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A che punto siamo con l’Inceneritore della Montello Spa?
di Marco Facchinetti e Roberto Zanotti PREMESSA Il progetto dell’inceneritore di Montello si configura come una scelta controversa su un territorio già segnato da criticità ambientali e proteste diffuse. Il progetto è attualmente sottoposto a iter autorizzativo e non ha ancora ottenuto alcun via libera definitivo. Non si tratta di un’opera qualsiasi, ma di un impianto ad alto impatto, destinato – secondo i critici – a modificare profondamente e in modo potenzialmente irreversibile l’equilibrio ambientale, sociale ed economico della Bergamasca. In un contesto in cui le molestie olfattive legate all’attività attuale di Montello S.p.A. sono tuttora oggetto di segnalazioni, l’ipotesi di introdurre un inceneritore viene ritenuta da comitati e amministrazioni locali inopportuna e incoerente con i principi dell’economia circolare e con le politiche europee orientate alla riduzione e al riciclo dei rifiuti. Fonti: Documentazione PAU, articoli Prima Bergamo, L’Eco di Bergamo. IL PERCORSO AUTORIZZATIVO Montello S.p.A. ha presentato il 31 luglio 2023 alla Provincia di Bergamo l’istanza per il Provvedimento Autorizzatorio Unico (PAU), soggetto a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Il procedimento risulta attualmente in corso e non concluso. Fonti: Documentazione PAU, normativa VIA, L’Eco di Bergamo. LA MOBILITAZIONE TERRITORIALE Fin dall’avvio dell’iter autorizzativo, il progetto ha incontrato una forte opposizione. Nel 2024 41 comuni hanno espresso contrarietà formale; nel 2025 il numero è salito a 47, con una lettera ufficiale alla Provincia. Successivamente, il fronte si è ulteriormente ampliato fino a quasi 50 adesioni complessive, come confermato dalle manifestazioni e dagli incontri in Provincia. Le ragioni addotte dai contrari sono di natura sanitaria, ambientale, paesaggistica e sociale. Un ruolo importante è stato svolto dal comitato Aria Pulita che è ormai una presenza solida e riconosciuta: un vero punto di riferimento capace di mantenere costante la pressione mediatica e istituzionale, impedendo che il tema scivoli nel silenzio o nell’indifferenza. Parallelamente, la società civile ha organizzato una mobilitazione senza precedenti: • Raccolta firme: oltre 17.000 sottoscrizioni consegnate alla Provincia. • Manifestazioni pubbliche: – Sit-in del 17 maggio 2025 in Piazza dei Caduti a Bergamo, con la partecipazione di 46 sindaci e centinaia di cittadini. – Marcia del 5 ottobre 2025 a Montello con oltre 1.000 partecipanti. – Presidi davanti alla sede della Provincia durante le sedute della Conferenza dei Servizi. • Serate divulgative: decine di incontri informativi nei comuni della fascia orientale, con la partecipazione di tecnici, medici e associazioni ambientaliste. Durante la fase di VIA, la partecipazione è stata straordinaria: oltre 700 osservazioni sono state inviate alla Provincia, tra cui quelle di sindaci, comitati, associazioni, cittadini e persino realtà economiche locali. Questo risultato è frutto di due tornate: la prima in primavera (circa 170 osservazioni) e la seconda a febbraio 2025, con un’ondata di 547, si tratta di osservazioni presentate nell’ambito della procedura prevista dalla normativa vigente. Le osservazioni hanno evidenziato secondo i soggetti firmatari: • Impatto cumulativo su un territorio già gravato da impianti industriali. • Rischi sanitari legati alle emissioni di microinquinanti. • Tutela delle aree agricole e residenziali. • Richiesta di alternative basate su riduzione e riciclo dei rifiuti. Fonti: Documenti VIA, articoli Prima Bergamo, L’Eco di Bergamo, BergamoNews, Pressenza. Manifestazione del 17 maggio a Bergamo Manifestazione del 4 ottobre a Montello IL RUOLO DELLA DIOCESI DI BERGAMO In una vicenda che ha coinvolto istituzioni, comitati e cittadini, anche la Diocesi di Bergamo ha scelto di far sentire la propria voce, sottolineando che la questione dell’inceneritore non riguarda solo aspetti tecnici o amministrativi, ma tocca valori profondi legati alla tutela del Creato e alla responsabilità verso le generazioni future. Attraverso una comunicazione ufficiale inviata a tutte le parrocchie, l’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro ha invitato le comunità a informarsi sull’iter del progetto, a promuovere consapevolezza ambientale e a partecipare in modo responsabile ai processi decisionali. Il messaggio non assume toni di protesta, ma richiama con forza il dovere etico di proteggere l’ambiente e la salute, in linea con i principi della dottrina sociale della Chiesa. Questo intervento ha avuto un impatto significativo sul dibattito pubblico: ha contribuito a spostare la discussione dal piano puramente tecnico a quello culturale e valoriale, rafforzando l’idea che la gestione dei rifiuti non è solo una questione di efficienza industriale, ma anche di giustizia sociale e rispetto per la vita. Fonti: Comunicazione ufficiale Diocesi di Bergamo, articoli L’Eco di Bergamo, Prima Bergamo. AZIONI COORDINATE DEI SINDACI La contrarietà non si è limitata a dichiarazioni: i comuni hanno avviato un’azione istituzionale strutturata. Alcuni hanno investito risorse per partecipare attivamente ai tavoli tecnici e alle audizioni, altri hanno sostenuto la linea comune con una presenza più passiva. I protagonisti dell’azione diretta: I comuni di Bagnatica, Brusaporto, Costa di Mezzate, Gorlago e Montello hanno guidato la mobilitazione, partecipando alle audizioni in Regione Lombardia, investendo in consulenze ambientali e legali e redigendo osservazioni dettagliate alla VIA. Il Comune di Montello ha espresso contrarietà formale e prodotto un documento articolato, sottolineando la sproporzione del progetto rispetto alla fragilità del contesto locale. La lettera al Prefetto: Il 12 novembre 2025, i comuni più attivi – Bagnatica, Brusaporto, Costa di Mezzate, Gorlago – insieme ad Albano Sant’Alessandro hanno inviato una lettera ufficiale al Prefetto di Bergamo, chiedendo: • un tavolo urgente con Regione, ARPA e ATS; • un piano operativo vincolante con tempi certi; • il rafforzamento del monitoraggio delle emissioni; • interventi strutturali, non più temporanei. Il coordinamento intercomunale e il ruolo di Cenate Sopra e Bagnatica: Il coordinamento intercomunale ha permesso di uniformare le strategie e presentare un fronte compatto. I comuni protagonisti – Bagnatica, Brusaporto, Costa di Mezzate, Gorlago e Montello – hanno condiviso dati tecnici e sanitari, elaborato documenti congiunti e promosso incontri pubblici. In questo contesto, Cenate Sopra ha avuto un ruolo strategico come referente del coordinamento, moderando la manifestazione del 17 maggio a Bergamo e promuovendo la raccolta firme dei Sindaci del territorio. Bagnatica, invece, si è distinta come voce forte del fronte del “no”, intervenendo come portavoce durante le manifestazioni e ribadendo la necessità di fare rete tra i Comuni per tutelare la salute e la vivibilità del territorio. Altri comuni hanno sostenuto la causa in modo passivo, limitandosi a firmare documenti e presenziare alle riunioni senza interventi tecnici significativi, lasciando l’operatività ai comuni più attivi. Fonti: Documenti VIA, articoli Prima Bergamo, L’Eco di Bergamo. Manifestazione del 17 maggio a Bergamo LE INIZIATIVE REGIONALI E PROVINCIALI Il 23 settembre 2025 il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mozione che sancisce la contrarietà politica al progetto di Montello. Il documento impegna la Giunta a trasmettere la posizione alla Conferenza dei Servizi, a verificare la conformità del progetto alle normative europee e ad attivare ARPA per risolvere il problema delle molestie olfattive. La mozione ha natura politica e non vincolante e prevede inoltre un ciclo di audizioni tecniche nella VI Commissione Ambiente, conclusosi a novembre con pareri critici di esperti e istituzioni: l’impianto non serve, la Lombardia è già satura di inceneritori e il territorio bergamasco è sotto pressione ambientale. Già nel maggio 2024 il Consiglio provinciale di Bergamo si era espresso all’unanimità contro l’impianto, chiedendo il rigetto definitivo e una gestione trasparente delle politiche ambientali. Queste iniziative hanno rafforzato il fronte istituzionale, portando la questione Montello al centro dell’agenda politica regionale e provinciale. Fonti: BergamoNews, Prima Bergamo, Lombardia Quotidiano, Araberara, Bergamo in Comune. Assemblea del 27 febbraio a Montello MOLESTIE OLFATTIVE: IL PROBLEMA MAI RISOLTO Montello S.p.A. è da anni oggetto di segnalazioni per odori molesti. I monitoraggi ARPA hanno rilevato concentrazioni odorose significative. Il Ministero dell’Ambiente ha riconosciuto una “criticità importante”, imponendo misure correttive (copertura vasche, biofiltri, doppie barriere), ma i disagi persistono. Fonti: Report ARPA, Ministero Ambiente, articoli L’Eco di Bergamo. Presidio a Montello – 6 luglio 2024 CRITICITÀ AMBIENTALI E SANITARIE Gli esperti ascoltati in Commissione regionale hanno evidenziato: • Secondo le valutazioni espresse in audizione:la Lombardia è già autosufficiente nello smaltimento e importa rifiuti da altre regioni. • Effetto accumulo: rischio segnalato per un territorio sovraccarico di impianti. • Rischi sanitari: ATS ha dichiarato che la documentazione fornita da Montello Spa risulta incompleta e non aggiornata, senza esprimere un parere sanitario definitivo. Fonti: Audizioni VI Commissione Ambiente, dichiarazioni ATS, QuiBrescia, Prima Bergamo. GLI SCENARI SE L’INCENERITORE VENISSE REALIZZATO Secondo le preoccupazioni espresse da comitati ed esperti ascoltati in audizione, potrebbero verificarsi: • Emissioni nocive: diossine, metalli pesanti, particolato fine. • Svalutazione immobiliare. • Fuga delle famiglie più abbienti. • Perdita di attrattività turistica e agricola. Fonti: Audizioni VI Commissione Ambiente, articoli Prima Bergamo. RIPERCUSSIONI SULLA SALUTE: COSA DICONO GLI STUDI Le rassegne scientifiche citate dalle associazioni mediche e ambientaliste indicano possibili correlazioni, in contesti analoghi, con: • aumento del rischio di tumori. • effetti su gravidanza: abortività spontanea e malformazioni congenite. • emissioni pericolose: diossine, furani, metalli pesanti. • effetti cumulativi: in Lombardia manca un monitoraggio epidemiologico sistematico. Fonti: ISDE Italia, Progetto Moniter Emilia-Romagna, SPoTT. LO STATO ATTUALE Il Consiglio regionale ha approvato una mozione di contrarietà (non vincolante). La Provincia di Bergamo è nella fase conclusiva di valutazione del PAU e delle osservazioni. In caso di autorizzazione, è possibile ricorso al TAR. Fonti: Resoconti sedute, dichiarazioni aziendali, articoli L’Eco di Bergamo e BergamoNews. CONCLUSIONE La vicenda dell’inceneritore di Montello mette in evidenza un conflitto evidente tra le esigenze industriali rappresentate da Montello S.p.A. e la tutela della salute e dell’ambiente in un’area già fragile e sottoposta a pressione impiantistica. Dopo aver ricostruito i fatti, Argomenti ritiene che questo progetto non risponda né al bene del territorio né agli indirizzi europei che puntano su riduzione, riciclo e prevenzione dei rifiuti. In una pianura già tra le più inquinate d’Europa e in un contesto segnato da criticità ambientali irrisolte, l’ipotesi di un nuovo impianto di incenerimento appare non solo inopportuna, ma anche incoerente con le necessità reali delle comunità coinvolte. Per queste ragioni, la nostra posizione è contraria e va nella direzione indicata da amministrazioni locali, cittadini e realtà associative che chiedono con forza di sospendere il progetto e orientare le scelte future verso modelli più sostenibili. Fonti: sintesi basata su contenuti pubblicati da Prima Bergamo, L’Eco di Bergamo, BergamoNews, Il Giorno, Pressenza, materiali informativi di ISDE Italia, SPoTT e documenti ufficiali della Regione Lombardia. Manifestazione del 12 ottobre 2024 a Bergamo Redazione Sebino Franciacorta
Il Comitato Aria Pulita Tomenone chiede attenzione sul caso Montello
Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta inviata dal Comitato Aria Pulita Tomenone a GreenPlanner sull’insostenibile convivenza con un’azienda che produce miasmi e ha in progetto la costruzione di un nuovo inceneritore: la Montello SPA. “Gentile direttore”, inizia così la lettera aperta che il Comitato Aria Pulita Tomenone ci ha inviato per parlare della loro annosa situazione di un territorio che già altamente inquinato. La posizione della nostra testata è chiara: finché ci saranno dei rifiuti da smaltire, questi vanno smaltiti al meglio attraverso il ricorso a nuove tecnologie – sicure e sostenibili – e a km zero (non ha senso caricare sui treni la spazzatura per spostarla da Regione a regione, sen non addirittura a Nazioni diverse). Dunque, anche i cittadini devono impegnarsi a diminuire i propri rifiuti e non cadere nelle logiche “not in my back yard”. Detto ciò, la lettera aperta del Comitato Aria Pulita Tomenone è chiara ed è nostro dovere deontologico pubblicarla lasciando a Montello lo stesso spazio di replica nel caso lo voglia fare. Anche se dubitiamo visto che abbiamo ricevuto una mail a seguito di un paio di chiacchierate telefoniche con Paolo Ferrari, amministratore delegato della Montello, che dice: “La Montello S.p.A. ha sempre creduto, e crede tutt’oggi, che non spetti ai singoli cittadini, ma alle sole Autorità amministrative e agli Enti competenti, svolgere verifiche, valutazioni e istruttorie, soprattutto se di natura tecnica, per garantire la piena compatibilità dell’attività svolta con la disciplina di settore e le autorizzazioni all’esercizio”. Noi invece crediamo nel diritto all’espressione dei cittadini che si impegnano perché l’ambiente in cui vivono sia sano. Ed ecco quello che ci ha scritto il Comitato Aria Pulita Tomenone: Gentile direttore, la ringraziamo per aver scelto di ascoltarci. Quella che segue non è solo una denuncia: è la fotografia di una comunità che, da anni, vive prigioniera dei miasmi e dell’incertezza, e che chiede soltanto una cosa semplice e fondamentale: poter respirare. Chi siamo e cosa viviamo Siamo cittadini di Montello, Bagnatica, Costa di Mezzate, Brusaporto, Gorlago, Albano Sant’Alessandro e San Paolo d’Argon. Da troppo tempo conviviamo con odori insopportabili, notti in cui tenere le finestre chiuse è obbligatorio, irritazioni agli occhi, nausea, mal di gola. Sono episodi quotidiani, documentati e ripetuti. Nel 2021 Arpa Lombardia ha definito questi miasmi “non tollerabili”, individuando come fonte l’impianto della Montello Spa. Nonostante ciò, la situazione non è stata risolta. Il nuovo fronte: l’inceneritore Come se i miasmi non bastassero, ora è in corso l’iter per la realizzazione di un termovalorizzatore/inceneritore nello stesso sito industriale. La nostra risposta è chiara: No. Perché prima di autorizzare un nuovo impianto serve trasparenza, serve salute, servono dati. Non promesse. Cosa chiediamo, senza giri di parole: • Monitoraggi reali e pubblici, non solo sugli odori ma sugli inquinanti aerodispersi. • Interventi urgenti per fermare i miasmi già ora. • Blocco del progetto dell’inceneritore finché non esisteranno studi sanitari indipendenti e una partecipazione vera della comunità. Una comunità che non sta in silenzio Non siamo un comitato improvvisato. Siamo una rete organizzata e competente. In due settimane abbiamo raccolto 5.200 firme contro il nuovo inceneritore (febbraio 2024). In piazza, il 4 ottobre 2025, siamo scesi in 1500 insieme a Sindaci e amministratori. Abbiamo presentato 547 osservazioni tecniche al progetto dell’inceneritore e tre osservazioni redatte da Terra Aria, Isde, Legambiente Basso Sebino con i quali continuiamo a presentare osservazioni supportate anche da Legambiente Basso Sebino. Abbiamo scritto al Presidente della Repubblica. 41 sindaci (i Comuni sono: Alzano Lombardo; Azzano San Paolo; Bagnatica; Berzo San Fermo; Bianzano; Bolgare; Borgo di Terzo; Brusaporto; Calcinate; Carobbio degli Angeli; Casazza; Cavernago; Cenate Sopra; Cenate Sotto; Chiuduno; Costa di Mezzate; Endine Gaiano; Entratico; Gaverina Terme; Gorlago; Gorle; Grassobbio; Grone; Luzzana; Monasterolo del Castello; Nembro; Orio al Serio; Pradalunga; Ranica; Ranzanico; Scanzorosciate; Seriate; Spinone al Lago; Telgate; Torre Boldone; Torre de’ Roveri; Trescore Balneario; Vigano San Martino; Villa di Serio; Zandobbio) della zona hanno espresso il loro NO formale al nuovo impianto con una lettera aperta inviata prima alla Provincia. Questa è la forza di una comunità che ha deciso di non arrendersi. Perché le chiediamo di raccontare la nostra storia: perché ciò che viviamo non riguarda solo noi: riguarda il principio stesso di tutela della salute pubblica. Riguarda il diritto di ogni cittadino a respirare aria pulita e a vivere senza paura degli odori che entrano in casa la notte. La nostra è una battaglia civile, ambientale e sanitaria. Una battaglia che merita di essere raccontata. Grazie per il suo lavoro e per l’attenzione che vorrà dedicare a questa vicenda. Con stima, Comitato Aria Pulita Tomenone   https://www.greenplanner.it/2025/11/17/comitato-aria-pulita-tomenone-caso-montello/ Redazione Sebino Franciacorta
Milano, VI Commissione Ambiente all’esame del progetto Montello Spa: “II territorio bergamasco è sull’orlo del collasso ambientale. L’incenerimento non è economia circolare”
Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una Mozione n. 355 del PD (Davide Casati) del 23 settembre 2025 che esprime contrarietà al progetto d’incenerimento di Montello, impegnando la Giunta Regionale a trasmettere la posizione negativa alla Conferenza dei servizi. Tale mozione ha previsto che la VI Commissione Ambiente, Energia, Clima, Protezione Civile (Commissione regionale) avvii un percorso di audizioni entro 60 giorni per valutare l’inserimento, nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, di criteri che tengano conto delle emissioni cumulative territoriali come criterio per escludere o penalizzare nuovi impianti. La “VI Commissione Ambiente” è la commissione regionale competente per ambiente, energia, clima, protezione civile. Nel caso del progetto dell’inceneritore di Montello, la mozione approvata ha previsto che l’Ufficio di Presidenza della VI Commissione promuovesse audizioni (interviste, incontri) entro 60 giorni allo scopo di valutare come modificare il Piano Regionale dei Rifiuti includendo criteri ambientali più rigorosi, ad esempio le emissioni cumulative e non solo quelle del singolo impianto. Ecco le appartenenze politiche (gruppi / liste) per alcuni dei componenti della VI Commissione Ambiente del Consiglio Regionale Lombardia: Alessandro Cantoni, Lombardia Ideale – Fontana Presidente Riccardo Pase, Lega – Lega Lombarda Salvini Michela Palestra, Patto Civico Giorgio Bontempi, Fratelli d’Italia Giuseppe Licata, Azione – Italia Viva – Renew Europe Paola Pollini, Movimento 5 Stelle Alfredo Simone Negri, Partito Democratico – Lombardia Democratica e Progressista Pietro Luigi Ponti, Partito Democratico – Lombardia Democratica e Progressista Roberta Vallacchi, Partito Democratico – Lombardia Democratica e Progressista Giacomo Zamperini, Fratelli d’Italia Riccardo Vitari, Lega – Lega Lombarda Salvini La Commissione deve fungere da organismo di analisi tecnica/politica, ascoltando cittadini, enti, esperti, per formulare proposte che potrebbero condizionare l’iter autorizzativo o la legislazione regionale su nuovi impianti simili. Alle audizioni hanno partecipato: • la Direzione Generale Ambiente e Clima della Regione Lombardia, • ARPA Lombardia, • la Provincia di Bergamo, • il Comune di Montello, • la società Montello S.p.A. Riportiamo di seguito i contenuti delle tre udienze della VI Commissione Ambiente che, in modo graduale, hanno portato risultati soddisfacenti. 13 OTTOBRE 2025 – PRIMA UDIENZA DELLA VI COMMISSIONE: POSIZIONI FERME SUL CASO MONTELLO Nella prima udienza della VI Commissione regionale, avvenuta il 13 ottobre 2025 a Milano, presso le sedi di Regione Lombardia, dedicata al progetto dell’inceneritore di Montello, le posizioni delle parti sono rimaste immutate. La Montello S.p.A. ha ribadito la propria intenzione di procedere con la realizzazione dell’impianto, mentre il Comune di Montello ha confermato con decisione il proprio no al progetto. Durante la seduta sono intervenuti diversi consiglieri regionali, tra cui Paola Pollini (Movimento 5 Stelle), che ha ricordato come in Lombardia siano già presenti 24 inceneritori e oltre 70 impianti di trattamento e coincenerimento dei rifiuti, sottolineando quindi la mancanza di necessità di nuove strutture di questo tipo nella regione. Per il resto, durante la Prima Udienza sono stati formulati giudizi nettamente favorevoli nei confronti dell’azienda, ancora prima che si procedesse all’ascolto, in primis, dei tecnici con competenze indispensabili per un’adeguata valutazione, nonché di tutti i soggetti coinvolti, cittadini compresi, che da anni subiscono gravi disagi a causa delle emissioni e dei miasmi prodotti dall’impianto. Durante la seduta sono state pronunciate affermazioni che, per tono e contenuto, hanno assunto i tratti di un elogio nei confronti dell’azienda, come ad esempio il riferimento del Presidente Cantoni a un “grandissimo lavoro da parte dell’azienda Montello” e la frase, dallo stesso pronunciata, “non penso che siate dei pazzi scatenati che vogliate inquinare voi stessi prima degli altri”. Tali espressioni, unitamente ad altri giudizi analoghi del Vicepresidente Pase, appaiono difficilmente conciliabili con il ruolo di garanzia e imparzialità che la Commissione è chiamata a esercitare. In particolare, risulta centrale la questione relativa all’ipotesi di realizzazione, presso l’impianto Montello S.p.A., di una nuova linea di trattamento termico, la cui costruzione sarebbe autorizzata esclusivamente in virtù di una deroga normativa, in un’area in cui tale tipologia di impianto non sarebbe normalmente consentita. Un simile approccio, che antepone elogi e valutazioni premature all’esame puntuale e scientifico delle problematiche ambientali e sanitarie, rischia di apparire non solo fuori luogo, ma anche come una palese sottovalutazione delle sofferenze delle comunità locali, che attendono risposte concrete e trasparenti. Non si può ignorare che la nascita di questa Commissione è stata dettata proprio dall’esigenza di affrontare e risolvere criticità documentate e gravi, non certo per celebrare l’operato di chi è stato oggetto di numerose segnalazioni per problematiche che da anni destano forte preoccupazione nel territorio. Si ritiene pertanto necessario ribadire che la funzione istituzionale della Commissione deve essere quella di assicurare un’indagine rigorosa, imparziale e approfondita, capace di restituire ai cittadini e ai decisori pubblici un quadro chiaro, fondato su dati certi e analisi scientifiche, e non una vetrina per proclami favorevoli e di parte. Sarebbe indispensabile che il Presidente e il Vicepresidente della VI Commissione chiariscano in modo puntuale le modalità e i criteri che hanno guidato la conduzione della seduta del 13 ottobre, affinché sia garantita la massima trasparenza e correttezza procedurale nello svolgimento dei lavori consiliari. La VI Commissione, che avrebbe dovuto individuare una possibile soluzione condivisa, non è riuscita a far convergere le posizioni delle parti. Sono state fissate altre due udienze, previste per il 23 ottobre e il 29 ottobre. In quest’ultima data saranno ascoltati i consiglieri regionali, tra cui Onorio Rosati, che sarà accompagnato da due consulenti forniti dal comitato “Aria Pulita Tomenone”. Dopo le due sedute, la decisione definitiva sarà rimandata alla Conferenza dei Servizi, chiamata a valutare il progetto e le relative osservazioni. La seduta, presieduta da Alessandro Cantone (gruppo Fontana Presidente), si è conclusa con un ampio elogio alla Montello S.p.A., un commento che ha suscitato non poche perplessità tra chi teme il pesante impatto ambientale che l’inceneritore potrebbe avere sul territorio.   29 OTTOBRE 2025 – SECONDA UDIENZA DELLA VI COMMISSIONE: INSOSTENIBILITÀ DI UN PROGETTO La seconda seduta della VI Commissione Ambiente di Regione Lombardia, dedicata al progetto di realizzazione di un nuovo inceneritore (termovalorizzatore) presso la Montello S.p.A. nel Bergamasco, ha messo in luce una saturazione impiantistica insostenibile e sollevato forti dubbi tecnici, sanitari e strategici sul futuro della gestione dei rifiuti in Lombardia. Il dibattito ha evidenziato come la necessità di regolamentare con urgenza la concentrazione di impianti sia una priorità. Montello: Un Impianto Troppo Grande per Essere “Solo” un Residuo Aziendale L’analisi tecnica dell’ing. Perotti, esperto del Comitato Tecnico-Scientifico, ha posto in evidenza un nodo cruciale: il nuovo impianto, con una potenza termica che si stima intorno ai 154 MW, è un’opera di dimensioni enormi, circa due terzi dell’inceneritore Silla 2. L’ingegnere ha sottolineato come non abbia senso costruire un’opera per poi non esercirla a piena potenzialità. La conseguenza è chiara: se l’impianto venisse realizzato, richiederebbe l’incenerimento a pieno regime delle sue 250.000 tonnellate annue di capacità. II Paradosso dell’Importazione: Come ricordato dalla Consigliera Pollini, questo dimensionamento rischia di imporre alla Regione di importare ancora più rifiuti (da Campania, Sicilia, Roma, Calabria) per far funzionare l’impianto, aggravando una condizione ambientale già fragile. Già oggi, 900.000 tonnellate della capacità operativa lombarda provengono da fuori Regione. Il Carico Nazionale: Il Dott. Enzo Favoino, coordinatore scientifico di Zero Waste Europe, ha confermato che l’impianto di Montello coprirebbe circa il 50% del plasmix (scarti di plastica) incenerito oggi in Italia. Incenerire non è Economia Circolare É emersa una forte critica alla narrazione che inquadra l’incenerimento come parte dell’economia circolare. Il Dott. Favoino ha ribadito che, secondo il diagramma europeo a farfalla, il recupero energetico (o incenerimento) è classificato come “perdita netta” (leakage), un intervento lineare per definizione perché distrugge il materiale e la risorsa in esso contenuta. Violazione del Principio DNSH: Il principio europeo “Do No Significant Harm” (DNSH) esclude l’incenerimento dai finanziamenti, poiché crea danno sia alle strategie di decarbonizzazione (emette CO2 fossile, paragonabile al carbone) sia all’agenda dell’economia circolare, provocando un “ingessamento del sistema” che blocca il potenziale di riciclo. Direttiva Imballaggi: In risposta a un Consigliere, Favoino ha precisato che il Regolamento UE 40/2025 sugli imballaggi, pur prevedendo eccezioni per gli scarti non riciclabili, non rende l’attività “circolare.” L’incenerimento rimane un’attività lineare. Gli Impatti Sanitari: I Dubbi Tecnici di ATS L’ATS Bergamo ha segnalato che non sussistono al momento le condizioni per esprimere una valutazione tecnica definitiva sull’impianto. Rispetto all’approccio tossicologico, ATS osserva che «la costruzione degli scenari emissivi … risulta non esaustivamente definita e non adeguatamente integrata». Rispetto all’approccio epidemiologico, ATS indica «criticità rilevanti» fra cui: * la limitata inclusione di inquinanti nell’assessment quantitativo; * modalità non chiare nella definizione della popolazione esposta; * l’utilizzo di dati sanitari non aggiornati (ad esempio mortalità e ricoveri fino al 2019; incidenza tumori fino al 2017) ; * una «scarsa considerazione del principio di precauzione». ATS fa quindi presente che, in considerazione degli elementi istruttori finora disponibili, vi sono delle criticità evidenti. ATS Bergamo ha confermato il suo ruolo di supporto tecnico, richiedendo approfondimenti per poter esprimere una valutazione conclusiva. Il Dott. Giupponi e il Dott. Del Brocco hanno evidenziato la necessità di ulteriori integrazioni, tra cui Valutazione Epidemiologica: ATS ha chiesto di estendere la valutazione con un approccio epidemiologico per considerare lo stato di salute attuale della popolazione e gli effetti cumulativi con la situazione ambientale preesistente, integrando l’approccio tossicologico. Criticità Aperte: Sono state sollevate criticità sulla definizione degli scenari emissivi e l’esclusione dalla valutazione tossicologica dei potenziali impatti sulla catena alimentare animale-uomo, in un territorio con attività zootecniche. La Dott.ssa Mattioni di Rete Ambiente Lombardia ha rincarato la dose, citando i dati ARPA che mostrano un livello massimo di inquinamento (livello 5 per ossidi di azoto e PM2.5) proprio nell’area di Montello. Ha poi segnalato che la provincia di Bergamo è già interessata dalla presenza di sei grossi impianti di incenerimento. La Consigliera Pollini ha rilevato l’impressionante alta concentrazione di impianti in un’unica provincia, richiamando la responsabilità di normare anche il numero e la distribuzione degli inceneritori, come già avviene per le discariche. Bilanciare Economia e Salute: L’interesse Pubblico al Primo Posto Il Presidente della Commissione ha sottolineato la necessità di mediazione, ricordando che un’impresa deve poter generare lavoro ed economia. Tuttavia, il Consigliere Rosati ha concluso che, sebbene sia giusto provare a bilanciare gli interessi, l’interesse generale passa “prima di tutto da quello dei cittadini”. La prioritá, ha aggiunto, è la tutela delle comunitá locali rispetto al legittimo interesse del privato. La Prospettiva: Urgente Revisione della Pianificazione Rifiuti La vicenda Montello S.p.A. si conferma un campanello d’allarme che richiede una riflessione normativa di ampio respiro. La Commissione ha preso atto che l’assenza di un tetto massimo di inceneritori in Lombardia è un segnale critico che merita un urgente intervento nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PNGR) per introdurre condizioni più chiare per questi impianti.   3 NOVEMBRE 2025 – TERZA UDIENZA DELLA VI COMMISSIONE: EMERSE FORTI CRITICITÀ SULL’INCENERITORE Lunedì 3 novembre 2025 alle ore 14:00 si è tenuta la terza audizione della VI Commissione Ambiente, relativa alla mozione 355 “Inceneritore Montello”. L’Associazione Aria Purita Tomenone ha portato all’attenzione dei presenti tramite il proprio tecnico tutte le criticità e problematiche legate al progetto dell’inceneritore. Durante la seduta, esperti ambientali, medici dell’ISdE e tecnici qualificati hanno espresso in modo chiaro e documentato il proprio parere contrario alla realizzazione dell’impianto, evidenziando i rischi ambientali e sanitari connessi a tale scelta. Alla luce delle relazioni e dei contributi scientifici presentati, riteniamo che l’inceneritore non rappresenti alcun vantaggio né per la salute pubblica né per il territorio, ma piuttosto una fonte di potenziale danno per l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini. Aria Purita Tomenone ribadisce la necessità di puntare su politiche sostenibili di gestione dei rifiuti, basate sulla riduzione, il riuso e il riciclo, in linea con i principi dell’economia circolare e con le direttive europee in materia. Si evidenziano un incremento delle emissioni ed in particolare ossidi di azoto, acido cloridrico e metalli pesanti e il peggioramento delle concentrazioni degli inquinanti nelle colture considerate come lattuga e uva e senza tenere conto che il nuovo impianto si insedia in zone di pregio vinicolo DOC e DOCG.   https://www.bergamonews.it/2025/10/14/termovalorizzatore-montello-prima-audizione-in-regione-il-consiglio-ha-preso-degli-impegni-si-rispettino/839038/ https://www.bergamonews.it/2025/10/30/inceneritore-montello-secondo-ats-dati-incompleti-impossibile-valutare-gli-impatti-sulla-salute/843412/ Gli esperti: «Non servono altri inceneritori. L’impatto del progetto della Montello? Non riusciremmo a calcolarlo» – Prima Bergamo https://share.google/9cJmLEdt2lfTjkjsb   Redazione Sebino Franciacorta