Una diffida all’amministrazione di Roma Capitale per gli ex-Mercati Generali
Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta mercoledì 15 aprile nella sala
convegni Renato Biagetti alla Città dell’Altra Economia è stato presentato
l’Atto di diffida formale inviato al Sindaco di Roma Roberto Gualtieri,
all’Assessora ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini e al Responsabile del
Procedimento. Lo stesso è stato segnalato anche all’ANAC (Autorità Nazionale
Anticorruzione) che già si era espressa sulla variante presentata al progetto
originario nel 2012 chiedendo un nuovo bando di gara, viste le variazioni
essenziali.
> La diffida riguarda la convenzione che è stata rinnovata fra l’amministrazione
> e i fondi di investimento immobiliare che intendono realizzare una struttura
> turistica ricettiva nell’area degli ex-Mercati Generali nel quartiere
> Ostiense.
La rappresentante del comitato ha illustrato il lungo percorso, iniziato a
ottobre dello scorso anno, quando un gruppo di abitanti del quartiere ha
iniziato a vedersi per discutere del futuro di quell’area pubblica. Oggi sono
centinaia le persone che partecipano alle assemblee del lunedì, insieme ad altri
comitati cittadini e agli spazi sociali. La rappresentante ha ricordato la
manifestazione del 28 febbraio, che ha visto la partecipazione di più di 5mila
persone, le due conferenze urbanistiche che sono state organizzate con la
partecipazione di tecnici ed esperti di varie discipline, le decine di infopoint
che hanno informato il territorio di tutto quello che succedeva intorno a
quell’area e infine la larga partecipazione del comitato ai “finti” tavoli di
partecipazione organizzati dall’amministrazione.
È così che il comitato è arrivato alla decisione di rivolgersi a uno studio
legale per porre l’amministrazione di fronte alle proprie responsabilità e per
chiedere la sospensione e la revoca degli atti adottati, l’avvio del dibattito
pubblico e della Valutazione di Impatto Ambientale, la tutela dell’ecosistema
sviluppatosi negli anni e la restituzione dell’area alla città come bene comune.
Sarah Gainsforth, ricercatrice indipendente e giornalista free-lance impegnata
nel comitato, ha illustrato come è cambiato il nuovo progetto rispetto a quello
originario che era risultato vincitore nella gara bandita nel 2003. Le funzioni
originarie, che prevedevano una gran parte di spazi per la cultura e il tempo
libero, sono cambiate e molta della cubatura che si intende realizzare sarà
destinata a residenze universitarie e turistiche. Nella relazione che accompagna
il progetto è scritto che «è ridotta drasticamente a causa della attuale
inattualità e improduttività della destinazione commerciale». Il comitato chiede
perché il privato può cambiare il progetto secondo le proprie convenienze,
mentre l’amministrazione pubblica non riesce a modificare l’accordo e il
progetto per nuove e mutate esigenze del quartiere e della città?
> Il bilancio illustrato da Sarah Gainsforth è vistosamente a favore degli
> investitori privati: l’area di 8 ettari e mezzo è interamente pubblica e viene
> assegnata in concessione con pagamento di un canone annuo di 165mila euro.
> L’investimento tutto privato è di 381 milioni di euro e il valore della
> gestione per 57 anni è di 3,5 miliardi di euro. I
l canone annuo è rimasto invariato dal 2006, mai pagato finora e mai
indicizzato. Rappresenta lo 0,51% del fatturato stimato per il primo anno di
gestione. Altro che interesse pubblico, il Comune fa un gran regalo al fondo
Hines! L’avvocata Veronica Dini, incaricata di seguire gli aspetti legali delle
procedure fin qui espletate, ha illustrato le criticità riscontrate. La modifica
sostanziale del progetto e il valore del contratto impone lo svolgimento di una
nuova procedura di gara a evidenza pubblica. È stata violato il diritto di
informazione e partecipazione della cittadinanza, come previsto dal Regolamento
e come reso obbligatorio dall’articolo 40 del D.lgs. 36/2023 per opere superiori
a 300 milioni di euro. Il nuovo progetto non è mai stato sottoposto a Verifica
di Impatto Ambientale obbligatoria ai sensi del D.lgs.152/2006. Il piano
economico-finanziario appare viziato e mancante di una vera analisi della
domanda e dell’offerta.
È sull’interesse pubblico che si è concentrata l’attenzione della diffida. La
dichiarazione di interesse pubblico andava valutata sul nuovo progetto, mentre è
stata semplicemente confermata, come se nulla fosse cambiato. L’enorme
studentato privato non costituisce oggetto di interesse pubblico, come lo stesso
Assessore all’Urbanistica ha dichiarato pubblicamente.
> Allora qual è l’interesse pubblico? Solo il 6,2% della superficie totale
> edificata sarà fruibile gratuitamente dai cittadini e la gestione degli spazi
> all’aperto sarebbe a carico di Roma Capitale contro ogni evidente interesse
> pubblico.
Lorenzo Romito di Stalker ha parlato del danno ambientale che la realizzazione
del progetto provocherebbe in quell’area umida e alla falda superficiale
connessa al paleoalveo del fiume Almone. Ha lanciato i gruppi di progettazione
partecipata per la costruzione di una proposta per conservare il valore
naturalistico ed ecologico del sito e per la realizzazione della “bellezza”
all’interno della città.
Con la diffida il comitato intima a Roma Capitale di revocare gli atti adottati,
avviare il dibattito pubblico, verificare l’impatto ambientale, avviare
monitoraggi ecologici e accertare le responsabilità per il danno ambientale già
prodotto.
La lotta è solo all’inizio.
Per sostenere le spese legali è stata lanciata una raccolta fondi su questo
link.
La copertina è tratta dalla pagina Facebook Ex Mercati Generali – BASTA
Speculazioni
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