A che punto siamo con l’Inceneritore della Montello Spa?
di Marco Facchinetti e Roberto Zanotti
PREMESSA
Il progetto dell’inceneritore di Montello si configura come una scelta
controversa su un territorio già segnato da criticità ambientali e proteste
diffuse. Il progetto è attualmente sottoposto a iter autorizzativo e non ha
ancora ottenuto alcun via libera definitivo.
Non si tratta di un’opera qualsiasi, ma di un impianto ad alto impatto,
destinato – secondo i critici – a modificare profondamente e in modo
potenzialmente irreversibile l’equilibrio ambientale, sociale ed economico della
Bergamasca.
In un contesto in cui le molestie olfattive legate all’attività attuale di
Montello S.p.A. sono tuttora oggetto di segnalazioni, l’ipotesi di introdurre un
inceneritore viene ritenuta da comitati e amministrazioni locali inopportuna e
incoerente con i principi dell’economia circolare e con le politiche europee
orientate alla riduzione e al riciclo dei rifiuti.
Fonti: Documentazione PAU, articoli Prima Bergamo, L’Eco di Bergamo.
IL PERCORSO AUTORIZZATIVO
Montello S.p.A. ha presentato il 31 luglio 2023 alla Provincia di Bergamo
l’istanza per il Provvedimento Autorizzatorio Unico (PAU), soggetto a
Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Il procedimento risulta attualmente in
corso e non concluso.
Fonti: Documentazione PAU, normativa VIA, L’Eco di Bergamo.
LA MOBILITAZIONE TERRITORIALE
Fin dall’avvio dell’iter autorizzativo, il progetto ha incontrato una forte
opposizione. Nel 2024 41 comuni hanno espresso contrarietà formale; nel 2025 il
numero è salito a 47, con una lettera ufficiale alla Provincia. Successivamente,
il fronte si è ulteriormente ampliato fino a quasi 50 adesioni complessive, come
confermato dalle manifestazioni e dagli incontri in Provincia. Le ragioni
addotte dai contrari sono di natura sanitaria, ambientale, paesaggistica e
sociale.
Un ruolo importante è stato svolto dal comitato Aria Pulita che è ormai una
presenza solida e riconosciuta: un vero punto di riferimento capace di mantenere
costante la pressione mediatica e istituzionale, impedendo che il tema scivoli
nel silenzio o nell’indifferenza.
Parallelamente, la società civile ha organizzato una mobilitazione senza
precedenti:
• Raccolta firme: oltre 17.000 sottoscrizioni consegnate alla Provincia.
• Manifestazioni pubbliche:
– Sit-in del 17 maggio 2025 in Piazza dei Caduti a Bergamo, con la
partecipazione di 46 sindaci e centinaia di cittadini.
– Marcia del 5 ottobre 2025 a Montello con oltre 1.000 partecipanti.
– Presidi davanti alla sede della Provincia durante le sedute della Conferenza
dei Servizi.
• Serate divulgative: decine di incontri informativi nei comuni della fascia
orientale, con la partecipazione di tecnici, medici e associazioni
ambientaliste.
Durante la fase di VIA, la partecipazione è stata straordinaria: oltre 700
osservazioni sono state inviate alla Provincia, tra cui quelle di sindaci,
comitati, associazioni, cittadini e persino realtà economiche locali. Questo
risultato è frutto di due tornate: la prima in primavera (circa 170
osservazioni) e la seconda a febbraio 2025, con un’ondata di 547, si tratta di
osservazioni presentate nell’ambito della procedura prevista dalla normativa
vigente.
Le osservazioni hanno evidenziato secondo i soggetti firmatari:
• Impatto cumulativo su un territorio già gravato da impianti industriali.
• Rischi sanitari legati alle emissioni di microinquinanti.
• Tutela delle aree agricole e residenziali.
• Richiesta di alternative basate su riduzione e riciclo dei rifiuti.
Fonti: Documenti VIA, articoli Prima Bergamo, L’Eco di Bergamo, BergamoNews,
Pressenza.
Manifestazione del 17 maggio a Bergamo Manifestazione del 4 ottobre a Montello
IL RUOLO DELLA DIOCESI DI BERGAMO
In una vicenda che ha coinvolto istituzioni, comitati e cittadini, anche la
Diocesi di Bergamo ha scelto di far sentire la propria voce, sottolineando che
la questione dell’inceneritore non riguarda solo aspetti tecnici o
amministrativi, ma tocca valori profondi legati alla tutela del Creato e alla
responsabilità verso le generazioni future.
Attraverso una comunicazione ufficiale inviata a tutte le parrocchie, l’Ufficio
per la Pastorale Sociale e del Lavoro ha invitato le comunità a informarsi
sull’iter del progetto, a promuovere consapevolezza ambientale e a partecipare
in modo responsabile ai processi decisionali. Il messaggio non assume toni di
protesta, ma richiama con forza il dovere etico di proteggere l’ambiente e la
salute, in linea con i principi della dottrina sociale della Chiesa.
Questo intervento ha avuto un impatto significativo sul dibattito pubblico: ha
contribuito a spostare la discussione dal piano puramente tecnico a quello
culturale e valoriale, rafforzando l’idea che la gestione dei rifiuti non è solo
una questione di efficienza industriale, ma anche di giustizia sociale e
rispetto per la vita.
Fonti: Comunicazione ufficiale Diocesi di Bergamo, articoli L’Eco di Bergamo,
Prima Bergamo.
AZIONI COORDINATE DEI SINDACI
La contrarietà non si è limitata a dichiarazioni: i comuni hanno avviato
un’azione istituzionale strutturata. Alcuni hanno investito risorse per
partecipare attivamente ai tavoli tecnici e alle audizioni, altri hanno
sostenuto la linea comune con una presenza più passiva.
I protagonisti dell’azione diretta:
I comuni di Bagnatica, Brusaporto, Costa di Mezzate, Gorlago e Montello hanno
guidato la mobilitazione, partecipando alle audizioni in Regione Lombardia,
investendo in consulenze ambientali e legali e redigendo osservazioni
dettagliate alla VIA.
Il Comune di Montello ha espresso contrarietà formale e prodotto un documento
articolato, sottolineando la sproporzione del progetto rispetto alla fragilità
del contesto locale.
La lettera al Prefetto:
Il 12 novembre 2025, i comuni più attivi – Bagnatica, Brusaporto, Costa di
Mezzate, Gorlago – insieme ad Albano Sant’Alessandro hanno inviato una lettera
ufficiale al Prefetto di Bergamo, chiedendo:
• un tavolo urgente con Regione, ARPA e ATS;
• un piano operativo vincolante con tempi certi;
• il rafforzamento del monitoraggio delle emissioni;
• interventi strutturali, non più temporanei.
Il coordinamento intercomunale e il ruolo di Cenate Sopra e Bagnatica:
Il coordinamento intercomunale ha permesso di uniformare le strategie e
presentare un fronte compatto. I comuni protagonisti – Bagnatica, Brusaporto,
Costa di Mezzate, Gorlago e Montello – hanno condiviso dati tecnici e sanitari,
elaborato documenti congiunti e promosso incontri pubblici.
In questo contesto, Cenate Sopra ha avuto un ruolo strategico come referente del
coordinamento, moderando la manifestazione del 17 maggio a Bergamo e promuovendo
la raccolta firme dei Sindaci del territorio.
Bagnatica, invece, si è distinta come voce forte del fronte del “no”,
intervenendo come portavoce durante le manifestazioni e ribadendo la necessità
di fare rete tra i Comuni per tutelare la salute e la vivibilità del territorio.
Altri comuni hanno sostenuto la causa in modo passivo, limitandosi a firmare
documenti e presenziare alle riunioni senza interventi tecnici significativi,
lasciando l’operatività ai comuni più attivi.
Fonti: Documenti VIA, articoli Prima Bergamo, L’Eco di Bergamo.
Manifestazione del 17 maggio a Bergamo
LE INIZIATIVE REGIONALI E PROVINCIALI
Il 23 settembre 2025 il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una
mozione che sancisce la contrarietà politica al progetto di Montello. Il
documento impegna la Giunta a trasmettere la posizione alla Conferenza dei
Servizi, a verificare la conformità del progetto alle normative europee e ad
attivare ARPA per risolvere il problema delle molestie olfattive. La mozione ha
natura politica e non vincolante e prevede inoltre un ciclo di audizioni
tecniche nella VI Commissione Ambiente, conclusosi a novembre con pareri critici
di esperti e istituzioni: l’impianto non serve, la Lombardia è già satura di
inceneritori e il territorio bergamasco è sotto pressione ambientale.
Già nel maggio 2024 il Consiglio provinciale di Bergamo si era espresso
all’unanimità contro l’impianto, chiedendo il rigetto definitivo e una gestione
trasparente delle politiche ambientali.
Queste iniziative hanno rafforzato il fronte istituzionale, portando la
questione Montello al centro dell’agenda politica regionale e provinciale.
Fonti: BergamoNews, Prima Bergamo, Lombardia Quotidiano, Araberara, Bergamo in
Comune.
Assemblea del 27 febbraio a Montello
MOLESTIE OLFATTIVE: IL PROBLEMA MAI RISOLTO
Montello S.p.A. è da anni oggetto di segnalazioni per odori molesti. I
monitoraggi ARPA hanno rilevato concentrazioni odorose significative. Il
Ministero dell’Ambiente ha riconosciuto una “criticità importante”, imponendo
misure correttive (copertura vasche, biofiltri, doppie barriere), ma i disagi
persistono.
Fonti: Report ARPA, Ministero Ambiente, articoli L’Eco di Bergamo.
Presidio a Montello – 6 luglio 2024
CRITICITÀ AMBIENTALI E SANITARIE
Gli esperti ascoltati in Commissione regionale hanno evidenziato:
• Secondo le valutazioni espresse in audizione:la Lombardia è già
autosufficiente nello smaltimento e importa rifiuti da altre regioni.
• Effetto accumulo: rischio segnalato per un territorio sovraccarico di
impianti.
• Rischi sanitari: ATS ha dichiarato che la documentazione fornita da Montello
Spa risulta incompleta e non aggiornata, senza esprimere un parere sanitario
definitivo.
Fonti: Audizioni VI Commissione Ambiente, dichiarazioni ATS, QuiBrescia, Prima
Bergamo.
GLI SCENARI SE L’INCENERITORE VENISSE REALIZZATO
Secondo le preoccupazioni espresse da comitati ed esperti ascoltati in
audizione, potrebbero verificarsi:
• Emissioni nocive: diossine, metalli pesanti, particolato fine.
• Svalutazione immobiliare.
• Fuga delle famiglie più abbienti.
• Perdita di attrattività turistica e agricola.
Fonti: Audizioni VI Commissione Ambiente, articoli Prima Bergamo.
RIPERCUSSIONI SULLA SALUTE: COSA DICONO GLI STUDI
Le rassegne scientifiche citate dalle associazioni mediche e ambientaliste
indicano possibili correlazioni, in contesti analoghi, con:
• aumento del rischio di tumori.
• effetti su gravidanza: abortività spontanea e malformazioni congenite.
• emissioni pericolose: diossine, furani, metalli pesanti.
• effetti cumulativi: in Lombardia manca un monitoraggio epidemiologico
sistematico.
Fonti: ISDE Italia, Progetto Moniter Emilia-Romagna, SPoTT.
LO STATO ATTUALE
Il Consiglio regionale ha approvato una mozione di contrarietà (non vincolante).
La Provincia di Bergamo è nella fase conclusiva di valutazione del PAU e delle
osservazioni. In caso di autorizzazione, è possibile ricorso al TAR.
Fonti: Resoconti sedute, dichiarazioni aziendali, articoli L’Eco di Bergamo e
BergamoNews.
CONCLUSIONE
La vicenda dell’inceneritore di Montello mette in evidenza un conflitto evidente
tra le esigenze industriali rappresentate da Montello S.p.A. e la tutela della
salute e dell’ambiente in un’area già fragile e sottoposta a pressione
impiantistica. Dopo aver ricostruito i fatti, Argomenti ritiene che questo
progetto non risponda né al bene del territorio né agli indirizzi europei che
puntano su riduzione, riciclo e prevenzione dei rifiuti.
In una pianura già tra le più inquinate d’Europa e in un contesto segnato da
criticità ambientali irrisolte, l’ipotesi di un nuovo impianto di incenerimento
appare non solo inopportuna, ma anche incoerente con le necessità reali delle
comunità coinvolte.
Per queste ragioni, la nostra posizione è contraria e va nella direzione
indicata da amministrazioni locali, cittadini e realtà associative che chiedono
con forza di sospendere il progetto e orientare le scelte future verso modelli
più sostenibili.
Fonti: sintesi basata su contenuti pubblicati da Prima Bergamo, L’Eco di
Bergamo, BergamoNews, Il Giorno, Pressenza, materiali informativi di ISDE
Italia, SPoTT e documenti ufficiali della Regione Lombardia.
Manifestazione del 12 ottobre 2024 a Bergamo
Redazione Sebino Franciacorta