Carlo Rovelli / La leggerezza della circolarità
La natura della realtà e la natura della conoscenza viaggiano insieme nella
mente di questo bipede apparso sulla superficie del pianeta Terra – luogo per
niente comune nell’ambito dell’universo – in mezzo a tutte le altre specie che
si sono succedute nel corso delle ere temporali. Strano accennare al tempo
quando si ha a che fare con uno scienziato come Carlo Rovelli che nella fisica
su cui lavora – la gravità quantistica – lo sforzo continuo è da sempre quello
di comprendere (e far comprendere) un mondo senza tempo. Ma il tempo con cui
abbiamo a che fare è relativo, e la massa dei corpi (pianeti, stelle, buchi
neri) ne modifica la struttura: la massa della terra, per esempio, rallenta il
tempo vicino a sé. In definitiva: “c’è un tempo diverso per ogni punto dello
spazio”. È dal 2014, da quando lo scienziato ha pubblicato La realtà non è come
ci appare, e Sette brevi lezioni di fisica, di grande impatto divulgativo, che
le più belle teorie regalate dal Novecento, la relatività di Einstein, e la
meccanica quantistica di Planck e Bohr, hanno iniziato a sorprendere un pubblico
sempre più vasto, nonostante la complessità (talvolta abissale) della faccenda.
Numerosi i volumi usciti negli anni successivi, tutti per Adelphi con grande
successo, mentre Rovelli proseguiva la propria ricerca ai livelli sempre più
alti. L’ultimo nell’ordine è questo Sull’eguaglianza di tutte le cose, che porta
nel sottotitolo – “Lezioni americane” – l’omaggio a Italo Calvino che, invitato
in America, scrisse quei testi che uscirono in libreria proprio come “Lezioni
americane”. Rovelli, ricevendo l’invito da Princeton, ha tenuto le sue lezioni
nel novembre e dicembre 2024 al Dipartimento di filosofia di quell’università.
Ora sono raccolte in queste pagine, e si rivolgono a coloro cui interessano le
implicazioni filosofiche portate dalla rivoluzione scientifica originata in quel
Novecento per altri versi terribile e oscuro. Ma il pensiero che Rovelli
dispiega avviene nell’ampio spazio relazionale del “Zhuangzi”, dove nel secondo
capitolo di questo grande libro dell’antichità si parla appunto dell’uguaglianza
di tutte le cose.
Ogni sistema ha variabili relative a un altro sistema, dunque ogni oggetto non
ha proprietà proprie e definite. E il valore di un fenomeno quantistico avviene
solo quando c’è un’interazione. Esempi e descrizioni si susseguono a ogni
pagina, rendono ben chiaro al lettore come un radicale sovvertimento del senso
comune deve avvenire nelle nostre menti se vogliamo immergerci, con un minimo di
consapevolezza, nella realtà di cui facciamo parte. Le note inserite a piè di
pagina vanno incontro a chi desidera (e si sente in grado di) approfondire
matematicamente le questioni. Importante è comprendere – e Rovelli si sforza
senza mezzi termini – come il valore dell’“assoluta certezza” sia nullo e del
tutto oscurantista. Lo dimostra la strategia adottata dalla scienza del XX
secolo: scoprire continuamente gli errori e correggerli.
Tutto cambia, anche un sasso, più gli orizzonti si allargano più il tempo
svanisce. Nessun tempo è comune, così come la geometria fisica è curva e
dinamica, cambia nel tempo. Le distanze sono una manifestazione del campo
gravitazionale. La realtà è un insieme di campi e questi non sono nello spazio,
ma “definiscono essi stessi l’estensione spaziale”. Tutte novità concettuali che
ci portano a viaggiare in questo libro sovvertendo l’ordine, avanzando e
ritornando indietro sui propri passi, con un loop teso ad approfondire sempre
più un concetto, una frase. È sempre stato il metodo principe dello scienziato
quello di portarci in spazi via via sempre più profondi di consapevolezza, senza
essere in grado di capire fino in fondo la bellezza di una equazione riportata
nel libro come quella che ci dice che campo gravitazionale e spazio sono la
stessa cosa. In fondo che ne sappiamo della Missa Solemnis di Beethoven? Vi
restiamo sospesi dentro, ma l’ascoltiamo. Dunque “ascoltiamo” Rovelli e
Beethoven.
Siamo in un mondo strano, certo, ma andiamo avanti curiosi, non stranieri ma
esseri pensanti che stanno “a casa”. Osserviamo e studiamo il mondo, come parte
di quel mondo. Ma attenzione, “non ci sono ricette, a parte tentativi ed
errori”.
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