La Croce Rossa Italiana alla ‘Giornata del Veterano’
Dal 2022 la ricorrenza dell’11 novembre 1918, cioè della data in c ui venne
firmato l’armistizio, l’avvenimento che – dopo la tregua concordata il
precedente 3 novembre e il suo annuncio alle truppe italiane con il ‘bollettino
della vittoria’ diffuso il 4 novembre di quell’anno – ha decretato la definitiva
cessazione delle ostilità tra l’Italia e i suoi avversari nella prima guerra
mondiale, è una giornata commemorativa dedicata ai veterani dell’esercito
italiano.
Per la prima volta verrà celebrata a Torino, con due eventi in svolgimento
domenica 9 e martedì 11 novembre prossimi, a cui partecipano anche
l’Associazione Italiana della Croce Rossa e il Corpo Militare Volontario della
Croce Rossa Internazionale, una forza non combattente, dedita al soccorso dei
feriti, che affianca le forze armate italiane da 160 anni, cioè da quando, a
seguito della Prima Convenzione di Ginevra firmata il 22 agosto 1864, nella III
Guerra d’indipendenza (20 giugno – 12 agosto 1866) anche il Regno d’Italia si
avalse del supporto dei Militi della Croce Rossa.
Domenica 9 novembre all’evento in svolgimento a Torino il Corpo Militare CRI
metterà a disposizione un’ambulanza e il personale di assistenza e il personale
sanitario e presenzierà la cerimonia con una rappresentanza formata dai propri
militari in uniformi storiche, risorgimentale e della Prima e della Seconda
Guerra Mondiale, e nelle divise indossate nelle missioni in Corea, ex-Jugoslavia
e Antica Babilonia – Iraq.
La storia dell’ICRC / International Committee of the Red Cross è legata a quella
italiana perché la sua origine è connessa alla celebre battaglia delle guerre
risorgimentali combattuta nel 1859 e descritta da un imprenditore svizzero,
Henry Dunant, nel memoriale Un Souvenir de Solférino (Un ricordo di Solferino)
pubblicato a Ginevra nel 1862 e nel 2023 riedito a cura di Costantino Cipolla e
Paolo Vanni nella collezione storia della salute e della sanità di FrancoAngeli
con la precisazione che sia un testo fondamentale, uno dei libri “che entrano
nella storia e quasi senza rendersene conto la cambiano, la fanno vedere da
un’altra prospettiva e concepiscono nuove conquiste di civiltà”.
Recatosi in Italia per affari, cioè per sottoporre all’imperatore francese
Napoleone III una sua richiesta per la concessione allo sfruttamento di un
torrente, che però non ottenne, Dunant aveva implorato il monarca francese di
liberare i medici austriaci imprigionati con i soldati delle truppe avversarie
affinché fossero assegnati, insieme ai dottori francesi e italiani, alla cura
dei feriti di ambo le parti. Il libro in cui aveva descritto le atrocità della
guerra moderna ispirò la formazione del Comitato ginevrino di soccorso dei
militari feriti, l’associazione filantropica che Dunant ha fondato nel 1863
insieme ad altri propri connazionali – i medici Louis Appia e Theodore Maunoir,
il giurista Gustave Moynier e un generale, Guillaume-Henri Dufour, prima critico
oppositore e poi fervente sostenitore degli interventi umanitari – e anche
l’estensione di un trattato, la Convenzione per il miglioramento delle
condizioni dei militari feriti in guerra detta prima Convenzione di Ginevra,
siglato a Ginevra il 22 agosto 1864. Parallelamente Dunant si prodigò nella
fondazione del Comitato internazionale della Croce Rossa – cioè della Croce
Rossa – e nel 1901 “for his humanitarian efforts to help wounded soldiers and
create international understanding” venne insignito del primo Premio Nobel per
la pace.
Recentemente la presidente dell’ICRC, Mirjana Spoljaric, è più volte intervenuta
sulle attuali emergenze umanitarie e il 21 settembre scorso a New York in
occasione della presentazione della Dichiarazione per la protezione del
personale umanitario ha dichiarato:
> L’anno scorso, due autisti del CICR sono stati uccisi da uomini armati nel
> Darfur.
>
> Pochi mesi dopo, tre nostri dipendenti sono stati uccisi nell’Ucraina
> orientale, quando un bombardamento ha colpito il luogo di una distribuzione
> pianificata in prima linea.
>
> A Gaza sono stati uccisi 54 membri dello staff e volontari della Mezzaluna
> Rossa Palestinese e quattro membri dello staff del CICR, molti dei quali
> mentre erano in servizio.
>
> Nel marzo di quest’anno, l’uccisione di otto medici della Mezzaluna Rossa
> Palestinese ha suscitato indignazione globale. L’indignazione pubblica si è
> rapidamente placata e sono seguite poche azioni concrete, se non addirittura
> nessuna. A luglio, due colleghi sono rimasti feriti da colpi d’arma da fuoco
> mentre cercavano di evacuare un membro dello staff del CICR ferito e la sua
> famiglia. Ciò è avvenuto nonostante la chiara notifica e il coordinamento con
> le parti in causa.
>
> Questa allarmante frequenza di attacchi è aggravata da campagne di
> informazione deliberatamente dannose, progettate per erodere la fiducia nei
> nostri team e dipingere i nostri colleghi come bersagli legittimi.
>
> Tali attacchi online devono cessare, non solo perché sono dannosi nello spazio
> digitale, ma anche perché possono avere gravi conseguenze nella vita reale per
> i nostri team e per coloro che li assistono.
>
> Ogni operatore umanitario ucciso senza conseguenze permette a questo schema
> insidioso di continuare. Si ripercuote e ogni attacco segnala agli altri che
> la vita degli operatori umanitari è superflua e che le regole di guerra
> concepite per proteggerli sono superflue.
>
> La Dichiarazione per la protezione del personale umanitario è un passo
> fondamentale per contribuire a invertire questa tragica tendenza. Apprezzo,
> elogio e sostengo pienamente la leadership dell’Australia nel portare avanti
> questa dichiarazione.
>
> Spero che tutti gli Stati si uniscano a questo sostegno e traducano il
> sostegno politico che la dichiarazione rappresenta dalla carta ai fatti.
>
> Le regole della guerra sono chiare. Non ci sono lacune. Spetta agli stati e
> alle parti in conflitto farle rispettare.
>
> Da questo dipendono le vite del personale umanitario e di coloro che servono.
>
> ICRC president: Every humanitarian worker killed without consequence allows
> this insidious pattern to continue
Launch ceremony of the Declaration for the Protection of Humanitarian Personnel
in New York, 21 September 2025 – ICRC
Maddalena Brunasti