Occupazione della piazza del Viminale di Roma: denunce archiviate, ma senza annullarne gli effetti
Il tribunale di Roma ha archiviato le 107 denunce emesse il 22 novembre 2024
contro altrettante persone di Extinction Rebellion. Nonostante la non
sussistenza del reato, il TAR Lazio ha comunque deciso, per la seconda volta, di
non annullare il foglio di via a una ragazza che viveva e lavorava a Roma. La
ragazza ricorrerà al Consiglio di Stato.
Il 22 novembre scorso XR aveva dato vita a un’occupazione pacifica della piazza
del Viminale conclusa con 107 persone portate in Questura, trattenute per 8 ore
e denunciate per “manifestazione non preavvisata”. A 33 di loro era stato
notificato un foglio di via.
Un paradosso: è la Questura che denuncia chi manifesta a emettere anche il
giudizio di colpevolezza e pericolosità pubblica, senza passare da un regolare
processo.
Una negazione dello stato di diritto contro cui continueremo a batterci.
Dopo un anno di indagini preliminari, il Tribunale di Roma ha archiviato 107
denunce per una manifestazione pacifica di Extinction Rebellion al Ministero
dell’Interno. Il 22 novembre 2024, il movimento ecologista aveva dato vita a
un’occupazione simbolica in tenda in piazza del Viminale, davanti alla sede del
ministero, con la partecipazione di oltre un centinaio di persone per protestare
contro le politiche climatiche del governo e l’allora “DDL Sicurezza”, poi
convertito in decreto legge l’11 aprile 2025.
Nonostante la natura radicalmente pacifica della manifestazione, 107 persone
erano state portate con la forza in Questura, dove erano state trattenute per
circa 8 ore e denunciate per violazione dell’art. 18 TULPS (“manifestazione non
preavvisata”). Inoltre, 33 di loro erano state espulse da Roma con un foglio di
via obbligatorio fino a 3 anni.
Il giudice ha adesso disposto l’archiviazione per insussistenza del reato,
precisando nel decreto che non è possibile punire con manifestazione non
preavvisata chi semplicemente partecipa a quella manifestazione. Tuttavia, per
molte delle persone è ancora valido il foglio di via dalla capitale.
Nonostante il giudice abbia accertato che non è stato commesso alcun reato, 33
persone non possono ancora rientrare a Roma per ordine del Questore – denuncia
Extinction Rebellion – Una misura di prevenzione che limita gravemente la
libertà personale e viene applicata a cittadini senza alcun precedente penale.
Come se non bastasse, Il TAR del Lazio ha recentemente confermato il foglio di
via – per la seconda volta – a una delle persone espulse quel giorno, Sabina,
che lavorava e viveva stabilmente a Roma. Alla richiesta della sospensiva del
provvedimento, i giudici non hanno riconosciuto la documentazione presentata dai
legali che attestava i suoi legami con la città, costringendola a lasciare la
capitale. Secondo i legali di Extinction Rebellion, si tratta di un’applicazione
illegittima del Codice Antimafia del 2011, che stabilisce chiaramente che il
foglio di via non può essere emesso nei confronti di chi vive, lavora o studia
nella città interessata.
“È un incubo senza fine – racconta Sabina – Ho dovuto lasciare la mia città, i
miei affetti e il mio lavoro per un provvedimento illegittimo, mentre
l’archiviazione delle denunce dimostra che non abbiamo commesso alcun reato e
che questa misura sia solo un modo per punire chi sceglie di protestare
pacificamente”.
La richiesta di annullamento al Questore era già stata respinta e, dopo una
prima conferma del TAR, il Consiglio di Stato aveva chiesto un riesame del caso,
che ha tuttavia confermato nuovamente il provvedimento. Sabina ha annunciato
che, insieme agli avvocati del movimento, ricorrerà nuovamente al Consiglio di
Stato per chiedere l’annullamento definitivo del foglio di via.
Attraverso le Questure, il Governo assume sempre più il ruolo sia di inquirente
che di giudicante. È la stessa Questura che denuncia chi manifesta a emettere
poi il giudizio di pericolosità pubblica, con tanto di provvedimenti
restrittivi, senza passare da un giudice e da un regolare processo – afferma
Extinction Rebellion – Una negazione dello stato di diritto contro cui
continueremo a batterci.
Extinction Rebellion