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Israele, per la Cia, rischia la guerra civile e il collasso
I servizi segreti statunitensi esprimono timori di disordini civili e di un collasso dello Stato in Israele in vista delle elezioni del 27 ottobre. Israele rischia una guerra civile o il collasso dello Stato, avverte una valutazione classificata della CIA, poiché anni di Genocidio a Gaza e guerre in Libano […] L'articolo Israele, per la Cia, rischia la guerra civile e il collasso su Contropiano.
October 15, 2026
Contropiano
A nudo le reti di Cerimedo per espandere l’ultradestra in America Latina
Il nome di Fernando Cerimedo ha perturbato lo scacchiere politico regionale, comparendo ripetutamente nell’intreccio fra campagne elettorali, operazioni di comunicazione digitale e reti politiche transnazionali della nuova destra latinoamericana. L’impresario argentino è stato arrestato in Bolivia nelle scorse settimane, con l’accusa di aver organizzato un’aggressione armata contro la sua ex-moglie, Nadia […] L'articolo A nudo le reti di Cerimedo per espandere l’ultradestra in America Latina su Contropiano.
October 6, 2026
Contropiano
Cile: Carlos Prats vittima del Plan Condor
Il generale rimasto fedele a Salvador Allende fu tra i primi rifugiati in esilio ad essere ucciso con il coinvolgimento della Cia e degli uomini della polizia politica impiegati in missioni all’estero. Una bomba radiocomandata uccise lui e la moglie a Buenos Aires il 30 settembre 1974 di David Lifodi Infografica ripresa da https://social.shorthand.com/teleSURtv 30 settembre 1974, ore 00.40: la
September 27, 2026
La Bottega del Barbieri
Cosa sappiamo del viaggio del capo della CIA a Mosca
A due giorni dalla visita del direttore della CIA nella capitale russa, il vero obiettivo della missione resta ancora avvolto nel mistero, alimentato dalle versioni contrastanti filtrate da Washington e Mosca. Secondo i media americani, John Ratcliffe avrebbe portato un avvertimento a non mettere alla prova la NATO, in particolare sul fianco baltico. Donald Trump ha invece minimizzato definendo il viaggio «semi-routine», aggiungendo che «potrebbe venirne fuori qualcosa di buono», perché gli Stati Uniti stanno «lavorando sodo per porre fine a questa guerra». Una spiegazione che non chiarisce, tuttavia, perché per consegnare quel messaggio sia stato mobilitato personalmente il capo della CIA in una delle missioni più insolite degli ultimi anni. A rendere ancora più difficile decifrare il viaggio è ciò che emerge dalle indiscrezioni americane. Secondo il Wall Street Journal, l’intelligence statunitense avrebbe rivisto al rialzo il rischio che Putin possa tentare di testare direttamente la capacità di reazione della NATO, soprattutto nell’area baltica: non necessariamente con un’invasione su larga scala, ma attraverso incursioni territoriali, cyberattacchi, sabotaggi o altre operazioni ibride sufficientemente aggressive da costringere l’Alleanza a decidere se e come reagire. Una valutazione che modifica almeno in parte le precedenti previsioni americane, secondo cui Mosca avrebbe evitato di provocare direttamente la NATO finché impegnata nella guerra in Ucraina. Sullo sfondo rimane anche l’ipotesi di una nuova mobilitazione russa dopo le elezioni. Ma quello della NATO potrebbe essere stato soltanto uno dei dossier affidati a Ratcliffe. CBS e Politico riferiscono, infatti, che il direttore della CIA avrebbe esortato la Russia a ridurre il suo sostegno militare ed economico all’Iran e avrebbe prospettato nuove sanzioni qualora lo Stretto di Hormuz non venisse riaperto al traffico marittimo. Su un punto, intanto, Mosca ha fatto chiarezza. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha confermato che Ratcliffe ha incontrato funzionari dei servizi di sicurezza russi, ma non Vladimir Putin, che sarebbe stato comunque immediatamente informato dell’esito dei colloqui. Giovedì è arrivata anche la conferma di Sergey Naryshkin, direttore del Servizio di intelligence estera russo (SVR): «L’incontro ha avuto luogo e non c’è nulla di insolito», ha dichiarato ai giornalisti. La natura della missione sembra del resto emergere anche dalle sue modalità. Ratcliffe è arrivato a bordo di un Boeing C-17A Globemaster III dell’aeronautica statunitense, partito dalla Joint Base Andrews e transitato da Riga; il volo era rintracciabile attraverso i normali servizi di monitoraggio e, dopo l’atterraggio a Vnukovo, a Mosca è stato avvistato anche un corteo di auto diplomatiche americane. Una visita discreta, dunque, ma tutt’altro che invisibile, e sufficientemente breve da suggerire agli osservatori una missione destinata soprattutto a consegnare un messaggio, più che ad aprire un vero negoziato. Il precedente, peraltro, è significativo: nel novembre 2021 l’allora direttore della CIA William Burns era stato inviato a Mosca per mettere in guardia la Russia contro un’invasione dell’Ucraina. Che Washington considerasse la missione particolarmente delicata emerge anche dalle precauzioni prese prima dell’arrivo di Ratcliffe. Secondo fonti citate dalla stampa americana e ucraina, Washington aveva informato Kiev dell’arrivo della delegazione e chiesto di limitare temporaneamente gli attacchi contro Mosca, San Pietroburgo e altre aree settentrionali della Russia. Il Kyiv Independent riferisce che Kiev avrebbe accettato di sospendere gli attacchi contro le due città tra il 24 e il 26 agosto. A rendere ancora più singolare la giornata moscovita è stata la contemporanea presenza nella capitale russa di Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, che ha incontrato Sergei Lavrov ribadendo la disponibilità della Santa Sede a offrire i propri «buoni uffici» per favorire una soluzione della guerra in Ucraina. Due missioni formalmente distinte e senza collegamenti accertati, ma svoltesi quasi in parallelo: da una parte il capo della CIA, dall’altra il responsabile della diplomazia vaticana. A infittire ulteriormente il quadro è poi emersa un’anomalia nella numerazione dei decreti presidenziali russi. Sul portale ufficiale degli atti giuridici, dopo il decreto 604 del 24 agosto compaiono il 25 agosto i numeri 608, 609 e 610. Il salto nella numerazione ha portato The Moscow Times e altre testate a sostenere che i numeri 605, 606 e 607 corrispondessero a tre decreti non pubblicati e, dunque, secretati, ipotesi contestata da fonti russe secondo cui i documenti sarebbero invece consultabili. Mentre Washington manda il capo della CIA a Mosca, a Kiev si allarga un nuovo fronte interno. Dall’inchiesta anticorruzione “Forrest Gump” è riemerso il nome di Timur Mindich, ex socio di Zelensky nella società televisiva Kvartal 95 e oggi latitante in Israele. Secondo quanto sostenuto in aula dalla Procura specializzata anticorruzione (SAPO), Mindich avrebbe fornito parte del denaro contante destinato all’operazione con cui furono raccolti e riciclati 150 milioni di grivne, circa 2,9 milioni di euro, utilizzati per pagare la cauzione dell’ex ministro Herman Halushchenko. Gli inquirenti sostengono che i fondi, di presunta origine illecita, sarebbero stati fatti transitare attraverso operazioni fittizie e la banca pubblica Sense Bank per trasformarli in denaro apparentemente lecito. Le accuse sono ancora da provare in giudizio, ma il nome di Mindich costituisce ormai un filo che attraversa tre grandi inchieste dell’ultimo anno – “Midas”, “Dynasty” e “Forrest Gump” – arrivando all’ex vicecapo dell’Ufficio del presidente Iryna Mudra. Un elemento che rende ancora più fragile il quadro politico ucraino proprio mentre la diplomazia sembra spostarsi, almeno in parte, fuori da Kiev. 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August 27, 2026
L'INDIPENDENTE
Se la Cia è l’ultima spes…
Nel mondo delle spie nulla è come appare. Anzi, quel che “deve” apparire è un risultato voluto, cercato con ostinazione e determinazione. Deve coprire altro, ma nessuno può dire con certezza cosa sia. E qui cascano sempre dal pero i “dietrologi” che, disponendo dei pochi e slegati indizi messi a […] L'articolo Se la Cia è l’ultima spes… su Contropiano.
August 27, 2026
Contropiano
Cia e Vaticano in missione a Mosca
Una missione di cui non si sa nulla, contemporanea a quella del “ministro degli esteri” del Vaticano, Paul Richard Gallagher (ma è inglese…), che ieri si è incontrato con il suo omologo Lavrov. Della seconda missione sappiamo che la parola d’ordine è “questa guerra [in Ucraina, ndr] deve finire”. Che, […] L'articolo Cia e Vaticano in missione a Mosca su Contropiano.
August 26, 2026
Contropiano
Un gruppo segreto della CIA per Cuba
La CIA ha creato un gruppo operativo segreto su Cuba per intensificare la pressione su L’Avana, rivela il The New York Times, secondo cui la nuova struttura consentirà di indirizzare rapidamente verso il fronte cubano maggiori risorse finanziarie, tecniche e di personale. “L’obiettivo del gruppo è creare una frattura all’interno dell’élite politica cubana, per spingerla a sostituire i dirigenti più anti-statunitensi con leader più pragmatici, pronti ad accettare le richieste di Trump”. Il gruppo comprende già agenti impegnati nel reclutamento di spie, analisti, specialisti in operazioni informatiche e ufficiali responsabili di operazioni segrete di influenza. L’amministrazione Trump ha inoltre assegnato a Cuba il massimo livello di priorità nel sistema dei compiti di intelligence nazionale degli Stati Uniti. L’isola è stata ora inclusa nella categoria “Priority 1” – insieme a Cina, Russia e Iran. Dopo di ciò, i servizi segreti degli Stati Uniti hanno iniziato a intensificare l’attività di intelligence, compreso l’uso di satelliti e altri mezzi tecnici. “Le informazioni di intelligence raccolte aiuteranno i militari statunitensi ad aggiornare le opzioni di azione contro Cuba, se Trump dovesse decidere di percorrere questa strada,” osserva il New York Times. Dalla Casa Bianca stanno pensando per Cuba a una soluzione in stile venezuelano. Starebbero valutando di sostituire l’attuale dirigenza del governo cubano con persone più inclini a rispettare le decisioni prese a Washington, qualcosa di simile a quello che sta avvenendo a Caracas, dove l’attuale governo è sempre più inginocchiato di fronte allo Zio Sam. Resta da capire il modo in cui vorrebbero procedere. Un’azione militare che decapiti il governo cubano e che metta al suo posto dei burattini, aumentare le pressioni sulla popolazione con ulteriori sanzioni sperando nella sommossa popolare, il tutto nella consueta indifferenza dei Paesi occidentali? Minacce che non vengono minimamente messe in discussione dai vassalli di Washington, che invocano un giorno e l’altro pure il rispetto del diritto internazionale da parte di Russia, Cina, Iran e degli altri Paesi che non si sono venduti agli Stati Uniti, ma che mettono la testa sotto la sabbia quando a violare palesemente ogni regola internazionale è il loro padrone. Insomma, alla Casa Bianca decidono che un governo deve essere sostituito e nessuno ha il coraggio di opporsi. Questo è il nostro democratico mondo, dove uno decide e gli altri si voltano dall’altra parte. www.occhisulmondo.info   Andrea Puccio
August 6, 2026
Pressenza
Come Cuba subì l’azione politica dei neofascisti italiani
I movimenti di estrema destra italiani operarono contro Cuba socialista attraverso due posizioni. Una tutta ideologica, una forte ostilità culminata in campagne di propaganda, tutt’oggi in atto, l’altra tramite una presenza nel network internazionale del terrorismo nero anticomunista intrecciato con la CIA e servizi segreti militari delle dittature di destra. Una azione politica non solo teorico/ideologica ma che, invece, vide una alleanza sul “campo militare” tra esponenti del neofascismo italiano e gruppi terroristici anticastristi/CIA. Negli anni ’70 e ’80, reduci della Repubblica Sociale Italiana ed esponenti del terrorismo nero (come quelli legati ad Ordine Nuovo e successivamente ai Nuclei Armati Rivoluzionari) si inserirono nella rete internazionale dell’anticomunismo militante, a fianco di dittature sudamericane e gruppi di esuli cubani anticastristi. Alcuni militanti neofascisti, coinvolti nella strategia della tensione in Italia, strinsero alleanze con la rete anticastrista di Miami per operazioni di destabilizzazione nei Caraibi in chiave anticomunista. L’incontro tra l’estremismo nero italiano e l’oltranzismo cubano in esilio fu favorito da figure chiave del terrorismo internazionale: * Stefano Delle Chiaie, fondatore di Avanguardia Nazionale, latitante dall’Italia per le inchieste sulla strategia della tensione, divenne il fulcro di queste relazioni estere e stabilì legami strettissimi con i leader anticubani rifugiati in Florida, tra questi Orlando Bosch, Luis Posada Carriles e Michael Townley. Delle Chiaie collaborò al Piano Condor. * Orlando Bosch, fondatore del Coordinamento delle Organizzazioni Rivoluzionarie Unite (CORU), coordinava le fazioni più violente degli esuli anticastristi di Miami e collaborò attivamente con l’ultradestra europea in funzione anticomunista globale. * Luis Posada Carriles, altro esponente di spicco della rete di Miami ed ex agente della CIA, incrociò le traiettorie operative dei neofascisti italiani nell’addestramento e nella logistica dei regimi sudamericani e fu il mandante della bomba che uccise l’italiano Fabio Di Celmo nell’albergo Copacabana Habana, nel 1997. https://www.swissinfo.ch/ita/cuba-morto-posada-carriles-terrorista-anticastrista/44140098 * Michael Townley, agente statunitense della polizia segreta cilena (DINA), agì da vero e proprio ufficiale di collegamento, arruolando sia i neofascisti italiani(compreso Pierluigi Concutelli di Ordine Nuovo) sia i cubani di Miami per compiere omicidi mirati in giro per il mondo. Tra i fascisti italiani che operarono contro Cuba socialista vi fu anche Carlo Digilio, terrorista e collaboratore di giustizia italiano, appartenente al gruppo neofascista di Ordine Nuovo. Fu il primo pentito dello stragismo italiano: «Unico autore giuridicamente riconosciuto della strage di piazza Fontana, ma con il reato prescritto, grazie alle attenuanti per la collaborazione». [Lib. 8/1/2006]. Condannato, reo confesso ma con pena prescritta, per concorso nella strage di piazza Fontana, nonché coinvolto anche nella strage di piazza della Loggia, Digilio entrò nella rete degli informatori italiani al servizio delle basi NATO nel Veneto, col nome in codice Erodoto (già usato dal padre), nell’ambito del programma di arruolamento di fascisti e anticomunisti promossa dalla CIA e dai servizi segreti italiani. Operò direttamente da Santo Domingo ove si trovava latitante dalla giustizia italiana. Durante la fine degli anni ’70, diversi latitanti dell’estrema destra italiana trovarono rifugio sicuro in paesi dell’America Centrale. Qui, esponenti di spicco della destra eversiva (con contatti legati anche a fazioni dissidenti di Ordine Nuovo) usufruirono delle infrastrutture logistiche e dei campi di addestramento militare messi a disposizione dai comitati anticastristi in esilio, scambiando competenze sulla guerriglia urbana, l’uso di esplosivi e formazione degli squadroni della morte, collaborazione nei sequestri e torture in Cile, in Argentina e in altre zone del Sud America. Queste alcune delle operazioni conosciute: * L’Operazione Condor (o Plan Cóndor) è stata una rete di cooperazione clandestina e transnazionale istituita formalmente il 25 novembre 1975 dai servizi segreti militari e dalle polizie politiche delle dittature di destra del Cono Sud dell’America Latina (Argentina, Cile, Uruguay, Paraguay, Bolivia e Brasile). L’obiettivo principale era la sistemica eliminazione del dissenso politico, dei movimenti di sinistra, dei comunisti, dei sindacalisti e degli oppositori ai regimi dittatoriali, anche quando questi si trovavano in esilio fuori dai confini dei propri paesi. L’operazione fu pianificata su spinta del dittatore cileno Augusto Pinochet e coordinata da Manuel Contreras, capo della polizia segreta cilena (DINA), trovando l’appoggio strategico e logistico degli Stati Uniti tramite la CIA. * Il Vertice di Bonao (1976). Nel giugno 1976, nella località di Bonao (Repubblica Dominicana), si tenne un incontro segreto promosso dalla DINA cilena per unificare i diversi gruppi di esuli cubani anticastristi militanti, portando alla fondazione del CORU. Stefano Delle Chiaie partecipò alle consultazioni logistiche con la leadership del CORU per coordinare azioni terroristiche globali in chiave sia anticastrista sia antisovietica * L’omicidio di Orlando Letelier a Washington (1976). Il 21 settembre 1976, l’ex ministro cileno Orlando Letelier (oppositore di Pinochet) fu assassinato a Washington tramite un’autobomba. L’operazione fu materialmente eseguita da esuli cubani del CORU (tra cui i fratelli Novo Sampoll e Virgilio Paz Romero) sotto la supervisione di Michael Townley. Le indagini internazionali e le declassificazioni dei documenti della CIA hanno confermato che la rete logistica di supporto ed esplosivi era la medesima utilizzata e condivisa con la cellula neofascista di Delle Chiaie in America Latina * L’attentato a Bernardo Leighton a Roma (1975). In un perfetto esempio di “scambio di favori” della galassia eversiva, l’esponente politico democristiano cileno Bernardo Leighton fu vittima di un tentato omicidio a colpi d’arma da fuoco a Roma. L’azione fu pianificata dalla DINA e organizzata a Roma da Stefano Delle Chiaie e dai militanti di Avanguardia Nazionale. L’inchiesta legò l’operazione alle garanzie di supporto logistico e finanziario che l’eversione nera otteneva in Sudamerica, dove operavano anche le coperture finanziarie dei gruppi anticastristi di Miami   (da Viva Cuba Libre)   Fonti: https://www.cespi.it/it/ricerche/osservatori/osservatorio-america-latina-caraibi/focus/neofascisti-italiani-nellamerica https://thesis.unipd.it/bitstream/20.500.12608/87497/1/Stragliotto_Davide.pdf https://arcadia.sba.uniroma3.it/bitstream/2307/40482/1/TESI%20RUGGIERO.pdf > L’attentato a Bernardo Leighton – Intervista a Vito Ruggiero https://it.granma.cu/mundo/2016-03-28/posada-carriles-e-altri-terroristi-hanno-inaugurato-il-nuovo-museo-della-brigata-di-playa-giron   Redazione Italia
June 27, 2026
Pressenza
Come Marco Rubio è stato creato dalla Cia
Per decenni, una storia ombra è stata cancellata dai libri di testo americani: la verità che la forza d’invasione della Baia dei Porci della CIA non si è sciolta dopo il fallimento del 1961, è mutata. I 1.500 commando anti-Castro, addestrati e attrezzati dall’Agenzia, sono tornati a Miami non come […] L'articolo Come Marco Rubio è stato creato dalla Cia su Contropiano.
June 7, 2026
Contropiano