34. The Charade: D’Angelo tra silenzio e rivoluzione pt.2Nella scorsa puntata abbiamo ascoltato e parlato di D’Angelo, artista
polistrumentista, poliedrico e rivoluzionario, che insieme ad Angie Stone ha
rilanciato il soul. Un soul che porta con sé tanta Black music, che, dalla fine
degli anni ’60 fino agi anni ’90, aveva sperimentato e raccontato una comunità,
quella afro-americana, e un paese, gli States. I profondi cambiamenti sociali,
le lotte, le sconfitte, la voglia di ballare e di opporsi a un mondo grigio e
cupo. Sto parlando della disco, della house, della techno e ovviamente
dell’hiphop e del rap. Questi ultimi hanno lasciato un’impronta indelebile nel
neo-soul, le produzioni di D’Angelo ne portano un segno evidente, sia per la sua
esperienza personale, l’esordio con il rap, sia per le sue amicizie, Questlove e
J Dilla. In generale, lo stesso gruppo dei Soulquarians era legato a doppio filo
con questo mondo e con le strade di nyc.
Ci eravamo lasciati nel periodo tra il suo primo e il secondo album, tra Brown
Sugar e Voodoo. Nella terra sconfinata del blocco dello scrittore, D’Angelo
cercò di non fermarsi, tornando poi con capolavori che hanno lasciato il segno.