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Campo Base Stroppiana (VC): la militarizzazione dei territori e della società civile avanza
Il 21 e 22 settembre 2025 si è svolta la terza edizione del “Campo Base Stroppiana” in provincia di Vercelli, promossa dalla Fondazione Marazzato, omonima dell’azienda nata nel 1952 e che si occupa di ambiente e sostenibilità (rifiuti speciali, bonifiche ambientali, spurghi civili e industriali le sue attività principali). Il campo propone due giornate dedicate al “motorismo storico” con un “focus speciale sui mezzi militari” ed è rivolto a collezionisti ed appassionati, ma anche a famiglie e società civile in generale. Lo scopo è quello di suscitare “curiosità” verso la storia di mezzi militari, in particolare carri armati, e di celebrarne le eroiche imprese nelle guerre in cui sono stati impiegati (clicca qui per le info sull’evento). Il programma prevede convegni, “attività dinamiche”, visite guidate, un giro nelle risaie vercellesi e un concerto della banda militare di Assoarma, la federazione delle associazioni d’arma della Repubblica Italiana. Le “attività dinamiche” consistono nel salire a bordo di mezzi corazzati funzionanti come l M4 Sherman e l’AMX-13 o altri mezzi militari storici, visitare un vero accampamento “con rievocatori in divisa che ti accompagneranno in un viaggio nel tempo” e ancora, sperimentare simulazioni in realtà virtuale di ambientazioni d’epoca come ad esempio una caserma della Prima Guerra Mondiale.    È previsto anche un tour tra le risaie a bordo di mezzi storici  e per il pranzo si possono gustare le prelibatezze del territorio. Insomma, un’occasione ricca di esperienze “culturali” interessanti, inedite e anche divertenti. Peccato che, trattandosi di un evento che mette al centro i mezzi militari, la parola “guerra” non venga mai nominata, anzi, il convegno tematico ha come titolo “Meccanica di pace: ali, ruote e racconti che hanno fatto la storia e ispirato il presente” e gli esperti di cosa parlano? Del riutilizzo di tali mezzi in ambito civile nonché di “aneddoti” che li riguardano. Il linguaggio utilizzato nella descrizione del programma infatti è tutto teso ad attirare il pubblico, utilizzando ripetutamente parole come “storia”, “cultura” e ne sottolinea l’aspetto ludico e divertente: esperienze di realtà virtuale che rendono i visitatori “protagonisti” e la ricorrente parola “aneddoti”, riferita ai mezzi militari. In realtà, questo è un altro degli innumerevoli esempi di eventi atti a legare a doppio filo il mondo militare con il territorio, esaltandone la storia e la cultura al fine di affermare la propria presenza ed influenza. Le immagini, infatti, raccontano ben altro rispetto al linguaggio edulcorato del programma: oltre a carri armati e uomini e donne in divisa, una in particolare mostra un giovane che si esercita a sparare imbracciando un fucile, prova di quanto tutta questa non sia altro che un’operazione di vera e propria propaganda militare. Qui alcune immagini tratte dal sito, clicca qui. Alessandra Alberti, Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università, Piemonte