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MIGRANTI: ALTRE 200 VITTIME, “NON È EMERGENZA MA RAZZISMO ISTITUZIONALE ALL’OPERA”
Convocato per questo pomeriggio il Consiglio dei Ministri per deliberare lo stato d’emergenza in Calabria, Sicilia e Sardegna, le regioni colpite dal ciclone che ha devastato le loro coste. Ciclone che si è abbattuto anche su diverse imbarcazioni con a bordo migranti che cercavano di raggiungere l’Europa. Continuano le ricerche di dispersi partiti dalla Tunisia: per ora sono 50, come testimoniato dall’unico sopravvissuto che ieri è stato messo in salvo dalla motonave Star e portato in ospedale a Malta. Alarm Phone segnala da giorni però la scomparsa anche di altre tre imbarcazioni partite dalla Tunisia, con a bordo circa 150 persone, con le quali non si riesce più a stabilire alcun contatto telefonico.  Salvate invece sabato 18 persone dalla nave Sea-Watch 5.  La nave della ong tedesca si sta dirigendo verso Catania, dove giungerà oggi. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni prima di queste notizie registrava 14 persone disperse nel Mediterraneo in quest’inizio d’anno, mentre i morti o dispersi del 2024 sono 1.873, una cifra per difetto se si considera che non include le persone partite e di cui si sono perse le tracce. Le vittime sulla stessa rotta, negli ultimi dieci anni, arrivano a 33.362. Il commento di Andrea Antoccia del Coordinamento Migranti di Bologna. Ascolta o scarica
January 26, 2026
Radio Onda d`Urto
MIGRANTI: ANCORA MORTI NEL MEDITERRANEO. “ITALIA E MALTA SAPEVANO, MA NON HANNO INVIATO I SOCCORSI IN TEMPO”
La guardia costiera ha recuperato altri 7 corpi di migranti – un uomo, cinque donne e un minore – morti nel naufragio avvenuto nella notte tra il 16 e il 17 ottobre. Si stima fossero 35 le persone a bordo dell’imbarcazione, ma con il recupero di oggi, mercoledì 22 ottobre, il conteggio delle vittime sale a 20. Alarm Phone aveva ricevuto la chiamata d’aiuto nel pomeriggio del 16 ottobre e chiesto a Italia e Malta di prestare immediatamente soccorso. Nessuno ha risposto, almeno fino a quando non è stato troppo tardi. “Una motovedetta le avrebbe potute salvare in 1 ora e 40 minuti”, denuncia Sea Watch Italy sui propri profili social, intravedendo nell’ormai consueto lassismo delle istituzioni nel rispondere e attivare la macchina dei soccorsi l’ennesima riprova del “razzismo sistemico che permea la nostra società” – come riporta la portavoce dell’ong ai nostri microfoni. Intanto poco più a sud, in Tunisia, 40 migranti – tra cui anche neonati – sono morti dopo che la loro imbarcazione si è capovolta al largo della costa di Salakta. 30 i sopravvissuti. Il racconto e il commento di Chiara di Alarm Phone Ascolta o scarica Il punto di vista e l’analisi di Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch Italy Ascolta o scarica
October 22, 2025
Radio Onda d`Urto