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Repressione UK – Formazione sionista per la Polizia Italiana – Gaza: CMCC e apartheid algortimico@0
Estratti dalla puntata del 26 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AGGIORNAMENTI PRISONERS FOR PALESTINE E 86 ARRESTI A LONDRA Umer, dopo avere ripreso lo sciopero della fame da oltre due settimane, ha recentemente iniziato uno sciopero della sete, come prosecuzione della mobilitazione di Prisoners for Palestine. La manifestazione di sabato 24 gennaio 2025 sotto il carcere di Wormwood Scrubs a Londra ha portato a 86 arresti e al sequestro dei loro dispositivi. OLTRE IL BOARD OF PEACE: IL PIANO DI APARTHEID ALGORITMICO PER GAZA Oltre ai criteri di accesso al Board of Peace e ai rendering generati con AI promossi da Kushner, gli unici dettagli specifici – quantomeno sulle possibili sorti di pezzi residuali di popolazione gazawi – arrivano dai piani del CMCC (Civil Military Coordination Center) riportati da Drop Site News. Si prospetta la realizzazione di una “planned community”, termine che indica un insediamento urbano artificiale, una “città di fondazione” da realizzare solitamente in territori inabitati e non-urbanizzati: a Gaza è stato prodotto un deserto di macerie sul quale edificare un’architettura di apartheid algoritmico. Controllo biometrico, (ri)educazione scolastica, moneta digitale. Dopo il marketing genocidario per le tecnologie militari, il Laboratorio Palestina entra in una fase meno-letale, dove sperimentare nuovi prodotti e nuovi modelli da esportare. Chi potrebbe essere coinvolto nella realizzazione di questa architettura sorveglianza? Come stanno entrando in gioco Tony Blair e la potenziale competizione tra Palantir e Oracle? INDOTTRINAMENTO SIONISTA PER LA POLIZIA DI STATO In compagnia di Stefania Maurizi, giornalista di inchiesta del Fatto Quotidiano, ripartiamo dalla notizia che era emersa grazie a lei alcune settimane fa: un’associazione sionista ha organizzato nel dicembre 2025 un “corso di formazione” per la polizia italiana [Stefania ci segnala anche quelli organizzati all’interno del SISFOR]. L’Institute for the Study of Global Antisemitism & Policy (Isgap) non si occupa di addestramento tattico o di tecniche di de-escalation, ma di negazione del genocidio in Palestina e di promozione di una lettura delle mobilitazioni per Gaza come eterodirette da Qatar e Fratelli Mussulmani. Partendo dalla notizia di questo “corso” estenderemo la discussione attorno ad altri temi, dai militari israeliani in soggiorni di “decompressione psicologica” alla compressione del dissenso, da una riflessione più estesa sulla rilevanza della “fuoriuscita di notizie” (leaks) per consentire l’emersione di questi fenomeni al condizionamento dell’opinione pubblica. Refuso: il citato dossieraggio degli insegnanti di sinistra non è stato promosso da Gioventù Nazionale, ma dalla sua articolazione “Azione Studentesca”. GROENLANDIA E GAZA Ci sono enormi differenze, ma anche dei tratti comuni tra i progetti di ricolonizzazione di Gaza e della Groenlandia. Cerchiamo molto rapidamente di osservare il ruolo di Palantir, dei tecno-miliardari, delle intelligenze artificiali di KoBold Metals e del progetto Praxis, del disaccoppiamento di un territorio dalla sua popolazione, dell ricorso alla diplomazia armata o allo sterminio militare per promuovere interessi di attori privati.
January 27, 2026
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Repressione UK – Formazione sionista per la Polizia Italiana – Gaza: CMCC e apartheid algortimico@1
Estratti dalla puntata del 26 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AGGIORNAMENTI PRISONERS FOR PALESTINE E 86 ARRESTI A LONDRA Umer, dopo avere ripreso lo sciopero della fame da oltre due settimane, ha recentemente iniziato uno sciopero della sete, come prosecuzione della mobilitazione di Prisoners for Palestine. La manifestazione di sabato 24 gennaio 2025 sotto il carcere di Wormwood Scrubs a Londra ha portato a 86 arresti e al sequestro dei loro dispositivi. OLTRE IL BOARD OF PEACE: IL PIANO DI APARTHEID ALGORITMICO PER GAZA Oltre ai criteri di accesso al Board of Peace e ai rendering generati con AI promossi da Kushner, gli unici dettagli specifici – quantomeno sulle possibili sorti di pezzi residuali di popolazione gazawi – arrivano dai piani del CMCC (Civil Military Coordination Center) riportati da Drop Site News. Si prospetta la realizzazione di una “planned community”, termine che indica un insediamento urbano artificiale, una “città di fondazione” da realizzare solitamente in territori inabitati e non-urbanizzati: a Gaza è stato prodotto un deserto di macerie sul quale edificare un’architettura di apartheid algoritmico. Controllo biometrico, (ri)educazione scolastica, moneta digitale. Dopo il marketing genocidario per le tecnologie militari, il Laboratorio Palestina entra in una fase meno-letale, dove sperimentare nuovi prodotti e nuovi modelli da esportare. Chi potrebbe essere coinvolto nella realizzazione di questa architettura sorveglianza? Come stanno entrando in gioco Tony Blair e la potenziale competizione tra Palantir e Oracle? INDOTTRINAMENTO SIONISTA PER LA POLIZIA DI STATO In compagnia di Stefania Maurizi, giornalista di inchiesta del Fatto Quotidiano, ripartiamo dalla notizia che era emersa grazie a lei alcune settimane fa: un’associazione sionista ha organizzato nel dicembre 2025 un “corso di formazione” per la polizia italiana [Stefania ci segnala anche quelli organizzati all’interno del SISFOR]. L’Institute for the Study of Global Antisemitism & Policy (Isgap) non si occupa di addestramento tattico o di tecniche di de-escalation, ma di negazione del genocidio in Palestina e di promozione di una lettura delle mobilitazioni per Gaza come eterodirette da Qatar e Fratelli Mussulmani. Partendo dalla notizia di questo “corso” estenderemo la discussione attorno ad altri temi, dai militari israeliani in soggiorni di “decompressione psicologica” alla compressione del dissenso, da una riflessione più estesa sulla rilevanza della “fuoriuscita di notizie” (leaks) per consentire l’emersione di questi fenomeni al condizionamento dell’opinione pubblica. Refuso: il citato dossieraggio degli insegnanti di sinistra non è stato promosso da Gioventù Nazionale, ma dalla sua articolazione “Azione Studentesca”. GROENLANDIA E GAZA Ci sono enormi differenze, ma anche dei tratti comuni tra i progetti di ricolonizzazione di Gaza e della Groenlandia. Cerchiamo molto rapidamente di osservare il ruolo di Palantir, dei tecno-miliardari, delle intelligenze artificiali di KoBold Metals e del progetto Praxis, del disaccoppiamento di un territorio dalla sua popolazione, dell ricorso alla diplomazia armata o allo sterminio militare per promuovere interessi di attori privati.
January 27, 2026
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Estratti dalla puntata del 26 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AGGIORNAMENTI PRISONERS FOR PALESTINE E 86 ARRESTI A LONDRA Umer, dopo avere ripreso lo sciopero della fame da oltre due settimane, ha recentemente iniziato uno sciopero della sete, come prosecuzione della mobilitazione di Prisoners for Palestine. La manifestazione di sabato 24 gennaio 2025 sotto il carcere di Wormwood Scrubs a Londra ha portato a 86 arresti e al sequestro dei loro dispositivi. OLTRE IL BOARD OF PEACE: IL PIANO DI APARTHEID ALGORITMICO PER GAZA Oltre ai criteri di accesso al Board of Peace e ai rendering generati con AI promossi da Kushner, gli unici dettagli specifici – quantomeno sulle possibili sorti di pezzi residuali di popolazione gazawi – arrivano dai piani del CMCC (Civil Military Coordination Center) riportati da Drop Site News. Si prospetta la realizzazione di una “planned community”, termine che indica un insediamento urbano artificiale, una “città di fondazione” da realizzare solitamente in territori inabitati e non-urbanizzati: a Gaza è stato prodotto un deserto di macerie sul quale edificare un’architettura di apartheid algoritmico. Controllo biometrico, (ri)educazione scolastica, moneta digitale. Dopo il marketing genocidario per le tecnologie militari, il Laboratorio Palestina entra in una fase meno-letale, dove sperimentare nuovi prodotti e nuovi modelli da esportare. Chi potrebbe essere coinvolto nella realizzazione di questa architettura sorveglianza? Come stanno entrando in gioco Tony Blair e la potenziale competizione tra Palantir e Oracle? INDOTTRINAMENTO SIONISTA PER LA POLIZIA DI STATO In compagnia di Stefania Maurizi, giornalista di inchiesta del Fatto Quotidiano, ripartiamo dalla notizia che era emersa grazie a lei alcune settimane fa: un’associazione sionista ha organizzato nel dicembre 2025 un “corso di formazione” per la polizia italiana [Stefania ci segnala anche quelli organizzati all’interno del SISFOR]. L’Institute for the Study of Global Antisemitism & Policy (Isgap) non si occupa di addestramento tattico o di tecniche di de-escalation, ma di negazione del genocidio in Palestina e di promozione di una lettura delle mobilitazioni per Gaza come eterodirette da Qatar e Fratelli Mussulmani. Partendo dalla notizia di questo “corso” estenderemo la discussione attorno ad altri temi, dai militari israeliani in soggiorni di “decompressione psicologica” alla compressione del dissenso, da una riflessione più estesa sulla rilevanza della “fuoriuscita di notizie” (leaks) per consentire l’emersione di questi fenomeni al condizionamento dell’opinione pubblica. Refuso: il citato dossieraggio degli insegnanti di sinistra non è stato promosso da Gioventù Nazionale, ma dalla sua articolazione “Azione Studentesca”. GROENLANDIA E GAZA Ci sono enormi differenze, ma anche dei tratti comuni tra i progetti di ricolonizzazione di Gaza e della Groenlandia. Cerchiamo molto rapidamente di osservare il ruolo di Palantir, dei tecno-miliardari, delle intelligenze artificiali di KoBold Metals e del progetto Praxis, del disaccoppiamento di un territorio dalla sua popolazione, dell ricorso alla diplomazia armata o allo sterminio militare per promuovere interessi di attori privati.
January 27, 2026
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Estratti dalla puntata del 26 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AGGIORNAMENTI PRISONERS FOR PALESTINE E 86 ARRESTI A LONDRA Umer, dopo avere ripreso lo sciopero della fame da oltre due settimane, ha recentemente iniziato uno sciopero della sete, come prosecuzione della mobilitazione di Prisoners for Palestine. La manifestazione di sabato 24 gennaio 2025 sotto il carcere di Wormwood Scrubs a Londra ha portato a 86 arresti e al sequestro dei loro dispositivi. OLTRE IL BOARD OF PEACE: IL PIANO DI APARTHEID ALGORITMICO PER GAZA Oltre ai criteri di accesso al Board of Peace e ai rendering generati con AI promossi da Kushner, gli unici dettagli specifici – quantomeno sulle possibili sorti di pezzi residuali di popolazione gazawi – arrivano dai piani del CMCC (Civil Military Coordination Center) riportati da Drop Site News. Si prospetta la realizzazione di una “planned community”, termine che indica un insediamento urbano artificiale, una “città di fondazione” da realizzare solitamente in territori inabitati e non-urbanizzati: a Gaza è stato prodotto un deserto di macerie sul quale edificare un’architettura di apartheid algoritmico. Controllo biometrico, (ri)educazione scolastica, moneta digitale. Dopo il marketing genocidario per le tecnologie militari, il Laboratorio Palestina entra in una fase meno-letale, dove sperimentare nuovi prodotti e nuovi modelli da esportare. Chi potrebbe essere coinvolto nella realizzazione di questa architettura sorveglianza? Come stanno entrando in gioco Tony Blair e la potenziale competizione tra Palantir e Oracle? INDOTTRINAMENTO SIONISTA PER LA POLIZIA DI STATO In compagnia di Stefania Maurizi, giornalista di inchiesta del Fatto Quotidiano, ripartiamo dalla notizia che era emersa grazie a lei alcune settimane fa: un’associazione sionista ha organizzato nel dicembre 2025 un “corso di formazione” per la polizia italiana [Stefania ci segnala anche quelli organizzati all’interno del SISFOR]. L’Institute for the Study of Global Antisemitism & Policy (Isgap) non si occupa di addestramento tattico o di tecniche di de-escalation, ma di negazione del genocidio in Palestina e di promozione di una lettura delle mobilitazioni per Gaza come eterodirette da Qatar e Fratelli Mussulmani. Partendo dalla notizia di questo “corso” estenderemo la discussione attorno ad altri temi, dai militari israeliani in soggiorni di “decompressione psicologica” alla compressione del dissenso, da una riflessione più estesa sulla rilevanza della “fuoriuscita di notizie” (leaks) per consentire l’emersione di questi fenomeni al condizionamento dell’opinione pubblica. Refuso: il citato dossieraggio degli insegnanti di sinistra non è stato promosso da Gioventù Nazionale, ma dalla sua articolazione “Azione Studentesca”. GROENLANDIA E GAZA Ci sono enormi differenze, ma anche dei tratti comuni tra i progetti di ricolonizzazione di Gaza e della Groenlandia. Cerchiamo molto rapidamente di osservare il ruolo di Palantir, dei tecno-miliardari, delle intelligenze artificiali di KoBold Metals e del progetto Praxis, del disaccoppiamento di un territorio dalla sua popolazione, dell ricorso alla diplomazia armata o allo sterminio militare per promuovere interessi di attori privati.
January 27, 2026
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Repressione UK – Formazione sionista per la Polizia Italiana – Gaza: CMCC e apartheid algortimico@4
Estratti dalla puntata del 26 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AGGIORNAMENTI PRISONERS FOR PALESTINE E 86 ARRESTI A LONDRA Umer, dopo avere ripreso lo sciopero della fame da oltre due settimane, ha recentemente iniziato uno sciopero della sete, come prosecuzione della mobilitazione di Prisoners for Palestine. La manifestazione di sabato 24 gennaio 2025 sotto il carcere di Wormwood Scrubs a Londra ha portato a 86 arresti e al sequestro dei loro dispositivi. OLTRE IL BOARD OF PEACE: IL PIANO DI APARTHEID ALGORITMICO PER GAZA Oltre ai criteri di accesso al Board of Peace e ai rendering generati con AI promossi da Kushner, gli unici dettagli specifici – quantomeno sulle possibili sorti di pezzi residuali di popolazione gazawi – arrivano dai piani del CMCC (Civil Military Coordination Center) riportati da Drop Site News. Si prospetta la realizzazione di una “planned community”, termine che indica un insediamento urbano artificiale, una “città di fondazione” da realizzare solitamente in territori inabitati e non-urbanizzati: a Gaza è stato prodotto un deserto di macerie sul quale edificare un’architettura di apartheid algoritmico. Controllo biometrico, (ri)educazione scolastica, moneta digitale. Dopo il marketing genocidario per le tecnologie militari, il Laboratorio Palestina entra in una fase meno-letale, dove sperimentare nuovi prodotti e nuovi modelli da esportare. Chi potrebbe essere coinvolto nella realizzazione di questa architettura sorveglianza? Come stanno entrando in gioco Tony Blair e la potenziale competizione tra Palantir e Oracle? INDOTTRINAMENTO SIONISTA PER LA POLIZIA DI STATO In compagnia di Stefania Maurizi, giornalista di inchiesta del Fatto Quotidiano, ripartiamo dalla notizia che era emersa grazie a lei alcune settimane fa: un’associazione sionista ha organizzato nel dicembre 2025 un “corso di formazione” per la polizia italiana [Stefania ci segnala anche quelli organizzati all’interno del SISFOR]. L’Institute for the Study of Global Antisemitism & Policy (Isgap) non si occupa di addestramento tattico o di tecniche di de-escalation, ma di negazione del genocidio in Palestina e di promozione di una lettura delle mobilitazioni per Gaza come eterodirette da Qatar e Fratelli Mussulmani. Partendo dalla notizia di questo “corso” estenderemo la discussione attorno ad altri temi, dai militari israeliani in soggiorni di “decompressione psicologica” alla compressione del dissenso, da una riflessione più estesa sulla rilevanza della “fuoriuscita di notizie” (leaks) per consentire l’emersione di questi fenomeni al condizionamento dell’opinione pubblica. Refuso: il citato dossieraggio degli insegnanti di sinistra non è stato promosso da Gioventù Nazionale, ma dalla sua articolazione “Azione Studentesca”. GROENLANDIA E GAZA Ci sono enormi differenze, ma anche dei tratti comuni tra i progetti di ricolonizzazione di Gaza e della Groenlandia. Cerchiamo molto rapidamente di osservare il ruolo di Palantir, dei tecno-miliardari, delle intelligenze artificiali di KoBold Metals e del progetto Praxis, del disaccoppiamento di un territorio dalla sua popolazione, dell ricorso alla diplomazia armata o allo sterminio militare per promuovere interessi di attori privati.
January 27, 2026
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PRISONERS FOR PALESTINE – ISRAELE PLASMA LA REPRESSIONE – INFOWAR E CAMPISMO@1
Estratti dalla puntata del 12 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia Umer Khalid ha ripreso lo sciopero della fame dopo una breve interruzione. Le condizioni di salute di Heba Muraisi e Kamran Ahmed sono critiche, il rischio di morte è sempre più concreto, eppure il governo britannico e il ministro della giustizia Lammy continuano a negare qualunque canale di trattativa e omettono di esprimere – anche solo – attenzione per queste persone che si stanno lasciando morire nelle loro galere. Del resto, quando hai contribuito a un Genocidio, quando hai consentito e supportato la macellazione di decine di migliaia di vite, quando hai sostenuto materialmente e moralmente la trasformazione di un territorio in una distesa di brandelli di corpi e macerie, cosa vuoi che siano delle giovani vite in più da sacrificare sull’altare del sionismo? Ma la campagna di Prisoners for Palestine e il supporto alle persone detenute per le azioni di Palestine Action risuonano sotto le carceri, nelle strade e contro le banche che continuano a investire in Elbit Systems, nonostante la compressione della libertà di espressione che continua a mietere arresti e licenziamenti. Proseguiamo nell’analisi di questo scenario che si declina tra il supporto militare incondizionato verso Israele (fronte esterno) e la repressione delle reazioni che si sviluppano all’interno della società britannica (fronte interno). COME ISRAELE PLASMA LA REPRESSIONE ITALIANA Passiamo quindi al contesto italiano, partendo dalla recente notizia di “un corso di formazione su Gaza” per la Polizia di Stato e tornando a ripercorrere una breve cronologia della cooperazione strutturale (non episodica) tra l’apparato repressivo nostrano e quello israeliano. Quindi ritorniamo nel Regno Unito con una testimonianza di Gianluca Martino sull’operatività dei dispositivi di censura nei confronti delle critiche allo Stato di Israele e cosa ci aspetta qualora passassero in Italia i disegni di legge che equiparano antisionimo ad antisemitismo: INFOWAR E CAMPISMO Cerchiamo di osservare superficialmente alcuni fenomeni riconoscibili all’interno dell’interazione tra opinioni individuali (o gruppali) ed eventi geopolitici: il “campismo”, la infowar e come questi interagiscano tra loro. Come vengono affrontate le rivolte in Iran da una prospettiva anti-sionista? Come vengono plasmate e raccontate dai vari attori coinvolti nella guerra di informazione? Come si costruiscono icone virali o si propongono nuovi candidati al potere? Spoiler: non daremo risposte esaustive, ma cercheremo di osservare lo scenario zompettando tra “la ragazza che si accende la sigaretta con la foro di Khamenei”, gli internet-blackout prodotti dal regime iraniano (e quelli durante i rastrellamenti ICE), gli sciami di chatbot sionisti, gli incendi in Argentina e i turisti israeliani, le affermazioni del boss dell’azienda di killer-robots Anduril sul potere della propaganda…
January 13, 2026
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PRISONERS FOR PALESTINE – ISRAELE PLASMA LA REPRESSIONE – INFOWAR E CAMPISMO@0
Estratti dalla puntata del 12 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia Umer Khalid ha ripreso lo sciopero della fame dopo una breve interruzione. Le condizioni di salute di Heba Muraisi e Kamran Ahmed sono critiche, il rischio di morte è sempre più concreto, eppure il governo britannico e il ministro della giustizia Lammy continuano a negare qualunque canale di trattativa e omettono di esprimere – anche solo – attenzione per queste persone che si stanno lasciando morire nelle loro galere. Del resto, quando hai contribuito a un Genocidio, quando hai consentito e supportato la macellazione di decine di migliaia di vite, quando hai sostenuto materialmente e moralmente la trasformazione di un territorio in una distesa di brandelli di corpi e macerie, cosa vuoi che siano delle giovani vite in più da sacrificare sull’altare del sionismo? Ma la campagna di Prisoners for Palestine e il supporto alle persone detenute per le azioni di Palestine Action risuonano sotto le carceri, nelle strade e contro le banche che continuano a investire in Elbit Systems, nonostante la compressione della libertà di espressione che continua a mietere arresti e licenziamenti. Proseguiamo nell’analisi di questo scenario che si declina tra il supporto militare incondizionato verso Israele (fronte esterno) e la repressione delle reazioni che si sviluppano all’interno della società britannica (fronte interno). COME ISRAELE PLASMA LA REPRESSIONE ITALIANA Passiamo quindi al contesto italiano, partendo dalla recente notizia di “un corso di formazione su Gaza” per la Polizia di Stato e tornando a ripercorrere una breve cronologia della cooperazione strutturale (non episodica) tra l’apparato repressivo nostrano e quello israeliano. Quindi ritorniamo nel Regno Unito con una testimonianza di Gianluca Martino sull’operatività dei dispositivi di censura nei confronti delle critiche allo Stato di Israele e cosa ci aspetta qualora passassero in Italia i disegni di legge che equiparano antisionimo ad antisemitismo: INFOWAR E CAMPISMO Cerchiamo di osservare superficialmente alcuni fenomeni riconoscibili all’interno dell’interazione tra opinioni individuali (o gruppali) ed eventi geopolitici: il “campismo”, la infowar e come questi interagiscano tra loro. Come vengono affrontate le rivolte in Iran da una prospettiva anti-sionista? Come vengono plasmate e raccontate dai vari attori coinvolti nella guerra di informazione? Come si costruiscono icone virali o si propongono nuovi candidati al potere? Spoiler: non daremo risposte esaustive, ma cercheremo di osservare lo scenario zompettando tra “la ragazza che si accende la sigaretta con la foro di Khamenei”, gli internet-blackout prodotti dal regime iraniano (e quelli durante i rastrellamenti ICE), gli sciami di chatbot sionisti, gli incendi in Argentina e i turisti israeliani, le affermazioni del boss dell’azienda di killer-robots Anduril sul potere della propaganda…
January 13, 2026
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PRISONERS FOR PALESTINE – ISRAELE PLASMA LA REPRESSIONE – INFOWAR E CAMPISMO@2
Estratti dalla puntata del 12 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia Umer Khalid ha ripreso lo sciopero della fame dopo una breve interruzione. Le condizioni di salute di Heba Muraisi e Kamran Ahmed sono critiche, il rischio di morte è sempre più concreto, eppure il governo britannico e il ministro della giustizia Lammy continuano a negare qualunque canale di trattativa e omettono di esprimere – anche solo – attenzione per queste persone che si stanno lasciando morire nelle loro galere. Del resto, quando hai contribuito a un Genocidio, quando hai consentito e supportato la macellazione di decine di migliaia di vite, quando hai sostenuto materialmente e moralmente la trasformazione di un territorio in una distesa di brandelli di corpi e macerie, cosa vuoi che siano delle giovani vite in più da sacrificare sull’altare del sionismo? Ma la campagna di Prisoners for Palestine e il supporto alle persone detenute per le azioni di Palestine Action risuonano sotto le carceri, nelle strade e contro le banche che continuano a investire in Elbit Systems, nonostante la compressione della libertà di espressione che continua a mietere arresti e licenziamenti. Proseguiamo nell’analisi di questo scenario che si declina tra il supporto militare incondizionato verso Israele (fronte esterno) e la repressione delle reazioni che si sviluppano all’interno della società britannica (fronte interno). COME ISRAELE PLASMA LA REPRESSIONE ITALIANA Passiamo quindi al contesto italiano, partendo dalla recente notizia di “un corso di formazione su Gaza” per la Polizia di Stato e tornando a ripercorrere una breve cronologia della cooperazione strutturale (non episodica) tra l’apparato repressivo nostrano e quello israeliano. Quindi ritorniamo nel Regno Unito con una testimonianza di Gianluca Martino sull’operatività dei dispositivi di censura nei confronti delle critiche allo Stato di Israele e cosa ci aspetta qualora passassero in Italia i disegni di legge che equiparano antisionimo ad antisemitismo: INFOWAR E CAMPISMO Cerchiamo di osservare superficialmente alcuni fenomeni riconoscibili all’interno dell’interazione tra opinioni individuali (o gruppali) ed eventi geopolitici: il “campismo”, la infowar e come questi interagiscano tra loro. Come vengono affrontate le rivolte in Iran da una prospettiva anti-sionista? Come vengono plasmate e raccontate dai vari attori coinvolti nella guerra di informazione? Come si costruiscono icone virali o si propongono nuovi candidati al potere? Spoiler: non daremo risposte esaustive, ma cercheremo di osservare lo scenario zompettando tra “la ragazza che si accende la sigaretta con la foro di Khamenei”, gli internet-blackout prodotti dal regime iraniano (e quelli durante i rastrellamenti ICE), gli sciami di chatbot sionisti, gli incendi in Argentina e i turisti israeliani, le affermazioni del boss dell’azienda di killer-robots Anduril sul potere della propaganda…
January 13, 2026
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Repressione e guerra: fronte interno e fronte esterno – La guerra ibrida di Israele in Italia – Venezuela e Palantir – Prisoners for Palestine@2
Estratti dalla puntata di lunedì 5 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia UK: AGGIORNAMENTI PRISONERS FOR PALESTINE Aggiornamenti sullo sciopero della fame intrapreso nelle carceri britanniche da compagnx accusatx per le azioni rivendicate da Palestine Action, mentre la lotta prosegue dentro e fuori le galere: REPRESSIONE E GUERRA: IL CONTINUUM TRA MILITARIZZAZIONE E “POLIZIZZAZIONE” Fronte interno – I processi di militarizzazione della repressione non riguardano solo la traslazione di sistemi d’arma dal contesto bellico all’ordine pubblico, ma anche la costruzione del nemico interno e di un arsenale normativo per contrastarlo. Parallelamente, una categoria elastica come quella della “guerra ibrida” può includere anche l’influenza di un paese straniero sugli apparati repressivi e legislativi di un altro Stato? Se così fosse, dovremmo essere in grado di riconoscere la guerra ibrida mossa da Israele. Fronte esterno – L’operazione militare-repressiva che ha portato al rapimento di Maduro e di sua moglie si è costruita all’interno della cornice della guerra al narcotraffico. Se gli Stati Uniti hanno storicamente utilizzato il traffico di droga come pratica militare (Caso Contras, Operazione Blue Moon, ecc.), oggi si rappresentano come vittime di cartelli della droga equiparati a organizzazioni terroristiche in un’inchiesta firmata dalla Procuratrice Generale Pam Bondi, la stessa figura che giocò un ruolo importante nell’iscrizione di Antifa tra le sigle del terrorismo internazionale. Proseguendo lungo questa linea di analisi cerchiamo di osservare alcune possibili cause (narrative, politiche, economiche) dell’operazione in Venezuela, ascoltando le dichiarazioni sugli interessi in quel quadrante della Gen. Laura Richardson (2023 – amministrazione Biden), passando per un breve excursus che riguarda le banane Chiquita e il Guatemala (operazione PBSuccess del 1954), per arrivare al ruolo di Palantir: EFFETTI SANITARI DELLA GUERRA DEI DRONI Partendo da un articolo pubblicato su Lancet, cerchiamo di analizzare le trasformazioni sul piano sanitario apportate dal ruolo centrale delle armi pilotate da remoto e dai sistemi d’arma autonomi nei conflitti contemporanei:
January 5, 2026
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Repressione e guerra: fronte interno e fronte esterno – La guerra ibrida di Israele in Italia – Venezuela e Palantir – Prisoners for Palestine@1
Estratti dalla puntata di lunedì 5 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia UK: AGGIORNAMENTI PRISONERS FOR PALESTINE Aggiornamenti sullo sciopero della fame intrapreso nelle carceri britanniche da compagnx accusatx per le azioni rivendicate da Palestine Action, mentre la lotta prosegue dentro e fuori le galere: REPRESSIONE E GUERRA: IL CONTINUUM TRA MILITARIZZAZIONE E “POLIZIZZAZIONE” Fronte interno – I processi di militarizzazione della repressione non riguardano solo la traslazione di sistemi d’arma dal contesto bellico all’ordine pubblico, ma anche la costruzione del nemico interno e di un arsenale normativo per contrastarlo. Parallelamente, una categoria elastica come quella della “guerra ibrida” può includere anche l’influenza di un paese straniero sugli apparati repressivi e legislativi di un altro Stato? Se così fosse, dovremmo essere in grado di riconoscere la guerra ibrida mossa da Israele. Fronte esterno – L’operazione militare-repressiva che ha portato al rapimento di Maduro e di sua moglie si è costruita all’interno della cornice della guerra al narcotraffico. Se gli Stati Uniti hanno storicamente utilizzato il traffico di droga come pratica militare (Caso Contras, Operazione Blue Moon, ecc.), oggi si rappresentano come vittime di cartelli della droga equiparati a organizzazioni terroristiche in un’inchiesta firmata dalla Procuratrice Generale Pam Bondi, la stessa figura che giocò un ruolo importante nell’iscrizione di Antifa tra le sigle del terrorismo internazionale. Proseguendo lungo questa linea di analisi cerchiamo di osservare alcune possibili cause (narrative, politiche, economiche) dell’operazione in Venezuela, ascoltando le dichiarazioni sugli interessi in quel quadrante della Gen. Laura Richardson (2023 – amministrazione Biden), passando per un breve excursus che riguarda le banane Chiquita e il Guatemala (operazione PBSuccess del 1954), per arrivare al ruolo di Palantir: EFFETTI SANITARI DELLA GUERRA DEI DRONI Partendo da un articolo pubblicato su Lancet, cerchiamo di analizzare le trasformazioni sul piano sanitario apportate dal ruolo centrale delle armi pilotate da remoto e dai sistemi d’arma autonomi nei conflitti contemporanei:
January 5, 2026
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