OMICIDI SUL LAVORO: IL PUNTO DI INIZIO 2026, “MOLTE DONNE LAVORATRICI MUOIONO IN ITINERE”Il 2026, in Italia, si è aperto all’insegna della strage di lavoratori e
lavoratrici sui posti di lavoro. All’inizio del mese di marzo, secondo
l’Osservatorio nazionale di Bologna sulle morti sul lavoro, nello Stivale il
lavoro aveva già fatto quasi duecento vittime tra quelle decedute sul posto di
lavoro e quelle che hanno perso la vita “in itinere”.
“Il mese di gennaio 2026, confrontato con quello del 2025, aveva fatto
registrare un calo del 38%. La doccia fredda è arrivata a febbraio 2026, che è
stato un mese terrificante, con 87 morti sul luogo di lavoro e più di cento in
itinere, e marzo sta andando alla stessa maniera con più di 30 morti in soli 8 o
9 giorni lavorativi”, commenta Carlo Soricelli, curatore dell’Osservatorio di
Bologna, ai microfoni di Radio Onda d’Urto.
Il riferimento è anche all’operaio di 62 anni morto lunedì 9 marzo, a Genova,
schiacciato da un macchinario in una ditta di profilati. Nello stesso giorno, a
Reggio Emilia, un operaio 55enne è caduto in una vasca di acqua bollente ed è in
prognosi riservata. Nelle stesso ore, a Travese, provincia di Torino, è grave
l’operaio ferito alla testa da una benna che lo ha colpito mentre lavorava in un
cantiere.
In occasione dell’8 marzo, giornata internazionale per i diritti delle donne,
l’Osservatorio sulle morti sul lavoro ha dedicato una sezione del proprio report
giornaliero ai dati che riguardano le donne lavoratrici: “sono tantissime le
donne che muoiono, soprattutto in itinere“, spiega Carlo Soricelli. “Ovviamente
– precisa – ci sono state vittime donne in ogni categoria, ma le donne muoiono
soprattutto in itinere perché vanno sempre di fretta per conciliare il lavoro in
ufficio, in fabbrica o in altro luogo, con quello casalingo, perché spesso si
occupano dei figli, dei genitori anziani, del marito, e quindi muoiono
numerosissime per stress e stanchezza“.
A Carlo Soricelli abbiamo chiesto una valutazione dell’operato del governo
Meloni in materia di sicurezza sul lavoro fino a questo momento: “è nullo, come
al solito“, commenta Soricelli. “Non sta facendo nulla di concreto, anzi, la
situazione è peggiorata. Vendono solo del fumo”, aggiunge. “Se poi, con il
referendum, riusciranno a mettere sotto controllo anche la magistratura, la
situazione peggiorerà anche dal punto di vista dei processi ai datori di lavoro
nei casi di morti o infortuni sul lavoro. Come al solito, i potenti non li
toccheranno più, toccheranno solo la povera gente, gli operai e i lavoratori”,
conclude.
L’intervista di Radio Onda d’Urto a Carlo Soricelli dell’Osservatorio nazionale
di Bologna sulle morti sul lavoro. Ascolta o scarica.