ISRAELE: MENTRE LA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA IMPONE DI APRIRE AGLI AIUTI, LA KNESSET APPROVA L’ANNESSIONE DI TUTTA LA CISGIORDANIA OCCUPATA
La Corte internazionale di giustizia ha sentenziato che Israele deve facilitare
l’ingresso di aiuti Onu Gaza, garantire “i bisogni fondamentali” della
popolazione e “non usare la fame come metodo di guerra”. Smentite, se ve ne
fosse bisogno, le illazioni di Tel Aviv sull’Unrwa, accusata addirittura nei
mesi scorsi di essere una sorta di… succursale di Hamas. Così l’attesa decisione
della Corte, chiamata a un parere consultivo legale dall’Assemblea Generale Onu.
Il parere non è vincolante per Tel Aviv, che parla di “vergogna”, ma aumenta la
pressione su Israele affinché consenta l’ingresso di aiuti umanitari a Gaza. Dal
10 ottobre, data del cessate il fuoco, a Gaza entrano in media 750 tonnellate di
aiuti, poco più di un terzo delle 2.000 considerate “obiettivo minimo” dal PAM.
Nel mentre a Tel Aviv c’è il vicepresidente Usa Vance per cercare di dare una
parvenza di senso all’annuncio di pochi giorni fa di Trump in Qatar, con la
sparata sulla “pace e la nuova alba” vagheggiata per la regione. Giovedì a Tel
Aviv Rubio, per un altro colloquio con Netanyahu, che ha già visto Witkoff e
Kushner. Insomma da tre giorni i più importanti funzionari Usa fanno avanti e
indietro con Israele per impedire che il suo governo coloniale e suprematista
riprenda la guerra aperta.
Non solo però; gli emissari di Trump paiono voler capire davvero quanto
Netanyahu davvero sia in grado di controllare i suoi. Non a caso, nelle stesse
ore dell’arrivo di Rubio, la Knesset ha approvato in prima lettura l’annessione
di tutta la Cisgiordania occupata. Nonostante l’opposizione addirittura di
Netanyahu, i legislatori hanno votato 25-24 per far avanzare il disegno di
legge. Decisivo il voto di Yuli Edelstein, deputato del Likud, partito del
premier, che non ha scelto di uscire dall’aula, come chiesto dal premier e
schierandosi così con i coloni fascisti e pure con pezzi della “cosidetta”
opposizione.
Un commento a caldo da Ugo Giannangeli, avvocato, esperto di diritto
internazionale e attivista per la Palestina Ascolta o scarica