario e dell’assemblea Corpi e Terra Arya ci ha mandato una delle sue foto accompagnata da questo audio foto di Arya le grafiche di Marea la foto di Tina con l’audio che ce la presenta Tina foto aggiungiamo queste grafiche condivise nella lista NUDM proposte dall’assemblea territoriale di Padova e quella di Jenny che ha fatto la copertina per la chiamata alle firme contro lo sfratto di Agripunk perché quando parliamo di liberazione parliamo di liberazione dei corpi tutti! Ringraziamo tutte le persone per aver contribuito con la loro arte a fermare il patriarcato
November 20, 2025
RadioSonar.Net
TDOR 2025: TRANS DAY …. Giornata globale
… DOVE LA R È RICORDO MA ANCHE RABBIA, RIBELLIONE, RIVOLTA I dati del TMM (trans murder monitoring), l’osservatorio che monitorizza le persone trans che vogliamo ricordare in questa giornata si riferiscono all’ultimo anno (1 ottobre 24- 30 settembre 25) e ci danno il quadro della fase che stiamo attraversando. Ascoltiamo Mari che legge questo testo intervento pubblicato anche dall’osservatorio NUDM e da Corpi e Terra.   Mari TDOR * 281 persone trans e non binarie uccise, una diminuzione rispetto all’anno precedente in cui il monitoraggio aveva elencato 350 casi. Ma, ci allerta lo stesso TMM questo non corrisponde necessariamente a maggiore sicurezza ma piuttosto all’invisibilità crescente degli assassinii se si vanno ad analizzare nei motori di ricerca gli algoritmi che mostrano invece un crescente disinteresse verso queste morti sempre più difficili da identificare e verificare. Ne sono testimonianza l’uso del nome/genere imposto alla nascita nelle notizie relegate alla cronaca nera. Perché anche questo succede, la cancellazione oltre la morte. Molte persone tra giornalisti, famiglie e persone vicine ritornano ad usare il nome assegnato alla nascita cancellando e uccidendo per la seconda volta le persone trans. * Le persone che fanno lavoro sessuale restano il gruppo più colpito con il 34% rispetto a chi svolge altre mansioni. * C’è una tendenza preoccupante in aumento all’assassinio di persone attiviste e leader del movimento (14% dei casi), il doppio dell’anno precedente. * Il 90% dei casi presi in considerazione sono femminicidi, l’88% persone trans razializzate * Il 24% aveva tra 19–25, 25% 26–30, 26% 31–40, e 5% sotto il 18, un dato che ci racconta quanto sia ancora breve l’aspettativa di vita nella nostra comunità. * Il 68% delle uccisioni sono nell’Abya Yala, quella parte del mondo chiamata America latina e ai Caraibi con il Brasile per il 18esimo anno il paese più colpito con il 30% dei casi totali. Ma questo può forse voler dire che in territori come l’Africa dove nessuna strage e genocidio fa notizia la situazione non sia grave? * Il 25% delle uccisioni sono avvenute in strada e solo il 22% nella casa della vittima, il che dimostra che, a differenza dei femminicidi di persone non trans, l’assassinx è nello spazio pubblico e nella maggioranza dei casi non ha le chiavi di casa Sono riportati dal TMM solo 5 casi in Europa, nessunx in Italia Questo è determinato dal fatto che il TMM continua a rifiutare, nonostante i nostri costanti solleciti, l’inserimento delle persone suicidate dall’odio sociale, dagli ostacoli all’autodeterminazione e ai percorsi di affermazione di genere, o dalle resistenze da parte delle famiglie, giustificando il loro rifiuto con motivi tecnici e non per posizionamento politico. Le famiglie poi sono per la maggior parte poco preparate all’accoglienza in un sistema che ci considera fuori norma e quindi psichiatrizzabili e marginalizzabili, rendendoci costantemente vulnerabili ed esposte alla violenza e alle aggressioni nello spazio pubblico e privato. Basti pensare che nel nostro paese NON sono ancora considerate reato le cosiddette “terapie di riconversione”, in cui si cerca di convincere una persona a non essere quello che è, e le mutilazioni genitali su neonati intersex, tendenti a ricollocare in una imposizione di genere quei genitali che non corrispondono agli standard decisi. E noi persone trans e non binarie siamo ancora costrette a percorsi di affermazione di genere psichiatrizzanti che prescindono dall’autodeterminazione sui nostri corpi riconosciuta invece da molti paesi d’Europa e del mondo I dati dei suicidi o dei percorsi di vita fermati dal transodio vengono invece monitorati dall’osservatorio di NUDM dall’inizio del suo prezioso lavoro nel 2020. La morte per suicidio delle persone trans e non binarie è un omicidio sociale, di cui tuttə siamo complici e/o spettatorə e per questo ci riguarda, va nominata e monitorata così come fa l’osservatorio di NUDM. È una sconfitta di tutt e una vergogna per il sistema che ne è responsabile. E dobbiamo lavorare perché percorsi di educazione alla diversità, sportelli, sostegni, consultorie transfemministe e centri antiviolenza aperti a tutte le soggettività nascano e prolifichino come funghi in una rete in grado di sostenere chi vive quotidianamente una violenza cosi profonda e per cancellare alla radice la “cultura” (e mi fa fatica chiamarla tale) patricapitalista che sostiene questo sistema ormai marcio fin nelle radici più profonde, riuscendo a sopravvivere solo con genocidi, violenze e guerre. E nella giornata del TDOR non possiamo fermarci alla parola RICORDO e quella R finale dice anche RABBIA, RESISTENZA e RIVOLTA. Non c’è voglia di fare silenzio, ma di fare un gran rumore in questa giornata perchè non possiamo perdonare e non possiamo dimenticare Giorgio Marziani, 14 anni che il 6 gennaio è stato suicidato a Caserta da transodio, discriminazioni di genere e bullismo. Né vogliamo dimenticare Alexandra Garufi, 21 anni, tiktoker che ci ha lasciato il 19 marzo a Sesto San Giovanni, dopo aver vissuto violenze verbali continue sul suo profilo social. La Procura di Monza ha aperto un fascicolo di inchiesta per istigazione al suicidio riguardo alla morte di Alexandra, che raccontava online con coraggio e determinazione il percorso alla scoperta della propria identità di genere. E vogliamo ricordare qui Thiago Elar, tiktoker trans, 27 anni. “Cause naturali”, secondo la stampa nazionale che continua tra l’altro ad usare il suo dead name. Nei suoi video, condivideva la propria storia: un racconto fatto di sofferenze, ma anche di resistenza, battaglie più o meno silenziose e il desiderio di essere riconosciuto per quello che era. Un desiderio che spesso si è scontrato con un senso di invisibilità e negazione. Dai suoi racconti social è emerso un rapporto difficile con la famiglia, la stessa famiglia che pubblica il necrologio con il suo dead name uccidendo Thiago un’altra volta. “Sto qui da un anno e quattro mesi. Qui mi stanno accoppando. Io non ce la faccio più…”, aveva confidato in uno dei suoi ultimi video. Ma voglio parlare anche di Mirella Souza, 44 anni. Morta a Pisa il 14 agosto 2025 dopo un’iniezione di olio illegale iniettato dai cosiddetti bombaderos. Si tratta del silicone liquido industriale vietato in Italia dal 1993. Nel caso si arrivasse a un processo, l’associazione Consultorio Transgenere si costituirà parte civile perché per una persona trans l’adeguamento del corpo al genere in cui si identifica è vitale e, non avendo i soldi per farlo, costringe a scelte con conseguenze anche mortali. L’olio al silicone è purtroppo ancora molto diffuso in una parte della collettività trans* da parte di soggetti che vivono in condizioni di povertà, marginalizzazione e stigma sociale di cui le istituzioni non si fanno assolutamente carico. Vogliamo l’apertura delle case di accoglienza e delle case rifugio per le persone trans che stanno vivendo situazioni di violenza. Vogliamo accesso ai lavori, ai servizi, alla vita. Abbiamo il diritto ad una nuova legge basata su autodeterminazione e consenso informato perché la 164 è obsoleta, inadeguata e superata dai fatti. Vogliamo che le nostre elaborazioni siano accolte, assunte e non strumentalizzate per pulire le coscienze di altri movimenti: le nostre identità non sono beni di consumo, né tanto meno pubblicità gratuita. E non basta inserire nei documenti il nostro acronimo, per altro spesso ritagliato a seconda delle esigenze, per sentirsi alleat3. Siamo persone trans, non binarie e intersex. Le nostre bandiere rappresentano le nostre lotte e e non sono emblemi per la propaganda capitalista, egemone e coloniale. Autodeterminazione e liberazione per i corpi tutti! Ci vogliamo vivx e vogliamo tutto!
November 20, 2025
RadioSonar.Net
Siamo tutt3 Agripunk: firmiamo e fermiamo lo sfratto!
#AGRIPUNK NON SI SFRATTA #AGRIPUNKBENECOMUNE FIRMIAMO LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG Vuoi saperne di più? Ascolta il nostro audio … sentirai le voci di Mari e di tantx compa dell3 Reiett3, la collettiva transfemminista e antispecista di Pisa che insieme all’assemblea Corpi e Terra di NON unə di meno sostiene la campagna #Agripunknonsisfratta audio articolo Agripunk FIRMATE Ti ricordiamo anche che ci sono tanti altri modi per sostenere questa campagna per cui ti rimandiamo alla pagina INSTAGRAM e al sito di Agripunk
November 19, 2025
RadioSonar.Net