Tag - marina militare

I corsi di vela della Marina Militare
La Marina Militare e il Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale hanno organizzato dei corsi di vela gratuiti per 410 studenti e studentesse delle scuole superiori. Le sedi dei corsi saranno l’Accademia Navale di Livorno, la Scuola Sottufficiali de La Maddalena, la Scuola Sottufficiali di Taranto e la Scuola Navale Militare Morosini di Venezia. Per accedere a questi corsi bisogna fare un concorso in cui ogni candidato verrà selezionato in base alla media dei voti dell’anno scolastico in corso. Siamo dunque di fronte non solo ad una militarizzazione della cultura marinara – come abbiamo già mostrato in altri casi (clicca qui) – ma anche ad una selezione che predilige una valutazione puramente numerica e non tiene conto del fatto che le capacità delle persone hanno una complessità che va al di là di una mera media aritmetica. Che poi tra gli organizzatori ci sia anche il Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale conferma ulteriormente quella tendenza a rendere sempre più indistinguibile la linea tra civile e militare e a infiltrare di cultura militare qualsiasi ambito della società. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università auspichiamo quindi che attività come quelle dell’insegnamento della vela possano essere svolte dalla miriade di associazioni che da anni si occupa di insegnare alle giovani generazioni la cultura del mare e non da militari per i quali il mare è principalmente un teatro di guerra. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
II Edizione Tecnica@mente IIS “da Vinci – Fascetti” di Pisa con Carabinieri, Guardia di Finanza e Marina Militare
Grazie a una segnalazione arrivata al nostro indirizzo ufficiale siamo venute e venuti a sapere che l’11 aprile scorso, alla II edizione di Tecnica@mente organizzata all’Istituto “Da Vinci – Fascetti” di Pisa, tra le aziende e gli enti del territorio erano presenti anche il 4° Nucleo Elicotteri Carabinieri, Sezione Aerea Guardia di Finanza e il Comando Interregionale Marittimo Nord della Marina Militare. Questa segnalazione ci permette di mostrare come sia semplice per le Forze Armate accedere alle attività scolastiche e partecipare al fianco delle imprese e delle università, in coerenza con il Programma di Comunicazione della Difesa che a pagina 17 riporta: «si dovrà creare una mutua contaminazione reciprocamente vantaggiosa con il mondo civile, attraverso un sistema dinamico di relazioni con i principali attori istituzionali, con la società e con il mondo del lavoro. Per arrivare a ciò occorre divulgare la consapevolezza che gli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore risultano fecondi non solo per la Difesa sotto il duplice profilo dell’operatività dello strumento militare e dello sviluppo industriale, ma anche per il sistema paese in termini di incremento dei livelli occupazionali, di sviluppo complessivo del sistema industriale, di leadership tecnologica, di incremento della crescita e dunque delle entrate». L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ravvisa una incompatibilità sostanziale tra sistema di guerra e sistema democratico, per questo chiede agli organi collegiali della scuola e ai/alle dirigenti scolastici di opporsi tassativamente alla militarizzazione escludendo le Forze Armate e di Polizia sia dalle iniziative didattiche che da quelle di orientamento. Crediamo, inoltre, che la scuola debba informare gli studenti e le studentesse sui risvolti etici delle competenze tecnologiche che stanno apprendendo, affinché siano periti informatici, elettronici, meccanici, biotecnici consapevoli, capaci di distinguere quali aziende del territorio non sono collegate al sistema di guerra e quindi quali aziende preferire quando cercheranno lavoro. Maggiori investimenti nella Difesa non ci stanno assicurando maggiore sicurezza e prosperità, al contrario. Procedendo senza accordarsi al diritto internazionale stanno preparando un futuro più povero e instabile, con minori libertà, per tutti. Per resistere alla deriva militarista e approfondire il lavoro svolto fino ad ora dal nostro Osservatorio suggeriamo la lettura dei libri: La scuola laboratorio di pace vol. I e vol. II (2023), Comprendere i conflitti. Educare alla pace (2024), Scuole e Università di Pace. Fermiamo la follia della guerra (2025).  Continua a visitare il nostro sito e per segnalazioni scrivici a osservatorionomili@gmail.com  Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Orientamento con la Marina Militare all’IIS “Aldo Moro” di Rivarolo Canavese
Abbiamo ricevuto una mail con segnalazione di un incontro di orientamento della Marina Militare tenutosi nel mese di aprile all’IIS “Aldo Moro” di Rivarolo Canavese (Torino).  Il gruppo ANMI “Alberto Banfi” di Cuorgnè e due militari del Comando Nord di La Spezia hanno incontrato circa trenta studenti e studentesse per «approfondire i percorsi di carriera disponibili, che consentono di acquisire competenze in diversi ambiti — tra cui sanitario, giuridico e tecnico — proseguendo parallelamente gli studi universitari». Chi ci ha contattato aggiunge che in quell’istituto di incontri di orientamento se ne sono fatti ben pochi. Per questo motivo la mattina all‘IIS “Aldo Moro” con la Marina Militare assumerebbe un maggiore tono da propaganda. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università teniamo a ricordare che la fase dell’orientamento, sia di formazione sia professionale, è un percorso che dovrebbe assicurare la pluralità delle offerte, e noi dovremmo garantire spunti nuovi e appetibili, e risposte alle domande degli studenti e delle studentesse. Ministero dell’Interno e Ministero della Difesa sembrano avere dei canali privilegiati di ingresso nelle scuole e, la loro offerta formativa e professionale tende ad avere lo stesso numero di incontri di altri enti e settori dell’economia. Pensiamo che questa intersezione non sia solo sbilanciata ma del tutto inammissibile nel contesto scolastico. In questi incontri di orientamento resta sullo sfondo, non pronunciata, la brutalità della guerra. Invece noi dell’Osservatorio sentiamo il dovere di sollevare una questione etica circa questi appuntamenti di orientamento con le forze armate, vogliamo evidenziare le criticità di un futuro professionale nel settore bellico. Vogliamo che la scelta dei ragazzi sia libera e informata, e che godano della libertà di rifiutare l’offerta di reclutarsi, ora e anche se in futuro dovesse presentarsi l’obbligo di prestare un breve periodo di servizio militare o servizio civile.  Per questo vigliamo e continuiamo a studiare, incontrarci e organizzarci. Ringraziamo chi ci ha scritto e chi lo farà per segnalarci eventi, lezioni, incontri di orientamento, gite in caserma, qualunque forma di avvicinamento delle forze armate e di polizia al mondo della scuola e delle nuove generazioni. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Conferenza della Marina Militare all’IISS di Lercara Friddi, Palermo
Mercoledì 1° aprile si è tenuto un incontro formativo con la Marina Militare rivolto agli studenti e alle studentesse delle classi quinte degli indirizzi tecnico-professionali e liceali dell’IISS di Lercara Friddi (Palermo). La conferenza ha coinvolto le sedi dell’istituto di Lercara Friddi, di Prizzi e di Alia con il fine di promuovere l’offerta lavorativa nelle forze armate e le varie agevolazioni derivanti dall’ arruolamento militare (leggi qui la circolare). L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università preso atto della stretta collaborazione esistente da oltre un decennio tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Ministero della Difesa, da anni monitora la presenza delle Forze Armate nelle scuole e denuncia la grave complicità delle USR e degli organi collegiali scolastici che approvano tale processo e lo rendono possibile. Siamo in piena propaganda militare. Il comparto Difesa cerca nelle scuole nuove risorse umane da reclutare, avvicina le giovani generazioni e prova a convincerle che un futuro nelle forze armate potrebbe salvarle da un futuro precario. Il processo di militarizzazione delle scuole è parallelo al processo di privatizzazione del sistema educativo, si concorre al rafforzamento del dominio dei gruppi economici finanziari alla guida del nostro Paese. I diversi governi italiani che si sono succeduti negli ultimi anni hanno modificato, con singolare univocità politica, la scuola della Costituzione nella scuola-azienda disegnata dalla “buona scuola” renziana (2015) e oggi al sistema pubblico dell’istruzione si chiede di farsi estensore dei programmi bellici italiani e diffondere i “valori” militaristi. La scuola dovrebbe restare un luogo privilegiato della formazione e della crescita delle persone, un laboratorio di coesistenza tra diversità nel quale esercitare tutte e tutti al pensiero critico. Il complesso militare è portatore di valori di riferimento diametralmente opposti: l’uso della forza armata, il dominio sull’altro attraverso la paura, l’omologazione del pensiero e la repressione violenta del dissenso. Per questo come Osservatorio troviamo sia doppiamente colpevole aprire le porte delle scuole alle FFAA e alle loro proposte. Vorremmo allontanare l’idea terribile e odiosa della guerra, ma non possiamo minimizzare lo scollamento in essere tra politiche di governo e bisogni reali della popolazione, né i pericoli di un quadro geopolitico globale dove la diplomazia è stata abolita a favore di conflitti armati provocati e sostenuti a tempo indefinito. Vi ricordiamo che è possibile mettersi in contatto con noi per segnalare eventi che prevedono la presenza nelle scuole di forze armate scrivendo a osservatorionomili@gmail.com  Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università  -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La “Giornata del Mare” a Napoli: quando la cultura marinara viene militarizzata
Nel sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo avuto modo più volte di occuparci di Marina Militare e delle iniziative ad essa collegate a cura delle scuole. L’attività segnalata da Napoli ha però alcune caratteristiche che la rendono molto interessante e ricca di suggestioni (clicca qui) Come si legge nella circolare interna, l’Istituto di Istruzione Superiore “Duca degli Abruzzi” di Napoli ha organizzato, in questi giorni, le consuete visite, gite, incontri con i militari (attività normali inserite nel Piano dell’Offerta Formativa), questa volta nella cornice della Giornata del mare e della cultura marinara. Ogni anno, dal 2017, il Dicastero della Protezione Civile e delle Politiche del Mare, oggi retto dal ministro Nello Musumeci (in quota Fratelli d’Italia), promuove la celebrazione della cultura marinara e disloca gli eventi delle giornate (da fine marzo alla prima decade di aprile, a seconda dell’evento) in varie località delle nostre coste, la cui economia, struttura del territorio, cultura dipendono – in diverse modalità – dal mare (clicca qui). Quest’anno è stata scelta l’Isola di Favignana, la maggiore delle tre Egadi (Trapani). Ma, gli eventi del giorno dedicato al mare si spalmano anche in occasioni create in altre città e cittadine, in base a protocolli siglati dalla Marina Militare con le scuole. È il caso dell’istituto scolastico in questione che forma i suoi studenti alle competenze legate ai trasporti, soprattutto nel campo della logistica navale. Nei giorni fra marzo e aprile, 19 classi hanno onorato il nostro mare e la sua cultura presso il Comando Logistico della Marina Militare, di stanza a Napoli. Nulla di nuovo, sia per il tipo di indirizzo della scuola sia per la consuetudine di affidare alunni e docenti alla saggezza e ai saperi dei militari. Per cui, vorrei dedicare attenzione alle giornate svoltesi alle isole Egadi e al loro impianto tematico. Levanzo e Marettimo compongono con Favignana l’arcipelago. Minuscole per estensione, ospitano pochi residenti, soprattutto in inverno, con picchi estivi legati al turismo, decisamente insostenibili in rapporto alla capacità ricettiva: il profitto di un paio di mesi si paga in costi ambientali. Nella stagione invernale il mare è spesso inclemente. Soprattutto per raggiungere Marettimo, una sorta di rocciosa montagna in mezzo al mare, in uno dei punti più profondi e ricchi di correnti del Mediterraneo, i collegamenti da Trapani non sono facili. Malgrado tutto leggo che – dagli anni Ottanta quando ci ho insegnato come maestra – ancora resiste la scuola primaria con il suo pugno di bambini raccolti in pluriclassi, mentre è stata chiusa tempo fa la scuola secondaria inferiore. Quando vi insegnavo io, i bambini erano affidati ai nonni ancora residenti, i genitori lavoravano in terraferma, gli uomini sulle navi commerciali. Oggi, la mancanza di scuole superiori di primo e secondo grado, rende tutto più complicato. Le famiglie devono organizzarsi, i trasferimenti verso i paesi della provincia di Trapani, diventano inevitabili. Nelle piccole isole, come nei tanti centri minori e borghi del nostro paese, la presenza della scuola è una forma di resistenza, di volontà degli abitanti di contrastare l’abbandono, lo sradicamento culturale, la trasformazione di siti di antichissimo insediamento in parchi turistici. A Pantelleria, altra isola della provincia, si è lungamente lottato per mantenere i reparti di ostetricia e di neonatologia nel locale ospedale: paradossale, straniante, nascere a Trapani, a Palermo, pur essendo “panteschi”. Una questione di attaccamento identitario, nel quadro della scomparsa della “biodiversità delle culture” nel conformismo attuale, a cui anche il turismo contribuisce. Gli altri temi della “Giornata del Mare” sono dedicati alle aree protette, ad argomenti di varia ecologia (di cui disconosco la profondità delle analisi), alle esercitazioni di salvataggio in mare(anche quelli di soccorso ai profughi operati dalle organizzazioni non governative e dalla guardia costiera?). Un certo protagonismo è appannaggio delle “tonnare” diventate siti di archeologia industriale. La famiglia Florio, gli ex “leoni di Sicilia” proprietari di tonnare e miniere, raccontati nella saga di Stefania Auci, da anni hanno trasferito i loro interessi: rimane il famoso vino, le distillerie, le cantine, a Marsala. I padroni restano padroni, sotto altre forme, carusi e tonnaroti appartengono a vecchie storie di brutale sfruttamento: i minori erano parte integrante la forza-lavoro. I sopravvissuti alla scomparsa dei tonni, all’inquinamento, alla caduta verticale delle attività produttive del Sud, possono ancora intonare la “cialoma”– il canto ritmato che accompagnava l’ingrato lavoro – deliziando il Prefetto, il Sindaco, tutti i più alti gradi della Marina Militare. I pescatori “eroi del mare” (sic), anche loro oggetto di celebrazione, sarebbero più propriamente da cercare a Mazara del Vallo. Qui faticano, sui pescherecci appartenenti a poche compagnie e famiglie, gli immigrati di vecchia e recente migrazione, soprattutto provenienti dal Nord Africa. E il pensiero va al Mare Nostrum diventato un immenso cimitero per quelli che non sono riusciti a guadagnare nemmeno il pane amaro del lavoro sfruttato. Ma quel che caratterizza i progetti di apertura alle attività produttive del territorio, alla conoscenza “mordi e fuggi” anche del mare, predisposti dalle scuole come Formazione Scuola Lavoro, è un frenetico attivismo acefalo. Non c’è né tempo né volontà di attivare un pensiero lento, critico, capace di una lettura profonda dei fenomeni che le celebrazioni nascondono. Chissà se qualche docente si è occupato di mostrare agli studenti del “Duca degli Abruzzi” l’intreccio di interessi che governa il porto di Napoli, la presenza costante dal secondo dopoguerra delle navi statunitensi. Come ricordava amaramente lo scrittore Ermanno Rea: Partenope non ha più un porto, è una città vassalla, che pure cerca di non vendere del tutto la sua anima. Ma l’anima si consegna da giovani al demone della guerra, anche, soprattutto, quando mostra le vesti bonarie dei marinai di carriera che spiegano quanto è bello navigare, come è glorioso il mestiere delle armi, a cui si può aspirare dopo essere stati orientati a dovere. Renata Puleo – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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All’IC “Magiotti” di Montevarchi (AR) incontri con la Marina Militare sin dalla prima media
L’istituto comprensivo “Raffaello Magiotti” di Montevarchi, nella provincia di Arezzo, nella mattinata del 20 febbraio scorso ha ospitato un incontro con gli ufficiali della Marina Militare italiana del comando interregionale marittimo nord di La Spezia, che hanno illustrato le opportunità formative e professionali del corpo militare di appartenenza agli alunni e alle alunne delle classi prime della scuola secondaria di primo grado (qui l’iniziativa sul sito della scuola). In questa occasione di orientamento scolastico, probabilmente, tra le altre cose, vogliamo ribadirlo, rivolto ai ragazzi e alle ragazze di prima media, avranno suggerito la possibilità di proseguire gli studi negli istituti militari di istruzione secondaria superiore. All’incontro era presente anche una delegazione dell’associazione marinai d’Italia della sezione di Montevarchi (qui la notizia sul giornale locale). In un tempo storico come quello attuale, attraversato da guerre sempre più sanguinose in tante, troppe, parti del mondo con il rischio che la cosiddetta guerra mondiale a pezzi divenga vera e propria guerra mondiale, la consuetudine di aprire le porte delle scuole al brand della Difesa ci lascia interdetti sul piano deontologico e politico perché il Ministero della Difesa non è una comune azienda del territorio, non rispecchia un comparto produttivo qualunque. Come l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sostiene da tempo, la “cultura della difesa” e della “sicurezza” sta proliferando in tutti i livelli della società civile, da un lato modella la percezione collettiva dall’altra colpisce gli spazi e la libertà di dissenso. Siamo chiaramente immersi nella propaganda di guerra ibrida. Tornando all’istituto “Magiotti”, a fine incontro, alla biblioteca scolastica è stato donato un volume in edizione limitata della Marina; così il governo nell’ultima manovra ha donato agli italiani e alle italiane un aumento delle spese militari, con la previsione di passare dall’attuale 2% del PIL (circa 45 miliardi di euro all’anno) al 2,5% del PIL nel 2028 (quindi 61 miliardi di euro all’anno). Come liberarci da questa stretta in divisa velata da buon esempio e garanzia per il futuro? Come ribattere che l’economia di guerra è deplorevole, e foriera soltanto di disastri su larga scala? Vogliamo rovesciare i signori della guerra che affondano l’economia del paese, e bocciamo la cultura della difesa con maggiore forza se chiede di entrare nelle scuole. Qui alcuni scatti dell’iniziativa. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Istituto “T. Fiore” di Altamura (BA), iniziative a scuola con la Marina Militare: “Il Futuro è qui!”
Nel quadro dell’accelerazione propagandistica e retorica della commistione tra educazione e addestramento che porta alla normalizzazione della guerra e della presenza delle divise nelle istituzioni scolastiche, il 23 gennaio 2026 è toccato alla Scuola Superiore di I grado “T. Fiore” di Altamura ospitare alcuni esponenti della Marina Militare di Taranto per un incontro di orientamento, rivolto alle classi terze, con il motto Il futuro è qui, di cui qui vi mostriamo il video realizzato dai/dalle docenti della scuole per enfatizzare il valore formativo e pedagogico dell’iniziativa. La strategia adottata dalla Marina Militare, in questo caso con ragazzini e ragazzine di terza media (sic!), è quella dell’anticipazione dell’orientamento: nelle scuole superiori di secondo grado la concorrenza sull’orientamento vede le forze armate competere con le università, ad esempio, mentre alle scuole medie ci si assicura l’esclusività (quale università andrebbe ad orientare una studentessa/studente di 13 anni?) nonché menti maggiormente manipolabili perché più giovani. Tutto questo è possibile in virtù del Protocollo d’intesa sottoscritto il 7 agosto 2023 tra lo Stato Maggiore della Marina militare e il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il documento, della durata di tre anni, prorogabile per un ulteriore triennio, prevede molteplici aree d’intervento: cultura del mare, dello sport, della sicurezza marittima, e rivalutazione del ruolo dell’ambiente marittimo in una visione geostrategica economico-militare. La macchina propagandistica è approntata per svolgere la sua opera e in modo capillare e arriva sino agli studenti e alle studentesse delle nostre scuole con circolari che presidi e coordinatori potrebbero affrettarsi ad attuare, in linea lo scopo ministeriale di portare nuovo personale militare alle forze armate e riproporre i valori militari con il loro scintillante apparato di rappresentanza. Tuttavia, occorre ricordarlo, la scuola, l’educazione e la formazione non sposano i principi di gerarchia e disciplina militare come strumenti pedagogici, mentre le Forze Armate sono quanto di più lontano si possa immaginare dai principi di partecipazione democratica e civile a cui, invece, la scuola della Costituzione dovrebbe formare. Di questo dovrebbero essere consapevoli i colleghi e le colleghe che permettono nelle proprie ore lo svolgimento di queste attività militaresche e ci permettiamo di ricordare loro che è possibile operare una vera e propria obiezioni di coscienza alla militarizzazione delle scuole per mezzo dei documenti contenuti nel nostro Vademecum contro la militarizzazione delle scuole. Per tutti questi motivi, invitiamo genitori e genitrici, studenti e studentesse, principali destinatari/e di queste iniziative che vorrebbero convincerli/e ad arruolarsi, a segnalare episodi di militarizzazione delle scuole al seguente indirizzo mail osservatorionomili@gmail.com. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
All’Istituto “Righi” di Taranto iniziative di orientamento con il Comando della Marina Militare
L’esperienza che abbiamo segnalato relativamente a Crotone, con diverse modulazioni, viene ripetuta anche in altre scuole d’Italia. Di seguito vi segnaliamo ciò che per mostrare come vi sia un’architettura unica dietro l’aggressione delle Forze armate alle scuola, quello che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università definisce “il paradigma della militarizzazione“. All’IIS Righi di Taranto, il 16 gennaio 2026, nell’ambito delle attività di Orientamento post diploma rivolto alle quinte classi, in Aula Magna si è tenuta una presentazione da parte del Comandante Fabio Dal Cin del Comando della Marina Sud e due graduati della Marina Militare, che ha descritto le opportunità di formazione, lavoro e di carriera offerte dalla Marina Militare, oltre alla necessità di prevenire, attraverso l’arruolamento, la deriva del disagio giovanile. Stando alla retorica ideologica che viene diffusa attraverso questo tipo di iniziative, passa il il messaggio secondo il quale è proprio grazie ad una squadra che condivide i valori fatti di gerarchia, disciplina militare e prossimità che gli studenti e le studentesse in pochi giorni riescono a operare un cambio di rotta, così che «nessuno sarà più prigioniero del proprio disagio dopo essere salito a bordo». In realtà, come denunciamo da troppo tempo, questi sono obiettivi pedagogici che necessitano di un processo educativo e relazionale permanente, attraverso un rapporto scolastico che va messo al centro della comunità civile affinché diventi culturalmente e politicamente sempre più accogliente e inclusiva nei confronti delle persone in difficoltà o fragili, non di strategie addestrative militaresche. Che la scuola sposi i principi di gerarchia e disciplina militare come strumenti educativi è quanto di più lontano si possa immaginare dai principi di partecipazione democratica e civile a cui la scuola della Costituzione dovrebbe formare e risponde a quei criteri che durante il fascismo portarono all’introduzione dell’ora di “cultura militare” all’interno delle scuole. Salire a bordo di una nave militare o portare i ragazzi e le ragazze in caserma, come nel caso di Taranto, non è unu’operazione neutrale, priva di orientamento ideologico, ma una vera e propria operazione d’immagine e di propaganda, che non fornisce alcuna reale risposta al complesso problema del disagio dei/delle giovani, indebitamente criminalizzati, e attribuisce ai corpi militari funzioni improprie ed estranee al loro ruolo. L’immagine però, risulta abbagliante per molti. Purtroppo. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Polo Donegani-Ciliberto di Crotone: una giornata di arruolamento della Marina Militare nella scuola
Se si dovesse prospettare una gara tra Forze armate tra chi è più impegnata nella campagna di reclutamento, allora sicuramente nell’anno in corso la Marina Militare si sta battendo con tutte le sue “forze”! Il 9 gennaio 2026 all’istituto superiore Polo Tecnologico Donegani – Ciliberto di Crotone in Calabria si è tenuta la giornata orientativa FUTURO SUL MARE con il fine di fare conoscere le opportunità professionali nella Marina Militare , raccontate da una ex alunna oggi allievo sottufficiale. Dopo avere proiettato alle classi quinte del plesso di via Siris un video che mostra la giornata tipo con la sua rigorosa organizzazione delle attività, l’ex studentessa ha condiviso la propria  esperienza e risposto alle domande poste soprattutto da studentesse, come riporta la pagina Facebook della scuola, a dimostrazione dell’inclusività di genere di questa arma. Una vera e propria mattinata di propaganda militare, presentata come percorso di accesso al mondo del lavoro (offrire una visione a 360° e concreta sulle opportunità professionali legate al Cluster Marittimo, si legge nel post!) e presentato come un’esperienza formativa unica. Quello che immediatamente salta agli occhi è la logica comunicativa scelta dalla Marina Militare con questo incontro che denuncia una totale strumentalizzazione dei giovani e soprattutto delle giovani. Si strumentalizza l’uditorio dando l’illusione che arruolarsi sia un lavoro come un altro (vd. Il nostro convegno Non è un mestiere come un altro). Si strumentalizza una giovane donna portatrice del messaggio: io ero una di voi, e, con lei, si strumentalizzano le studentesse alle quali giunge il messaggio di un ambiente inclusivo pronto ad accogliere giovani donne puntando sulla scelta “volontaria”, in coerenza con la proposta del Ministro della Difesa Guido Crosetto che punta a una nuova leva militare “volontaria” a partire dal 2026  aperta a giovani maggiorenni (uomini e donne) e professionisti. Si tratta di iniziative che, con diverse modulazioni, vengono ripetute in tante altre scuole d’Italia e la nostra denuncia costante e continua è funzionale a mostrare come vi sia un’architettura unica dietro l’aggressione delle Forze armate alle scuola, cioè un progetto ben definito di arruolamento e di normalizzazione della guerra, esplicitato anche nel Programma di Comunicazione del Ministero della Difesa, che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università definisce “il paradigma della militarizzazione“. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Orientamento alla carriera con la Marina Militare in Puglia
La Marina Militare pare stia riscontrando una notevole buona accoglienza presso le scuole del nostro Paese con le attività di orientamento alla carriera nel corpo. Il sottoammiraglio Jacopo Rollo propone agli Uffici Scolastici Regionali di stare sulla scia, di incrementare le attività a bordo dei navigli militari, mediante appositi protocolli che in via discendente arriveranno agli istituti scolastici come inevitabili percorsi orientativi. Sul fascino esercitato dal solcare il mare, anche quando gli scopi sono bellici, sull’importanza per la disciplina di bordo delle soft skills atte a navigare anche nella vita, abbiamo già scritto più volte (ad esempio a questo link oppure clicca qui per tutte le segnalazioni). Del resto, l’orientamento, come si legge nelle Linee Guida del MIM (2022), riprese pari-pari nei suoi quattro punti di premessa dalla panoramica overview  (piattaforma Google della AI), serve per facilitare la conoscenza di sé (non servono più né la psicoanalisi, né la meditazione, né le altre forme di autoriflessione finora praticate per lo scopo). L’habitus all’autogoverno, utile in contesti conosciuti proprio grazie alle attività orientanti e formative che durano tutta la vita, si consegue a forza di corsi, conferenze, esperienze pratiche. Come recita con soddisfazione la missiva dell’Ufficiale Rollo, la Long Life Learning che, per alcuni noi critici è sempre apparsa come una condanna a vita alla pratica delle competenze dure e soft più che come un accrescimento dei propri saperi, è il percorso che ti pone in buone posizioni lavorative e sociali. Nelle Linee Guida si sottolinea l’opportunità per i nostri giovani di fare la scelta giusta, quella che ti collocherà nelle caselle alte, 4 e 5, del Quadro Europeo delle Qualifiche: il posto occupato dai leader, dai coach che guidano i team nelle aziende, nel caso delle forze armate i livelli alti di comando. Un’altra missiva del sotto ammiraglio elenca gli Uffici Scolastici Regionali che, come si è detto, sono già probabilmente partner della Marina Militare, dal Nord al profondo Sud, da Venezia a Taranto, tutto appare predisposto. Infatti, l’Ufficio Scolastico della Puglia sollecita le scuole, tutti gli ordini, anche la primaria, attraverso i loro coordinatori a seguire l’onda marinara. Finora ci pensavano organismi come Job Orienta e l’INDIRE a fornire le attività orientative atte a evitare il colpevole mismatching di cui si macchia la scuola insegnando i saperi che non sono STEM e dunque inutili, ora le proposte sono dirette: dal venditore di certezze (e chi più di un ordine militare lo è?) al cliente inesperto, nella fattispecie lo studente, la sua famiglia che comprano l’Offerta scolastica agli Openday. Del resto, è tutto scritto e prescritto nella bibbia PNRR: gli accordi, i protocolli, hanno nobili motivazioni resilienti, sono la misura adatta ad abbassare i dati sugli abbandoni scolastici, di cui ci può dire con l’evidenza del dato inoppugnabile INVALSI grazie ai suoi test, ai suoi algoritmi despota. Di seguito alcune circolari legate all’Ufficio Scolastico Regionale della Puglia. Elenco indirizzi Marina MilitareDownload m_pi.AOODRPU.REGISTRO UFFICIALE(E).0061043.06-10-2025Download m_pi.AOODRPU.REGISTRO UFFICIALE(U).0061382.08-10-2025Download Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente