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In Europa si muore di caldo – apocalisse termica (e data centers)@0
L’AI vive di energia. Ogni domanda a Chatgpt, ogni server, ogni centro di calcolo richiede quantità enormi di energia e acqua fresca. E il suo consumo cresce a una velocità che nessun sistema energetico aveva mai previsto. Negli Stati Uniti, i data center pesano già per il 4,4% della domanda nazionale di elettricità, e le proiezioni parlano di una quota tra il 6,7% e il 12% entro il 2028. È il segnale di una trasformazione silenziosa: il mercato dell’AI non si misura più solo in capitalizzazione o investimenti, ma anche in gigawatt. Le grandi piattaforme digitali lo sanno: Microsoft, Amazon e Google hanno avviato partnership con operatori nucleari e stanno già costruendo reattori modulari per i nuovi poli di calcolo, oltreoceano, ma non solo. Le discussioni sugli investimenti e i cantieri sono già stati avviati nel Regno Unito: Holtec e Edf Uk sono impegnati insieme alle parti interessate dei governi del Regno Unito e degli Stati Uniti, tra cui Great British Energy – Nuclear e The National Wealth Fund. “Lavorando con gli Stati Uniti, raccoglieremo i benefici di questa età d’oro del nucleare, alimentando le case britanniche con energia pulita e nazionale, offrendo posti di lavoro qualificati ben pagati e abbassando il prezzo delle bollette d’energia per sempre”, ha dichiarato il Segretario britannico all’energia, Ed Miliband. Le altre società del nucleare coinvolte negli accordi per la generazione di energia includono Terra Power, X-energy e Last Energy e tutte hanno all’attivo negli Stati Unit progetti per l’alimentazione di dati center con il nucleare. Questo dimenticando la questione delle scorie, i vari incidenti a centrali nucleari che accompagnano questa fonte di energia, e non si prova nemmeno a pensare a una razionalizzazione dell’uso – e dello spreco – di energia, mentre nelle città si moltiplicano i blackout alla corrente elettrica per l’uso dei condizionatori, ormai necessari per il caldo estremo. Caldo estremo che secca i bacini e i corsi d’acqua, che aumenta il fabbisogno di energia, e che addirittura, in Francia, ferma le centrali nucleari, che hanno bisogno, anche loro, di essere raffreddate dall’acqua fresca. Ne abbiamo parlato all’ultima puntata dell’elenco telefonico degli uragani: introduzione: approfondimento con Andrea Capocci su cambiamento climatico, carenza idrica, dissesto idrogeologico, data center.
In Europa si muore di caldo – apocalisse termica (e data centers)@1
L’AI vive di energia. Ogni domanda a Chatgpt, ogni server, ogni centro di calcolo richiede quantità enormi di energia e acqua fresca. E il suo consumo cresce a una velocità che nessun sistema energetico aveva mai previsto. Negli Stati Uniti, i data center pesano già per il 4,4% della domanda nazionale di elettricità, e le proiezioni parlano di una quota tra il 6,7% e il 12% entro il 2028. È il segnale di una trasformazione silenziosa: il mercato dell’AI non si misura più solo in capitalizzazione o investimenti, ma anche in gigawatt. Le grandi piattaforme digitali lo sanno: Microsoft, Amazon e Google hanno avviato partnership con operatori nucleari e stanno già costruendo reattori modulari per i nuovi poli di calcolo, oltreoceano, ma non solo. Le discussioni sugli investimenti e i cantieri sono già stati avviati nel Regno Unito: Holtec e Edf Uk sono impegnati insieme alle parti interessate dei governi del Regno Unito e degli Stati Uniti, tra cui Great British Energy – Nuclear e The National Wealth Fund. “Lavorando con gli Stati Uniti, raccoglieremo i benefici di questa età d’oro del nucleare, alimentando le case britanniche con energia pulita e nazionale, offrendo posti di lavoro qualificati ben pagati e abbassando il prezzo delle bollette d’energia per sempre”, ha dichiarato il Segretario britannico all’energia, Ed Miliband. Le altre società del nucleare coinvolte negli accordi per la generazione di energia includono Terra Power, X-energy e Last Energy e tutte hanno all’attivo negli Stati Unit progetti per l’alimentazione di dati center con il nucleare. Questo dimenticando la questione delle scorie, i vari incidenti a centrali nucleari che accompagnano questa fonte di energia, e non si prova nemmeno a pensare a una razionalizzazione dell’uso – e dello spreco – di energia, mentre nelle città si moltiplicano i blackout alla corrente elettrica per l’uso dei condizionatori, ormai necessari per il caldo estremo. Caldo estremo che secca i bacini e i corsi d’acqua, che aumenta il fabbisogno di energia, e che addirittura, in Francia, ferma le centrali nucleari, che hanno bisogno, anche loro, di essere raffreddate dall’acqua fresca. Ne abbiamo parlato all’ultima puntata dell’elenco telefonico degli uragani: introduzione: approfondimento con Andrea Capocci su cambiamento climatico, carenza idrica, dissesto idrogeologico, data center.
La riforma delle riforme@1
In un recente articolo dell’Economist si afferma che “la Cina affronterebbe meno guerre commerciali con il resto del mondo se i suoi cittadini fossero meno parsimoniosi”. I cinesi sono notoriamente un popolo di risparmiatori e il tasso di risparmio cinese è uno dei più alti al mondo. Secondo la Banca Mondiale, i consumi delle famiglie cinesi rappresentano appena il 39% del PIL nazionale, rispetto a una media globale del 63-67%. Il 22 maggio scorso, il Consiglio di stato (il governo) ha annunciato che, in base alla nuova politica, i lavoratori potranno iscriversi ai programmi di assicurazione sociale nelle città in cui lavorano, indipendentemente dal loro hùkŏu. La “Riforma delle riforme”, così l’ha definita Michelangelo Cocco. Per capire la portata di questa svolta partiamo da un numero: 357 milioni. Tanti sono, secondo l’ultimo censimento, i migranti: un quarto della popolazione complessiva (1,4 miliardi), trasferitisi in una metropoli da una città o un villaggio, spesso lontani migliaia di chilometri, in cerca di una vita migliore. Per decenni queste persone sono rimaste cittadini di serie B, condizione della quale hanno approfittato gli imprenditori che hanno riservato loro salari e condizioni di lavoro penalizzanti. Cambiamenti demografici, nel modo di produzione e perfino geopolitici sono alla base di quest’inversione di rotta, pensata per assecondare la nuova fase di sviluppo di una Cina che – in un contesto internazionale turbolento – dovrà rafforzarsi soprattutto all’interno, per resistere alle pressioni esterne. Partendo proprio dai suoi lavoratori. Ad oggi, i grandi centri come Pechino, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen, mantengono barriere molto alte per ottenere la residenza completa, indispensabile per usufruire dei benefici più importanti. Nei nuclei urbani più accessibili (con probabilità di insediamento superiori al 50%) ma con meno opportunità professionali solo in pochi ci vogliono andare. Spesso chi sulla carta potrebbe fare domanda desiste sapendo di non possedere i requisiti richiesti, come la capacità di dimostrare di aver versato contributi previdenziali per diversi anni. Un cruccio ricorrente per lx impiegatx nella gig-economy, che solo recentemente è stata regolamentata con l’introduzione di tutele minime. Per qualcun altrx cambiare hukou semplicemente non conviene, perché implicherebbe la rinuncia ai diritti fondiari nel villaggio di nascita. Nell’ultima parte, leggiamo insieme un articolo su una nuova forma di economia informale che si colloca in una zona grigia tra relazione affettiva e scambio economico, che in Cina ha l’etichetta delle hippies dell’Estremo Oriente.
La riforma delle riforme@0
In un recente articolo dell’Economist si afferma che “la Cina affronterebbe meno guerre commerciali con il resto del mondo se i suoi cittadini fossero meno parsimoniosi”. I cinesi sono notoriamente un popolo di risparmiatori e il tasso di risparmio cinese è uno dei più alti al mondo. Secondo la Banca Mondiale, i consumi delle famiglie cinesi rappresentano appena il 39% del PIL nazionale, rispetto a una media globale del 63-67%. Il 22 maggio scorso, il Consiglio di stato (il governo) ha annunciato che, in base alla nuova politica, i lavoratori potranno iscriversi ai programmi di assicurazione sociale nelle città in cui lavorano, indipendentemente dal loro hùkŏu. La “Riforma delle riforme”, così l’ha definita Michelangelo Cocco. Per capire la portata di questa svolta partiamo da un numero: 357 milioni. Tanti sono, secondo l’ultimo censimento, i migranti: un quarto della popolazione complessiva (1,4 miliardi), trasferitisi in una metropoli da una città o un villaggio, spesso lontani migliaia di chilometri, in cerca di una vita migliore. Per decenni queste persone sono rimaste cittadini di serie B, condizione della quale hanno approfittato gli imprenditori che hanno riservato loro salari e condizioni di lavoro penalizzanti. Cambiamenti demografici, nel modo di produzione e perfino geopolitici sono alla base di quest’inversione di rotta, pensata per assecondare la nuova fase di sviluppo di una Cina che – in un contesto internazionale turbolento – dovrà rafforzarsi soprattutto all’interno, per resistere alle pressioni esterne. Partendo proprio dai suoi lavoratori. Ad oggi, i grandi centri come Pechino, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen, mantengono barriere molto alte per ottenere la residenza completa, indispensabile per usufruire dei benefici più importanti. Nei nuclei urbani più accessibili (con probabilità di insediamento superiori al 50%) ma con meno opportunità professionali solo in pochi ci vogliono andare. Spesso chi sulla carta potrebbe fare domanda desiste sapendo di non possedere i requisiti richiesti, come la capacità di dimostrare di aver versato contributi previdenziali per diversi anni. Un cruccio ricorrente per lx impiegatx nella gig-economy, che solo recentemente è stata regolamentata con l’introduzione di tutele minime. Per qualcun altrx cambiare hukou semplicemente non conviene, perché implicherebbe la rinuncia ai diritti fondiari nel villaggio di nascita. Nell’ultima parte, leggiamo insieme un articolo su una nuova forma di economia informale che si colloca in una zona grigia tra relazione affettiva e scambio economico, che in Cina ha l’etichetta delle hippies dell’Estremo Oriente.
Libano // Hezbollah, il «Partito di Dio»@1
Israele mette a ferro e fuoco il Libano e nel mirino ora c’è direttamente anche la capitale Beirut. Per ora, i morti accertati in 3 mesi di attacchi sono arrivati a sfiorare quota 3.500 in Libano, con 10mila feriti e oltre un milione di sfollati in un Paese, il Libano, oltre il collasso. ‘Non esiteremo ad agire in qualsiasi modo per aiutare la resistenza libanese contro l’aggressione illegale e l’ingerenza del regime sionista’, ricorda il ministero degli Esteri iraniano, che comunica lo stop ai negoziati indiretti con gli Usa e paventa il blocco totale al già asfittico stretto di Hormuz, chiuso da ormai 3 mesi. Al telefono con una compagna che vive a Beirut, ci facciamo spiegare la situazione in Libano e anche la storia millenaria, e del tutto peculiare, del Paese dei Cedri e della sua capitale. Il Libano è stato più volte definito la “Svizzera del Medio Oriente”, e la sua capitale, Beirut, la “Parigi del Medio Oriente” o “la perla del Mediterraneo”, eppure pesanti sono – e sono sempre state – le ingerenze straniere sul suo territorio. Dalla dissoluzione dell’Impero Ottomano, passando per l’occupazione coloniale francese, l’indipendenza, arriviamo al 1948, anno di fondazione di Israele, e da questa data seguiamo la ricostruzione della storia di Hezbollah proposta da Marco Di Donato nel libro “Hezbollah, storia del Partito di Dio”. Tracklist 1. Harik حريق – Sametou Sawtan سمعت صوتاً by SANAM 2. Habibon حبيبٌ – Sametou Sawtan سمعت صوتاً by SANAM 3. I Remember I Forget بنسى وبتذكر – I remember I forget بنسى وبتذكر by Yasmine Hamdan 4. Vows سبع صنايع – I remember I forget بنسى وبتذكرby Yasmine Hamdan 5. Abyss حويك وزويك – I remember I forget بنسى وبتذكرby Yasmine Hamdan 6. Daya3 ضياع – I remember I forget بنسى وبتذكر by Yasmine Hamdan 7. St. Baghdadi’s Celebrations مولد سيدي البغدادي – La Bombe by The Great Departed 8. Seven Coins سبع لحاليح – La Bombe by The Great Departed 9. Cheftak – The Best Of by Soapkills 10. Marco Slow – The Best Of by Soapkills 11. Aranis & Koullou Ndif – The Best Of by Soapkills 12. Galbi – The Best Of by Soapkills 13. Holako (Hulagu) – Aynama-Rtama by Alif 14. Al-Juththa (The Corpse) – Aynama-Rtama by Alif 15. DOUNANA (without us) – by SIBA & MONKYMAN
Libano // Hezbollah, il «Partito di Dio»@0
Israele mette a ferro e fuoco il Libano e nel mirino ora c’è direttamente anche la capitale Beirut. Per ora, i morti accertati in 3 mesi di attacchi sono arrivati a sfiorare quota 3.500 in Libano, con 10mila feriti e oltre un milione di sfollati in un Paese, il Libano, oltre il collasso. ‘Non esiteremo ad agire in qualsiasi modo per aiutare la resistenza libanese contro l’aggressione illegale e l’ingerenza del regime sionista’, ricorda il ministero degli Esteri iraniano, che comunica lo stop ai negoziati indiretti con gli Usa e paventa il blocco totale al già asfittico stretto di Hormuz, chiuso da ormai 3 mesi. Al telefono con una compagna che vive a Beirut, ci facciamo spiegare la situazione in Libano e anche la storia millenaria, e del tutto peculiare, del Paese dei Cedri e della sua capitale. Il Libano è stato più volte definito la “Svizzera del Medio Oriente”, e la sua capitale, Beirut, la “Parigi del Medio Oriente” o “la perla del Mediterraneo”, eppure pesanti sono – e sono sempre state – le ingerenze straniere sul suo territorio. Dalla dissoluzione dell’Impero Ottomano, passando per l’occupazione coloniale francese, l’indipendenza, arriviamo al 1948, anno di fondazione di Israele, e da questa data seguiamo la ricostruzione della storia di Hezbollah proposta da Marco Di Donato nel libro “Hezbollah, storia del Partito di Dio”. Tracklist 1. Harik حريق – Sametou Sawtan سمعت صوتاً by SANAM 2. Habibon حبيبٌ – Sametou Sawtan سمعت صوتاً by SANAM 3. I Remember I Forget بنسى وبتذكر – I remember I forget بنسى وبتذكر by Yasmine Hamdan 4. Vows سبع صنايع – I remember I forget بنسى وبتذكرby Yasmine Hamdan 5. Abyss حويك وزويك – I remember I forget بنسى وبتذكرby Yasmine Hamdan 6. Daya3 ضياع – I remember I forget بنسى وبتذكر by Yasmine Hamdan 7. St. Baghdadi’s Celebrations مولد سيدي البغدادي – La Bombe by The Great Departed 8. Seven Coins سبع لحاليح – La Bombe by The Great Departed 9. Cheftak – The Best Of by Soapkills 10. Marco Slow – The Best Of by Soapkills 11. Aranis & Koullou Ndif – The Best Of by Soapkills 12. Galbi – The Best Of by Soapkills 13. Holako (Hulagu) – Aynama-Rtama by Alif 14. Al-Juththa (The Corpse) – Aynama-Rtama by Alif 15. DOUNANA (without us) – by SIBA & MONKYMAN
Libano // Hezbollah, il «Partito di Dio»@2
Israele mette a ferro e fuoco il Libano e nel mirino ora c’è direttamente anche la capitale Beirut. Per ora, i morti accertati in 3 mesi di attacchi sono arrivati a sfiorare quota 3.500 in Libano, con 10mila feriti e oltre un milione di sfollati in un Paese, il Libano, oltre il collasso. ‘Non esiteremo ad agire in qualsiasi modo per aiutare la resistenza libanese contro l’aggressione illegale e l’ingerenza del regime sionista’, ricorda il ministero degli Esteri iraniano, che comunica lo stop ai negoziati indiretti con gli Usa e paventa il blocco totale al già asfittico stretto di Hormuz, chiuso da ormai 3 mesi. Al telefono con una compagna che vive a Beirut, ci facciamo spiegare la situazione in Libano e anche la storia millenaria, e del tutto peculiare, del Paese dei Cedri e della sua capitale. Il Libano è stato più volte definito la “Svizzera del Medio Oriente”, e la sua capitale, Beirut, la “Parigi del Medio Oriente” o “la perla del Mediterraneo”, eppure pesanti sono – e sono sempre state – le ingerenze straniere sul suo territorio. Dalla dissoluzione dell’Impero Ottomano, passando per l’occupazione coloniale francese, l’indipendenza, arriviamo al 1948, anno di fondazione di Israele, e da questa data seguiamo la ricostruzione della storia di Hezbollah proposta da Marco Di Donato nel libro “Hezbollah, storia del Partito di Dio”. Tracklist 1. Harik حريق – Sametou Sawtan سمعت صوتاً by SANAM 2. Habibon حبيبٌ – Sametou Sawtan سمعت صوتاً by SANAM 3. I Remember I Forget بنسى وبتذكر – I remember I forget بنسى وبتذكر by Yasmine Hamdan 4. Vows سبع صنايع – I remember I forget بنسى وبتذكرby Yasmine Hamdan 5. Abyss حويك وزويك – I remember I forget بنسى وبتذكرby Yasmine Hamdan 6. Daya3 ضياع – I remember I forget بنسى وبتذكر by Yasmine Hamdan 7. St. Baghdadi’s Celebrations مولد سيدي البغدادي – La Bombe by The Great Departed 8. Seven Coins سبع لحاليح – La Bombe by The Great Departed 9. Cheftak – The Best Of by Soapkills 10. Marco Slow – The Best Of by Soapkills 11. Aranis & Koullou Ndif – The Best Of by Soapkills 12. Galbi – The Best Of by Soapkills 13. Holako (Hulagu) – Aynama-Rtama by Alif 14. Al-Juththa (The Corpse) – Aynama-Rtama by Alif 15. DOUNANA (without us) – by SIBA & MONKYMAN
Il lavoro emotivo dietro all’IA
Secondo un’inchiesta pubblicata il 27 febbraio 2026 da Svenska Dagbladet e Göteborgs-Posten, i dati raccolti dagli occhiali smart Ray-Ban Meta — video, audio, immagini — vengono processati da lavoratorx umanx assuntx da Sama, subappaltatrice di Meta con sede in Kenya. Lx lavoratorx in questione descrivono di aver visto persone che si spogliano, che usano il bagno, che hanno rapporti sessuali. Persone ignare di essere riprese. Gli occhiali Ray-Ban Meta sono sul mercato europeo, Italia compresa, e vengono venduti come un assistente AI indossabile, capace di rispondere a domande, scattare foto e video, tradurre in tempo reale. Questa e altre storie ci arrivano dagli slums di Nairobi, ed è possibile conoscerne qualcuna grazie al lavoro della Data Workers Inquiry, un’iniziativa di ricerca collettiva rispetto al lavoro legato alla raccolta e elaborazione dati e all’AI. Mathare, slum di Nairobi, Kenya Leggiamo poi il testo “Il lavoro emotivo dietro all’intimità con l’AI“, scritto dal Michael Geoffrey Abuyabo Asia che ha lavorato per Meta e altre piattaforme di outsourcing globali, tramite la ditta kenyana Sama e ricoprendo ruoli presso CloudFactory, TELUS International, TransPerfect DataForce, Appen e NMS Philippines. Il suo background include l’esperienza di impersonare e addestrare assistenti virtuali basati sull’IA nelle chat, il che gli ha fornito una rara prospettiva su una delle forme di lavoro digitale più opache e in rapida espansione. Fa parte della Data Labelers Association (DLA), il cui lavoro si concentra sul lavoro emotivo, lo stress psicologico e le competenze umane nascoste che si celano dietro la moderazione delle chat e l’addestramento dell’IA. Citati nella puntata: I Ray-Ban di meta ti spiano:  momenti intimi finiscono sugli schermi in Kenya – Tom’s Hardware ‘AI Is African Intelligence’: The Workers Who Train AI Are Fighting Back – 404 Media The Data Labelers Association Asia, MG (2025). Il costo silenzioso del lavoro emotivo. In: M. Miceli, A. Dinika, K. Kauffman, C. Salim Wagner e L. Sachenbacher (a cura di). Data Workers’ Inquiry. ‘In the end, you feel blank’: India’s female workers watching hours of abusive content to train AI – The Guardian
May 20, 2026
Radio Blackout
Hondurasgate, Pròspera e il biohacking sulle terre ancestrali
Qualche giorno fa, Il portale Honduras Gate ha denunciato di aver subito oltre 39.000 attacchi informatici in un solo giorno, principalmente sotto forma di attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), dopo aver pubblicato, a fine aprile, dei documenti audio che rivelano l’esistenza di una struttura di ingerenza per orientare la politica nella regione sudamericana, con l’Honduras usato come piattaforma. Gli audio, disponibili anche su Canal Red, indicano un patto tra l’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández (precedentemente condannato negli USA e graziato da Donald Trump a fine 2025, proprio durante la tanto sbandierata “war on drugs“), l’attuale presidente dell’Honduras Nasry Asfura, anch’egli di estrema destra, e figure internazionali tra cui il presidente argentino Javier Milei, figure come Roger Stone e finanziamenti provenienti da Israele per sostenere il ritorno politico di Hernández. I tentativi di hacking sono iniziati subito dopo la diffusione degli audio che espongono la presunta rete di corruzione e ingerenza internazionale, e, come si vede dalle immagini, provengono da USA e Israele. Secondo i messaggi audio —  resi pubblici da Canal RED e Hondurasgate — Juan Orlando Hernández, starebbe tramando per tornare al potere nel Paese, grazie al supporto decisivo di Stati Uniti e Israele che in cambio otterrebbero facilitazioni per la costruzione di una nuova base militare e di centri di confinamento per presunti terroristi, su modello di quelli voluti dal presidente Nayib Bukele in El Salvador; una legge su misura per le loro esigenze al fine di incentivare gli investimenti nell’intelligenza artificiale, con contratti che verrebbero assegnati direttamente a società private americane come la General Electric; e, infine, l’espansione delle cosiddette Zone economiche speciali, veri e propri dispositivi di espropriazione territoriale e sovranità limitata a beneficio di capitali stranieri, che l’amministrazione di Xiomara Castro, prima presidente donna dell’Honduras — in carica dal 2021 al 2025 —, aveva iniziato a smantellare. La più discussa tra queste realtà è Próspera — che sorge sull’isola di Roatán —  una vera e propria città privata, porto franco libero dalle maglie dello Stato, in cui sono investitori del calibro di Peter Thiel a dettare interamente le regole. Diversi miliardari e libertari investono nella costruzione della città privata. Próspera, di fatto una “città-stato” privata sull’isola di Roatán in Honduras, è diventata un hub globale per il biohacking e la ricerca sulla longevità grazie alla mancanza di una istituzione sanitaria regolamentata al suo interno. Molte aziende specializzate vi testano terapie geniche e trattamenti anti-invecchiamento, attirando imprenditori e biohacker come Bryan Johnson. A Pròspera si può pagare e presentare il bilancio delle proprie aziende in criptovalute e non vi è alcuna autorità che imponga regole, nè sull’uso di AI, nè sullo smaltimento dei rifiuti, nè su esperimenti medici e biotecnologici. L’isola di Roatán, dove sorge Pròspera, è abitata dal popolo Garifuna una discendente da africani e indigeni, sbarcati a Punta Gorda nel 1797 dopo essere stati espulsi da St. Vincent dai britannici, che lottano contro la turistificazione dell’isola, e conservano tradizioni uniche, tra cui la danza Punta, la musica con tamburi e la lingua. Ovviamente, Pròspera non è per loro, il confine con la città privata è rigido. Una strada, controllata da una guardia di una società di sicurezza privata, conduce al complesso residenziale. L’accesso è controllato. Chi vuole entrare deve richiedere un pass online, e allo stesso tempo può registrare la propria azienda con pochi clic. All’interno della comunità di expat del Duna Tower (torre che svetta tra la vegetazione dell’isola, superando di molto l’altezza consentita per gli edifici a Roatan), tutti hanno una start-up. Tra loro c’è Rich Lee, 47 anni, statunitense, che si definisce un “biohacker”: senza studi di biologia o medicina, sperimenta terapie geniche e impianti elettronici. Rich Lee mostra uno dei suoi microchip sottopelle. Con in studio due compagne dall’Honduras, ci facciamo raccontare i vecchi e nuovi presidenti del Paese centroamericano, parliamo di Pròspera e delle lotte dei popoli originari e afro caraibici per la liberazione dei territori. (in aggiornamento con link e musica dall’honduras!)
Rap & Lego. La propaganda di guerra ai tempi dell’AI
Da qualche settimana, una serie di video generati dall’intelligenza artificiale che raffigurano i successi militari iraniani contro Stati Uniti e Israele in uno stile grafico a cartoni animati simile a quello dei Lego stanno diventando virali, ricondivisi da giovani sia statunitensi, sia europei, sia del Sud globale. Circa un mese fa, commentavamo il video condiviso dalla Casa Bianca per lanciare l’operazione Epic Fury in Iran. Mentre la guerra, dopo gli iniziali “pochi giorni”, si prolungava, Trump ha continuato a usare internet per veicolare una retorica bellica molto aggressiva. video diffusi dalla Casa Bianca Nei primi giorni di guerra, gli account ufficiali della Casa Bianca hanno diffuso video in cui spezzoni di scene di sport, film e videogames venivano montati con filmati reali di attacchi militari contro l’Iran. Trump e il Segretario della Guerra (precedentemente Segretario della Difesa) Pete Hegseth hanno ripetutamente sbandierato l’“annientamento” dell’esercito iraniano, assicurando al contempo che gli Stati Uniti si stanno rapidamente avvicinando ai loro obiettivi di vittoria. L’amministrazione Trump sta cambiando le regole del gioco della comunicazione della politica istituzionale, e altri Paesi e regimi la stanno seguendo sullo stesso terreno, con risultati a volte migliori, come nel caso dei video di animazione dei Lego che sono diventati virali nelle ultime settimane. Uno dei video mostra un Trump di Lego in preda al panico che ordina un attacco aereo dopo aver esaminato gli “Epstein files” insieme a Satana e al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. In un altro, Trump viene ripetutamente definito un “perdente” (“loser“) e accusato di essere una “marionetta” di Netanyahu, il tutto accompagnato da immagini di crolli del mercato azionario, attacchi missilistici e bare di Lego. Abbiamo ascoltato le canzoni di rap che accompagnano questi video e abbiamo provato a districarci all’interno della slopaganda di guerra insieme a Leonardo Bianchi, giornalista e scrittore che si occupa di complottismo e nuovi media. Citati nella puntata: Slopaganda di guerra 1 / 2 – Complotti! In the Room With Iran’s Social Media Savants – New York Wars don’t work – New York Stretto di Hormuz meraviglia geologica – National Geographic
April 17, 2026
Radio Blackout - Info