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I commedianti percorsero le strade di tutta europa partendo dalla Val di Taro nell’appennino parmense, terra impervia e povera, dove la magara sussistenza si alternava a cicliche carestie. Per ovviare alla povertà diffusa le famiglie del luogo percorrevano le vie del contrabbando, dei lavori stagionali e quelle dei mestieri girovaghi, diventando specialisti in ammaestramento di orsi e scimmie. Partendo in carovana con una “compagnia” si fermavano di città in città, di fiera in fiera, per esibirsi in spettacoli di circo con scimmie, pappagalli, cavalli, capre, orsi e cammelli. La vita dura del girovago era ostacolata ovunque dalle forze di polizia e dalla cattiva reputazione che gli veniva affibbiata. Fogli di via, espulsioni, incarcerazioni, difficoltà nel trovare i documenti divennero prassi comune col passare del tempo, soprattutto con l’avvento di Napoleone e la sua riforma burocratica, ma anche con lo spirito rivoluzionario del ’48 che imponeva la morale dei neonati Stati-Nazione. L’unità d’Italia con la leva obbligatoria e le leggi contro lo sfruttamento minorile segnarono un duro colpo alle compagnie di commedianti che scompariranno con la prima guerra mondiale: la morale del lavoro era ormai imperante, girovaghi e sfaccendati venivano considerati criminali, da imprigionare o da mandare al fronte. Come in altri casi lo spirito di avventura, ma soprattutto il rifiuto della miseria, portò tantissime persone a scegliere una vita diversa e ancora oggi tutto il mondo si sposta e sceglie (per forza o per amore) vie alternative alla miseria del tragitto casa-lavoro. Come diceva Cesare Pavese “Almeno potercene andare far la libera fame, rispondere no. a una vita che adopera amore e pietà, la famiglia, il pezzetto di terra, a legarci le mani.” per maggiori info: Orsanti-prof.Claudio-Bargelli.pdf o il libro “Con l’arte e con l’inganno” di Marco Porcella una lettura tratta dal libro Uomini Ex di Giuseppe Fiori racconta la storia dei partigiani comunisti fuoriusciti in Cecoslovacchia dopo il ’45 perchè indagati per reati commessi durante la lotta partigiana. Imputati i partigiani amnistiati i fascisti e i loro mandanti. Il libro racconta di un gruppo di compagni a Praga che ruotava intorno a “radio italia oggi” narrando gli attriti e la quotidianità della vita in incognito, fino all’occupazione sovietica dopo la primavera di Praga, quando la radio cesserà di esistere. In questa lettura riportiamo il match pugilistico tra il partigiano Chiappa e un orso
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I commedianti percorsero le strade di tutta europa partendo dalla Val di Taro nell’appennino parmense, terra impervia e povera, dove la magara sussistenza si alternava a cicliche carestie. Per ovviare alla povertà diffusa le famiglie del luogo percorrevano le vie del contrabbando, dei lavori stagionali e quelle dei mestieri girovaghi, diventando specialisti in ammaestramento di orsi e scimmie. Partendo in carovana con una “compagnia” si fermavano di città in città, di fiera in fiera, per esibirsi in spettacoli di circo con scimmie, pappagalli, cavalli, capre, orsi e cammelli. La vita dura del girovago era ostacolata ovunque dalle forze di polizia e dalla cattiva reputazione che gli veniva affibbiata. Fogli di via, espulsioni, incarcerazioni, difficoltà nel trovare i documenti divennero prassi comune col passare del tempo, soprattutto con l’avvento di Napoleone e la sua riforma burocratica, ma anche con lo spirito rivoluzionario del ’48 che imponeva la morale dei neonati Stati-Nazione. L’unità d’Italia con la leva obbligatoria e le leggi contro lo sfruttamento minorile segnarono un duro colpo alle compagnie di commedianti che scompariranno con la prima guerra mondiale: la morale del lavoro era ormai imperante, girovaghi e sfaccendati venivano considerati criminali, da imprigionare o da mandare al fronte. Come in altri casi lo spirito di avventura, ma soprattutto il rifiuto della miseria, portò tantissime persone a scegliere una vita diversa e ancora oggi tutto il mondo si sposta e sceglie (per forza o per amore) vie alternative alla miseria del tragitto casa-lavoro. Come diceva Cesare Pavese “Almeno potercene andare far la libera fame, rispondere no. a una vita che adopera amore e pietà, la famiglia, il pezzetto di terra, a legarci le mani.” per maggiori info: Orsanti-prof.Claudio-Bargelli.pdf o il libro “Con l’arte e con l’inganno” di Marco Porcella una lettura tratta dal libro Uomini Ex di Giuseppe Fiori racconta la storia dei partigiani comunisti fuoriusciti in Cecoslovacchia dopo il ’45 perchè indagati per reati commessi durante la lotta partigiana. Imputati i partigiani amnistiati i fascisti e i loro mandanti. Il libro racconta di un gruppo di compagni a Praga che ruotava intorno a “radio italia oggi” narrando gli attriti e la quotidianità della vita in incognito, fino all’occupazione sovietica dopo la primavera di Praga, quando la radio cesserà di esistere. In questa lettura riportiamo il match pugilistico tra il partigiano Chiappa e un orso
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I commedianti percorsero le strade di tutta europa partendo dalla Val di Taro nell’appennino parmense, terra impervia e povera, dove la magara sussistenza si alternava a cicliche carestie. Per ovviare alla povertà diffusa le famiglie del luogo percorrevano le vie del contrabbando, dei lavori stagionali e quelle dei mestieri girovaghi, diventando specialisti in ammaestramento di orsi e scimmie. Partendo in carovana con una “compagnia” si fermavano di città in città, di fiera in fiera, per esibirsi in spettacoli di circo con scimmie, pappagalli, cavalli, capre, orsi e cammelli. La vita dura del girovago era ostacolata ovunque dalle forze di polizia e dalla cattiva reputazione che gli veniva affibbiata. Fogli di via, espulsioni, incarcerazioni, difficoltà nel trovare i documenti divennero prassi comune col passare del tempo, soprattutto con l’avvento di Napoleone e la sua riforma burocratica, ma anche con lo spirito rivoluzionario del ’48 che imponeva la morale dei neonati Stati-Nazione. L’unità d’Italia con la leva obbligatoria e le leggi contro lo sfruttamento minorile segnarono un duro colpo alle compagnie di commedianti che scompariranno con la prima guerra mondiale: la morale del lavoro era ormai imperante, girovaghi e sfaccendati venivano considerati criminali, da imprigionare o da mandare al fronte. Come in altri casi lo spirito di avventura, ma soprattutto il rifiuto della miseria, portò tantissime persone a scegliere una vita diversa e ancora oggi tutto il mondo si sposta e sceglie (per forza o per amore) vie alternative alla miseria del tragitto casa-lavoro. Come diceva Cesare Pavese “Almeno potercene andare far la libera fame, rispondere no. a una vita che adopera amore e pietà, la famiglia, il pezzetto di terra, a legarci le mani.” per maggiori info: Orsanti-prof.Claudio-Bargelli.pdf o il libro “Con l’arte e con l’inganno” di Marco Porcella una lettura tratta dal libro Uomini Ex di Giuseppe Fiori racconta la storia dei partigiani comunisti fuoriusciti in Cecoslovacchia dopo il ’45 perchè indagati per reati commessi durante la lotta partigiana. Imputati i partigiani amnistiati i fascisti e i loro mandanti. Il libro racconta di un gruppo di compagni a Praga che ruotava intorno a “radio italia oggi” narrando gli attriti e la quotidianità della vita in incognito, fino all’occupazione sovietica dopo la primavera di Praga, quando la radio cesserà di esistere. In questa lettura riportiamo il match pugilistico tra il partigiano Chiappa e un orso
July 23, 2026
Radio Blackout
nascita e sviluppo dell’arresto preventivo
l’arresto preventivo, come tante altre misure repressive, nasce di pari passo alla nascita dello Stato: dall’Italia giolittiana all’ultimo decreto sicurezza passando per il fascismo e la prima repubblica, questo strumento non è mai stato abrogato, ma viene puntualmente tirato fuori a seconda del momento storico e del conflitto sociale in corso. L’arresto preventivo si fonda su delle categorie di pericolosità fabbricate dalla questura, una griglia in cui gli oppositori politici, sindacalisti e simpatizzanti riempivano una parte, mentre l’altra era occupata da matti, ubriaconi, incontrollabili; e soprattutto a questi ultimi era diretto l’arresto, sia mai venisse qualche colpo di testa durante una grande cerimonia nazionale. D’altronde ai politicizzati era (ed è tuttora) riservato costante il controllo, o l’esilio, o il confino. Guardando la storia e lo sviluppo di questa ed altre misure repressive capiamo meglio la guerra ai marginali e agli oppositori politici che questo governo sta portando avanti. Ne parliamo con Dario Stefano Dell’Aquila, autore dell’articolo “le storie di ieri e le vite di oggi. Sovversivi, marginali e arresto preventivo” apparso sul numero 126 della rivista Gli Asini (https://gliasinirivista.org/le-storie-di-ieri-e-le-vite-di-oggi-sovversivi-marginali-e-arresto-preventivo/)
sulla bestialità
quando un animale diventa bestia? e cosa si intende con questa parola? Spesso il termine bestia viene associato anche agli esseri umani, soprattutto ai nemici, agli sconfitti e ai marginalizzati, nel tentativo di de-umanizzarli. Nel mondo animale avviene egualmente: qualora l’animale si fa ribelle o indisciplinato alle attività ordite dall’umano allora diviene bestia, il suo ruolo dev’essere quello di essere sfruttato, di riprodursi, di fare un’obbediente compagnia. Alla disobbedienza si accompagnano processi e leggi volte a normare il comportamento animale, o meglio, l’effetto sociale delle loro azioni. Dalla minaccia delle invasioni di cavallette bibliche, al terrore del lupo che ha sempre percorso la storia, alcuni animali hanno assunto il ruolo del nemico a cui si è risposto spesso e volentieri con lo sterminio. Ne parliamo con Matilde Cassano autrice del blog Storie Bestiali (https://storiebestiali.wordpress.com/) e collaboratrice con la rivista Liberazioni (https://www.liberazioni.eu/)
capitalismo magico
Dialogo con Collettivo Trickster sul capitalismo magico. Come i nuovi strumenti digitali sono riusciti a ri-creare una forma stregonesca di controllo e manipolazione, ma anche a porsi come mito e pietra filosofale. Incontro tenutosi il 3 giugno in piazza Borgo Dora. Purtroppo gli interventi e le domande non sono state registrate e per migliorare l’ascolto sono state tagliate.
città in guerra
presentazione del libro “città in guerra – appunti di geopolitica urbana” con l’autore Francesco Chiodelli. La guerra combattuta sui confini e la resistenza nella giungla o nel deserto sono scenari ormai lontani da quel che è il teatro dei conflitti odierni. Le città sono lo spazio dove eserciti regolari, milizie e altri attori si scontrano, dove si avanza metro per metro, isolato per isolato. Uno spazio, quello della città, che ha modificato la dinamica dello scontro da orizzontale a verticale, in uno scenario fatto di palazzi, cunicoli, tunnel e feritoie tra i muri. A questi nuovi scenari gli eserciti si adattano con un portato di tecnologia elevatissimo, armi e strumenti che vengono poi riadattati alla vita civile, sottoforma di prodotti di consumo o strumenti di controllo. Perchè nel conflitto perpetuo e globale che stiamo vivendo la guerra si gioca anche in casa: la militarizzazione delle città e della società è un processo decennale che usa i grimaldelli della sicurezza e del decoro per apporre nuovi paradigmi di controllo.
Prometeo ribelle e violento
La rivista Prometeo vide la luce nel 1924 come organo della Partito Comunista D’Italia, ma dopo diverse vicessitudini trovò sede a Bruxelles dove venne pubblicata dal 1928 al ’35 raccogliendo riflessioni politiche, dibattiti di partito, ma soprattutto lettere e aggiornamento di tanti italiani all’estero che raccontavano le vicende e le lotte in Francia, Stati Uniti e diversi paesi d’Europa dove i fuoriusciti del fascismo trovarono possibilità di ricostruirsi una vita. Dino Erba nel suo libro “Prometeo ribelle e violento – violenza individuale e violenza di massa nella lotta politica ” attraverso gli articoli apparsi su Prometeo, offre un’analisi dello scontro tra classi nella sua evoluzione storica: dagli attentati rinascimentali alla vendetta individuale di inizio secolo fino alle mobilitazioni di massa durante il ventennio fascista. Per focalizzarsi infine sull’incendio del Reichstag e sulla guerra civile spagnola. Nel testo si trovano le rivendicazioni di uccisioni, attentati, sommosse e manifestazioni che interessarono i proletari di tutta europa contro gli sgherri e i dominanti, lottando contro la repressione, le spie, ma anche le forze rivoluzionarie legate al Centrismo russo.