BOLOGNA: 30MILA EURO DI MULTA PER CHI CONTESTÒ LAGARDE. NEL MIRINO ANCHE L’USO DEL MEGAFONO
Tre attivisti dei Municipi Sociali di Bologna rischiano sanzioni fino a 10 mila
euro ciascuno per aver partecipato a una manifestazione “non preavvisata” lo
scorso 5 marzo. In quell’occasione venne contesta la presidente della Banca
Centrale Europea (BCE), Christine Lagarde, durante la sua visita in città.
La sanzione deriva dal nuovo decreto liberticida, che ha trasformato il mancato
preavviso da illecito penale a illecito amministrativo, aumentando drasticamente
le multe: da un massimo di 400 euro fino a 10 mila. A uno degli attivisti viene
contestato persino l’uso del megafono.
“Ci sono momenti in cui un diritto smette di essere tale non perché viene
abolito, ma perché viene reso impraticabile”, scrivono in un comunicato pubblico
i Municipi Sociali di Bologna.
La contestazione a Lagarde, spiegano, “è stata lanciata sui social, in modo
trasparente, senza armi e con l’obiettivo chiaro di esprimere dissenso. La
risposta è stata duplice: da un lato, la minaccia esplicita da parte delle forze
dell’ordine di applicare le nuove sanzioni previste dal decreto sicurezza;
dall’altro, un dispiegamento massiccio di uomini e mezzi per impedire
fisicamente ogni accesso all’evento. Non si è trattato solo di impedire una
manifestazione, ma di lanciare un messaggio: ogni forma di conflitto non
mediato, ogni espressione autonoma e immediata del dissenso può essere adesso
colpita, isolata e resa economicamente insostenibile.”.
Gli attivisti hanno annunciato ricorso e una campagna pubblica rivolta al
Prefetto di Bologna, che ha 30 giorni per decidere la somma della sanzione, con
l’obiettivo di “far arrivare tutta la pressione” affinché la “sanzione sia pari
a 0 euro“.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Ludovico, dei Municipi Sociali
di Bologna. Ascolta o scarica.