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Militarizzazione delle scuole ad Aversa: la lettera del M.I.R. alla Dirigente Scolastica
PUBBLICHIAMO VOLENTIERI LA NOTA INVIATA DA ERMETE FERRARO, PRESIDENTE DEL M.I.R. ITALIA, ADERENTE ALL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ, ALLA DIRIGENTE SCOLASTICA DELL’IIS “LEONARDO DA VINCI” DI AVERSA (CE) IN RELAZIONE ALLA SCONCERTANTE VISITA DI STUDENTI, STUDENTESSE E DOCENTI AL COMANDO NATO DI GIUGLIANO, UNA STRUTTURA MILITARE PERICOLOSAMENTE COINVOLTA IN SCENARI DI GUERRA CON LA PARTE SBAGLIATA DELLA STORIA. Alla D.S. dell’I.I.S. ’Leonardo da Vinci’ di Aversa (CE), prof.ssa Margherita Montalbano   ceis03100v@istruzione.it    Oggetto: visita di studenti e docenti al Comando NATO di Giugliano Gent. Dirigente, ancora una volta registriamo con sconcerto un’iniziativa che vorrebbe essere di natura ‘didattico-educativa’, ma è invece finalizzata all’ennesimo contatto ravvicinato tra scolaresche, strutture ed impianti militari e centri di comando palesemente legati ad allarmanti scenari di guerra, che sempre più minacciano la pace e la sicurezza. Abbiamo appreso infatti – visitando il sito del J.F.C., ossia il Comando della NATO per il Sud Europa, l’area balcanica ed il Medio Oriente – che alcune classi dell’Istituto Statale da lei diretto hanno fatto visita a quella struttura e che lei stessa si è congratulata col suo Comandante, l’Ammiraglio Wikoff – che è anche a capo della Marina degli USA per l’ambito europeo ed africano – ringraziandolo perfino per tale ‘opportunità’. Da docente, e come presidente nazionale e referente territoriale del più antico movimento italiano per la pace e la nonviolenza, esprimo netta disapprovazione per questa iniziativa che ben poco ha di formativo, laddove contribuisce piuttosto a rafforzare il drammatico processo di militarizzazione delle scuole e delle università nel nostro Paese. Nello spirito di apertura nonviolenta al dialogo, comunque, sarei lieto di potermi confrontare con docenti e studenti su questo tema, nell’ambito di iniziative di educazione civica e, specificamente, di educazione alla pace. Confidando in un positivo riscontro, la saluto cordialmente. Prof. Ermete Ferraro, Presidente M.I.R. Italia – Coord. M.I.R. Napoli --------------------------------------------------------------------------------
Cittadinanza in uniforme: all’IIS Volta di Aversa (CE) l’Aeronautica è solo la punta dell’ice-berg
Dal 20 al 24 aprile e dal 4 al 8 maggio 2026 tre classi quinte dell’Istituto di Istruzione Superiore “A. Volta” di Aversa (CE) hanno partecipato ad un percorso di Formazione Scuola Lavoro/Orientamento in collaborazione con il 9° Stormo F. Baracca dell’Aeronautica Militare Italiana, inquadrato dal 2006 nella 1° Brigata aerea “operazioni speciali”, di stanza presso l’aeroporto Caserta-Grazzanise. Fonte: wikipedia La prima parte del percorso (aprile) è stata di tipo teorico e si è svolta all’interno della scuola condotta dal personale militare. Gli argomenti sono esplicitati nell’allegato A alla circolare del Dirigente scolastico e comprendono «manutenzione aeronautica, aerotecnica, avionica, propulsione, meteorologia aeronautica, sicurezza del volo e dei luoghi di lavoro.» Il percorso del mese di maggio si è invece tenuto presso la sede del 9° Stormo, ma i contenuti non sono esplicitati nella relativa circolare. L’assenza non è un dettaglio tecnico. In un’alternanza scuola-lavoro, la parte pratica è il cuore dell’esperienza formativa. Sapere cosa fanno concretamente gli studenti dentro una base militare per 5 giorni è una questione di trasparenza educativa elementare. Per quanto riguarda gli obiettivi pedagogici l’accordo di rete cita lo sviluppo di competenze tecnico-professionali, orientative e trasversali. Quali competenze trasversali (le così dette soft skills) non è dato sapere. Ma quanto sono presenti i militari in questo istituto? Dando un’occhiata agli altri accordi di rete della scuola troviamo i «Percorsi di legalità » descritti così nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) 2025-2028 – il documento programmatico che definisce l’identità formativa della scuola: > «La scuola in rete con l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la > Polizia di Stato, la polizia municipale, vigili del fuoco, ha programmato una > nutrita serie di eventi culturali, manifestazioni, nonché concerti, allo scopo > della conoscenza, della presa di coscienza e/o rafforzamento degli obiettivi > di cittadinanza attiva e di convivenza democratica. Gli alunni e le alunne > avranno modo di comprendere e fare propri i principi fondanti del rispetto del > sé, dell’altro e delle regole.» Il quadro si fa più chiaro: la presenza militare non si limita all’orientamento professionale, ma entra nel cuore della formazione civica. Vale la pena fermarsi sull’ultima parola: regole. Non si citano i diritti, la partecipazione, il dissenso, il pensiero critico. La parola regole non è casuale, ma rivela l’impostazione pedagogica sottostante: la cittadinanza come conformità all’ordine esistente e non come capacità di interrogarlo, modificarlo, contestarlo quando necessario. Cosa significa davvero cittadinanza attiva? > La cittadinanza attiva — nelle sue formulazioni teoriche più solide, da Dewey > a Freire, da Nussbaum a Bourdieu — non è la conoscenza delle istituzioni né il > rispetto delle norme. È la capacità di agire come soggetto politico: > partecipare, deliberare, dissentire, costruire dal basso spazi di vita comune. Include, necessariamente, la possibilità di contestare le istituzioni quando queste si rivelano ingiuste o inadeguate. Include il conflitto come risorsa democratica, non come patologia sociale da reprimere. Include la disobbedienza civile, che ha una storia teorica e pratica riconosciuta in ogni democrazia matura. La convivenza democratica, analogamente, non è la coesistenza pacifica sotto la tutela dell’autorità. È la capacità di gestire il pluralismo, il disaccordo, la differenza — senza affidarsi al monopolio della forza per tenerli sotto controllo. Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza non sono soggetti democratici nel loro funzionamento interno, ma sono organizzazioni gerarchiche, basate sull’obbedienza verticale, sulla disciplina, sull’esecuzione degli ordini. Svolgono funzioni legittime e necessarie in uno Stato di diritto, tuttavia il modello di convivenza che incarnano strutturalmente è quello dell’ordine garantito dall’autorità, non della partecipazione costruita dal basso. Quando sono loro a spiegare “come si vive insieme”, il messaggio implicito — indipendentemente dalla buona fede dei singoli operatori — è preciso: la convivenza è una questione di rispetto delle regole; lo Stato si presenta con la divisa; il cittadino è un soggetto da educare alla compliance. È l’opposto di ciò che la pedagogia critica ha elaborato in decenni di riflessione. È, per usare la categoria di Paulo Freire, un’educazione “bancaria” applicata alla democrazia: si depositano nei ragazzi i valori dell’ordine, senza mai attivare la loro capacità di pensiero autonomo e azione collettiva. Il caso del Volta di Aversa non è isolato. Rientra infatti in una tendenza documentabile a livello nazionale che come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università portiamo alla conoscenza di tutti: la progressiva occupazione degli spazi formativi da parte di soggetti militari e paramilitari, che si propongono come agenti educativi su temi — legalità, cittadinanza, convivenza, orientamento professionale — che richiederebbero invece competenze pedagogiche, autonomia critica, pluralismo di voci. Questa tendenza non passa da imposizioni esplicite. Passa da convenzioni, reti, PCTO, protocolli d’intesa, passa dal linguaggio rassicurante della legalità e dei valori condivisi. Passa, come in questo caso, dalla sostituzione silenziosa di una parola con un’altra: diritti con regole. È quella sostituzione che vale la pena insegnare ai ragazzi a riconoscere. Ma non sarà un carabiniere a fargliela notare. Purtroppo nel PTOF dell’Istituto Volta l’educazione alla cittadinanza attiva e alla convivenza democratica appare affidato solo alle divise. Silvia Delitala, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Aversa (CE). Vigilare per tutelare il diritto alla salute
La ‘Petizione malati e derubati in Campania’ segue con grande preoccupazione le vicende che si stanno susseguendo al Distretto Sanitario 17-19 di Aversa, la chiusura e lo spostamento presso il Distretto di Trentola di attività assistenziali importanti, la chiusura dell’ambulatorio infermieristico che ha prodotto tantissime prestazioni (chiusura prevista per il […] L'articolo Aversa (CE). Vigilare per tutelare il diritto alla salute su Contropiano.
September 27, 2025
Contropiano