In Italia un’abitazione su quattro è vuota
L’Italia è il Paese europeo con la più alta quota di abitazioni di proprietà
(oltre il 55%) e la più bassa percentuale di alloggi in affitto (13%), segno di
una cultura fortemente legata all’acquisto della casa e di un mercato della
locazione strutturalmente debole. Tuttavia, a fronte di un’elevata proprietà, il
sistema presenta anche un’anomalia significativa: più di un quarto delle
abitazioni risulta non occupato. Secondo il Censimento Istat 2021, sono circa
9,6 milioni di unità, un numero enormemente superiore ai livelli registrati in
Francia (7,8%) e Germania (4,4%).
Questo dato rivela un paradosso strutturale: un Paese con un’offerta
teoricamente ampia ma in larga parte immobilizzata, frutto di squilibri
territoriali, inefficienze amministrative, rigidità del mercato e una forte
componente di seconde case inutilizzate. L’Italia appare dunque come un sistema
immobiliare statico e poco permeabile, incapace di rispondere con efficacia alle
nuove forme di domanda abitativa. É quanto emerge dal Rapporto “L’offerta di
abitazioni in Italia. Un quadro generale”, realizzato da Fondazione IFEL
nell’ambito dell’iniziativa Città nel Futuro promossa da Ance e diretta da
Francesco Rutelli, che si è tenuta di recente a Roma. “In sintesi, si legge nel
Rapporto IFEL, la Germania è il Paese degli inquilini, con bassa proprietà e
pochi alloggi vuoti, la Francia presenta un profilo equilibrato, ma con molte
seconde case, mentre l’Italia spicca per l’alta proprietà e la vacanza/abbandono
di una quota enorme di alloggi, oltre a un dato elevato di altri usi”.
Dal Rapporto emerge come la quota di alloggi non occupati sia sensibilmente
diversa tra le diverse città metropolitane, con le incidenze più alte che si
registrano a Reggio Calabria (40,2%) e Messina (39,8%), seguite da Palermo
(32,5%). In queste città quasi 1 abitazione su 3-4 risulta vuota. Valori sopra
la media nazionale si osservano anche a Catania (27,5%), Venezia (26,2%) e
Genova (26,3%), mentre le percentuali più contenute si trovano a Cagliari
(11,0%), Milano (12,4%), Firenze (14,9%) e Bologna (15,5%), dove il mercato
appare più dinamico e con minore stock vuoto. Le grandi aree metropolitane come
Roma (14,8%), Napoli (19,3%) e Torino (23,3%) si collocano in una fascia
intermedia. “In sintesi, sottolinea la Fondazione IFEL, il fenomeno del vuoto
abitativo è particolarmente accentuato nelle città del Mezzogiorno, mentre è più
contenuto nei contesti metropolitani del Centro-Nord, soprattutto dove il
mercato è più attrattivo.”
Per quanto riguarda l’edilizia sociale, il Rapporto mette a confronto la
Francia, la Germania e l’Italia. In Francia l’edilizia sociale ha un peso molto
rilevante: rappresenta circa il 12% dello stock abitativo e addirittura oltre un
terzo del mercato degli affitti (35%). Questo riflette un sistema consolidato di
politiche pubbliche per la casa.
In Germania, invece, lo stock di edilizia sociale è numericamente consistente
(1,07 mln di abitazioni), ma la sua incidenza è limitata: appena 2,5% sullo
stock totale e meno del 5% del mercato degli affitti. Il mercato tedesco appare
quindi dominato da affitti privati.
Quanto all’Italia, l’edilizia sociale ha un peso molto ridotto: 2,6% sul totale
e circa 20% sul mercato degli affitti. Il dato sugli affitti è più alto in
proporzione perché il mercato complessivo della locazione è molto più ristretto
rispetto a Francia e Germania.
“In sintesi, si legge nel Rapporto, la Francia emerge come il Paese con una
forte componente di edilizia sociale, la Germania mostra un sistema orientato
quasi esclusivamente al mercato privato degli affitti, mentre l’Italia ha un
settore pubblico ridotto che però, nel piccolo mercato della locazione, assume
un ruolo non trascurabile. Tuttavia lo scarso tasso di ricambio – 2,1% sullo
stock – con sole 16mila assegnazioni all’anno lo rende ininfluente sull’offerta
abitativa. Nel mercato privato delle locazioni – 4,6 mln di alloggi – ogni anno
vengono locati 1,2 mln di abitazioni con un tasso di ricambio del 25%”.
Il Rapporto, sulla base dei principali cambiamenti nelle tipologie familiari
(2024–2050), traccia anche l’assetto futuro del mercato immobiliare in base alla
domanda, sostenendo che l’assetto futuro del mercato sarà caratterizzato da una
domanda orientata principalmente a: monolocali o alloggi di piccole dimensioni;
abitazioni adatte a monoreddito; abitazioni preferibilmente in affitto; alloggi
concepiti come abitazioni non per sempre.
Qui il Rapporto IFEL:
https://www.fondazioneifel.it/documenti-e-pubblicazioni/item/11942-l-offerta-di-abitazioni-in-italia-un-quadro-generale.
Giovanni Caprio