Tag - azione diretta

SE ANDIAMO, ANDIAMO A FUOCO
2024 PER IL DOLORE E LA GUERRA SOCIALE IGNATIUS, If We Go, We Go On Fire On Grief and Social War, Long Leaf Distro 2024 È l’inizio di dicembre 2024. Tutto ciò che ho scritto nell’ultimo anno è iniziato con le stesse premesse. Nomino il mese corrente e affermo che Israele continua a perpetrare una […]
August 10, 2026
DISTROVO
CREMONA: IN SOLIDARIETÀ ALLE ARRESTATX DEL 16 GIUGNO
Diffondiamo: Il giorno primo luglio abbiamo manomesso una cabina elettrica. La fortuna ha voluto che una parte del centro di Cremona sia andata al buio. Niente luce in strada. Senza volto, si è diffuso un blackout durato qualche ora. L’energia è legata alla guerra, la guerra alla repressione e repressione vuol dire carcere. Con questo … Leggi tutto "CREMONA: IN SOLIDARIETÀ ALLE ARRESTATX DEL 16 GIUGNO"
July 30, 2026
Brughiere
UNA PROPOSTA DI GUERRA
Riceviamo e diffondiamo questo prezioso contributo in cui viene rivendicato il sabotaggio dell’Oleodotto Transalpino la notte del 24 marzo. Nel testo: il comunicato, le premesse, le motivazioni, le analisi e il contesto dell’azione, più alcune riflessioni tattiche e strategiche come proposta operativa. Qui il pdf: Una proposta di guerra
June 15, 2026
Brughiere
Inizia in Germania il processo all* “5 di Ulm”
Cinque giovani attivist* con base a Berlino sono stat* arrestat* l’8 settembre 2025 in relazione a un’azione presso la Elbit Systems di Ulm, in Germania. L’obiettivo dell’azione era quello di interrompere il flusso di armi verso Israele. La Elbit Systems fornisce l’86% delle armi e della tecnologia di sorveglianza dell’esercito israeliano, utilizzate negli attacchi che hanno ucciso bambin* e adult* civili palestinesi. Il processo a THE ULM 5 inizia oggi, 27 aprile, a Stoccarda. Dal momento del loro arresto, Daniel, Zo, Crow, Vi e Leandra sono detenuti in custodia cautelare in cinque diverse prigioni nel sud-ovest Germania nonostante, durante la loro azione, nessun* sia rimast* feritoe nessun dei cinque abbia precedenti penali. Oltre a violazione di domicilio e danneggiamento di proprietà, l* cinque amic* sono stat* accusat* ai sensi del famigerato articolo 129 del codice penale tedesco: appartenenza a un’organizzazione criminale, che prevede una pena detentiva fino a cinque anni. L’articolo 129 – che non richiede il rispetto di criteri chiaramente definiti e che ha una lunga storia di utilizzo come strumento di repressione politica – è sufficiente a giustificare la detenzione preventiva fino a sei mesi. Il tribunale ha ormai superato tale termine, violando le norme di legge, e la richiesta di libertà su cauzione per ciascun* dei cinque continua a essere negata. Ma la situazione è ancor peggiore: nella più recente decisione di negare la scarcerazione in attesa di giudizio, la Corte d’Appello Regionale (Oberlandesgericht), speculando sulla natura dell’azione, ha affermato che sarà improbabile che l* cinque ricevano una condanna al minimo previsto e che, in ogni caso, verrebbe sospesa. Questa ipotesi, prima ancora dell’inizio del processo e senza aver ascoltato alcuna prova da parte della difesa, solleva seri interrogativi sul ‘giusto processo’. Lo Stato tedesco sta trattando l* 5 di Ulm come se rappresentassero una minaccia per la società, quando tutto quello che hanno fatto è stato provare fermare un genocidio. Le tipiche condizioni di detenzione preventiva in Germania, unite alle disposizioni dell’articolo 129, implicano che l* cinque siano sottoposti a un trattamento particolarmente severo, con condizioni e restrizioni che includono l’isolamento, visite limitate e sorvegliate e il controllo delle telefonate e della corrispondenza. Per qualsiasi richiesta, comprese dichiarazioni da parte di avvocat* o familiari, scrivere a ulm5family@proton.me. Per informazioni, rimanete aggiornat* su https://ulm5.info/en/ e sulla pagina instagram https://www.instagram.com/theulm5/. Ascolta o scarica l’approfondimento con un compagno del Comitato di solidarietà. https://www.instagram.com/theulm5
April 27, 2026
Radio Blackout - Info
PER LX NOSTRX COMPAGNX CHE SONO MORTX IN DIFESA DELLA VITA
Diffondiamo Per lx nostrx compagnx che sono mortx in difesa della vita Per lx compagnx che hanno deciso di prendere in mano il proprio destino Per lx combattenti che erano dispostx a fare tutto il necessario Per lx rivoluzionarix che non si accontentavano di nulla di meno che tutto E per le persone che erano … Leggi tutto "PER LX NOSTRX COMPAGNX CHE SONO MORTX IN DIFESA DELLA VITA"
April 9, 2026
Brughiere
PER SARA E SANDRO
Riceviamo e diffondiamo queste riflessioni scritte da alcunx compagnx di Bologna in seguito alla morte di Sara e Sandro.Qui il pdf. Ci sono cuori che non trovano riposo né respiro in questo mondo, tanta è l’oppressione che vedono loro intorno. Sono cuori stanchi, stanchi di portare catene ma mai rassegnati. Sono cuori che, in una … Leggi tutto "PER SARA E SANDRO"
March 31, 2026
Brughiere
Esperia: l’industria degli influencers di destra in Italia – “Askatasuna, Torino è partigiana”: la mobilitazione e gli scontri attraverso le vostre analisi@1
Estratti dalla puntata di Lunedì 2 febbraio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia IL LUNEDÌ DOPO “GLI SCONTRI”: COMMENTI DI ASCOLTATRICI E ASCOLTATORI Ascolta anche il racconto della giornata dall’info e le dirette durante il corteo La mobilitazione di decine di migliaia di persone contro lo sgombero di Askatasuna, gli scontri e la loro mostrificazione a reti unificate, l’invisibilizzazione della violenza delle forze dell’ordine, la costruzione di icone funzionali alla propaganda di regime. Dopo una breve introduzione riguardante la sinergia tra gli eventi di Torino e l’accelerazione normativa – tra nuovi pacchetti sicurezza e referendum – con l’interferenza diretta della premier Meloni sulla procura di Torino, la parola passa ad ascoltatrici e ascoltatori di Radio Blackout. Tantissimi contributi in diretta, che – semplificando – potremmo coagulare attorno a tre principali posizioni: 1) gli scontri di piazza sono obsoleti e controproducenti, offrono il fianco alla mostrificazione, offuscano gli obbiettivi delle mobilitazioni e riducono il consenso attorno alle istanze per cui si scende in piazza; 2) gli scontri sono uno strumento storicamente indispensabile nella cassetta degli attrezzi dei movimenti e interferiscono con la grammatica della violenza che contraddistingue la società nel suo insieme; 3) gli scontri seguono un copione ritrito, riducono il conflitto a una dimensione frontale, conducono a una sterile battaglia campale rispetto ad altre forme di imprevedibilità che possono essere messe in campo sul territorio. Un lungo e importante confronto che suddividiamo in due parti: PARTE 1 / / in mezzo l’approfondimento su Esperia PARTE 2 ESPERIA: L’INDUSTRIA DEGLI INFLUENCERS REAZIONARI IN ITALIA “Esperia Italia ha raggiunto 132mila follower su Instagram, 139mila su Facebook e 1,6 milioni di like su TikTok in meno di un anno.” “Più che un “new media” nato dal basso, come amano definirsi, Esperia Italia è uno strumento di condizionamento dell’opinione pubblica inserito in una rete già esistente di relazioni politiche, mediatiche e istituzionali, che collegano la piattaforma di divulgazione sovranista al mondo conservatore e governativo.” Grazie a un’importante inchiesta pubblicata su IrpiMedia – firmata da Raffaele Angius, Riccardo Coluccini e Marco Schiaffino – possiamo osservare il nascere di un nuovo attore della guerra di informazione: influencers di destra vengono arruolati sui social media a difesa dei “valori dell’occidente”, all’interno di un’operazione che mette insieme strutture aziendali, relazioni politiche, moltiplicazione algortimica e monetizzazione. Ne parliamo con Riccardo Coluccini: LINK ALL’INCHIESTA: https://irpimedia.irpi.eu/influencer-italiani-destra-sovranista-meloni
February 2, 2026
Radio Blackout - Info
Esperia: l’industria degli influencers di destra in Italia – “Askatasuna, Torino è partigiana”: la mobilitazione e gli scontri attraverso le vostre analisi@0
Estratti dalla puntata di Lunedì 2 febbraio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia IL LUNEDÌ DOPO “GLI SCONTRI”: COMMENTI DI ASCOLTATRICI E ASCOLTATORI Ascolta anche il racconto della giornata dall’info e le dirette durante il corteo La mobilitazione di decine di migliaia di persone contro lo sgombero di Askatasuna, gli scontri e la loro mostrificazione a reti unificate, l’invisibilizzazione della violenza delle forze dell’ordine, la costruzione di icone funzionali alla propaganda di regime. Dopo una breve introduzione riguardante la sinergia tra gli eventi di Torino e l’accelerazione normativa – tra nuovi pacchetti sicurezza e referendum – con l’interferenza diretta della premier Meloni sulla procura di Torino, la parola passa ad ascoltatrici e ascoltatori di Radio Blackout. Tantissimi contributi in diretta, che – semplificando – potremmo coagulare attorno a tre principali posizioni: 1) gli scontri di piazza sono obsoleti e controproducenti, offrono il fianco alla mostrificazione, offuscano gli obbiettivi delle mobilitazioni e riducono il consenso attorno alle istanze per cui si scende in piazza; 2) gli scontri sono uno strumento storicamente indispensabile nella cassetta degli attrezzi dei movimenti e interferiscono con la grammatica della violenza che contraddistingue la società nel suo insieme; 3) gli scontri seguono un copione ritrito, riducono il conflitto a una dimensione frontale, conducono a una sterile battaglia campale rispetto ad altre forme di imprevedibilità che possono essere messe in campo sul territorio. Un lungo e importante confronto che suddividiamo in due parti: PARTE 1 / / in mezzo l’approfondimento su Esperia PARTE 2 ESPERIA: L’INDUSTRIA DEGLI INFLUENCERS REAZIONARI IN ITALIA “Esperia Italia ha raggiunto 132mila follower su Instagram, 139mila su Facebook e 1,6 milioni di like su TikTok in meno di un anno.” “Più che un “new media” nato dal basso, come amano definirsi, Esperia Italia è uno strumento di condizionamento dell’opinione pubblica inserito in una rete già esistente di relazioni politiche, mediatiche e istituzionali, che collegano la piattaforma di divulgazione sovranista al mondo conservatore e governativo.” Grazie a un’importante inchiesta pubblicata su IrpiMedia – firmata da Raffaele Angius, Riccardo Coluccini e Marco Schiaffino – possiamo osservare il nascere di un nuovo attore della guerra di informazione: influencers di destra vengono arruolati sui social media a difesa dei “valori dell’occidente”, all’interno di un’operazione che mette insieme strutture aziendali, relazioni politiche, moltiplicazione algortimica e monetizzazione. Ne parliamo con Riccardo Coluccini: LINK ALL’INCHIESTA: https://irpimedia.irpi.eu/influencer-italiani-destra-sovranista-meloni
February 2, 2026
Radio Blackout - Info
Esperia: l’industria degli influencers di destra in Italia – “Askatasuna, Torino è partigiana”: la mobilitazione e gli scontri attraverso le vostre analisi@2
Estratti dalla puntata di Lunedì 2 febbraio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia IL LUNEDÌ DOPO “GLI SCONTRI”: COMMENTI DI ASCOLTATRICI E ASCOLTATORI Ascolta anche il racconto della giornata dall’info e le dirette durante il corteo La mobilitazione di decine di migliaia di persone contro lo sgombero di Askatasuna, gli scontri e la loro mostrificazione a reti unificate, l’invisibilizzazione della violenza delle forze dell’ordine, la costruzione di icone funzionali alla propaganda di regime. Dopo una breve introduzione riguardante la sinergia tra gli eventi di Torino e l’accelerazione normativa – tra nuovi pacchetti sicurezza e referendum – con l’interferenza diretta della premier Meloni sulla procura di Torino, la parola passa ad ascoltatrici e ascoltatori di Radio Blackout. Tantissimi contributi in diretta, che – semplificando – potremmo coagulare attorno a tre principali posizioni: 1) gli scontri di piazza sono obsoleti e controproducenti, offrono il fianco alla mostrificazione, offuscano gli obbiettivi delle mobilitazioni e riducono il consenso attorno alle istanze per cui si scende in piazza; 2) gli scontri sono uno strumento storicamente indispensabile nella cassetta degli attrezzi dei movimenti e interferiscono con la grammatica della violenza che contraddistingue la società nel suo insieme; 3) gli scontri seguono un copione ritrito, riducono il conflitto a una dimensione frontale, conducono a una sterile battaglia campale rispetto ad altre forme di imprevedibilità che possono essere messe in campo sul territorio. Un lungo e importante confronto che suddividiamo in due parti: PARTE 1 / / in mezzo l’approfondimento su Esperia PARTE 2 ESPERIA: L’INDUSTRIA DEGLI INFLUENCERS REAZIONARI IN ITALIA “Esperia Italia ha raggiunto 132mila follower su Instagram, 139mila su Facebook e 1,6 milioni di like su TikTok in meno di un anno.” “Più che un “new media” nato dal basso, come amano definirsi, Esperia Italia è uno strumento di condizionamento dell’opinione pubblica inserito in una rete già esistente di relazioni politiche, mediatiche e istituzionali, che collegano la piattaforma di divulgazione sovranista al mondo conservatore e governativo.” Grazie a un’importante inchiesta pubblicata su IrpiMedia – firmata da Raffaele Angius, Riccardo Coluccini e Marco Schiaffino – possiamo osservare il nascere di un nuovo attore della guerra di informazione: influencers di destra vengono arruolati sui social media a difesa dei “valori dell’occidente”, all’interno di un’operazione che mette insieme strutture aziendali, relazioni politiche, moltiplicazione algortimica e monetizzazione. Ne parliamo con Riccardo Coluccini: LINK ALL’INCHIESTA: https://irpimedia.irpi.eu/influencer-italiani-destra-sovranista-meloni
February 2, 2026
Radio Blackout - Info