USA: L’ICE SPARA ANCORA A MINNEAPOLIS, NUOVA NOTTE DI PROTESTE E SCONTRI
Un agente dell’agenzia statunitense ICE ha sparato ad un uomo di origine
venezuelana ferendolo a una gamba. Non rischia la vita ma è stato comunque
portato in ospedale. È successo nel pomeriggio di mercoledì a Minneapolis, nello
stato del Minnesota, dove il 7 gennaio sempre gli agenti dell’ICE hanno ucciso
Renee Nicole Good.
Immediate le proteste di piazza che sono proseguite durante la notte, tra
scontri con la polizia e il governatore del Minnesota Tim Walz che ricordava ai
manifestanti il “diritto assoluto di filmare pacificamente gli agenti dell’ICE”.
Lo stesso governatore ha chiesto al governo federale di Trump di farla finita
con l’occupazione del Minnesota da parte dell’ICE.
Dal suo canto il presidente Trump ha annunciato che dal primo febbraio
sospenderà tutti i finanziamenti federali a stati e città santuari, accusandoli
di proteggere criminali e favorire frodi. La misura riguarda undici stati e
decine di città, tra cui New York, Chicago e Seattle, prevalentemente
controllati dai Democratici, con leggi che limitano la cooperazione con le
autorità federali sull’immigrazione.
Ci siamo collegati con lo stato di Washington dove con Elisabetta Valenti, del
Seattle Central College, abbiamo fatto il punto sulle minacce di taglio di fondi
alle città santuario e sull’attuale frattura tra l’amministrazione Trump e le
istituzioni locali. Ascolta o scarica