PALESTINA: 106 MORTI IN 24 ORE. FRANCESCA ALBANESE: “GLI STATI SONO COMPLICI”
La Cisgiordania Occupata è travolta dalle violenze di militari occupanti e
coloni israeliani. Decine di palestinesi rapiti tra Tulkarem, Nablus e a
Dheisheh, storica roccaforte delle forze laiche e progressiste, vicino Betlemme.
Fermata pure una mezza dozzina di giornalisti, a nord della Valle del Giordano.
Molti degli arrestati di oggi erano stati recentemente rilasciati dalle galere
israeliane, dove Tel Aviv ha vietato le visite ai prigionieri palestinesi alla
CRI e dove non entrano mai, nemmeno per sbaglio, gli impuniti coloni fascisti,
nonostante le scorrerie quotidiane; da ottobre 2023 in Cisgiordania ammazzati
1.059 palestinesi, 10mila feriti, 20mila arresti o fermati, tra cui 1.600
bambini.
Dalla Cisgiordania alla Striscia di Gaza, ancora martellata dai raid israeliani.
106 i cadaveri negli ospedali, tra cui 46 bambini. Più di 300 i feriti, un terzo
minori. Con l’ondata di attacchi di queste ore, rivolti contro tende, strutture
sanitarie, civili inermi, il numero totale di vittime e feriti dall’accordo di
cessate il fuoco dell’11 ottobre ha raggiunto quota 211; 597 I feriti; 482 i
corpi recuperati in attacchi precedenti. Ri-avvolgendo il nastro all’inizio del
genocidio, ottobre 2023, ammazzati dall’occupazione genocidiaria sionista 68.643
palestinesi, oltre a 9-10mila persone sepolte sotto le macerie.
Dopo una sera, una notte e una mattinata di bombe, Israele afferma di aver
“ripreso a rispettare il cessate il fuoco”. Per Tel Aviv, quindi gli attacchi di
rappresaglia sono cessati stamattina. Questo non significa che non si continui a
morire nella Striscia: nel pomeriggio si registra infatti almeno un raid, a Beit
Lahiya, estremo nord, con 2 vittime, non distante dalla cosiddetta “linea
gialla”, oltre la quale le forze occupanti israeliane si sono formalmente
ritirate, pur continuando a sparare anche al di qua, ossia verso gli sfollati
palestinesi, ammassati in metà Gaza.
Tel Aviv, quindi, fa come sempre, quello che vuole, grazie al silenzio complice
della Ue e alla copertura attiva degli Usa, confermata oggi dal vicepresidente
JD Vance, per il quale avere ammazzato oltre 100 persone in poche ore è
derubricabile a “piccole schermaglie”. Licenza di uccidere, dunque, in risposta
a quella che Israele ha descritto come una supposta violazione dell’accordo da
parte di Hamas.
Il giorno prima il Movimento islamico palestinese aveva consegnato i resti di un
prigioniero alla Croce Rossa; per Tel Aviv però erano altri resti di un
prigioniero il cui corpo era già stato riportato in Israele a fine 2023. Con
questa scusa Israele ha incendiato la Striscia, nell’ennesima– la più grave –
delle 126 violazioni armate del cessate il fuoco compiute in meno di tre
settimane, oltre a impedire – tutt’ora – l’ingresso di aiuti in maniera
capillare rispetto a quanto pattuito con i mediatori.
Di Gaza si è parlato oggi a New York, dove Francesca Albanese, la relatrice
speciale Onu per i Territori Occupati, ha presentanto alla terza commissione
dell’Assemblea Generale delle Nazionte Unite il proprio nuovo, dettagliato
rapporto; 24 pagine in cui esamina, dati alla mano, il ruolo di 63 Stati nel
crimine collettivo del genocidio in una Striscia come “strangolata, affamata,
distrutta”.
Dopo l’intervento dell’Albanese c’è stata la replica dei vari ambasciatori.
Quello ungherese e pure quello italiano, Maurizio Massari – titolare della
rappresentanza italiana in Egitto durante il rapimento, la tortura e l’omicidio
di Giulio Regeni – si sono schierati pancia a terra con Tel Aviv. Massari, in
particolare, ha definito la Albanese “priva di credibilità e imparzialità”. Roma
si è così ancora una volta allineata all’ambasciatore israeliano all’Onu, Danny
Danon, che nel suo intervento è andato oltre: anzichè rispondere all’analisi
della Albanese ha preferito insultarla, definendola una “strega malvagia”.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, un estratto della replica che oggi, Francesca
Albanese, ha pronunciato davanti agli ambasciatori riuniti nel quadro della
terza commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite Ascolta o scarica