Salario minimo? I NO della destra… ma anche i tanti NO da sinistra e sindacati confederali
Pedro Sanchez con la sua maggioranza (la coalizione partito socialista-sinistra
radicale, con l’appoggio esterno di vari partiti indipendentisti e autonomisti)
ha portato il salario minimo in Spagna sopra i 1200 euro netti al mese, inclusa
una tredicesima mensilità.
Tutti a sparare ad alzo zero su Meloni e camerati. Ma ricordo che ben due
governi, quelli a guida di Conte e Draghi, quella legge che oggi si applica in
Spagna non l’hanno voluta fare.
Nel Governo Conte II (2019-2021), sebbene il Movimento 5 Stelle lo avesse tra i
punti cardine, il provvedimento sul salario minimo non è passato proprio per PD
e CGIL, con la assurda motivazione che avrebbe indebolito la contrattazione
collettiva nazionale. Quella obiezione rivelava piuttosto che una soglia legale
fissa e con quelle cifre sarebbe stata di fatto concorrenziale (se non migliore)
dei CCNL, i contratti collettivi nazionali di lavoro. Il che la dice lunga sullo
stato dell’arte in quella che tradizionalmente era stata considerata una casa
del lavoro e del suo mondo di salari e diritti.
Quindi il problema non è che sono le destre a non aver varato la legge sul
salario minimo, quanto piuttosto che le sinistre la hanno sradicata dal contesto
più generale di lotte e tutele.
A riprova di ciò chiederei quanto sanno cosa sia o cosa abbia fatto la CES.
> A.I. Overview
> La CES è la Confederazione Europea dei Sindacati (in inglese ETUC – European
> Trade Union Confederation), l’organizzazione principale che rappresenta i
> lavoratori a livello europeo. Fondata nel 1973, ha l’obiettivo di influenzare
> le decisioni dell’Unione Europea per promuovere un modello sociale che metta
> al centro i diritti e il benessere dei lavoratori. È l’unica organizzazione
> sindacale intercategoriale riconosciuta dall’UE come “partner sociale”.
> Partecipa al dialogo sociale europeo con le organizzazioni dei datori di
> lavoro (come BusinessEurope). Rappresenta 45 milioni di iscritti a 94
> organizzazioni sindacali nazionali in 42 paesi europei. Per l’Italia, i membri
> storici sono le tre grandi confederazioni: CGIL (Confederazione Generale
> Italiana del Lavoro) CISL (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) UIL
> (Unione Italiana del Lavoro). In sintesi, mentre i singoli sindacati (come la
> CGIL) operano a livello nazionale, la CES agisce come il loro “sindacato dei
> sindacati” a livello delle istituzioni europee. Il solo sciopero che ha
> promosso è uno sciopero europeo di soli 15 minuti, proclamato il 14 marzo 2003
> per protestare contro la guerra in Iraq e difendere il modello sociale
> europeo.
Se dovessi misurare la rappresentanza esercitata nei fatti dai sindacati, a
tutela dei lavoratori europei potrei dividere 15 (sono i minuti di scioperi in
più di 50 anni) per 45.000.000 ( sono gli iscritti ai sindacati). E otterrei il
risultato 0,000000333… un risultato che mi mostra la rappresentanza reale.
> A.I. Overview
> Durante l’Autunno Caldo del 1969, la vertenza per il rinnovo del contratto
> nazionale dei metalmeccanici è stata caratterizzata da un numero record di ore
> di sciopero, stimate complessivamente tra le 164 e le 200 ore di astensione
> dal lavoro per ogni lavoratore tra settembre e dicembre.
> La mobilitazione fu intensa e articolata in diverse modalità:
> Settembre: Si registrarono 72 ore totali di sciopero a livello nazionale;
> Ottobre: Furono effettuate 48 ore di sciopero, con una media di circa 12 ore
> effettive a settimana;
> Novembre: Altre 48 ore di mobilitazione a livello regionale o aziendale;
> Dicembre: La lotta continuò con 12 ore settimanali fino al 14 dicembre,
> seguite da altre 28 ore proclamate nella seconda metà del mese, poi
> parzialmente sospese per la firma del contratto avvenuta il 21 dicembre.
> Oltre agli scioperi nazionali di 24 ore, vennero introdotte per la prima volta
> nuove forme di lotta come lo sciopero articolato (brevi sospensioni a
> singhiozzo o a scacchiera di mezz’ora o un’ora), che colpivano la produzione
> in modo strategico riducendo il peso economico per gli operai.
La vertenza si concluse con una vittoria storica: i metalmeccanici ottennero la
settimana lavorativa di 40 ore, significativi aumenti salariali e il
riconoscimento del diritto di assemblea in fabbrica.
Michele Ambrogio