Yves Engler: da una campagna per la leadership del New Democratic Party canadese a una campagna di protesta
Nella tarda serata del 9 dicembre 2025, ricevo nella mia casella di posta
elettronica un messaggio dalla nostra campagna, Yves Engler for NDP: “Il New
Democratic Party blocca la mia candidatura”.
C’è anche un articolo di Yves che cita il comitato di verifica: “Molte delle tue
posizioni pubbliche contraddicono gli impegni fondamentali dell’NDP nei
confronti della democrazia, del diritto internazionale e della solidarietà con i
popoli oppressi”.
Sono sbalordita: la cosa che più ammiro di Yves, il motivo principale per cui ho
aderito alla sua campagna è proprio la sua compassione per i popoli oppressi, ad
esempio Haiti e la Palestina.
Se avessero accusato Yves di essere troppo progressista, troppo audace, troppo
schietto, lo avrei capito, ma le ragioni che adducono mi fanno sospettare che
non abbiano letto i suoi libri e articoli.
Più tardi, durante la conferenza stampa del giorno successivo, Yves suggerisce
che, fin dall’inizio, “quelli che hanno sostenuto il genocidio a Gaza” non
volevano che lui si candidasse.
Ecco alcuni estratti della conferenza stampa, leggermente modificati per
maggiore chiarezza:
Bianca Mugyenyi, team di mobilitazione dei volontari per la campagna di Yves
Engler: “Abbiamo creato questa campagna perché sappiamo che quando le persone
comuni si organizzano, l’impossibile diventa inevitabile”.
Mike Palecek, ex presidente del CUPW (Canadian Union of Postal Workers): “Siamo
qui oggi non solo per dire che siamo delusi, ma per dire che non accettiamo
questa decisione. Intendiamo opporci con tutti i mezzi a nostra disposizione. E
questo significa ricorrere ai metodi tradizionali della lotta della classe
operaia. Protestiamo. (…) Condurremo azioni di disobbedienza civile
nonviolenta”. (…) “Non sospenderemo la nostra campagna”.
Il rabbino David Mivasair afferma che la cosa più importante sono le idee di
Yves, come le sue “critiche all’aumento delle spese militari canadesi, alla
complicità militare del Canada con Israele e persino con gli Stati Uniti che si
preparano a invadere il Venezuela (…) nonché la sua dura critica al continuo
sviluppo dei combustibili fossili, che sono un disastro per il mondo intero. Per
me, la lotta non riguarda tanto Yves, quanto il tipo di politiche e la visione
del nostro Paese e del mondo che vogliamo sostenere” conclude.
Jasmine Peardon, comitato politico della campagna di Yves Engler: “Il nostro
impegno è verso le persone, la terra, l’ambiente. Questo è devastante per noi e
per il nostro futuro; i giovani sono così disillusi dalla politica. Raramente
abbiamo politiche o politici che ci offrono qualcosa di sostanziale. (…) Non so
se potrò permettermi di avere figli perché l’affitto continua ad aumentare ogni
anno. Il NDP non ha il diritto di schiacciare questa campagna. Questo è il
nostro futuro. Ho contribuito a questa piattaforma e a progettare ciò che
ritengo necessario per il mio futuro e per le persone che mi circondano e non
voglio essere coinvolta in un genocidio (…). Quindi preferisco stare fuori dal
partito con Yves piuttosto che dentro”.
Yves Engler: “Negli ultimi vent’anni l’NDP ha escluso decine, forse un centinaio
di candidati che hanno affermato di credere che i palestinesi siano esseri umani
uguali agli altri. (…) Non appena abbiamo annunciato questa candidatura, quelli
che hanno sostenuto il genocidio a Gaza sono usciti allo scoperto e hanno detto:
“NDP, non permettete che si candidi.”
Durante una riunione su Zoom, nessuno sembra scoraggiato, anzi, si scambiano
impressioni e progetti:
“Questa campagna è solo all’inizio.”
“Il Consiglio federale dell’NDP può ribaltare le decisioni; scrivetegli!”
“Continuiamo a organizzarci.”
C’è anche una petizione che chiede che ai membri del partito sia permesso di
scegliere il proprio leader. (Yves è stato escluso dalla corsa alla leadership
dal comitato di verifica dell’NDP composto da tre persone).
È interessante notare che il Consiglio Comunale di Regina, dove vivo, sta ora
proponendo tagli di bilancio facoltativi che confermano le preoccupazioni
espresse da Jasmine durante la conferenza stampa. Alcuni di questi tagli sono:
“Riduzione dei servizi di trasporto pubblico” (e già ora gli autobus non sono
sufficienti!), riduzione dello sgombero della neve (già insufficiente),
eliminazione di alcune strutture sportive, “cessazione del programma di
incentivi per l’edilizia abitativa, che sostiene lo sviluppo di alloggi a prezzi
accessibili” (e la popolazione dei senzatetto di Regina continua ad aumentare).
Non so quale effetto avrà la nostra campagna di protesta. Spero che almeno
incoraggerà più persone a guardare alle nostre proposte, a sognare e ad agire.
Traduzione dall’inglese di Anna Polo
Evelyn Tischer