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Grido d’allarme per la crisi alimentare nel nord-est dell’Uganda
> Si sta consumando una tragedia silenziosa nella regione del Karamoja, nel > nord-est dell’Uganda. Un’area da tempo segnata da estrema fragilità è oggi > rimpiombata in una crisi alimentare di proporzioni drammatiche, che sta > mettendo a dura prova la sopravvivenza stessa della comunità. Una combinazione fatale di prolungata siccità che ha causato la perdita dei raccolti, e di razzie di bestiame ha prostrato la popolazione. Fino ad aprile la zona sembrava un’isola felice; pioveva e tutto era verde, i campi coltivati promettevano un buon raccolto. Poi invece non ha più piovuto e il secco ha bruciato tutto. L’accesso al cibo non è più solo una questione di nutrizione equilibrata, ma una vera e propria lotta quotidiana per rimanere in vita. In questo scenario da incubo, il prezzo più alto viene pagato dai più deboli, i bambini e gli anziani. Nel villaggio di Kanawat, i tassi di malnutrizione hanno raggiunto livelli di emergenza. Molti piccoli non hanno accesso a un singolo pasto completo al giorno. Lo sguardo spento di madri che non hanno più latte nel seno, né cibo da offrire ai propri figli esprime tutta la drammaticità di questa crisi. Altrettanto drammatica è la condizione degli anziani. Oggi molti si trovano del tutto privi di una rete di supporto. La maggior parte delle persone decedute per la fame è costituita da anziani. Sono state fatte assemblee per focalizzare il problema con il governo, con UNICEF e la FAO, ma per ora ci sono solo parole, nemmeno promesse di seria attenzione. La situazione richiede una risposta immediata che possa tamponare l’imminente catastrofe umanitaria. Bisogna mobilitare al più presto le risorse necessarie per salvare vite umane e il GIM si sta attivando in questo senso. Per maggiori informazioni e donazioni: https://www.botteghegim.it/2026/08/emergenza-fame-in-karamoja/ -------------------------------------------------------------------------------- Fonte: Informazioni fornite da padre Gabriel Angella e padre Marco Canovi, missionari che per il GIM sono punti di riferimento per gli aiuti e il sostegno all’istruzione. Redazione Italia
August 27, 2026
Pressenza
MSF: Somalia, a Baidoa metà dei bambini in condizioni estreme
Negli insediamenti per sfollati di 1 bambino su 2 sottoposto allo screening è affetto da malnutrizione acuta e 1 su 4 è gravemente malnutrito: sono i risultati dell’indagine condotta a luglio da Medici Senza Frontiere.  “Dietro ogni numero c’è un bambino – afferma Allara Ali, coordinatrice di progetto per MSF in Somalia – Quello che stiamo vedendo è scioccante e va ben oltre la soglia dell’emergenza. Altrettanto scioccante è la mancanza di urgenza da parte dei donatori, che continuano a ridurre e ritirare i finanziamenti alla Somalia. Sebbene altri attori stiano cercando di rispondere, la loro capacità è limitata dalla mancanza di fondi”. I risultati dell’indagine sono coerenti con il monitoraggio regolare della malnutrizione condotto da MSF a Baidoa, dove le équipe hanno sottoposto a screening più di 21.000 bambini di età inferiore ai 5 anni dall’inizio dell’anno e hanno rilevato livelli di malnutrizione acuta globale intorno al 50%. L’indagine, condotta su 888 nuclei familiari in 14 insediamenti per sfollati a Baidoa, ha inoltre rilevato che un terzo delle famiglie sopravvive con 1 solo pasto al giorno, mentre solo il 2% può permettersi 3 pasti al giorno. MSF rivolge un appello urgente alla comunità dei donatori, alle organizzazioni internazionali e alle autorità sanitarie affinché garantiscano senza ulteriori ritardi una risposta all’emergenza ben coordinata, adeguatamente finanziata ed efficace a Baidoa e nelle altre aree colpite della Somalia. “Il mondo non può aspettare una dichiarazione di carestia prima di agire – afferma Ali di MSF – È necessario agire ora per prevenire la perdita di vite umane”. L’assenza di piogge e il peggioramento della siccità hanno colpito centinaia di migliaia di persone in tutta la Somalia, privando le famiglie di cibo, acqua, raccolti e bestiame. Secondo l’ONU, nei primi 3 mesi del 2026, più di mezzo milione di persone sono state sfollate in Somalia, con 9 sfollamenti su 10 causati dalla siccità. L’85% degli sfollati sono donne e bambini, che sono anche tra le persone maggiormente colpite dalla malnutrizione. Dall’inizio dell’anno, più di 21.000 bambini sono stati ricoverati nelle strutture ambulatoriali per la malnutrizione supportate da MSF a Baidoa — più del doppio del numero registrato nello stesso periodo dell’anno scorso. Da gennaio fino a oggi 2.890 bambini sono stati ricoverati per cure ospedaliere, con un aumento del 78% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le cifre del 2025 erano già superiori a quelle dell’anno precedente. Una tendenza simile si sta osservando nel Mudug, dove i ricoveri nelle strutture ospedaliere supportate da MSF sono aumentati del 70% nei mesi di giugno e luglio. “Raramente riusciamo a fare 2 pasti al giorno. Non c’è nessuna organizzazione che ci aiuti. Un’organizzazione ci ha dato un po’ di assistenza in denaro, ma è stato 3 anni fa “, racconta Nuriyo, madre di un bambino in cura per malnutrizione acuta grave a Baidoa. Il morbillo e la difterite si stanno diffondendo in un contesto in cui le campagne di vaccinazione non stanno raggiungendo tutti in modo efficace. Dall’inizio dell’anno, MSF ha curato circa 2.500 casi di morbillo a Baidoa, rispetto ai circa 1.700 casi registrati durante tutto il 2025. Anche le donne incinte e che allattano sono gravemente colpite. Solo negli ultimi 2 mesi, MSF ha ricoverato per malnutrizione più di 2.600 donne incinte e che allattano. Quando le madri sono malnutrite, i rischi si estendono ai loro bambini prima della nascita, durante il parto e nei primi mesi di vita. Per rispondere all’aumento dei pazienti, MSF ha ampliato una struttura medica da 50 a 150 posti letto. Le équipe di MSF hanno inoltre distribuito beni di prima necessità alle famiglie sfollate e stanno trasportando acqua pulita alle comunità sfollate nel Mudug e a Baidoa. Ma le cure mediche e l’assistenza d’emergenza da sole non possono far fronte alla portata di questa crisi. “Un letto d’ospedale può salvare un bambino oggi. Ma non può proteggere quel bambino quando torna in un rifugio senza cibo, senza acqua pulita e senza servizi di base. Senza un supporto completo, compresa la protezione sociale, continueranno a esserci ricadute e nuovi ricoveri” afferma Ali di MSF. Nonostante la gravità della situazione, la Somalia sta perdendo priorità tra i principali donatori, tra cui il Regno Unito e gli Stati Uniti. Nel 2026 il piano di risposta umanitaria della Somalia è stato ridotto del 40% e, a luglio, risultava finanziato per meno di un terzo. I tagli ai finanziamenti stanno indebolendo servizi sanitari già fragili e costringendo il sistema sanitario a far fronte a una crisi che supera di gran lunga le sue capacità.  “La crisi nutrizionale e sanitaria nel sud-ovest della Somalia sta diventando un chiaro esempio di pericolosa indifferenza e di mancata assunzione di responsabilità, mentre la Somalia scivola sempre più in basso nelle priorità dell’agenda globale. La portata di questa crisi dovrebbe essere un campanello d’allarme per la comunità internazionale” afferma Ali di MSF. MSF chiede un urgente potenziamento delle cure ospedaliere per la malnutrizione acuta grave, in particolare per i bambini con complicazioni mediche. È necessario aumentare il numero di posti letto e il personale sanitario, garantendo allo stesso tempo una fornitura continua di alimenti terapeutici, farmaci e attrezzature mediche. MSF chiede inoltre campagne di vaccinazione urgenti per raggiungere le comunità rimaste escluse e quelle difficili da raggiungere, con una copertura più ampia e una distribuzione più efficace. Testimonianza di Nasteho, madre di un bambino in cura per malnutrizione acuta grave a Bumbashar, Baidoa > Nasteho Ibrahim ha già seppellito uno dei suoi gemelli. Il secondo figlio è > ora ricoverato nel centro per il trattamento ospedaliero del Bay Regional > Hospital di Baidoa, dove viene curato per una malnutrizione acuta grave. > > “È una malattia che ha colpito tutti e 6 i miei figli; non ce n’è uno che non > abbia dovuto essere ricoverato in ospedale” racconta Nasteho. > > È la terza volta nella breve vita di suo figlio Ahmed che Nasteho lo porta in > questo ospedale. Era troppo debole per alimentarsi, aveva la febbre, diarrea e > difficoltà respiratorie. Dopo 6 giorni di cure si era ripreso, ma pochi giorni > dopo essere tornato a casa ha avuto una ricaduta. > > “Ieri e il giorno prima ha ricominciato a vomitare e ad avere la diarrea. Poi > ha iniziato di nuovo ad avere difficoltà a respirare e ha smesso di > allattare”. > > Anche la sua pelle porta i segni della malnutrizione. > > “Mio figlio piange continuamente perché ha una lesione, al punto che non > riesco nemmeno a tenerlo in braccio, e non ho latte materno per lui”.  > > Nasteho non riesce a produrre abbastanza latte per nutrirlo, perché anche lei > soffre di malnutrizione. > > “In questo momento non ho latte. Quando gli danno il latte fornito > dall’ospedale, mio figlio si riprende. L’ultima volta gliel’hanno dato e l’ho > portato a casa da qui in buone condizioni di salute. ”. > > La malattia di suo figlio si aggiunge a una situazione familiare difficile. > Nasteho ha perso il lavoro come cuoca quando la scuola dove lavorava ha > chiuso, e ora la famiglia sopravvive con il cibo che vicini e parenti riescono > a portare. > > “Do loro qualunque cibo riusciamo a trovare o quello che riceviamo dai nostri > vicini, perché mio marito non ha un lavoro. Nessuna organizzazione ci ha mai > aiutati. Cerchiamo un’organizzazione che possa aiutarci e continuiamo a > cercare, ma finora non abbiamo ricevuto alcun aiuto. Stiamo affrontando una > grave carenza d’acqua, non abbiamo più acqua dall’inizio della stagione secca. > A parte, occasionalmente, una tanica d’acqua dai vicini o dalle famiglie che > abitano nelle vicinanze, nessuno ci ha nemmeno dato dell’acqua. Abbiamo > bisogno di cibo e acqua”. > > Nasteho non è sfollata. Vive a Baidoa da anni, e questo mostra quanto questa > crisi si estenda ben oltre gli insediamenti per sfollati. I ripetuti ricoveri > di suo figlio riflettono ciò che le équipe di MSF stanno osservando in tutto > lo stato del sud-ovest, dove in un solo anno i ricoveri per malnutrizione sono > più che raddoppiati. Testimonianza di Nuriyo Mo’alin, madre di una bambina in cura per malnutrizione acuta grave a Daudow > Nuriyo Mo’alin ha camminato per ore per portare la figlia in ospedale. > > Dopo 7 giorni di cure per malnutrizione acuta grave e complicazioni associate, > la bambina sta iniziando a riprendersi. > > “Mia figlia è malata; soffre di diarrea e vomito continui. E ora ha sviluppato > anche un’anemia. Non riuscivano a trovare una vena negli arti, così le hanno > inserito la flebo nel cuoio capelluto”. > > Nuriyo è una contadina. Quest’anno, dopo anni di piogge insufficienti, si era > presentata una rara possibilità di seminare, ma la malattia della figlia le ha > tolto anche questa opportunità. > > “Dopo le piogge, nei campi sarebbe potuto crescere qualcosa, ma proprio quando > era arrivato il momento di coltivare, mia figlia si è ammalata e non abbiamo > piantato nulla. Negli ultimi anni c’è stata la siccità, e quest’anno non > abbiamo potuto beneficiare di queste piogge perché mia figlia si è ammalata. > Raccogliamo legna da ardere e la portiamo a Baidoa. È l’unico modo che abbiamo > per procurarci da vivere”. > > Dare da mangiare ai suoi figli non è mai stato facile. > > “Ho avuto 7 figli e quella che sto allattando è la più piccola. Il mio solo > latte materno non è mai sufficiente per nutrire i miei figli; gli do il tè fin > dal giorno in cui sono nati. Nella nostra zona le verdure sono praticamente > introvabili. Facciamo solo 2 pasti al giorno, al mattino e alla sera. E anche > riuscire a fare quei 2 pasti è raro. Negli ultimi mesi abbiamo sofferto di una > grave carenza d’acqua; persino gli asini che usavamo per andare a prendere > l’acqua sono morti a causa della siccità”. > > “Non c’è nessuna organizzazione che ci aiuti. Un’organizzazione ci ha dato un > po’ di assistenza. Ci hanno dato 180 dollari per 2 mesi, ma è stato 3 anni > fa”. > > È la prima volta nella sua vita che Nuriyo porta un figlio in ospedale, per > quanto la sua comunità è lontana dall’assistenza medica e della risposta > umanitaria. > > “Di solito le persone vanno a Baidoa, a 8 chilometri di distanza, per cercare > aiuto e risorse, ma noi non siamo nemmeno andati fin lì”. > > Nuriyo ha già sofferto di malnutrizione acuta grave. > > “Ero gravemente malnutrita. Mi hanno curata mentre ero incinta, e poi sono > semplicemente tornata in campagna”. > > Una volta curata, è stata lasciata senza alcun follow-up e ora sua figlia sta > vivendo la stessa situazione.   Redazione Italia
August 11, 2026
Pressenza
FRANCIA E SPAGNA IN FIAMME: 325 MILA EVACUATI, TIMORI PER I 40 GRADI IN ARRIVO
I vigili del fuoco francesi e spagnoli stanno combattendo contro vasti incendi che hanno costretto oltre 325.000 persone a fuggire dalle loro case nei due Paesi: sia nei pressi di Bordeaux, nel sud-ovest della Francia, dove le fiamme distano 5 km dalla città e la situazione potrebbe peggiorare a causa del calore, sia in diverse altre regioni spagnole. La Spagna ha già evacuato decine di migliaia di persone dai villaggi a ovest della capitale Madrid, dove le condizioni di estrema siccità sono state aggravate da ondate di calore e forti venti. Nella regione di Valencia, sulla costa orientale della Spagna, le autorità hanno affermato di avere difficoltà a contenere gli incendi. Il contributo di Lorenzo Tecleme, giornalista indipendente esperto di questioni climatiche e ambientali. Ascolta o scarica L’analisi delle responsabilità degli incendi in Francia con il giornalista e nostro collaboratore d’oltralpe Cesare Piccolo. Ascolta o scarica
July 27, 2026
Radio Onda d`Urto
UNICEF: oltre 7 milioni di bambini esposti a ondate di calore e 6 milioni a siccità in Italia
“Secondo gli esperti l’Italia proprio in questi giorni sarà colpita da temperature molto elevate e all’orizzonte è prevista un’estate estremamente calda, anche a causa del fenomeno atmosferico El Nino. Voglio ricordare che nel nostro paese, secondo il recente rapporto UNICEF sui Rischi Climatici per l’Infanzia 2026, 7.224.126 di bambini sono esposti a ondate di calore e 6.375.600 alla siccità. É necessario essere preparati a proteggere questi bambini e le persone più fragili. Il cambiamento climatico riguarda tutti. Sono necessari sforzi urgenti per ridurre le emissioni di gas serra o i rischi climatici diventeranno sempre più frequenti e gravi, mettendo a dura prova i bilanci e i sistemi governativi e minacciando il benessere dei bambini.” Dichiara Andrea Iacomini, Portavoce UNICEF Italia. L’UNICEF Italia per riflettere sulla responsabilità individuale rispetto all’ambiente promuove la campagna Cambiamo ARIA: sulla piattaforma misurailtuoimpatto.unicef.it è possibile partecipare a un quiz per riflettere sulla sostenibilità delle nostre abitudini. Anche quest’anno, l’UNICEF Italia ha lanciato il concorso fotografico dedicato ai giovani fra i 14 e i 19 anni  “Uno scatto per il clima: ambiente e futuro visti da me”. L’iniziativa promuove il valore della partecipazione attiva delle nuove generazioni e invita i giovani tra a raccontare, attraverso le immagini, gli effetti della crisi climatica e ambientale sui territori, sulle comunità e sulla vita quotidiana. È possibile iscriversi tramite il form online e rispondere alla mail ricevuta inviando a fino a 3 fotografie originali aggiungendo un titolo e una breve didascalia. La partecipazione è gratuita. Per approfondire, consultare il regolamento e partecipare al concorso entro il 30 novembre 2026, è possibile visitare il sito ufficiale: https://www.unicef.it/scatto-clima . UNICEF
June 17, 2026
Pressenza
LEGAMBIENTE LOMBARDIA: “ESAURITE LE RISERVE NEVALI DELL’ARCO ALPINO, PIANURA PADANA A RISCHIO SICCITÀ”
Da giovedì caldo torrido su mezza Europa, seconda ondata in un mese, con l’estate nemmeno formalmente iniziata. Temperature elevatissime attese anche nel Nord Italia, dove Legambiente annuncia un’estate 2026 molto difficile sul fronte siccità. Solo in Lombardia mancano i due terzi dei volumi idrici nevosi. Mentre nei grandi laghi c’è un miliardo di metri cubi d’acqua, nei bacini montani sono solo 0,7 miliardi di metri cubi, contro una media stagionale di 1,2 miliardi. Sul tema, la sezione lombarda della storica associazione ambientalista italiana ha pubblicato un nuovo rapporto intitolato “Degrado del suolo e rischi di desertificazione. Agroecologia e lotta alla desertificazione per i suoli del bacino padano”. Il rapporto è stato pubblicato in occasione della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, istituita dalle Nazioni Unite nel 1994, che si celebra ogni anno il 17 giugno. Nell’intervista che abbiamo realizzato per approfondire il rapporto, il responsabile scientifico di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine traccia un quadro allarmante, definendo “accelerato” il processo di desertificazione in corso. “L’aumento di temperature porta con sé anche un aumento dei processi di evaporazione e traspirazione delle piante: infatti ogni grado di aumento della temperatura comporta un’accelerazione dei fenomeni attraverso cui l’acqua viene persa” ha sottolineato ai nostri microfoni. Col caldo aumenta il fabbisogno d’acqua delle colture, ma “allo stesso tempo aumenta anche la difficoltà di rifornirle. Se storicamente la disponibilità idrica in pianura Padana si basa sulle precipitazioni nevose, oggi le riserve nevali dell’arco alpino sono esaurite”. Con l’estate che inizia prima “si allunga la stagione vegetativa ma in realtà aumenta la criticità idrica dei mesi successivi”. Si profila quindi un’estate torrida che, salvo cambiamenti drastici nelle previsioni, sarà caratterizzata da “problemi di disponibilità idrica nei mesi di luglio e agosto; questi potrebbero anche diventare estremamente severi”, specialmente per il settore agricolo. L’intervista a Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia. Ascolta o scarica
June 16, 2026
Radio Onda d`Urto
Lo Stato del Clima in Europa nel 2025
dell’European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (*) Secondo il rapporto European State of the Climate (ESOTC) 2025, nel 2025 almeno il 95% dell’Europa ha registrato temperature annuali superiori alla media. Il riscaldamento sta riducendo la copertura di neve e ghiaccio, mentre temperature dell’aria superficiali pericolosamente elevate, siccità e ondate di calore, così come temperature oceaniche record, stanno influenzando le regioni del
Ciclone Harry. Il patriottismo della catastrofe …
… che ignora la crisi climatica di Demetrio Marra (*) Il ciclone Harry ha travolto Calabria, Sicilia e Sardegna con piogge torrenziali, venti di burrasca e mareggiate eccezionali, spingendo le autorità locali a chiedere lo stato d’emergenza. In molte aree si sono registrati accumuli pluviometrici fino a circa 600 mm in pochi giorni, mentre lungo le coste si sono avute
January 27, 2026
La Bottega del Barbieri
Legambiente: in Italia nel 2025 sono stati registrati 376 eventi meteo estremi, +5,9% rispetto al 2024
In Italia anche nel 2025 la crisi climatica lascia il segno, e lo fa in maniera sempre più profonda. A parlar chiaro è l’amaro bilancio di fine anno tracciato dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente: nella Penisola nel 2025, aumentano gli eventi meteo estremi arrivando a quota 376, con +5,9% rispetto al 2024. Il 2025 diventa, così, il secondo anno con più eventi meteo registrati in Italia, negli ultimi 11 anni, dopo il 2023 (quest’ultimo segnato da 383 eventi meteo estremi). Allagamenti da piogge intense (139), danni da vento (86) ed esondazioni fluviali (37) sono i principali fenomeni che si sono abbattuti di più nel corso dell’anno. Preoccupa anche il forte aumento dei casi legati a temperature record, +94% rispetto allo scorso anno, quello delle frane da piogge intense, +42%, e danni da vento, +28,3%. Gli effetti della crisi climatica si ripercuotono anche sui territori: nel 2025 ad essere il più colpito è stato soprattutto il Nord Italia, seguito da Sud e Centro. Tra le città, Genova (12 eventi meteo estremi), Milano (7) e Palermo (7). A livello regionale, le regioni ad aver subito gli impatti maggiori degli eventi meteo estremi sono state: Lombardia, con 50 casi, Sicilia, 45, e la Toscana con 41. A livello provinciale, Genova con 16 eventi meteo estremi, seguita dalla provincia di Messina e Torino con 12, Firenze e Treviso con 11, Milano con 10, Como, Lecce, Massa Carrara e Palermo con 9. Preoccupano anche i danni che gli eventi meteo estremi stanno causando sui trasporti: 24 quelli che nel 2025 hanno provocato danni e ritardi a treni e trasporto pubblico locale nella Penisola. Interruzioni e sospensioni causate non solo da piogge intense, allagamenti e frane dovute a intense precipitazioni, ma anche dalle temperature record e dalle forti raffiche di vento. Una fotografia preoccupante quella scattata dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente che mette in evidenza quanto la crisi climatica stia accelerando il passo anche in Italia causando danni, rendendo il territorio più fragile, e mettendo in pericolo anche la vita delle persone. “La Penisola, denuncia Legambiente, paga lo scotto di azioni di adattamento sporadiche e non coordinate, prive di multi settorialità e di un approccio multilivello. Ciò avviene in un contesto in cui i danni subiti nel Paese da ondate di calore, siccità e alluvioni nel 2025, secondo un recente studio dell’Università di Mannheim, ammontano a 11,9 miliardi di euro e in futuro, con una proiezione al 2029, saliranno a 34,2 miliardi di euro. Per evitare ciò è fondamentale avviare una governance nazionale, attuare il PNACC, approvato a fine 2023, stanziando le risorse economiche necessarie che ancora oggi mancano per “dare gambe” alle 361 misure da adottare su scala nazionale e regionale. Ad oggi la sua mancata attuazione rallenta a cascata la redazione di Piani locali di adattamento al clima. Altrettanto urgente è istituire con decreto l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, composto dai rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali per l’individuazione delle priorità territoriali e settoriali e per il monitoraggio dell’efficacia delle azioni di adattamento”. Il 2025 è stato un anno segnato anche dall’emergenza ormai cronica della siccità. Ad essere più colpito  è stato soprattutto il Sud Italia, in particolare il Nord della Sardegna, la Puglia e la Sicilia. In particolare, in Sardegna nella Nurra le aziende agricole sono state costrette a rinunciare a molte colture, compromettendo la produzione alimentare e generando forti ripercussioni economiche. Drammatica la situazione per gli allevamenti, con gli animali che hanno rischiato di restare senz’acqua per abbeverarsi visto il prosciugamento dei pozzi. Le aziende del settore sono state costrette ad acquistare l’acqua a costi insostenibili. A settembre, in Sicilia, i 12 sindaci del comprensorio irriguo di Ribera (Ribera, Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Caltabellotta, Calamonaci, Cattolica Eraclea, Cianciana, Montallegro, Lucca Sicula, Santo Stefano Quisquina e Villafranca Sicula) hanno chiesto la terza irrigazione di soccorso, per provare a salvare le coltivazioni, in particolare dei frutteti di qualità della zona, dalle arance alle pesche. In Puglia, la Giunta comunale di San Severo (FG) ha deliberato la richiesta di dichiarazione di stato di calamità naturale a causa della prolungata siccità e delle alte temperature che hanno colpito tutta la Capitanata. Altro alert rosso riguarda le alte temperature. Secondo i recenti dati del Copernicus Climate Change Service è praticamente certo che il 2025 sarà il secondo anno più caldo mai registrato, a pari merito con il 2023, dietro solo al 2024. Secondo il set di dati analizzati (ERA5), è probabile che la temperatura media globale per il periodo 2023-2025 superi 1,5°C, il che rappresenterebbe la prima media triennale a registrare il superamento del limite stabilito dagli Accordi di Parigi. In Europa il caldo record ha segnato l’intera estate. Secondo uno studio condotto da Imperial College London e London School of Hygiene & Tropical Medicine, il cambiamento climatico ha intensificato le temperature estive in tutto il continente europeo e causato 16.500 decessi in più rispetto a un’estate “normale” senza aumento delle temperature causato dalle attività umane. Qui il Report dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente: https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2025/12/29_12_CC25-bilancio-2025-report.pdf.  Giovanni Caprio
January 5, 2026
Pressenza
Si aggrava la crisi umanitaria per la siccità in Somalia
Annunciata da tempo la crisi umanitaria dovuta alla siccità si sta aggravando in Somalia di fronte all’indifferenza della comunità internazionale. La settimana scorsa il governo somalo ha dichiarato l’emergenza nazionale per la siccità: oltre 4,5 milioni di persone rischiano la fame, con quasi due milioni di bambini malnutriti. La mancanza di piogge e il caldo estremo hanno devastato le regioni meridionali e centrali. La crisi si sta aggravando con il fallimento dei raccolti e la morte del bestiame. Nel frattempo le agenzie umanitarie affermano che l’entità del bisogno è schiacciante e le risorse sono insufficienti dato che il piano di risposta umanitaria per la Somalia, pari a 1,4 miliardi di dollari, è stato finanziato solo al 22%. Pressenza IPA
November 26, 2025
Pressenza
Una grande siccità si diffonde in tutto l’emisfero settentrionale
> “I continenti si stanno prosciugando, la disponibilità di acqua dolce è in > diminuzione e l’innalzamento del livello del mare sta accelerando. Insieme, > questi fattori lanciano un messaggio terribile sull’impatto dei cambiamenti > climatici fino ad oggi”. (Studio sull’asciugatura continentale senza > precedenti) Il cambiamento climatico generato dall’uomo è il risultato di enormi quantità di CO2 emesse nell’atmosfera dalla combustione di combustibili fossili. Nel 2024, il tasso annuale di CO2 ha stabilito un nuovo record assoluto di 3,75 ppm o un aumento del 18.6% rispetto alla variabilità naturale di 0,02 ppm all’anno, secondo i dati paleoclimatici preindustriali. Questo sta causando una diffusa interconnessione delle regioni aride del pianeta, una nuova caratteristica del riscaldamento globale. > “Tutte le nostre infrastrutture e la nostra civiltà si basano su un clima che > non esiste più”. (John Marsham, professore di scienze atmosferiche, Università > di Leeds) Le aree riarse del pianeta si stanno fondendo in aride mega-regioni che riflettono quanto siano peggiorati i cambiamenti climatici. A causa del riscaldamento globale il clima diventa sempre più caldo, specialmente nel 2023-24 quando la temperatura media globale è aumentata di 0,3° C, inaugurando un anno intero di 1,5° C sopra il periodo preindustriale. Secondo Johan Rockström del Potsdam Institute for Climate Impact, questo grande aumento in un solo anno non si è mai avverato prima. Gli scienziati sono ancora sconcertati. Studi recenti mostrano che le fusioni di aree aride avanzano a ritmi allarmanti. Enormi regioni del pianeta stanno iniziando a somigliare al mondo della fantascienza di Dune di Frank Herbert (1965) con il suo ecosistema desertico e la scarsità d’acqua al centro della trama, facendo sembrare fantascienza i cambiamenti climatici reali nel mondo di oggi. > “Utilizziamo i dati NASA GRACE/GRACE-FO per dimostrare che i continenti hanno > subito una perdita di stoccaggio di acqua terrestre senza precedenti dal 2002. > Le aree di asciugatura del pianeta sono aumentate del doppio delle dimensioni > della California ogni anno, creando “mega regioni aride” in tutto l’emisfero > settentrionale “. (Famiglietti, et al, Unprecedented Continental Drying, > Shrinking Freshwater Availability, and Increasing Land Contributions to Sea > Level Rise, ScienceAdvances, 25 luglio 2025) La mega-aridezza comprende fattori multipli: “Dal 2002, il 75% della popolazione vive in 101 paesi che hanno perso acqua dolce. Inoltre, i continenti contribuiscono di più all’innalzamento del livello del mare rispetto alle calotte glaciali e le regioni di asciugatura contribuiscono più dei ghiacciai terrestri e delle calotte glaciali. È necessaria un’azione urgente per prepararsi ai principali impatti dei risultati presentati “, Ibidem. Quattro grandi regioni stanno mostrando un nuovo aspetto allarmante di aridità per il pianeta. Queste regioni si trovano tutte nell’emisfero settentrionale (1) Canada settentrionale (2) Russia settentrionale (3) una regione contigua comprendente il Nord America sud-occidentale e l’America centrale (4) la vasta regione tri-continentale che si estende dal Nord Africa all’Europa, attraverso il Medio Oriente e l’Asia centrale, fino alla Cina settentrionale e all’Asia meridionale e sud-orientale, che deve la sua espansione alla recente siccità europea. In breve, come nel film The Blob (1958) di fama cinematografica, l’aridità si sta diffondendo nell’emisfero settentrionale. Le conseguenze sono fin troppo ovvie: un cambiamento fondamentale delle basi della civiltà. Migliaia di anni di sviluppo della civiltà sono ora a rischio a causa di un paio di centinaia di anni di combustione di combustibili fossili. Le aree del pianeta che diventano più umide e sperimentano piogge estreme sono un altro nuovo aspetto, ma diminuiscono di dimensioni aumentando di intensità. Questa diminuzione delle aree e dell’umidità, aumentando al contempo in intensità, paradossalmente serve a spingere la aridità delle altre regioni, con grave vulnerabilità agli incendi. Ad esempio, gli anni 2023 e 2024 sono stati da record per gli incendi boschivi, bruciando più del doppio della media annuale dei due decenni precedenti. L’anno scorso è stata la prima volta che grandi incendi hanno imperversato sia nelle foreste tropicali che in quelle boreali (NASA e World Resources Institute). > “Le implicazioni dell’asciugatura continentale per la disponibilità di acqua > dolce sono potenzialmente sconcertanti. Quasi 6 miliardi di persone, circa il > 75% della popolazione mondiale, vivono nei 101 paesi che hanno perso acqua > dolce negli ultimi 22 anni “, Ibid. Gli scienziati dicono che questo deve essere considerato una sfida per i leader mondiali e un invito ad adottare misure immediate per ridurre le emissioni di combustibili fossili a tutti i costi. Dopotutto, sta bruciando il pianeta. > “L’espansione dell’asciugatura continentale estrema, la riduzione della > disponibilità di acqua dolce e l’innalzamento del livello del mare dovrebbero > essere di fondamentale importanza per il pubblico in generale, per i gestori > delle risorse e per i capi di tutto il mondo che decidono. Le delle tendenze > qui riportate, insieme a un cambiamento critico nella perdita di stoccaggio di > acqua terrestre e dell’asciugatura continentale dopo il grande El Niño a > partire dal 2014, potrebbero significare che è improbabile invertire queste > tendenze. Insieme, lanciano il messaggio preoccupante sull’impatto dei > cambiamenti climatici fino ad oggi “. Secondo un’altra rivista, Science/Alert d/d 18 agosto 2025: I continenti della Terra si stanno prosciugando a un ritmo senza precedenti: “Ciò significa che l’acqua terrestre sta, nel complesso, diminuendo con effetti devastanti in tutto il mondo. Sono incluse fonti di acqua dolce in superficie, come laghi e fiumi, e anche acque sotterranee immagazzinate nelle falde acquifere in profondità sotto la superficie terrestre.” Una parte significativa di questo problema è dove l’acqua si dirige, per lo più nell’oceano, superando l’acqua di fusione delle calotte glaciali del mondo. Nei continenti senza ghiacciai, il 68% della perdita di acqua terrestre è attribuita allo sfruttamento umano delle acque sotterranee. Le siccità estreme in America centrale e in Europa hanno contribuito notevolmente. Gli scienziati ritengono che questi eventi diventeranno più frequenti e più gravi con la crisi climatica in corso. Secondo un’altra rivista scientifica, LiveScience, dicembre 2024: “Una minaccia esistenziale che colpisce miliardi”: tre quarti delle terre della Terra sono diventate permanentemente più aride negli ultimi 3 decenni: le terre aride ora coprono il 40,6% della superficie terrestra. Secondo lo studio, l’aridità sta ora colpendo il 40% dei terreni agricoli del mondo con incendi intensificati e collasso agricolo in aree duramente colpite, tra cui gran parte dell’Europa, degli Stati Uniti occidentali, del Brasile, dell’Asia orientale e dell’Africa centrale. Gli scienziati affermano che le emissioni di CO2 dei combustibili fossili devono essere ridotte il più rapidamente possibile a zero per fermare la secchezza, nonché l’adozione di usi molto migliori dei terreni e delle risorse idriche. La fusione delle regioni di asciugatura in super regioni mega-aride è tuttora non riconosciuta dalla società a livello locale e potrebbe rappresentare l’impatto meno noto ma più dannoso del cambiamento climatico su scala globale. Gli scienziati ritengono che richieda la prima attenzione tramite (1) agenzie scientifiche governative (2) politiche di mitigazione (3) consulenza accademica per le principali nazioni sviluppate che hanno un impatto più diretto sul riscaldamento globale, in particolare Stati Uniti, Cina, Russia, India e UE, che sono i principali emettitori di CO2. La leadership della scienza non è mai stata più fondamentale di oggi. Traduzione dall’inglese di Filomena Santoro. Revisione di Thomas Schmid. Robert Hunziker
September 30, 2025
Pressenza