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Premio Nesi 2025 all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Consegna: Livorno, 11 marzo
PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DELL’ASSOCIAZIONE NESI/COREA E DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO DI LIVORNO CON IL QUALE VIENE ANNUNCIATA LA VINCITA DEL “PREMIO NESI 2025” ALL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ PER IL SUO IMPEGNO NELL’AMBITO DEL PACIFISMO E DELL’ANTIMILITARISMO. COGLIAMO L’OCCASIONE PER RINGRAZIARE VIVAMENTE L’ASSOCIAZIONE NESI/COREA E IL MOVIMENTO NONVIOLENTO DI LIVORNO PER UN RICONOSCIMENTO COSÌ PRESTIGIOSO. L’Associazione Nesi/Corea e il Movimento Nonviolento di Livorno organizzano, mercoledì 11 marzo alle 17,30 a Livorno in via La Pira 11, un incontro con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle Università al quale sarà conferito anche il “Premio Nesi” 2025. La cerimonia di premiazione sarà seguita da un incontro aperto sul tema della militarizzazione che da tempo sta coinvolgendo, sempre di più, anche il mondo delle istituzioni educative (attraverso forme di propaganda, addestramento e reclutamento da parte delle organizzazioni militari) e sulla necessità, sentita dai promotori del premio e organizzatori dell’incontro, di rompere l’incantesimo della “normalità” militarizzata che penetra nei linguaggi, nelle scuole, nei giochi, nelle mode, nei media. Serve smascherare il sistema e il processo che plasmano mentalità e desideri attraverso una coscienza vigile e attenta che contribuisca, assieme a molto altro, a costruire e imparare la pace, attraverso l’educazione nonviolenta e la pratica quotidiana per coltivare semi di disarmo culturale. Associazione Nesi/Corea e il Movimento Nonviolento di Livorno -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Stop Rearm Europe: a Livorno un’azione collettiva contro la guerra
1.347 livornesi dicono con forza “NO al riarmo” e lo fanno con una petizione popolare consegnata al Sindaco. Hanno contribuito a raccoglierle Attac Livorno, Arci, Anppia, Livorno Palestina e tante altre realtà collettive cittadine.  Sono firme raccolte nei banchetti tenuti … Leggi tutto L'articolo Stop Rearm Europe: a Livorno un’azione collettiva contro la guerra sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Donne in Nero contro attracco di Capucine e Severine nel porto di Piombino (LI)
RICEVIAMO A PUBBLICHIAMO VOLENTIERI UN COMUNICATO STAMPA DI DONNE IN NERO DI PIOMBINO SULL’ATTRACCO DELLE NAVI SEVERINE E CAPUCINE NEL PORTO DI PIOMBINO (LI). La spola delle navi ro-ro Severine e Capucine si ripete, e il 20 febbraio è tornata nel porto di Piombino, la Capucine. Nel silenzio assordante del sindacato, nella piena accoglienza degli operatori portuali, delle agenzie marittime e di ogni altro attore che pur potendo fare non fa, pur potendo parlare non parla, pur potendo esporsi, preferisce non farlo.  Se non riusciremo ad essere ogni volta presenti fisicamente sul porto per dire che: non vogliamo la Capucine e la Severine nel nostro porto, affiancate, nel loro passaggio ad un rigassificatore e talvolta a metaniere piene di 170.000 metri cubi di GNL, lo diremo ogni volta per iscritto.  Ed ogni volta torneremo a ripetere che la dignità del lavoro deve essere cercata e ritrovata attraverso la movimentazione di altre tipologie di carico.  Ad oggi ogni nostro appello rivolto a questi signori e queste signore è caduto nel vuoto, un silenzio anche politico. Così se in Europa i governi incrementano le spese militari, l’Italia si impegna a investire 3,5 miliardi di euro in più ogni anno, per raggiungere entro il 2028 12 miliardi in più: con una crescita, per alcuni settori bellici fino al 60%.   Vogliamo riflettere su questo incremento di spesa e vorremmo condividere con altri attori politici e sociali per capire se ne condividono contenuti e finalità.  Il nostro gruppo non crede alle guerre fatte per esportare la democrazia e non crede che la democrazia sia esportabile utilizzando gli eserciti.  Non crediamo che un’Europa che si sta riarmando spaventosamente sarà capace di stare dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici che chiedono stipendi adeguati e che non ce la faranno a lavorare fino a 70, 71 anni di età per garantire la copertura alle spese militari.  La responsabilità di coloro che possono dire ma non dicono, che possono fare ma non fanno, OGGI, non è più sostenibile, noi crediamo né politicamente, né socialmente.  Di fronte a un mondo che sta letteralmente cadendo a pezzi dal punto di vista ambientale, che sta morendo con armi prodotte e movimentate anche in Italia, crediamo di non poter tacere.  Auspichiamo che i sindacati, i lavoratori, le lavoratrici e l’Amministrazione comunale con loro, chiedano che il porto di Piombino non sia coinvolto in logiche speculative finanziarie di cui il GNL e il settore bellico sono i maggiori strumenti di azione.  LIBERIAMO IL PORTO DI PIOMBINO DALLE ARMI. LIBERIAMO IL PORTO DI PIOMBINO DAL RIGASSIFICATORE.   DONNE IN NERO PIOMBINO -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Livorno si prepara: 6 febbraio sciopero internazionale dei portuali
Venerdì 6 febbraio 2026 la mobilitazione internazionale lanciata da diverse organizzazioni sindacali di lavoratori e lavoratrici portuali d’Europa e del Mediterraneo toccherà anche Livorno e il suo porto. Dalle ore 7:00 si svolgerà un presidio convocato al Terminal Darsena … Leggi tutto L'articolo Livorno si prepara: 6 febbraio sciopero internazionale dei portuali sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Manifestazione Antimilitarista a Livorno: resistenza contro la militarizzazione
Alcune centinaia di persone hanno partecipato alla manifesta zione antimilitarista unitaria promossa, come da diversi anni a questa parte, dal Coordinamento antimilitarista livornese. Il corteo ha sfilato da piazza della Vittoria, scelta proprio per lo specifico significato, fino a piazza Cavour. Presenti, fra le varie realtà politiche e sindacali, anche il collettivo degli studenti medi “Scuola di carta”, il GAP gruppo Autonomo portuali, il comitato sanità Livorno, NonUnadimeno, il Movimento nonviolento, Attac. Rilevante la presenza del mondo della scuola, rappresentato, oltre che dagli studenti, dal gruppo “Rete docenti lavoratrici e lavoratori della scuola uniti per Gaza” riuniti sotto il significativo striscione “La scuola non si arruola”. Negli interventi largo spazio è stato riservato alla questione militarizzazione della scuola ed è stato sottolineato anche il lavoro importantissimo svolto dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, nonché il grave atto repressivo imposto dal MIM con l’annullamento del corso di formazione previsto proprio il 4 novembre, questione richiamata anche nello striscione di apertura che titolava “4 novembre: disertiamo tutti gli eserciti – contro guerra, riarmo, repressione e censura” Qui alcuni scatti dell’iniziativa a Livorno.
Livorno non è questo: la morte di due giovani migranti nel nostro porto
Abbiamo appreso della morte di due ragazzi questa mattina, nel porto di Livorno. Due giovanissimi lavoratori che, nella speranza di una vita migliore, si erano imbarcati su una nave ro-ro nascosti dentro un semirimorchio. Una volta scoperti per loro non … Leggi tutto L'articolo Livorno non è questo: la morte di due giovani migranti nel nostro porto sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Nuovo Rapporto Ispra e consumo di suolo a Livorno: il “Cubone” va fermato
Da anni ISPRA certifica che a Livorno il consumo di suolo è fra i più alti della Toscana e d’Italia: il 28% delle superfici impermeabilizzate ci pone al 3° posto in Toscana e al 19° posto nella classifica nazionale fra … Leggi tutto L'articolo Nuovo Rapporto Ispra e consumo di suolo a Livorno: il “Cubone” va fermato sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Documento ITIS “Galilei” Livorno contro genocidio a Gaza e solidarietà al popolo palestinese
PUBBLICHIAMO IL DOCUMENTO FIRMATO DAI MEMBRI DEL CORPO DOCENTE E DEL PERSONALE ATA DELL’ITIS “G. GALILEI” DI LIVORNO CONTRO IL GENOCIDIO DELLA POPOLAZIONE DI GAZA E IN SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO PALESTINESE – SETTEMBRE 2025. Come lavoratrici e lavoratori della scuola consideriamo un dovere morale inderogabile e un’imprescindibile responsabilità educativa, oltre che un fondamentale diritto democratico, alzare collettivamente la nostra voce contro il genocidio del popolo palestinese attuato impunemente dallo stato di Israele. Nel dicembre 2024 Amnesty International ha pubblicato un rapporto di quasi trecento pagine, dal significativo titolo Ti senti come se fossi un subumano: il genocidio contro la popolazione palestinese a Gaza[1], nelle cui pagine iniziali si può leggere (p. 13): Il 7 ottobre 2023 Israele ha intrapreso un’offensiva militare sulla Striscia di Gaza occupata […] di portata, scala e durata senza precedenti. Da allora, ha condotto incessanti attacchi aerei e terrestri, molti dei quali con grandi armi esplosive, che hanno causato danni ingenti e raso al suolo interi quartieri e città in tutta Gaza, oltre ad infrastrutture di supporto vitale, terreni agricoli, siti e simboli culturali e religiosi profondamente radicati nella memoria collettiva della popolazione palestinese. L’offensiva […] ha ucciso e ferito gravemente decine di migliaia di palestinesi, tra cui migliaia di bambini, molti dei quali in attacchi diretti o indiscriminati, spesso annientando intere famiglie multigenerazionali. Israele ha sfollato forzatamente il 90% dei 2,2 milioni di abitanti di Gaza, molti dei quali più volte, su superfici di terra sempre più piccole e in continua evoluzione che mancavano di infrastrutture di base, costringendo le persone a vivere in condizioni che le esponevano a una morte lenta e calcolata. Ha deliberatamente ostacolato o negato l’importazione di beni salvavita e aiuti umanitari. Ha limitato l’approvvigionamento energetico che, insieme a danni e distruzione, ha portato al collasso dei sistemi idrici, igienici e sanitari. Ha sottoposto centinaia, se non migliaia, di palestinesi di Gaza a detenzione in incommunicado (senza contatto con il mondo esterno) e ad atti di tortura e altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti […]. Gli atti illeciti inflitti alla popolazione palestinese […] hanno avuto un impatto profondo e cumulativo sulla salute mentale e fisica dell’intera popolazione di Gaza: coloro che sono sopravvissuti sono indeboliti, affamati o traumatizzati, con probabili effetti permanenti sulla loro salute mentale e fisica. Come sintetizzato da Agnès Callamard, segretaria generale dell’organizzazione, il citato rapporto  … mostra che Israele ha compiuto atti proibiti dalla Convenzione sul genocidio, con l’intento specifico di distruggere la popolazione palestinese di Gaza. Questi atti comprendono uccisioni, gravi danni fisici e mentali e la deliberata inflizione di condizioni di vita calcolate per causare la loro distruzione fisica. Mese dopo mese, Israele ha trattato la popolazione palestinese di Gaza come un gruppo subumano non meritevole di diritti umani e dignità, dimostrando il suo intento di distruggerli fisicamente[2]. Oggi, a quasi due anni dall’inizio dell’offensiva su Gaza, Israele continua e intensifica la sua azione criminale nella più assoluta impunità, col sostegno politico, economico e militare dei paesi occidentali, dell’Unione europea, dell’Italia, che, secondo quanto ricordato dalla stessa Amnesty International, “sta attivamente fornendo a Israele aiuti militari avanzati e tecnologie che potrebbero costituire ‘complicità nel genocidio’”, garantendo altresì una “assistenza” e una “copertura diplomatica” che “proteggono Israele dall’assunzione delle responsabilità e da un efficace controllo internazionale in merito al trattamento della popolazione palestinese”[3]. Di fronte a questa “catastrofe umanitaria senza precedenti” (così ancora Amnesty International)[4], convinte e convinti che di fronte all’ingiustizia e alla barbarie non si possa rimanere neutrali e indifferenti, essendo l’indifferenza la forma più comoda e ipocrita della complicità, ci uniamo a tutte e tutti coloro che, nel mondo della scuola e nel resto della società civile, esprimono sdegno e rabbia come esseri umani, cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori, contro la brutalità criminale dello stato di Israele, manifestando la nostra solidarietà al popolo palestinese e alla sua resistenza a un’oppressione coloniale e a un’occupazione militare la cui storia è di gran lunga anteriore al 7 ottobre 2023. Per queste ragioni, infine, invitiamo tutte le nostre colleghe e i nostri colleghi, sia del nostro Istituto sia di qualunque altra scuola di ogni ordine e grado, ad aderire all’iniziativa, già promossa da associazioni, sindacati e collegi docenti in varie città italiane, di dedicare, il primo giorno di scuola, un minuto di silenzio alla popolazione di Gaza, e ci proponiamo di mettere in atto ulteriori iniziative di sensibilizzazione e di mobilitazione contro il genocidio in atto. Non vogliamo che un giorno i nostri figli e i nostri studenti ci chiedano perché non abbiamo fatto nulla. Firmato (in ordine alfabetico): Giorgio Alfaroli, Giulia Altariva, Arsenio Amabile, Angela Ansaldo, Carla Ansaldo, Giorgia Baggiani, Andrea Balduini, Fabrizio Balest, Maria Grazia Balleri, Fabio Barontini, Simona Bartoli, Maria Basile, Marco Bernardini, Susanna Bertolini, Francesca Betti, Arianna Billi, Lorenzo Bizzi, Irene Boccone, Silvia Boni, Flaviana Bonsignori, Anna Campani, Cecilia Cappelletti, Sarah Cappellini, Alessandra Cardini, Eleonora Castellani, Vincenzo Catalano, Letizia Ceccarini, Daniele Cerrai, Fabio Chiellini, Marzia Chionsini, Cinzia Cini, Antonella Convalle, Eleonora Corridoni, Luigi Corsi, Maria Rosaria Cristallo, Claudia Culzoni, Chiara De Cristofaro, Maddalena Degan, Manola Del Corona, Olimpia Del Prete, Roberta Demi, Edoardo Demi, Letizia Dentone, Giuseppe Di Bari, Domenico Di Biase, Grazia Di Grande, Luisa Di Martino, Lorenzo Di Salvo, Alberto Dodoli, Giovanna Elefante, Federica Falleni, Marina Ferrari, David Ganetti, Clizia Gennai, Jacopo Giantomassi, Paolo Giunti, Marco Lenzi, Alessandro Limongiello, Barbara Joanna Lipinska, Leonardo Lo Frano, Serena Lo Monaco, Lucia Lucenti, Carolina Magolati, Simona Mancusi, Claudio Marmugi, Lorena Marzini, Nicola Mattei, Massimiliano Matteri, Elena Mauro, Vittoria Mazzei, Ilaria Mazzoncini, Fulvia Meini, Giorgio Meini, Roberto Mercanti, Roberta Mirabelli, Gennaro Nastri, Katiuscia Nizzi, Manuel Novi, Patrizio Orsini, Gianni Pagni, Elisabetta Papallo, Paolo Parlanti, Paola Pavoni, Luigi Pelagagge, Mauro Petrucci, Alessandra Poggianti, Marco Policrisi, Maria Rosaria Rafanelli, Mario Razzu, Simona Ricci, Francesca Ricci, Yasmica Rosas, Ramona Rutinelli, Federico Sabatini, Giuliana Salerno, Riccardo Salotti, Delio Santalucia, Concetta Saulle, Fabiana Scavo, Giorgio Schipilliti, Loredana Seguino, Lisa Serpi, Maurizio Signorini, Silvana Simone, Marco Simoni, Camillo Sorgi, Sara Spataro, Sara Speranza, Andrea Stefanini, Massimo Tiso, Monica Toncelli, Silvia Trambusti, Marzia Turrini, Lucia Uzzo, Dario Vasta, Cinzia Vendetti, Serena Vinci, Rosa Vismara, Gabriele Volpi. -------------------------------------------------------------------------------- [1] Il Rapporto è scaricabile all’indirizzo https://www.amnesty.it/israele-sta-commettendo-genocidio-contro-la-popolazione-palestinese-a-gaza/ [2] https://www.amnesty.it/israele-sta-commettendo-genocidio-contro-la-popolazione-palestinese-a-gaza/ [3] https://www.amnesty.it/appelli/stop-al-genocidio-di-israele-contro-la-popolazione-palestinese-di-gaza/ [4] ibidem
Livorno: leucemie, melanomi e palloncini
A Livorno si muore di più della media Toscana, come attesta il Rapporto “Sentieri” che Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità stilano periodicamente sui 42 siti più inquinati d’Italia. Circostanza a molti nota, ma non così conosciuta a … Leggi tutto L'articolo Livorno: leucemie, melanomi e palloncini sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Darsena Europa: il mostro che minaccia la costa e il nostro futuro
Un progetto mastodontico che rischia di compromettere in modo irreversibile l’equilibrio ambientale e sociale del litorale tra Pisa e Livorno. Mercoledì 25 giugno, alle ore 17:30,  al Circolo “Il Fortino” di Marina di Pisa (Via della Sirenetta, 6), si terrà … Leggi tutto L'articolo Darsena Europa: il mostro che minaccia la costa e il nostro futuro sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.